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Un requiem anche per il Ganzfeld?

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di Luigi Garlaschelli
01-01-2000

Dick Bierman e' un professore di psicologia che lavora all'Universita' di Amsterdam ove conduce ricerche sull'apprendimento, ma che si occupa anche di parapsicologia da piu' di venti anni. Ad Amsterdam non esiste un insegnamento "ufficiale" di parapsicologia, che viene pero' introdotta soprattutto per ragioni didattiche, poiche' - come giustamente afferma Bierman - gli esperimenti in questa disciplina devono essere molto piu' controllati e precisi di quanto non sia abituale. Bierman comunque e' anche titolare di un insegnamento, sovvenzionato da fondi privati, presso l'Universita' di Utrecht, dove lavora a tempo pieno anche un Ph.D.

Trovandomi ad Amsterdam, ho avuto la possibilita' di incontrare Bierman nel suo Dipartimento il 30 novembre. 50 anni ben portati, energico e gentile, Dick Bierman ha risposto a tutte le mie domande senza reticenze, davanti ad una tazza di caffe'. Ero curioso di sapere qualcosa soprattutto degli esperimenti di Ganzfeld condotti da lui negli ultimi anni.

Come e' noto, il Ganzfeld e' da piu' di dieci anni l'esperimento presentato dai parapsicologi come la migliore prova dell'esistenza dei poteri PSI: sarebbe ripetibile in laboratorio, prevedibile nei suoi effetti, e darebbe risultati eccezionalmente significativi oltre i valori attesi secondo il caso. (cfr S&P I, 1 e I, 2-3)

Per semplificare al massimo, si tratta di un esperimento di telepatia (o chiaroveggenza): una persona (trasmettitore) osserva una figura o breve filmato, di solito scelta a caso in un gruppo di quattro, mentre una seconda persona (ricevitore o percipiente), completamente isolato dalla prima ed in uno stato particolare di rilassamento e riduzione di input sensoriali, cerca di captare delle impressioni. Deve poi scegliere il bersaglio (tra i quattro possibili) che piu' sembra corrispondere alle impressioni avute durante il periodo di "ricezione". In assenza di errori sperimentali e indicazioni sensoriali, il caso richiederebbe una percentuale di successi pari a 1/4, ovvero 25%. Sono stati riportati dai parapsicologi successi anche del 35-40 % in condizioni controllatissime, cifre che, se paragonate a quelle generalmente ottenute in altri esperimenti ESP, indicherebbero un effetto fortissimo - o errori clamorosi. Sul Ganzfeld si e' sviluppato un dibattito vastissimo fino ad arrivare alle copertine di riviste scientifiche a vasta diffusione ( New Scientist... ....). Messo a punto da Honorton alla fine degli anni '70, su di esso stanno attualmente lavorando Morris, a Edinburgo (cattedrea Koestler), da vari anni, Braud a Friburgo, e appunto Bierman. Circa i lavori di Morris e' dato sapere poco. Bierman afferma che Morris sta ottenendo risultati positivi da alcuni anni, ma non ha ancora pubblicato nulla di ufficiale su riviste internazionali, limitandosi a qualche comunicazione ai congressi di categoria. E sui famosi lavori di Honorton anche Bierman ora sembra poco disposto a giurare, da quando si e' scoperto che la maggior parte delle serie di successo erano state condotte sempre dallo stesso sperimentatore. La sorpresa e' venuta pero' da Bierman stesso, il quale ha ammesso candidamente che il Ganzfeld con lui "non funziona piu'" ! Dopo i risultati ancora ottimi (successi attorno al 40%) comunicati al congresso della Parapsychological Association del 1994 e' iniziata, sia per lui che per Braud una serie negativa (10-14% di successi); ora facendo le somme siamo a livelli del tutto compatibili col caso. Bierman cita il noto "effetto di declino" dei fenomeni, inizialmente forti, ma che poi svaniscono e tornano a livello zero. Per ora non e' dato sapere se questo sia dipeso in qualche modo da condizioni di sperimentazioni piu' precise e controllate. Bierman afferma che si dovrebbe continuare, e sperare in un ritorno a valori significativi. Egli comunque mi ha anche mostrato e spiegato il procedimento usato per le sedute di Ganzfeld, tutte gestite da un programma di computer per ridurre al minimo gli errori umani. Molte domande che avrei voluto porgli riguardano dettagli sperimentali di tali test. Per esempio, non si trattava di un Ganzfeld "classico" (un trasmettitore, un ricevitore); in realta' il computer non mostrava le immagini a nessuno, perche' da un certo punto in poi era coperto da una cassa metallica, quindi l'esperimento in realta' era di chiaroveggenza pura (il "percipiente" doveva indovinare le immagini mostrate, senza che un "trasmettitore" le inviasse "telepaticamente"). O ancora: percipiente e controllore del programma erano sempre due studenti amici tra loro. Potrebbe questo avere influito sui risultati eccezionali dei primi tempi? Che cosa impediva che essi sbirciassero nella scatola metallica, o non la calassero affatto sul computer, visto che Bierman non li sorvegliava? Risposta: il fatto che le percentuali di successo erano le stesse in questo test e in quello in cui il computer in realta' non trasmetteva nulla, nemmeno dentro la scatola, e le immagini bersaglio erano scelte DOPO la risposta del "percipiente" (test di precognizione).

In altri test si sono ottenuti risultati del tutto casuali in termini di numero di bersagli indovinati, ma secondo Bierman se si esaminano i tratti della personalita' dei soggetti (testati con un programma apposito) si trova che almeno uno di essi (tra decine) correla significativamente con i successi di quei soggetti. Insomma, le curiosita' sono molte, ma "fare le pulci" a questi lavori richiederebbe un esame dettagliato dei dati di centinaia di esperimenti, cosa che sarebbe possibile solo se qualcuno anche in Italia decidesse di ripetere qualcosa di molto simile, con lo stesso impegno.

Non si puo' non rileggere le critiche che lo scettico Hyman faceva, e fa, a questi mutevoli paradigmi della parapsicologia, alla mancanza di un esperimento ripetibile da chiunque sul quale costruire finalmente una vera disciplina, a questo dimenticare ogni volta gli insuccessi globali degli ultimi 130 anni e sperare sempre nell'ultimo bellissimo esperimento.

Nel frattempo Bierman sta passando ad altro. Mostra delle diapositive di tono neutro a dei soggetti. Poi di colpo, fa loro vedere qualcosa di shockante e terribile e misura la variazione di certi parametri fisiologici come la resistenza cutanea, che ha un picco. La novita' e' che, analizzando certi particolari nei dati, alcuni soggetti avrebbero una reazione anomala PRIMA di vedere l'immagine shockante.... Sara' questo effetto il "Ganzfeld del 2000"?

 

 

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