A casa del Diavolo

  • In Articoli
  • 29-07-2004
  • di Cristiano Ricciputi

Cesena. Chissà perché a volte è più facile credere alle ipotesi strane e fantasiose che non alla realtà. È il caso della cosiddetta "leggenda del Palazzaccio" che ogni ragazzino di Cesena impara presto dai coetanei, con un passaparola perpetuo nel tempo. Il fatto è che a Cesena, a due passi dal centro, in posizione privilegiata sopra una lieve altura, si erge un palazzo diroccato. Anzi, si nota benissimo che ne manca una parte, per lo meno la metà, e i muri frastagliati di un lato denunciano questa mancanza. Fino al secondo dopoguerra era anche isolato dal resto della città. Poi, la fame di alloggi ha fatto sì che, seppur a debita distanza, ai piedi del Palazzaccio sorgesse un quartiere. Un edificio comunque sospetto: abbandonato da anni, rifugio per colonie di piccioni, pipistrelli, topi e civette, con imposte battenti ad ogni alito di vento e muri pericolanti.

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L'inquietante Palazzaccio di Modena: casa del diavolo o casa incompiuta?

Il Palazzaccio è considerato da tutti la casa del diavolo e, il fatto che ne "manchi" una metà, secondo alcuni avvalla un'altra teoria: la parte mancante è stata "trasportata" dal diavolo a qualche chilometro, a Forlimpopoli (ma una seconda voce sostiene a Rimini). In effetti in quella zona sorge una costruzione simile e speculare. Tali dicerie hanno attecchito in un certo tessuto sociale della città: basti pensare che il Palazzaccio è diventato luogo privilegiato per "satanisti dilettanti" con rituali da messe nere caserecce, galline sgozzate, scritte blasfeme sui muri, ecc.

Addirittura una ragazza alcuni anni fa partecipò a un talk show televisivo affermando di essere stata posseduta dal demonio "tramite" un satanista e che nel Palazzaccio il diavolo esisteva davvero.

Basterebbe un minimo di verifica per svelare quel poco di mistero che circonda il Palazzaccio. Consultando alcuni documenti (che sono stati anche raccolti in una pubblicazione), si scopre che si tratta di un edificio del XVIII secolo. Il signorotto che ne ordinò la costruzione voleva realizzare una suntuosa abitazione, la più prestigiosa della città. Ma, giunto a metà dell'opera, terminò le finanze e andò in bancarotta, così come spesso succedeva in periodi di instabilità economica. Ecco svelato il mistero del "volo" a Forlimpopoli di metà del palazzo: in realtà la parte mancante non è mai stata costruita. Inoltre, è così diroccato non perché sia dimora del diavolo, bensì, ironia della sorte, a causa della mancanza di finanziamenti. La struttura è di proprietà del Comune il quale non ha messo fra le priorità del bilancio il suo recupero.

E le messe nere, il diavolo e i malefici? Folklore carnevalesco, buono magari per la notte di Halloween.