Visita a una "scuola" di pranoterapia

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  • 03-01-2012
  • di Lisa Maccari
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Da diversi giorni i muri di Firenze erano tappezzati insistentemente di manifesti che pubblicizzavano corsi di pranoterapia, organizzati, secondo il metodo del professor Inardi, dalla solita associazione AMI University, già nota al Cicap come ben radicato centro di terapia e di formazione pseudoscientifica, e dal particolare accanimento nell'uso a sproposito di larghe pletore di termini nobilitanti, quali "Università", "Accademia", "Albo professionale", "Riconoscimento legale" e simili.
Successivamente erano comparsi avvisi nuovi, in cui le stesse strutture magnificavano corsi di "bionaturopatia", qualunque cosa significhi. Ben in vista a caratteri cubitali era un numero di telefono, che per la solita curiosità maligna che caratterizza noi illuministi inguaribili, ho deciso di provare a chiamare. Al primo tentativo, mi risponde una segreteria telefonica, che invita a lasciare un messaggio o a richiamare il sabato mattina, che è l'unico orario in cui si è sicuri di trovare qualcuno. Un paio di giorni dopo, di sabato appunto, caparbiamente tento di nuovo. Chi mi risponde è un tale signor Franco Baldi, che si dichiara appunto pranoterapeuta. Alle mie richieste di lumi sull'organizzazione e sulle condizioni dei corsi, mi enuncia le seguenti cose:
  • il corso di pranoterapia è aperto a tutti, senza distinzioni di età, professione e titolo di studio; il costo del tutto, per tre mesi al ritmo di un incontro alla settimana, è di quattro milioni e novecentomila lire. Facendo il conto su tre o quattro ore a incontro, che è il massimo possibile, siamo sulle centomila l'ora.
  • nessuna distinzione, appunto, sulla base di attività e cultura, ma i nostri hanno lo scrupolo civico di non dare illusioni a persone che poi non hanno attitudine per la materia: a questo proposito, chi vuole iscriversi è tenuto a sottoporsi a un test, che consiste nella misurazione delle bioenergie ad opera di un macchinario su cui si appoggiano le dita ad una ad una. L'output è un codice numerico, che poi viene inviato alla sede centrale di Milano per essere analizzato. Il test possono farlo tutti, ma costa duecentomila lire. Misura precauzionale per scoraggiare possibili perturbatori infiltrati e scettici? O più direttamente per scremare fin dall'inizio tutti quelli che dimostrano troppo buon senso? Adottare in partenza il criterio di non ammettere chi non è abbastanza fesso, può essere una buona mossa...
  • fra le materie di insegnamento, anatomia, fondamenti fisiologici della pranoterapia, tecniche di rilassamento, di respirazione, e varie ed eventuali. Fra i relatori, a quanto pare, oltre ai terapeuti esperti in materia, psicologi e biologi, con buona pace dei rispettivi ordini professionali. La scuola di bionaturopatia, invece, è riservata a pranoterapeuti già esercitanti, o che almeno abbiano seguito il corso precedente.
Come ultimo atto della triste saga, mi risolvo di fare il trentuno dopo il trenta e di recarmi in prima persona alla sede della scuola, in via Guelfa 116. È un appartamento normale, adattato alla maniera degli studi medici. Il signor Baldi in persona mi accoglie, socchiudendo e risbarrando porte al di là delle quali si stanno svolgendo consulti e lezioni. Mi aveva promesso un programma dei corsi - speravo di tirare fuori qualche nome e cognome - e invece mi rifila il fascicolino degli atti di un convegno di un anno fa, in cui si dibatte di sviluppi e prospettive della pranoterapia, e dell'ardua lotta per farla riconoscere come specialità medica o paramedica dalla legge italiana. Fra le altre cose, nell'opuscolo, qualche relazione di casi sorprendenti, scritta in un italiano da far gelare il sangue, e qualche commento di medici ed educatori inizialmente scettici e poi pienamente convinti.
Scappo via che ho una fretta verde, e non gli do neanche la mano che, con la corsa in motorino che mi sono fatta nella mattina aspra di novembre, scoraggerebbe qualunque maestro di pranoterapia! Poco lontano - mi piacerebbe non credere ai miei occhi - sulle lamiere che delimitano un cantiere di lavori in corso, in mezzo a tanti manifesti, ne spunta un altro quasi uguale: altri corsi di pranoterapia, tenuti stavolta presso uno splendido "Istituto di Studi e Ricerche Biofisiche". Mi segno il nuovo numero di telefono, e mi preparo psicologicamente alla prossima piccola inchiesta.
 
Lisa Maccari, Firenze