Coral Castle: enigma o leggenda?

La strana storia di un parco di pietra costruito per far colpo su una ragazza e che ancora oggi continua a esercitare un fascino misterioso...

Coral Castle: enigma o leggenda? La strana storia di un parco di pietra costruito per far colpo su una ragazza e che ancora oggi continua a esercitare un fascino misterioso...
Coral Castle è un singolare parco che si trova in Florida ad alcune miglia a sud di Miami. Si tratta di un insieme di bizzarre costruzioni in pietra che venne costruito a partire dagli anni Venti del XX secolo da un immigrante lettone, Ed Leedskalnin[1] (originariamente il sito si trovava a qualche miglia di distanza dall'attuale collocazione e venne successivamente spostato sempre a opera dell'autore).
L'espressione "coral castle" viene solitamente tradotta come "castello di corallo", in realtà si tratta di una denominazione impropria. Infatti le insolite sculture che si trovano nel sito non sono costituite da corallo, come spesso viene affermato, bensì dalla cosiddetta "coral stone" una roccia formata da resti fossili di piccoli polipi, ampiamente utilizzata in Florida per realizzare ornamenti e oggetti vari.

Edward Leedskalnin (1887-1951) era una persona particolare, afflitta da problemi caratteriali. Desiderò sempre avere una compagna, ma non riuscì mai a trovarla. Si dice che avesse idee rigidissime circa il concetto di verginità e per questo motivo non riuscì mai a trovare la ragazza giusta. In una biografia a lui dedicata[2] si narra che il ventiseienne Ed venne lasciato dalla fidanzata sedicenne Agnes Scuffs il giorno prima delle nozze. In seguito alla cocente delusione provata, Ed decise di costruire un castello per fare colpo sull'amata e perduta "dolce sedicenne". Ed viaggiò per l'Europa, il Canada e gli Stati Uniti. Alla fine, affetto da problemi di salute, si stabilì nel clima mite della Florida dove iniziò la sua ciclopica impresa. Nell'insolito parco si possono ammirare singolari costruzioni: meridiane per la misura del tempo, un obelisco con un foro allineato verso la stella polare, un tavolo di roccia con un fiore piantato al centro, una poltrona in pietra dal peso di una tonnellata e una "fontana della luna" che rappresenta le fasi lunari. La porta di ingresso del parco è costituita da un grosso masso del peso di 9 tonnellate. Un particolare sistema di sospensione fa sì che sia sufficiente una leggera spinta per determinare l'apertura dell'insolito portone. Nel 1986 il sistema di apertura si guastò. Durante i lavori di riparazione si scoprì che Leedskalnin aveva utilizzato un cuscinetto di un vecchio camion come perno per far ruotare agevolmente il pesante portone. Gli sforzi romantici di Leedskalnin non ebbero mai il successo sperato. Si narra infatti che l'amata Agnes Scuffs, più volte invitata, rifiutò sempre di visitare lo strano parco a lei dedicato.

Il mistero


Al di là dei racconti più o meno romantici legati alla sua origine, intorno a Coral Castle sono nate storie misteriose. Il parco venne costruito personalmente da Ed Leedskalnin e ad alcuni sembra assolutamente impossibile che un uomo solo (per giunta mingherlino: pesava 45 kg) sia riuscito a mettere insieme una serie di sculture di pietra la cui massa complessiva viene stimata in 1100 tonnellate. Facendo una ricerca su Internet, si trovano ad esempio numerosi siti che sottolineano l'aspetto misterioso del parco. Ad alimentare il mistero contribuì sicuramente lo stesso Leedskalnin il quale sostenne di essere riuscito a sollevare i pesanti blocchi con un sistema innovativo capace di vincere la forza di gravità. Si sarebbe trattato di un singolare metodo di levitazione magnetica che sarebbe già stato utilizzato molti secoli prima dagli Egizi per costruire le piramidi e che Leedskalnin avrebbe riscoperto. In un suo scritto egli affermò: «tutta la materia consiste di magneti individuali, ed è il movimento di questi magneti nella materia attraverso lo spazio che produce fenomeni quantificabili come il magnetismo e l'elettricità». Da un punto di vista scientifico questa affermazione dice ben poco, ma evidentemente riesce a fare molto effetto sui cultori di fantaarcheologia e su tutti coloro che amano i misteri. Alla sua morte, avvenuta nel 1951 a causa di un tumore, Leedskalnin non lasciò alcuna indicazione relativa al suo presunto metodo di trasporto e preventivamente distrusse anche tutto quello che si trovava nel suo laboratorio. Questo contribuì ad alimentare il mistero.

Davvero inspiegabile?


Se si analizzano i fatti con maggiore senso critico, tuttavia, come sempre accade, ci si rende conto che gran parte del mistero svanisce.[3] Innanzitutto è interessante analizzare i tempi di costruzione del parco. Nel sito ufficiale dedicato al parco si apprende che Leedskalnin impiegò ben 28 anni per costruirlo. Accettando per buona la stima di 1100 tonnellate per la massa complessiva delle sculture, un rapido conto consente di dedurre che Leedskalnin scolpì una media di 108 kg di pietra al giorno. Quantità considerevole, ma perfettamente compatibile con i limiti fisici umani, soprattutto se si tiene conto che per 28 anni Leedskalnin non si dedicò ad altro che non fosse la costruzione del castello. Esistono inoltre le testimonianze di alcune persone che assistettero ai lavori di Leedskalnin. In particolare una signora di nome Virginia, che gestiva il negozio di souvenirs del parco, dichiarò che Leedskalnin non utilizzò affatto sistemi di levitazione ma semplicemente tecniche costruttive assolutamente normali.[4] Tale testimonianza è confermata da alcune fotografie che ritraggono Leedskalnin mentre opera con un alto treppiede di pali di legno dotato di un robusto paranco. La "coral stone" inoltre è una pietra tenera e facilmente lavorabile. Gli amanti del mistero tuttavia sottolineano non tanto la straordinarietà della costruzione del parco, quanto piuttosto quella del suo successivo spostamento ad alcune miglia di distanza. Tale spostamento venne deciso da Leedskalnin in quanto il primo sito divenne col tempo troppo frequentato. La sua riservatezza lo spinse a ricercare un luogo più isolato. Gli amanti del mistero sostengono che l'eccezionale trasferimento del parco sarebbe stato fatto dallo stesso Leedskalnin da solo e in tempi brevissimi. Alcune testimonianze racconterebbero fatti portentosi. Come quella del camionista che, allontanatosi per una mezz'oretta, trovò inspiegabilmente caricati sul suo camion diversi enormi blocchi di roccia. Tali testimonianze purtroppo hanno scarso valore e non sono assolutamente verificabili. Inoltre in queste storie vi è qualche incongruenza. Nel sito di Coral Castle si legge ad esempio: «Come riuscì Ed a trasportare tutte queste sculture per una distanza di 10 miglia? Ed aveva il telaio di un vecchio autocarro della Repubblica sul quale posò due sbarre. Egli aveva un amico con un trattore che trasportò il rimorchio carico da Florida City alla Fattoria. Molte persone videro le sculture coralline spostarsi lungo la vecchia strada pubblica di Dixie, ma nessuno mai vide Ed caricare o scaricare il rimorchio. Ed fece la maggior parte del suo lavoro di notte alla luce di una lanterna. Egli sembrava avere un sesto senso che gli consentiva di rendersi conto se qualcuno stava cercando di spiarlo. Le numerose sentinelle lungo i muri del Castello attesteranno della sua natura diffidente». Ora, se Leedskalnin avesse veramente scoperto un misterioso sistema di levitazione, che bisogno avrebbe avuto di utilizzare autocarri e trattori? Avrebbe infatti potuto tranquillamente far levitare i blocchi fino a destinazione. In realtà poi il trasferimento dell'intero complesso non fu affatto rapidissimo, ma durò complessivamente una decina d'anni.

Conclusioni


Coral Castle è indubbiamente un'opera insolita e sorprendente. In definitiva però le storie misteriose sorte intorno a esso sembrano appartenere alla solita mitologia sostenuta e divulgata da coloro che vogliono a tutti i costi trovare misteri. Inoltre non è da sottovalutare l'aspetto turistico e commerciale: l'ingresso al parco costa 9,75 dollari per gli adulti, 5 per i bambini e 6,50 per gli anziani con più di 62 anni. Nel parco si vendono inoltre numerosi gadget e souvenir.
Parecchi sono i visitatori che ogni anno visitano Coral Castle e sicuramente il mistero legato al parco non fa che alimentare la curiosità di chi lo visita e gli introiti di chi lo gestisce.

Silvano Fuso
Chimico-fisico
Segretario CICAP-Liguria e Coordinatore
Gruppo Scuola CICAP
fuso@cicap.org

Note


1) Si possono vedere numerose immagini e filmati del singolare parco nel sito web ufficiale all'indirizzo: www.coralcastle.com
2) Bullard J., Waiting for Agnes, www.waitingforagnes.com/
3) Si veda l'articolo critico: Radford B., "Mysteries of the Coral Castle", Skeptical Inquirer, vol. 30 (3), maggio-giugno 2006.