"Paranormale: Quali prove?" Saint Vincent, 17-19 Luglio 1992



Il 2° Congresso italiano del CICAP si è svolto nel mese di luglio a Saint Vincent. Ospite della manifestazione e perciò primo nella lista dei nostri ringraziamenti, il Grand Hotel Billia, all'interno del cui Centro Congressi si sono svolte le tre giornate del Congresso.

Con questo articolo vogliamo presentare a chi non ha potuto partecipare e riproporre a chi invece era presente una breve traccia degli argomenti che sono stati affrontati e del dibattito che si è svolto durante questo Congresso, che ha visto nelle giornate di sabato e domenica anche la partecipazione di numerosi scettici europei e statunitensi.

Il Congresso di quest'anno, infatti, era anche il 4° Congresso degli Euroskeptics, delle 14 associazioni europee che, come il CICAP, fanno parte del movimento scettico internazionale. Gli atti di questo congresso verranno pubblicato nei prossimi mesi.

SESSIONE I: L'Astrologia


L'antropologa Cecilia Gatto Trocchi ha presentato alcuni dati emersi da una sua ricerca sulla credenza nell'astrologia degli italiani. Nell'Italia di oggi il 35% del campione afferma contemporaneamente di:

1) conoscere il proprio segno zodiacale.

2) leggere il proprio oroscopo almeno una volta alla settimana.

3) pensare che vi sia una qualche influenza delle costellazioni sul carattere e sul temperamento delle persone. La fede negli astri, quindi, è una realtà presente e viva nella nostra epoca. "In Italia - ha detto la relatrice - il giornale più autorevole in questo campo vende, soprattutto per l'oroscopo annuale che vien pubblicato all'inizio dell'anno, 240 mila copie, picco di vendita veramente notevole che poi normalmente decresce durante il corso dell'anno.

Questi dati possono essere inquadrati in un contesto internazionale più ampio. Negli Stati Uniti, per esempio, 5 milioni di americani programmano la loro vita secondo le previsioni astrologiche e 1200 dei 1750 quotidiani di questo Paese pubblicano oroscopi. Ci sono affari sufficienti per dar lavoro a 60 mila astrologi a tempo pieno e a 195 mila astrologi a tempo parziale. Si calcola che 40 milioni di americani abbiano trasformato il business zodiacale in un affare da 800 milioni di dollari l'anno. Diversi computer lavorano attualmente all'elaborazione e all'interpretazione degli oroscopi. Alcuni di questi stampano oroscopi di 10.000 parole in pochi minuti per 50 dollari. Altri computer forniscono oroscopi 24 ore su 24 e infine ce ne sono alcuni che possono elaborare circa 500 oroscopi al giorno.

Un altro dato interessante è quello per cui le punte massime di fede nell'astrologia non si riscontrano nelle campagne, tra gli agricoltori, o ai livelli più bassi dell'occupazione lavorativa, ma nei centri urbani più densamente popolari e tra i colletti bianchi. La credenza negli astri e la loro consultazione è, come ben sappiamo, una pratica molto antica: furono i Caldei i primi a pensare che il bene ed il male di ciascuno di noi dipende dalle stesse. Infatti, secondo le più antiche teorie astrologiche esiste una circolazione di forze e di energie che permea tutto l'universo. Attraverso di esse si arriva a scoprire la presenza di affinità e corrispondenze fra tutte le cose esistenti, come se un'armonia profonda le unisse in una sorta di accordo musicale. Questo pare essere proprio, ancora oggi, il senso e la ragoine di una così persistente credenza: la tenace aspirazione dell'uomo a mettere il proprio agire in armonia con l'ambiente cosmico. L'astrologia è stato il sistema simbolico più appropriato per rendere palesi le affinità tra il macrocosmo universale e il microcosmo della realtà umana individuale. Questa comunicazione riempie lo spazio vuoto dell'esistenza della gente comune e rassicura nei riguardi dello spavento, mai tanto presente come adesso, della solitudine umana nell'universo. Meglio essere diretti e vincolati dalle stelle, che fluttuanti in una cosmica odissea nello spazio, privi di ogni appoggio. Questo sentimento di essere legati a un tutto da impalpabili fili dà alla gente comune il senso che ciò che accade intorno non è che un presagio di quanto si desidera. E se anche le costellazioni che la gente ammira sono quelle reificate dai giornali e dalle riviste di astrologia (perchè lo smog cittadino impedisce la diretta osservazione delle stelle) pure si è sempre in comunicazione con il cielo.

Ciò che però non cessa di sorprendere è il fatto che la disconferma delle previsioni non intacca minimamente la fede nell'astrologia. Questa nozione del rapporto con le stesse si fonda su assunti incorreggibili, assunti che non vanno mai verificati. Ma del resto la storia delle previsioni ha tantissimi antecedenti di smacchi che non hanno assolutamente intaccato la fede generale nella forza e nella potenza degli influssi astrali. Mi riferisco per esempio a un fatto curioso: nel 1524 gli astrologi di mezza Europa avevano previsto uno spaventoso diluvio che avrebbe dovuto verificarsi in febbraio, ma quel mese fu più asciutto della media stagionale. I commenti? Non furono per nulla feroci. Si giustificò l'errore degli astrologi con il cambiamento di programma del pianeta Giove, "prima deciso a sterminare gli uomini per le loro malefatte, poi indotto alla clemenza da Venere e Saturno in un concilio tra gli dei planetari".

L'approccio sperimentale


Marco Cagnotti Caflisch ha invece presentato una relazione dal titolo "Astrologia, l'approccio sperimentale". Cagnotti è partito dalla constatazione che neppure gli astrologi concordano nel dire che cosa è l'astrologia, poichè vi sono moltissime scuole, ognuna con un proprio corredo di regole e di prescrizioni da seguire nella redazione e nell'interpretazione di un tema astrologico. È possibile individuare però quello che egli chiama il "Principio Zero" dell'astrologia, una affermazione cioè che leghi le diverse scuole e che si presti a essere esaminata criticamente. Essa è riassumibile nella seguente formula: "La posizione dei 'pianeti' (tutti i pianeti, il Sole e la Luna, più altri oggetti definiti dagli astrologi) al momento della nascita può essere usata per determinare i tratti generali della personalità di un soggetto, il suo temperamento, il suo carattere, il suo comportamento e il suo aspetto fisico".

Partendo da ciò Cagnotti ha confrontato a grandi linee questo principio con la conoscenza della struttura e dell'evoluzione nel tempo dell'universo che ricaviamo dalla scienza moderna. Una prima ipotesi è che il presunto influsso astrologico sia causato da agenti fisici di origine celeste ben conosciuti, come la gravità o la radiazione elettromagnetica, che possano, in un modo o nell'altro, esercitare un influsso sul pianeta. In realtà l'analisi di questi agenti fisici ci porta in breve a comprendere che, per la loro distanza dalla Terra, qualsiasi altro corpo vicino al bambino che nasce ha più influenza su di lui dei corpi celesti. Così l'influsso gravitazionale dell'edificio dell'ospedale è superato solo da quello della Luna e del Sole, mentre gli influssi della madre e del medico sono dello stesso ordine di grandezza di quelli di Venere, Giove e Saturno.

Per quanto riguada gli influssi mareali, l'influenza di corpi che non vengono presi in considerazione nella redazione e nell'interpretazione del tema natale eccede quella di astri che vengono considerati astrologicamente significativi. Addirittura, l'influsso della madre è di 8 ordini di grandezza maggiore di quello della Luna, l'astro la cui forza di marea è maggiore. Nel caso invece delle radiazioni elettromagnetiche l'energia incidente della lampadina supera l'energia di tutti gli oggetti astrologicamente significativi, escluso il Sole. La Terra, il Sole, Mercurio e Giove hanno dei campi magnetici, e quindi potrebbero rientrare fra gli oggetti di interesse astrologico. Dovremmo però escludere la Luna. Venere e Marte che le missioni spaziali hanno dimostrato essere privi di campo magnetico. Neppure un influsso di tipo magnetico va bene, quindi. La forze di tipo nucleare, la forza debole e la forza forte, sono da escludere perchè il loro influsso a livello macroscopico è del tutto trascurabile.

Resta da considerare la possibilità che il presunto influsso astrologico sia causato dalle particelle provenienti dagli astri. Ma neanche questo è il caso. Infatti l'unica sorgente di particelle all'interno del Sistema Solare è il Sole: nessuno dei pianeti emette particelle. Perciò nessuno degli agenti fisici attualmente conosciuti è in grado di spiegare un'ipotetica influenza astrologica. Si tratterebbe quindi di un tipo di influsso non ancora scoperto e indagato dalla scienza moderna. Tuttavia, solo sulla base del modo di operare degli astrologi, possiamo già risalire ad alcune caratteristiche peculiari di questo improbabile influsso. Tanto per cominciare, esso sarebbe indipendente dalle caratteristiche fisiche dei pianeti, come la massa, il volume, la densità, la velocità angolare, la composizione atmosferica, la luminosità superficiale, ecc... Infatti nessun cambiamento delle nostre conoscenze sulle caratteristiche fisiche dei pianeti, che si è verificato negli ultimi anni a seguito delle missioni delle sonde spaziali, ha modificato il modo di operare degli astrologi e le loro interpretazioni del tema natale.

Un'altra peculiarità della misteriosa influenza di Sole, Luna e pianeti al momento della nascita è rappresentata dalla stranissima dipendenza dalla quantità di materia frapposta: l'influsso non è arrestato dalle montagne, ma sono sufficienti pochi centimetri di spessore di tessuto organico (il ventre materno...) per fermarlo. Inoltre l'astrologia è ancora legata a una visione geocentrica del Sistema Solare. Da più di 400 anni l'umanità è consapevole che Copernico aveva ragione... ma questi quattro secoli non sono stati sufficienti a sradicare il modello tolemaico dal modo di operare degli astrologi. Si dovrebbe perciò pensare che la scienza sbagli clamorosamente, che esista un tipo di influenza astrale non ancora scoperta, ma reale, che ci costringerebbe a rivedere tutte le nostre conoscenze in fatto di astronomia (e non solo: la fisica intera ne sarebbe sconvolta e perfino la biologia subirebbe le conseguenze di una simile rivoluzione scientifica...).

Questo non è impossibile: non sarebbe la prima volta che la scienza, per il suo carattere autocorrettivo, si vede costretta ad abbandonare dei modelli e delle teorie considerati come accertati al di là di ogni possibile dubbio, per incorporare nuovi modelli e nuove teorie, anche se queste ultime erano palesemente in contrasto con il buon senso. È il caso, ha ricordato Cagnotti, della teoria della reltività e della meccanica quantistica, che sono la causa della rivoluzione concettuale della fisica avvenuta nei primi trent'anni di questo secolo. Affinchè nuove teorie sostituiscano le vecchie, è però necessario che vi sia un'evidenza sperimentale eclatante. È questo il caso della teoria della reltività e della meccanica quantistica ma, purtroppo, per gli astrologi, non dell'astrologia. Cagnotti ha infatti presentato i risultati di una ricerca americana che doveva verificare se, al di là di possibili e, come si è visto, ancora tutte da trovare, spiegazioni del fenomeno, l'astrologia funzionasse. Se cioè gli astrologi fossero o meno in grado, in un esperimento condotto in doppio cieco, di determinare il carattere e la personalità di un soggetto a partire da un tema natale. I risultati sono stati ampiamente negativi.

La luna e le nascite


Un'altra interessante ricerca è stata invece presentata da J.W. Nienhuys dell'Università di Eindhoven (Olanda). Molte persone ritengono che nei giorni di Luna piena vi sia un aumento delle nascite e la ricerca, condotta su dati forniti dall'Ufficio Centrale di Statistica Olandse relative alle 171.248 nascite verificatesi in Olanda nel 1983, voleva proprio accertare la fondatezza di questa credenza. Sarebbe troppo lungo esporre qui l'analisi condotta dal Dipartimento di Matematica cui appartiene Nienhuys, e per questo vi rimandiamo agli atti completi del Congresso, La conclusione è che non vi è alcuna evidenza statistica per poter affermare una connessione tra giorno di nascita e fase lunare. Il fatto che molti medici e infermiere siano di parere opposto non deve sorprenderci, afferma Nienhuys: "È semplicemente la conferma della tendenza della mente umana a registrare solo quegli eventi che confermano aspettative esistenti, dimenticando gli altri"

SESSIONE II: La Percezione Extra-Sensoriale


Questa sessione, presieduta dal filosofo americano Paul Kurtz, presidente del CSICOP (Comitato per l'Indagine Scientifica del Presunto Paranormale), ha visto l'intervento di 4 protagonisti del movimento scettico internazionale: Ray Hyman, professore di psicologia dell'Università dell'Oregon, Basava Premanand, presidente dell'associazione degli scettici indiani, Amardeo Sarma, presidente dellassociazione degli scettici tedeschi, Henri Broch, viofisico dell'Università di Nizza. Tre interventi (Hyman, Sarma e Broch) hanno affrontato il tema della percezione extra-sensoriale alla ricerca di definizioni ed individuazione del campo di ricerca.

Ray Hyman ha preso in considerazione i celebri esperimenti Ganzfeld, quelli in cui un soggetto dovrebbe ricevere in sogno le immagini di fotografie sulle quali un altro soggetto si stia concentrando. Oltre alle numerose critiche di ordine metodologico, agli esperimenti condotti in questo campo, Hyman ha parlato anche del lavoro condotto in collaborazione con Charles Honorton, il parapsicologo pioniere negli esperimenti di Ganzfeld, e dei problemi relativi alla cosiddetta "meta-analisi" in parapsicologia. Argomenti che troverete trattati in modo approfondito negli Atti del Congresso.

L'intervento del rappresentante indiano ha suscitato grande interesse poichè egli ha presentato molti dei fenomeni che vengono solitamente attribuiti ai santoni di quel Paese. si è trafitto la lingua con uno spillone, ha masticato ed ingerito senza apparenti danni una lampadina, ha prodotto, apparentemente dal nulla, sabbia sacra (la famosa vibhuti del guru Sai Baba), ha trasformato l'acqua in vino... Egli è infatti famoso nel suo Paese proprio perchè, da prestigiatore, si batte da anni perchè vengano smascherati coloro che, Sai Baba in testa, spacciano per fenomeni paranormali dei trucchi, talvolta anche piuttosto banali.

11 buone regole


Amardeo Sarma ha presentato una ricerca condotta in Germania con il valido aiuto di James Randi sui famosi "raggi E" (la "E" sta per Earth, Terra), raggi che provocherebbero il cancro secondo i rabdomanti tedeschi, i quali affermano di essere gli unici in grado di accertare l'esistenza o meno di questi raggi. Una semplice sperimentazione ha permesso di verificare che fra le persone che affermavano di "sentire" i raggi, nessuna li indicava nello stesso luogo. Ma al di là di singole ricerche e sperimentazioni sono emersi da questa sessione alcuni principi che debbono essere seguiti nel caso di ricerche su presunti fenomeni paranormali.

1) La natura è sicura. Il "funzionamento" della natura è sicuro. Non si deve credere nella gravitazione per osservare la sua azione: allo stesso modo, non dovrebbe essere necessario credere nella percezione extra-sensoriale per osservarne l'azione.

2) Gli occhi del cuore hanno una cattiva vista. Noi scegliamo le nostre informazioni in modo da confermare le nostre opinioni. Dobbiamo vedere col cervello, non soltanto con il cuore.

3) L'errore è umano, la fallibilità persistente, no. Nessuno ha il privilegio di sbagliarsi sempre. Anche un indovino o un astrologo farà necessariamente qualche volta predizioni esatte.

4) Un'affermazione straordinaria richiede prove altrettanto straordinarie. Se vi dico che, avendo una mela nella mano, mi sono posto alla finestra, l'ho lasciata andare e l'ho vista cadere verso il suolo, forse non mi chiederete di documentare questo fatto con delle prove. Ma se vi dico che ho visto la mela salire allegramente in aria, allora dovete richiedermi prove più convincenti della semplice affermazione.

5) L'origine dell'informazione è fondamentale. Bisogna sempre dubitare di qualcosa che non si è potuto controllare direttamente, o che non sia stata verificata dalle persone competenti in quel campo. Nel campo dell'archeologia spaziale, il "cosmonauta di Palenque" è forse il pezzo più conosciuto e la prova più convincente, secondo alcuni, che degli extra-terrestri hanno preso contatto con gli uomini nell'antichità. Si tratta di un disegno scolpito sulla lastra del sarcofago scoperto nella cripta della "Piramide delle Iscrizioni", nella zona archeologica messicana di Palenque e che rappresenta, secondo scrittori come Kolosimo, Von Daniken e tanti altri, "un astronauta seduto al posto di pilotaggio di un veicolo spaziale". Il semplice contesto maya locale, invece, ci dà l'interpretazione per questa scultura: un uomo sacrificato sull'altare e la pianta sacra dei maya, il granoturco!

6) L'illusionismo ha una funzione critica essenziale. Ci si deve sempre ricordare del ruolo critico che può avere l'illusionismo nella maggior parte dei fenomeni "paranormali". Gli esempi vanno da Uri Geller ai guaritori filippini e al Progetto Alpha di James Randi.

7) L'alternativa è feconda. Davanti ad un presunto fenomeno paranormale chiediamoci: "quale altra spiegazione potrebbe dare lo stesso risultato con tutte le caratteristiche del fenomeno?" La camminata sui carboni ardenti, per esempio, pare veramente un miracolo che necessita di un potere della mente straordinario o di un controllo sul proprio corpo degno dei Lama tibetani. Il "miracolo", tuttavia, è dovuto alla debole capacità calorifica dei carboni e all'altrettanto debole conduttività termica.

8) Quantità non è qualità. Non è la quantità di prove che rende una teoria corretta, ma la qualità delle prove. È sufficiente una sola prova di alta qualità, piuttosto che una collezione di aneddoti.

9) Una teoria è scientifica se è falsificabile. Questo vuol dire che deve essere possibile concepire un esperimento per confermare o sconfessare la teoria in questione. In un caso concreto, si può per esempio chiedere a una persona quale sarebbe il fatto o l'esperimento che la farebbe cambiare opinione. Se non c'è niente, allora questa opinione è "non falsificabile" o "non-scientifica".

10) L'inferenza è necessaria. Una spiegazione oggettiva ha un potere di predizione che una spiegazione soggettiva non ha: una spiegazione veramente scientifica deve poter prendere la forma "se...allora...": se questo è verificato, allora se ne deduce che...

11) L'onere della prova spetta a chi fa l'affermazione.

Per finire ci sembra molto interessante la proposta di Henri Broch, dalla cui relazione molti di questi principi sono stati tratti: ogni volta che siete invitati o costretti a partecipare ad una seduta spiritica, invece della fatidica frase: "Spirito, se ci sei batti un colpo", provate a chiedere: "Spirito critico, se ci sei batti un colpo".

SESSIONE III: I poteri della mente sulla materia


Questa sessione, presieduta dal fisico e filosofo della scienza Giuliano Toraldo di Francia, uno dei Garanti del CICAP, ha visto gli interventi di James Alcock, professore di psicologia dell'Università di York, Daniel "Chip" Denman, professore di statistica all'Università del Maryland, e Massimo Polidoro, responsabile indagini del CICAP.

La sessione aveva come tema la "psicocinesi", cioè la presunta abilità della mente di influenzare la materia. Alcock ha preso in esame la ricerca scientifica in materia di psicocinesi, ricerca che può essere divisa in tre fasi: dal 1934 al 1950, dominata dalla figura del parapsicologo J.B.Rhine e dei suoi esperimenti basati sul lancio di dadi (la mente di alcuni soggetti dotati avrebbe dovuto far uscire, grazie alla psicocinesi, alcuni numeri scelti in anticipo, più frequentemente di altri). Dal 1951 al 1969, il "periodo di mezzo", si abbandonano gli esperimenti con i dadi e ci si rivolge al metodo dello "spostamento". Qui l'obiettivo è quello di influenzare un piccolo oggetto imponendogli di muoversi. In nessuno di questi due periodi si sono ottenuti risultati convincenti.

Il terzo periodo, dal 1970 a oggi, ha visto l'ingresso di apparecchi elettronici e di generatori di eventi casuali per misurare automaticamente eventuali influenze psicocinetiche. Alcock ha, in particolare, analizzato in dettaglio il lavoro di Helmut Schmidt e di Robert Jahn, ed ha evidenziato la presenza di rilevanti errori metodologici nei loro esperimenti e l'impossibilità da altri ricercatori di ottenere i loro stessi risultati. Rimandiamo agli Atti per una lettura approfondita dell'interessante studio di Alcock.

I prestigiatori in laboratorio


È stata ribadita l'importanza per gli scienziati di servirsi della collaborazione di prestigiatori competenti per analizzare questo genere di fenomeni. Il rischio, in caso contrario, come ha ricordato Polidoro, è "quello di cadere nell'errore di quegli scienziati che furono convinti dell'autenticità dei poteri di Uri Geller solo sulla base del fatto che non sapevano spiegarsi come riuscisse a realizzare i suoi "miracoli". Naturalmente non riuscivano, non è certo il loro mestiere scoprire dei trucchi!" Oppure degli scienziati che scoprirono il famoso "effetto timidezza". È un effetto che John Taylor, famoso matematico inglese, scoprì svolgendo esperimenti su bambini che affermavano di saper piegare i metalli ed altri oggetti a condizione di non essere osservati da qualcuno. Quando, però, alcuni di questi bambini furono osservati di nascosto da dietro uno specchio unidirezionale, in una stanza in cui si credevano soli, furono sorpresi con le mani nel sacco!...

Fra i tanti fenomeni di questo tipo, la levitazione merita un attenzione particolare. Polidoro ha parlato, per esempio, di celebri levitazioni immortalate fotograficamente. In una di queste il medium Colin Evans sembra sollevarsi dalla sua sedia di fronte ad una platea di decine di persone. Con un dettagliato esame, però, Polidoro ha dimostrato che la foto era stata scattata al buio con un flash azionato dallo stesso medium nel momento in cui, dopo essere salito in piedi sulla sedia, saltava nell'aria. La levitazione dei tavoli è un altro fenomeno molto comune ed altrettanto interessante. Esistono veramente tanti modi - non paranormali - per ottenerla, e alcuni, basati su pressioni muscolari involontarie dei partecipanti, si verificano anche quando tutti sono in buona fede. Altri sistemi, naturalmente, richiedono alcuni accorgimenti. Uno di questi, per esempio, richiede l'utilizzo di un tavolino leggero nel quale si pianta un chiodino fino al punto in cui sporga di alcuni millimetri: lo spazio sufficiente perché il medium vi agganci il suo anello. A questo punto è un gioco da ragazzi sollevare il tavolino appoggiandovi sopra anche una sola mano. Forse pensate che un trucco simile avrebbe potuto ingannare qualcuno nel 1800 ma non oggi? Polidoro ha mostrato le fotografie di un medium facente parte di un gruppo di ricercatori americani sul paranormale (noto come "SORRAT") che utilizza proprio questo trucco. Nella foto si vede chiaramente come una delle dita del medium, che indossa un anello, sia particolarmente aderente alla superficie del tavolino.

SESSIONE IV: L'approccio sperimentale


In questa sessione, presieduta dal fisico Tullio Regge, si sono succeduti gli interessanti interventi del prestigiatore James Randi, dello psicologo Riccardo Luccio, che ha affrontato il problema della statistica nella sperimentazione parapsicologica, e del chimico Luigi Garlaschelli che ha esposto i risultati della ricerca da lui condotta insieme a Della Sala e Ramaccini sul Sangue di S. Gennaro e che ha portato alla realizzazione di una sostanza che si comporta esattamente come quella considerata "miracolosa". Il prof. Piazzoli, che all'ultimo minuto non ha potuto presenziare al Congresso, ha fatto comunque pervenire un'interessante relazione intitolata: "Indagini sul paranormale: prova, controprova, esperimento".

James Randi ha ricordato che la parapsicologia, come tutte le altre scienze, sviluppa teorie per spiegare gli eventi che studia (percezione extra-sensoriale e psicocinesi), e cerca di sottoporre ad esame queste teorie con la sperimentazione. Nonostante ciò, a differenza degli esperimenti condotti nelle altre scienze, nessuno degli esperimenti condotti dai parapsicologi ha dato risultati positivi o e stato replicato da ricercatori indipendenti. I fenomeni paranormali devono essere esaminati razionalmente, ha commentato Randi. Se ciò non fosse possibile, il valore scientifico della parapsicologia non sarebbe superiore a quello di Babbo Natale, delle teorie della "Terra Piatta" o delle macchine a "moto perpetuo"; argomenti che non rivestono la minima importanza se non, forse, per gli studiosi di anomalie psicologiche o per gli editori di giornali di terz'ordine.

Non sono mancati, all'interno del Congresso, momenti che potremmo definire "meno impegnativi", anche se istruttivi quanto il resto del Congresso. Una serata è stata dedicata a James Randi e al suo lavoro di investigatore del paranormale. Randi e Piero Angela hanno ripercorso alcune tra le più celebri indagini dell'illusionista americano, avvalendosi anche di alcuni documentari realizzati da Angela per Quark.

La seconda serata, "La magia come spettacolo", ha visto alternarsi sul palcoscenico: Victor Balli, Edoardo Pekar, Massimo Polidoro e James Randi. A presentarla c'erano Piero Angela e lo scrittore Luciano de Crescenzo.

Un importante risultato ottenuto da questo Congresso è stata la stesura, per iniziativa del prof. Steno Ferluga, di un documento (riprodotto in queste pagine) sottoscritto da tutti gli scienziati presenti, che suona come un invito agli scienziati di tutta Europa a promuovere discussioni ed indagini critiche nei confronti dei presunti fenomeni paranormali.

Un ringraziamento va a coloro che ci hanno aiutato a realizzare questo Congresso e in particolare a Victor Balli e a Federica Rubini.