“Rivoltarsi nella tomba”, Leonardo non può.

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Parlando della recente serie TV su Leonardo da Vinci, uno spettatore critico ha affermato che il genio immortale "si starà rivoltando nella tomba". Oggi, a 502 anni esatti dal giorno della sua morte, ci poniamo delle domande.

Per rivoltarsi, bisogna averla una tomba! La domanda è infatti: dove si sta "rivoltando" Leonardo da Vinci? E qui sì, ci starebbe bene un sorriso enigmatico, come quello della Gioconda.

Quasi tutti danno per scontato che esista una tomba di Leonardo da Vinci, da qualche parte in Francia, sua ultima residenza. In realtà non molti sanno che l'ipotetica attuale tomba potrebbe non contenere le spoglie mortali del grande genio italiano.

Andiamo per ordine, come piace a noi del CICAP, analizzando tracce e prove.

Esiste un testamento (https://vinciana.blogspot.com/2016/03/il-testamento-di-leonardo-da-vinci-e.html ), verificato dagli storici come redatto da Leonardo stesso, dove il genio esprime la volontà di venire seppellito ad Amboise, nella chiesa di Saint Florentin, in prossimità della residenza donatagli dal Re di Francia, suo amico e mecenate (Re Francesco I). Nel documento Leonardo chiede anche di essere trasportato dagli ultimi e dai poveri del villaggio.

È accertato che il 2 maggio 1519, quando Leonardo spirò, si diede seguito alle sue volontà e le sue spoglie furono sepolte dove richiesto, anche se non immediatamente, perché la tomba non era ancora pronta ad accoglierlo.
Riteniamo di poter sorvolare sulle macabre voci riguardanti l'intenzione del Re di tenere la testa del maestro come ricordo. Di questo accadimento infatti non esistono tracce o prove documentali.

Potremmo lasciare il nostro genio a riposare ad Amboise, ma non troppo a lungo. Nel 1560 la chiesa di Saint Florentin era già in pessime condizioni e molte tombe risultavano distrutte (forse anche quella di Leonardo, ma non ve ne è certezza). Di sicuro, nel 1802 o subito dopo, la chiesa venne completamente distrutta e tutte le tombe profanate. Da allora il corpo di Leonardo (e di chissà quanti altri) si perdette definitivamente e con esso le certezze di dove i suoi resti ora si trovino.

Ai giorni nostri (e fin dal 1874) esiste una sepoltura, questa volta in una cappella nel Castello di Saint-Hubert, sempre ad Amboise, dove una lapide indica la presenza dei "PRESUNTI" resti di Leonardo da Vinci.

In realtà l'attuale sepoltura conserva uno scheletro che fu ritrovato a seguito di ricerche da parte del poeta francese Arsène Houssaye. Il poeta ritenne che quei resti appartenessero a Leonardo per alcuni segni. Per esempio, il corredo funerario: le ossa furono ritrovate vicino ad ampolle di incenso e mirra; con esse si trovava una moneta d'argento coeva di Leonardo, riportante l'effige di Francesco I di Francia. Per Houssaye questi fatti erano la testimonianza di una sepoltura di un personaggio importante. Tuttavia tale prova è debole, visto che nella Cappella di Saint Florentin venivano seppelliti solo persone illustri. Altro segno riportato fu l'altezza dello scheletro, compatibile con quella di Leonardo. Infine l'unico segno un poco più significativo: in prossimità di questo scheletro si trovarono alcuni pezzi di una lapide dove si potevano ancora leggere le iscrizioni "INC", "LEO" e "EO DUS VINC" (da cui dedusse: Leonardo - Leo dus Vinci).
Nessuna fonte attribuisce un chiaro significato alla prima iscrizione “INC”, qualcuno suggerisce una ripetizione di “VINCI”, ma sono riportate come supposizioni di chi scrive. A volte le prove scomode da spiegare vengono accantonate e questo potrebbe essere un caso, così come potrebbe essere un particolare insignificante e quindi non documentato. Comunque, l’iscrizione fu considerata la prova definitiva per tumulare lo scheletro come quello del grande Maestro.

Non abbiamo prove scientificamente certe che confermino l'identità di quello scheletro (come datazioni o DNA) e quindi non possiamo nemmeno escludere che si tratti effettivamente di quello di Leonardo. Speriamo si vorrà procedere un giorno con analisi scientifiche, ma per ora la tomba di Leonardo resta un altro dei misteri-non-misteri che riguardano il maestro. Almeno, a molti piace crederlo.