Meccanica quantistica, paranormale e metodo scientifico

Ho partecipato a diverse conferenze tenute nel corso della magnifica iniziativa del Comune e dell'Universita' di Bologna (Cronobie- cronache dal futuro della scienza (6-9 Ottobre 05) tenute in aule Universitarie, Biblioteche, Musei ed anche in Bar e Caffe. In una di queste ultime e' stato trattato, da un fisico dell'Universita' di Bologna, l'argomento dei quanti. In un'ora di tempo la relazione mi e' parsa tenuta nel migliore dei modi, con tutta la chiarezza possibile anche per i "non addetti ai lavori" come me. Al termine il relatore ha indugiato sul fatto che la meccanica quantistica presenta evidenze sperimentali incontrovertibili, le quali pero' cozzano contro la logica( v/ paradosso del gatto di Schrodinger: ne' vivo ne' morto); forse, se e quando scopriremo perche', si apriranno mondi nuovi. Da questo, a mo' di appendice, il relatore ha affermato che si dovrebbe indagare di piu' e meglio sugli "eventi", cioe' fatti inspiegabili, portando come esempio che: un suo amico e' stato guarito da uni sciamano in Africa; molte polizie si avvalgono di sensitivi per risolvere,o cercare di risolvere, casi particolari; il fatto della scoperta della macchina nel lago da parte di una veggente. A questo punto si e' aperto un discreto dibattito, al quale ho partecipato facendo presente che: - occorre dimostrare innanzitutto che gli eventi sono effettivamente eventi; -che i controlli sinora avvenuti dimostrano il contrario - che,ad abundantiam, le veggente del lago ha dichiarato alla TV che parla continuamente con Mussolini. Il relatore ha risposto che , a suo avviso, i controlli vengono effettuati con troppi pregiudizi e che la scienza, senza ovviamente negare gli enormi benefici che ha portato all'umanita', ha sinora esaminato solo i fatti (come diceva Galileo) e non gli eventi. Ovviamente poi ci sono anche tanti ciarlatani. Inoltre, parlando dei rabdomanti e del famoso controllo fatto dal Cicap con i tubi interrati, ha detto che anche se uno solo dei dieci rabdomanti controllati ha seguito il percorso corretto, il fatto non si puo' con tutta certezza imputare al caso. Vi scrivo perche' ho trovato il tutto molto intrigante in quanto affermato da uno scienziato, che ha cercato di esporre il tutto con criteri di pura ricerca e non di fede ( tranne, a mio avviso, la certezza della guarigione del suo amico) e che ha sviluppato questi concetti in calce alla meccanica quantistica. Sarebbe interessante conoscere il vostro parere.

Cordiali saluti.

Alberto Nanni - Bologna


Risponde Silvano Fuso.

Gent.mo Alberto Nanni,

La ringraziamo innanzi tutto per la Sua mail. Che la meccanica quantistica susciti problemi interpretativi tuttora aperti è fuori dubbio. Tuttavia va osservato che la stessa meccanica quantistica è nata e si è sviluppata grazie alla applicazione di quel metodo scientifico che tanti vogliono mettere in discussione. Sul fatto che il relatore della conferenza abbia sottolineato la necessità di indagare sui fatti inspiegati, siamo perfettamente d'accordo ed è proprio quello che noi facciamo abitualmente. Come giustamente Lei ha fatto presente, la prima cosa da fare è accertare al di là di ogni dubbio la reale esistenza degli eventi. Tale esistenza viene infatti troppo spesso data per scontata e quando si fanno indagini accurate si scopre purtroppo che le cose stanno diversamente da come spesso vengono esposte. Ad esempio, per riferirsi ai casi citati, sull’uso dei veggenti da parte della polizia, La rimando al seguente articolo. Sul ritrovamento della macchina nel lago, a quest’altro. Mentre sulla valutazione dell’efficacia di una terapia e/o di un farmaco, La rimando a questa mia risposta . I controlli, è vero, devono essere fatti senza pregiudizi, ma la storia delle indagini sui presunti eventi misteriosi fa emergere chiaramente che i pregudizi provenivano quasi sempre dalla parte di chi sosteneva la realtà dei fenomeni e non da parte degli indagatori scettici. Scetticismo infatti, per definizione, significa proprio ricercare la verità in assenza di pregiudizi. Riguardo al test sui rabdomanti, e ad indagini analoghe, non si può non tenere conto del caso. Statisticamente qualche risultato positivo avviene necessariamente per caso e quindi un’indagine seria deve per forza fare ricorso ad analisi statistiche per discriminare quanto sia dovuto al caso e quanto invece alle presunte capacità del soggetto esaminato. Stupisce che uno scienziato non sia consapevole di questa fondamentale esigenza.

Un cordiale saluto.

Silvano Fuso