Agopuntura: il parere di un medico

Sono un medico e desidero esprimere il mio punto di vista in merito alle medicine alternative ma in particolare sull’agopuntura, disciplina molto diffusa anche in ambiente medico pur non avendo solide basi scientifiche riguardo l’efficacia e il meccanismo d’azione, come lo è del resto anche l’omeopatia ma, rispetto quest’ultima che viene distribuita liberamente dai farmacisti o autosomministrata dagli utilizzatori, l’agopuntura può essere praticata solo da medici secondo la legge italiana, e questo potrebbe indurre a ritenere validata la materia. Alcuni anni fa (2000), spinto dalla curiosità  di conoscere l’argomento e dall’entusiastico consiglio di una collega mi sono iscritto ad un corso base di agopuntura, motivato anche dalle credenziali dei relatori, Professori Ordinari presso l’Università  degli Studi di Milano dove io stesso conseguì la Laurea in medicina nel 1995 e dove inoltre si svolgevano le lezioni, con tanto di patrocinio di Università , Ministero Salute e addirittura O.M.S. Con tutte queste premesse mi sono avvicinato all’argomento con l’umiltà  di apprendere qualcosa di nuovo ma certamente valido e riconosciuto, e con la convinzione di non perdere tempo ma evidentemente mi sbagliavo. Il corso era strutturato in parecchie lezioni da svolgersi nell’arco di 6 mesi con un esame finale, alcune prove pratiche e, ovviamente, un costo non indifferente nemmeno a chi come me non è più studente. Dopo una lunga introduzione dell’argomento in cui si segnalavano le buone prospettive di far riconoscere la disciplina come Specialità  Medica, cioè iscritta nell’ambito delle Scuole di Specializzazioni Mediche, veniva fatto solo un accenno alle prove scientifiche dell’ efficacia della metodica, non convincenti a capire il meccanismo di azione di questo trattamento. Ho sempre pensato che potesse esserci una reazione biochimica allo stimolo neurologico, tale da indurre la risposta di catecolamine con effetti analgesici, o di melatonina o immunomodulatori ma sorprendentemente non solo non era citato niente di tutto questo ma si insisteva sull’ammissione dell’esistenza di una imprecisata energia, fluidi, umori…tutto questo mi ricordava la medicina pregalenica e medievale, così lontana dalle attuali convinzioni. Posto che la medicina non è una scienza esatta ma è anzi sottoposta a continue modifiche e integrazioni delle conoscenze sono convinto della necessità  di aggiornamento a condizione che le più recenti scoperte sostituiscano le vecchie e non il contrario come invece dovrebbe accadere con l’integrazione della medicina cinese con la nostra. Ed è il motivo fondamentale per cui ritengo di non dover ufficializzare un trattamento solo perché da millenni viene utilizzato da una larga fetta di popolazione mondiale, questo è infatti uno degli argomenti che più spesso viene addotto in difesa della validità  della medicina cinese, mentre la storia della medicina occidentale insegna di come si sono abbandonate molte pratiche e teorie sostituite da altre più efficaci perché riproducibili e scientificamente confutabili. Il salasso, sebbene in alcuni casi abbia una limitata azione terapeutica non viene più riproposto come panacea perché non serve ad allontanare la materia “peccans” ma solo a ridurre il volume di sangue circolante. Oppure, per fare un esempio molto più recente, persino i limiti dei valori normali degli esami ematochimici vengono continuamente corretti per adeguarli alle nuove conoscenze. Tornando al corso di agopuntura: l’ho abbandonato dopo poche lezioni e qualche centinaio di euro richiesti e pagati anticipatamente, delusione, perdita di tempo e un libro di 3 kg utilissimo per stirare le camicie…


Davide Colombo


 


Gent.mo Dott. Colombo,


La ringraziamo moltissimo per la Sua testimonianza, particolarmente significativa perchè espressa da un addetto ai lavori che scrive per esperienza diretta.


Un cordiale saluto.


Silvano Fuso