Gli Ordini dei medici bocciano l'omeopatia: «È solo un placebo»

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«È un traguardo che dobbiamo salutare con soddisfazione. Ci auguriamo davvero che questa sia una svolta, coerente con quello che succede nel resto del mondo. Come nel caso degli Stati Uniti, dove l’American Association for the Advancement of Science, a proposito della mancanza di prove scientifiche, dice: "Non chiamatela omeopatia, ma stregoneria"».

Così Silvio Garattini, Farmacologo, Direttore IRCCS Istituto di ricerche Farmacologiche "Mario Negri" Milano e Socio Onorario del CICAP, commenta la presa di posizione della FNOMCeO, Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, contro l'omeopatia.

Proprio dal suo nuovo portale "Dottore, ma è vero che ", nato con lo scopo di offrire alla popolazione un’informazione accessibile, scientificamente solida e sempre trasparente, la Fnomceo afferma che in realtà non ci sono prove scientifiche della sua efficacia e gli eventuali benefici sulle persone sono dovuti all'effetto placebo.

Nella scheda L’omeopatia ha effetti scientificamente dimostrati? , curata dal medico e Socio Emerito CICAP Salvo Di Grazia si legge che:

«Sebbene vi siano pubblicazioni di vari studi, allo stato attuale non ci sono prove scientifiche né plausibilità biologica che dimostrino la fondatezza delle teorie omeopatiche secondo i canoni classici della ricerca scientifica". "Infatti diversi studi condotti con una metodologia rigorosa hanno evidenziato che nessuna patologia ottiene miglioramenti o guarigioni grazie ai rimedi omeopatici. Nella migliore delle ipotesi gli effetti sono simili a quelli che si ottengono con un placebo (una sostanza inerte)"».

Salvo Di Grazia, che cura anche il sito Medbunker , precisa che "l'effetto placebo è conosciuto da tempo, ha una base neurofisiologica nota e funziona anche su animali e bambini, ma il suo uso in terapia è eticamente discutibile e oggetto di dibattito. L'uso dell'omeopatia è un'abitudine molto limitata e in continua diminuzione, rappresenta infatti meno dell'uno per cento dei prodotti venduti in farmacia in Italia".

Nel documento si spiega anche perché sono proprio i medici a prescrivere i farmaci omeopatici. «In Italia - si legge - l'omeopatia può essere praticata solo da medici chirurghi abilitati alla professione. Questa norma non intende attribuire una base scientifica a questa pratica, ma solo garantire da una parte il diritto alla libertà di scelta terapeutica da parte del cittadino e dall'altro un uso integrativo e limitato alla cura di disturbi poco gravi e autolimitanti, evitando il rischio di ritardare una diagnosi più seria o che il paziente stesso sia sottratto a cure di provata efficacia».

D'altra parte, segnala Di Grazia, «i presunti meccanismi di funzionamento dell'omeopatia sono contrari alle leggi della fisica e della chimica. Anche l'annuncio di un ricercatore francese di aver scoperto una prova dell'esistenza della "memoria dell'acqua", nel 1988, venne smentito da un esperimento di controllo, mentre i suoi risultati non sono mai più stati riprodotti da altri laboratori. Lo studio, pubblicato su un'importante rivista scientifica, fu quindi ritirato».

In Italia secondo l'ISTAT dal 2005 al 2013 l'uso di rimedi omeopatici è sceso dal 7% al 4,1%, mentre Omeoimprese recentemente ha affermato che sono 9 milioni le persone che ricorrono almeno una volta all'anno all'omeopatia, vale a dire un italiano su cinque, mentre un calo del 7% registrato nei fatturati delle aziende sarebbe dovuto a motivi tecnici.

La presa di posizione della FNOMCeO è stata molto apprezzata da molti esperti "antibufale", a cominciare dal medico pro-vaccini Roberto Burioni secondo cui la scheda è «un parto laborioso ma felice».

«Ci auguriamo che questa presa di posizione» conclude Garattini «riceva la massima risonanza possibile e che non ci siano più corsi per istruire i medici su come usare l’acqua fresca».