Benvenuto nel mondo dell'AIDS

Quello dell'untore, il malintenzionato che diffonde volontariamente una malattia, è un terrore che ha accompagnato l'umanità durante tutte le epidemie che l'hanno flagellata nel corso dei secoli. Quando la scienza medica era molto giovane e la trasmissione delle malattie un enigma, la voce popolare era pronta ad accusare qualcuno (generalmente un gruppo o una comunità per qualche ragione temuto od odiato; in Europa spesso gli ebrei, come durante la grande epidemia di peste nera nel quattordicesimo secolo) di spargere il contagio. Trovava così una spiegazione il propagarsi dell'infezione, si trovava un capro espiatorio e l'ira impotente nei confronti della malattia aveva una valvola di sfogo, per quanto ai danni di innocenti.

Oggi, anche se non tutto è chiaro, virus e batteri non sono più un mistero insolubile; non è più la peste a far paura, ma una malattia più "moderna" come l'AIDS; la "diceria dell'untore", tuttavia, esiste ancora:

Un giovane conosce, in una discoteca, una ragazza che non aveva mai visto prima. Ballano tutta la sera, poi il ragazzo la conduce a casa sua e trascorrono la notte insieme. Al risveglio, il giovane scopre che la ragazza si è dileguata.

Entrando in bagno per farsi una doccia, scopre con terrore, scritta col rossetto sullo specchio, la frase "BENVENUTO NEL MONDO DELL'AIDS!"

Spesso è aggiunto che la ragazza cercava di vendicarsi dell'uomo da cui aveva contratto l'AIDS cercando di infettarne il più possibile; in altri casi le circostanze dell'incontro sono diverse, o qualche volta gli incontri sono più di uno prima della drammatica conclusione. La storia è straordinariamente diffusa, in Europa come negli Stati Uniti, dove ha cominciato a circolare non appena si seppe che l'AIDS si poteva trasmettere attraverso rapporti eterosessuali. Secondo J.H. Brunvand, la donna può essere la "personificazione" del timore di contrarre la malattia da parte della comunità eterosessuale che si era sentita, fino ad allora, al sicuro. In questo senso, la storia è un esempio lampante di cautionary tale, con la funzione di mettere in guardia contro un rischio reale (il contagio per via sessuale) "raffigurandolo" in maniera amplificata e particolarmente inquietante.

In un'altra versione, più rara, è un uomo a contagiare una donna. Le differenze nei dettagli riflettono il diverso ruolo di uomini e donne nella cultura occidentale tradizionale. In questo caso la storia si svolge quasi sempre in un paese esotico; il seduttore ha una relazione relativamente duratura con la vittima, accompagnata da progetti di matrimonio o vita in comune. Quando, all'improvviso, deve separarsi dalla donna (o talvolta è lei a dover partire), lo fa con la promessa di ritornare presto e lascia un piccolo regalo, che deve essere aperto solo dopo la sua partenza. Una volta aperto il pacchetto, il dono si rivela una piccola bara rivestita di tessuto rosso, con un biglietto che riporta la solita scritta "Benvenuto...".

Negli Stati Uniti, questa storia è nota come "AIDS Mary", un riferimento a "Typhoid Mary", soprannome di Mary Mallon, una cuoca portatrice sana di febbre tifoide (e probabilmente mentalmente disturbata) che, a quanto pare, diede origine ad almeno tre epidemie nella regione di New York durante i primi anni del '900. È proprio la differenza tra la storia dell'infelice Mary e questa che può permettere di capire un'altra delle ragioni per cui questa storia è considerata una leggenda. Per quanto nella realtà ci siano state persone che, pur sapendo di essere sieropositive, non si sono fatte scrupolo di avere rapporti "non protetti", solo in un caso documentato la motivazione (almeno quella dichiarata) era la vendetta (anche se non c'è traccia di scritte sugli specchi o bare in miniatura). Nella leggenda, il contagio è sempre chiaramente volontario e non semplicemente, per così dire, "colposo"; nella realtà, la molla che spinge a non informare il partner del rischio è, più banalmente, il timore di perderlo, la non accettazione della situazione, o semplicemente l'indifferenza. L'attribuire un movente esplicito alla ragazza misteriosa ha proprio l'effetto di amplificare il messaggio che la storia trasmette: "attenzione alle avventure imprudenti".

Per saperne di piu:

  • J.H. Brunvand, Curses! Broiled Again! - The hottest urban legends going. New York: Norton (1989) pp. 195-205.
(Tr. It. Nuove Leggende Metropolitane. Genova: Costa&Nolan, 1990)
  • J.H. Brunvand, The Baby Train and other lusty urban legends. New York: Norton (1993), pp. 237, 240.
  • J.H. Brunvand, Too Good to be True: The Colossal Book of Urban Legends, New York: Norton (1999), pp.133-134.
  • T. Carbone, 99 Leggende urbane, Milano: Mondadori (1990), pp. 29-30
  • P. Toselli, La famosa invasione delle vipere volanti. Milano: Sonzongno (1994), pp. 48-66.
  • C. Bermani, Il bambino è servito. Bari: Dedalo (1991).
  • http://www.snopes.com/horrors/madmen/aidsmary.htm
  • Per quanto la storia sia diffusa da tempo, e molti sappiano che si tratta di una leggenda metropolitana, rimane sempre credibile, tanto da essere stata anche usata come "tranello" ad un giornale: http://www.lutherblissett.net/archive_it/110_it.html


Per saperne di più sulla storia di Mary Mallon: