Fantasmi fotografati e registrati?

Gentile dott.Polidoro, anzitutto mi complimento per la Vostra attività , in quanto rappresentate una delle poche voci critiche attendibili in un panorama ancora troppo dominato da personaggi equivoci, da notizie tendenziose e approssimate spacciate come nuove frontiere della verità . Detto questo, vorrei chiederVi se Vi siete occupati di due casi piuttosto famosi negli ultimi tempi, cioe' la fotografia del fantasma nel castelli di Bardi e le registrazioni (in particolar modo l' ultima del 2005 in cui si sente un coro di voci) nel castello di Montebello. La curiosità nasce dal fatto che entrambe queste testimonianze proverrebbero da ricerche condotte da studiosi professionisti, in ambiente controllato e con strumentazione attendibile, e i cui risultati sono al di là di ogni possibile interpretazione ambigua, salvo quella della malafede, che , nei casi suddetti, ritengo sia chiaramente da escludere. Vi siete occupati dei casi in questione? Grazie.

Egidio


Risponde Silvano Fuso.

Gent.mo Egidio,

La ringraziamo innanzi tutto per i complimenti che ci rivolge.

Le fotografie cui Lei si riferisce raffigurerebbero il fantasma di Moroello (comandante delle guardie del castello di Bardi, vissuto nel '400) che, secondo la tradizione sarebbe morto suicida nel castello, dopo aver appreso della triste fine dell'amata Soleste che, avendolo creduto erroneamente morto in una battaglia (che in realtà lo aveva visto vincitore), si era a sua volta suicidata gettandosi dall'alto delle mura. Le fotografie in questione sono state realizzate da due membri del CSP (Centro Studi Parapsicologici) di Bologna di nome Michele Dinicastro e Daniele Gullà . Costoro, che hanno fondato il "Laboratorio interdisciplinare di biopsicocibernetica", avrebbero fotografato l'entità utilizzando una termocamera sensibile ai raggi infrarossi.

Due membri del CICAP Emilia-Romagna (Andrea Salsi e Fausto Serventi) hanno avuto modo di visitare una mostra, allestita nello stesso castello, dove le fotografie erano state esposte. Di seguito riassumo la loro descrizione e loro impressioni.

Vi sono tre stanze dedicate al "fenomeno". In una vi sono le foto del fantasma in vari luoghi del castello, nella seconda ci sono gli elementi di "contorno" (foto della torre dove si sarebbe buttata la dama, misteriosi cerchi di pietre, ecc.) e nella terza un pout pourri di immagini che hanno fatto la storia della parapsicologia (apparizioni di ectoplasmi negli anni '20) e fotografie del sopralluogo fatto dai due parapsicologi Dinicastro e Gullà .

A proposito delle foto anni '20, i due parapsicologi nelle didascalie si limitano ad accennare che molte sono "dubbie". In realtà è opportuno specificare che nessuna fotografia spiritica di quegli anni o di altri periodi è mai risultata essere autentica.

Il percorso inizia con la foto del fantasma. La foto originale, senza alcuna elaborazione, appare come una macchia informe ed è difficile individuare in essa fattezze umane. Seguono poi una serie di elaborazioni ai falsi colori (che vengono presentate come foto infrarosse ed ultraviolette. Ma questo contrasta con il fatto che si distinguano perfettamente i contorni delle mura e degli oggetti) e immagini in cui vengono disegnati artificialmente i contorni di un uomo in armatura di piastre sovrapposti all'immagine originale elaborata. Solo a questo punto si riesce a interpretare la "macchia" come una figura umana. Il fatto di immaginare il fantasma con l'armatura sembra proprio una spiegazione ad hoc finalizzata a giustificare il fatto che la forma iniziale possiede proporzioni che di umano hanno ben poco (a tale proposito nasce spontaneo il seguente dubbio: se nell'immagine spiritica compare l'armatura, significa che anche gli oggetti possiedono uno spirito?). I due studiosi non dicono inoltre se l'armatura è corretta rispetto al periodo storico in cui sarebbe vissuto Moroello. Sarebbe opportuno verificarlo. Non specificano infine se il condottiero aveva l'armatura in maglia, piastra, mezza piastra, ecc. Sulla parete a fianco sono esposte le altre foto "scattate" al fantasma in altre stanze. Queste immagini fanno nascere un forte sospetto che si tratti di semplici fotomontaggi. Infatti in tutte le immagini appare la stessa "forma eterea" della prima foto, ma a grandezze differenti. È come se avessero chiesto al fantasma di mettersi in posa, vicino a mura, statue, portali, ecc. e questi avesse pazientemente obbedito, rimettendosi nella stessa identica posizione della prima volta.

A questo punto del percorso si incomincia a leggere nelle didascalie che i luoghi in cui sono state scattate le fotografie sono stati scelti dai due parapsicologi con l'aiuto di una medium che percepiva certe "presenze". Fino a oggi nessun medium ha mai dimostrato poteri autentici. Questo fa nascere ulteriori perplessità sull'attendibilità dello studio.

Nella stanza successiva vengono mostrate la torre dove si sarebbe gettata la dama e altri luoghi intorno alla piazza d'armi, dove "si narra" apparissero misteriosi cerchi di pietre ogni mattina. La foto del cerchio non fa capire le dimensioni delle pietre e non c'è modo di accertarne l'autenticità .

A questo punto si prosegue con l'ultima stanza dove appare una gigantografia a grandezza naturale dei due parapsicologi, più le foto alla medium. Le didascalie proseguono con le spiegazioni sui poteri della medium, "confermati" dalle foto all'infrarosso che "dimostrano" l'esistenza della bio-energia della medium.

Nella foto a infrarossi originale (vera, e non rielaborata ai falsi colori come quelle del fantasma) si vede il mezzo busto della medium, con la fronte più luminosa rispetto alla testa (con lunghi capelli) e al naso (entrambi molto scuri, quasi neri), che dà un effetto "teschio".

Nella spiegazione che viene fornita si afferma che la maggiore luminosità della fronte deriva dall'energia che fuoriesce e che "prova" i poteri percettivi della medium. In realtà la spiegazione è molto più banale: la fronte è più luminosa solo perché la temperatura è più alta rispetto ai capelli (che non sono buoni conduttori di calore) o delle cavità nasali (raffreddate dall'aria).

Per finire i due membri del CICAP Emilia Romagna hanno voluto fare una "piccola intervista" alla custode del castello. Questa ha confermato tutta la storia del fantasma, e ha affermato che suo marito aveva visto strane luminosità dalla torre dove si buttò la dama. Peccato che il marito sia morto e non si possa "contro-interrogare".

Uno dei due membri del CICAP Emilia Romagna è appassionato di storia medioevale e napoleonica della sua zona. Tuttavia ignorava completamente il nome del condottiero, la battaglia che avrebbe vinto e la storia del duplice suicidio. Può darsi benissimo che ciò dipenda da una sua mancanza di informazioni. Tuttavia è anche legittimo supporre che l'intera storia sia stata completamente inventata per attirare i turisti (come è già successo molte altre volte in altri castelli).

In definitiva quindi, non sembra che i due parapsicologi bolognesi abbiamo portato prove molto convincenti a favore dell'esistenza dei fantasmi. Non vogliamo assolutamente insinuare che essi abbiamo agito in malafede: può darsi benissimo che siano profondamente convinti di quanto affermano e che siano semplicemente vittime di un abbaglio. La "macchia" registrata dalla termocamera potrebbe avere diverse origini. In definitiva tali apparecchi registrano semplicemente differenze di temperatura e la singolare figura potrebbe essere stata originata da una corrente d'aria calda o da qualsiasi altro fenomeno perfettamente "normale". In casi come questo sarebbe doverosa una maggiore prudenza e non bisognerebbe mai dimenticare il principio secondo il quale "affermazioni straordinarie richiedono prove altrettanto straordinarie".

Per quanto riguarda le registrazioni audio effettuate nel castello di Montebello (che fisserebbero la voce del fantasma di "Azzurrina"), non abbiamo ancora svolto indagini dirette. Tuttavia la nostra esperienza suggerisce estrema cautela prima di trarre conclusioni sensazionalistiche. Spesso le registrazioni audio fissano semplicemente rumori e suoni ambientali di varia provenienza, ma assolutamente normali. Inoltre spesso è il desiderio di credere che fa percepire suoni di senso compiuto dove invece vi sono solamente rumori indistinti. Questo accade ad esempio nella psicofonia.

Cordiali saluti.

Silvano Fuso