Quest'oasi di Luna: il Convegno visto da una 16enne

Quando, sulle note di Somewhere over the rainbow, il Congresso giunge alla sua conclusione, un nodo alla gola mi impedisce sia di ridere che di piangere. Un misto di tristezza perché è tutto finito, ma nello stesso tempo una grande gioia per aver partecipato, trascorrendo così due giorni incredibili, una vera "boccata d'ossigeno", come ha detto Piero Angela. Mi tornano in mente le spiegazioni dell'ultima lezione, a scuola, sull'Orlando Furioso di Ariosto: Orlando è impazzito e per farlo rinsavire bisogna andare a prendere il suo senno sulla Luna. E' lì infatti che vanno a finire tutte le cose perdute. Quando Astolfo arriva sulla Luna trova il senno di tante persone, ma nemmeno un briciolo di follia. Già, quella sta tutta qui sulla Terra!

Appena arrivata mi sono stupita di vedere così tante persone, tutte accomunate dallo stesso scetticismo e razionalità. Ma allora un po' di senno sta anche quaggiù sulla Terra? Incredibile.
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Mi fa uno strano effetto veder passare accanto a me gli autori dei libri che si alternano uno dopo l'altro sul mio comodino: Silvano Fuso, Gigi Garlaschelli, Francesco Grassi, Lorenzo Montali, Marco Morocutti, Massimo Polidoro, Mariano Tomatis, per citarne solo alcuni. I loro interventi sono pieni di entusiasmo, ricchi di notizie curiose e intriganti, tutti su argomenti di cui noi cicappini andiamo ghiotti!

Poter parlare personalmente con tutti quegli scettici il cui lavoro seguo con interesse e curiosità è un'esperienza indimenticabile. Ma ancor più inaspettato è scoprire che sono persone simpaticissime e davvero disponibili.

Mariano Tomatis, per esempio, mi ha subito invitato a dargli del tu, «Tanto siamo coetanei», dice. «Ma io ho 16 anni!», lui: «E io 29!». Alla fine mi regala anche una spilletta.

O Paola De Gobbi, che mi ha letteralmente "accolto a braccia aperte", coinvolgendomi nella grande famiglia del CICAP.

Dulcis in fundo, ho rivisto per la seconda volta (la prima era stata al Congresso Internazionale di Abano Terme due anni fa) il mio mito, Massimo Polidoro. Il timore reverenziale di trovarmi davanti ad una persona "importante" e piena di esperienza viene sconfitto dalla sua semplicità e cordialità. Massimo sembra sempre pronto ad ascoltarti, anche se gli stai ripetendo domande che conosce a memoria.
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Ma una delle esperienze più divertenti è stata sicuramente salire sul palco durante la serata "Magia". Quando Alex Rusconi ha chiesto un volontario che lo aiutasse nel suo gioco di prestigio, tutti sembravano pensare «non io, non io», e invece la sottoscritta scalpitava per essere scelta!!! Salgo sul palco e Alex mi chiede: «Come ti chiami?», e io: «Giuliana», lui: «E come posso chiamarti? Posso chiamarti Giuliana?» «Certo...» «E quando posso chiamarti? Domani sera va bene?».

E poi trovarsi a dover puntare una pistola contro un prestigiatore non è cosa da poco...non si sa mai, per vendicarsi potrebbe tagliarti in due!

Peccato che al ritorno siano state pochissime le persone a cui poter raccontare della mia avventura. Solitamente i miei coetanei mi lanciano uno sguardo interrogativo e dirottano velocemente l'argomento sull'ultimo gossip riguardo questo cantante o quell'attrice. Fa niente.

Che dire, è bello fare, a sedici anni, due passi su un'oasi di Luna, dove il senno supera in quantità, una volta tanto, la follia.