Loch Ness: contestata la teoria dei terremoti

Il British Geological Survey ha diffuso un comunicato stampa in cui si contesta la validità dell'ipotesi del Dr. Luigi Piccardi, dell'Università di Firenze, secondo cui gli avvistamenti a Loch Ness sarebbero dovuti a terremoti e a emissioni gassose (vedi l'Osservatorio del 1 luglio ). ***
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Il BGS ha sollevato una serie di obiezioni all'ipotesi di Piccardi:
1. Non ci sono prove che la faglia di Great Glen sia attiva: in Gran Bretagna i terremoti non sono di solito associati all'attività delle faglie, come può succedere in California o in Italia.
2. Diversi terremoti attribuiti in passato alla faglia di Great Glen si sono in realtà verificati altrove. Piccardi attribuisce gli avvistamenti del mostro tra il 1933 e il 1934 a un terremoto nel 1934, ma questo sisma si è verificato a 60 km di distanza da Loch Ness.
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3. Le acque di Loch Ness furono disturbate da un terremoto a Lisbona nel 1755 (l'unico episodio di questo tipo di cui esista documentazione), ma ciò non portò ad avvistamenti del mostro.
4. Se un terremoto fosse forte abbastanza da influenzare il Loch Ness i suoi effetti si vedrebbero su una superficie diffusa e non solo in un punto, e ciò è incompatibile con la natura degli avvistamenti del mostro.
La conclusione del BGS, dunque, è che l'ipotesi di Piccardi non sia sostenibile.
Per maggiori dettagli:
Il comunicato stampa del BGS