Elogio della comunicazione

Spendere poco per avere molto è difficile (Introduzione al protocollo TCP/IP)

  • In Articoli
  • 28-03-2001
  • di Roberto Mancin

Supponete che per spedire una lettera contenente un foglio (due pagine), siano necessari 2 francobolli (o 3 se volete la ricevuta di ritorno). Supponiamo inoltre che, in media il 5% delle lettere sia smarrito.

Voi avete 670 francobolli e dovete spedire al vostro medico curante la vostra cartella clinica di 400 pagine: è molto importante che lui riceva al più presto tutte le pagine perché potrebbe trovare una cura efficace contro la vostra malattia altrimenti inguaribile. Dimenticavo: potete inoltre usare una lenta e vecchia fotocopiatrice.

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Come vi comportereste?

Risposta. 1: Affrancate con 400 francobolli la cartellina e la spedite.

Obiezione 1: Come fate a essere sicuri che sia arrivata a destinazione? E' possibile che il vostro medico non abbia ricevuto nulla.

Risposta 2: Chiedete anche la ricevuta di ritorno usando 401 bolli.

Obiezione 2: Che fare se la ricevuta di ritorno non ritorna e l'originale è stato smarrito?

Risposta 3: Mandate con 401 bolli solo una fotocopia del malloppone ed eventualmente lo rispedite.

Obiezione 3: Non avete abbastanza francobolli per spedire due volte il plico.

Risposta 4a: Spedite 200 buste contenenti ognuna le fotocopie di 2 pagine e per tutte chiedete la ricevuta di ritorno utilizzando 600 bolli.

Obiezione 4a: Dopo 4 giorni avete ricevuto circa 180 riscontri. Che fate?

Risposta 4b: Dei 70 bolli rimasti ne usate 60 per le circa 20 lettere la cui ricevuta non vi è arrivata.

Obiezione 4b: Dopo altri 4 giorni non avete ricevuto 2 riscontri. Che fate

Risposta 4.6: Con altri 6 bolli dei 10 rimasti rimandate le 8 lettere non riscontrate e con 3 dei 4 rimanenti rimandate nuovamente quella che eventualmente non è stata nuovamente riscontrata. A questo punto non vi resta che sperare; è molto improbabile comunque che il vostro medico non abbia ricevuto nulla.

Obiezione 5: Non è troppo complesso?

Risposta 5: Certamente, ma, di fatto, è circa così che i protocolli IP e TCP di Internet funzionano. Ogni volta che voi "navigate", spedite della posta, usate il protocollo FTP per prelevare un programma inconsapevolmente chiedete ai computer di mezzo mondo di spezzare in tanti piccoli pacchetti il flusso di byte che a voi appare continuo. Se non vedete i ritardi dovuti a questi meccanismi, è perché sono veloci quasi come la luce (è proprio il caso di dirlo).

Con quest'introduzione spero di avervi fatto capire quanto è strana, interessante e divertente l'infrastruttura telematica su cui è costruita Internet. La cosa affascinate è che queste cose hanno più di 20 anni, e da allora sono la linfa vitale della Rete, o meglio i neurotrasmettitori attraverso cui milioni di neuroni-utenti rendono vitale la Rete

Sta finendo la moda Internet?

Poche settimane fa ho letto che Internet è in crisi. Un importante motore di ricerca (Alta Vista mi pare) ha rivelato che una buona percentuale dei siti aperti nel '93 erano morti o non vengono più aggiornati.

La conclusione che ne traeva il giornalista è che la moda di Internet stava finendo è che le centinaia di migliaia di fanatici, che due anni fa si erano buttati a capofitto alla conquista della rete, ora si stavano stancando.

Ma usare solo il numero di morti per esprimere la vitalità di un organismo sarebbe come dire che la Cina sta sparendo dato che l'80% dei cinesi vivi nel '40 sono ora morti o che di tutte le cellule di cui ero fatto alla nascita, ora sono sopravvissute solo quelle del cervello.

Comunque, a due anni dal 2000, è vero che navigare sta stancando i marinai più anziani..., un po' perché la novità della prima ora si è esaurita, un po' perché il vecchio HTML con cui erano scritte le pagine del WWW ora si sta riempiendo di TAG strani. Per navigare non è più sufficiente un browser testuale come i LYNX: se non hai l'ultima versione di Netscape o di Explorer, non puoi ammirare gli stupendi e inutili gadgets che rendono lenta e costosa la navigazione. Inoltre, navigare per il cyberspazio, da un sito all'altro, può anche essere divertente ma dopo la prima bolletta del telefono ti accorgi che fra fare zapping con il mouse del PC o con il telecomando del televisore..., forse è meglio la seconda che ho detto.

Ragazzi, mi sa che è vero.., è finito, almeno per ora, il sogno di emanciparci dai mass-media tradizionali. La dura realtà è che non possiamo sperare di emanciparci da una TV che ci vuole passivi-ascoltatori e non attivi-autori. Dobbiamo starcene "boni boni" sul divano ad ascoltare quale prosciutto cotto e quale camicia coi baffi è più adatta a noi spettatori.

Ma Internet non è una moda, è non sta per niente morendo... in primo luogo se anche è in crisi il lento e disordinato WWW, la rete telematica mondiale che utilizza l'IPv4 (4a versione dell'internet Protocol) si sta solo evolvendo verso le famose autostrade digitali di cui Clinton e Gore parlavano già nel '92. la cosiddetta Internet Il o Next Generation Internet. Quando l'IPv4 sarà sostituito dall'IPv6 e le fibre ottiche rimpiazzeranno il lento rame, la "multimedità online interattiva, il telebanking, il teleshopping, il telelavoro, la teledidattica, la telemedicina con tutti i loro enormi vantaggi e problemi saranno una realtà per tutti.

E comunque in Internet, fortunatamente, il WWW è solo l'applicazione più giovane, più appariscente ma meno interattiva e utile i cui utenti più fanatici sono coloro che temono la discussione e il confronto con le persone.

Il futuro del WWW forse sarà la TV digitale, il "video on demand", l'uso di sistemi di navigazione "guidata" in cui non sarà più l'utente a decidere liberamente cosa vedere ma potrà solo scegliere fra informazioni multimediali che altri reputano interessante per lui.

Per fortuna c'è la vecchia posta elettronica...

Mandare una notevole quantità di informazioni via posta (un libro, un film, un disco...) è molto laborioso, mentre spedire una semplice lettera è una cosa banale. Allo stesso modo se il WWW è sempre più lento e macchinoso, la vecchia posta elettronica è probabilmente il mezzo più veloce, efficace, economico e semplice attraverso il quale due o più "neuroni" della rete possono comunicare. E' la posta elettronica il servizio più intelligente, utile, divertente, democratico di Internet, che mette in comunicazione persone dotate di abilità, competenze, curiosità, idee e speranze, ma nella realtà separate fisicamente o socialmente.

Il CICAP questo l'ha capito da tempo, dato che la maggior parte dei soci più attivi usa quotidianamente la posta elettronica. Dal gennaio '96 attraverso una convenzione con Città Invisibile, un'associazione telematica di volontariato, sono state aperte alcune mailing-list. Queste sono:

[email protected] per i soci effettivi e i referenti di ogni gruppo locale;

s_e [email protected] per i collaboratori della rivista Scienza & Paranormale;

[email protected] citinv.it per ricevere gratuitamente informazioni relative alle attività del CICAP.

L'ultima di queste mailing-list è certamente la più interessante dato che l'iscrizione a questa è libera, gratuita e in continua crescita.

Ma nei prossimi anni cosa succederà?

In futuro sarà molto più semplice video-telefonare, partecipare a tele-conferenze, visualizzare grandi quantità dì informazioni multimediali. Il grosso rischio è che la vecchia posta elettronica vada in disuso come già in questo secolo è successo quando TV e telefono hanno diminuito il gusto di incontrarsi e di scriversi. Navigare per il cyberspazio sarà sempre più facile e divertente ma passeranno molti anni prima che un freddo computer possa emulare le capacità comunicative di un essere umano. Un anno fa invidiavo i bambini del 2000 che potranno imparare la storia, la geografia, la fisica con il computer: esistono ormai delle opere su CD-ROM ricchissime di animazioni, filmati e strumenti di ricerca potentissimi. Ora temo che la multimedialità possa farci perdere l'occasione di riflessione e di approfondimento che ci viene offerta ogni volta che scriviamo una semplice e mail.

Naturalmente la comunicazione mediata via computer ci ricorda che la maggior parte delle informazioni di cui abbiamo bisogno è nella testa di altre persone.

Larry Press. California State University

 

Roberto Fox Mancin