Scienza o invenzione?

I programmi televisivi inglesi sul paranormale nel mirino

  • In Articoli
  • 24-12-2011
  • di Maggie Brown
L'ipnotista Paul McKenna e la sua squadra di programmisti battono continuamente il globo in cerca dei fenomeni strani, e forse veri, che fanno di The Paranormal World of Paul McKenna un successo di ITV. Ma la serie in sette episodi programmata in Inghilterra per il prossimo anno sta prendendo forma in una brutta atmosfera. Nelle ultime settimane la comunità scientifica inglese si è mossa per frenare il crescente appetito del pubblico per quelli che essa chiama programmi manipolativi, come Strange But True, con Michael Aspel, Out of This World e Secrets of Paranormal, che si stanno inserendo nello stesso filone vulnerabile del "bisogno di credere", già degli X-Files.
La televisione è sotto accusa in quanto privilegia l'intrattenimento senza badare alla necessità di compiere delle verifiche rigorose. L'ovvia conclusione è che, se gli esperimenti fossero condotti sotto controllo corretto, la maggior parte dei fenomeni crollerebbe.
A guidare l'attacco è il formidabile professor Richard Dawkins, del gruppo per la Comprensione Pubblica della Scienza dell'Università di Oxford, che afferma che «l'Universo è già abba-stanza bizzarro da non aver bisogno del contributo di ciarlatani pseudoscientifici». Il suo punto di vista, ed è un ottimo punto, è che «il presunto paranormale debba essere trattato con scientifico scetticismo». Egli commenta con sarcasmo un episodio di una recente puntata di Out of This World sul canale BBC1, in cui Carol Vorderman aveva passato una notte da sola in un albergo infestato dai fantasmi e si era sentita «accapponare la pelle in una particolare stanza, che era fredda in modo anormale.» Dawkins dice anche che i lettori del pensiero dovrebbero essere tenuti isolati in stanze sigillate, quando si sottopongono ai test, e le suole delle loro scarpe setacciate in cerca di radio trasmittenti.
Il direttore generale dell'Ordine degli Ingegneri Meccanici, il dottor Richard Pike, ha scritto al Times questo mese, a nome dei suoi iscritti, invocando l'adozione di un approccio più scientifico da parte della televisione.
Uno degli autori di McKenna, Michael Latham, già curatore di Tomorrow's World, ha deciso, a sua garanzia, di registrare in video l'intero retroscena degli esperimenti che saranno mostrati nei frammenti adattati. Definisce questi come avvenimenti che cadono al di fuori della comune esperienza e scientificamente inesplicabili. Telepatia, guarigioni, reincarnazione, fantasmi, poltergeist, capacità di muovere oggetti senza toccarli , tutti questi eventi definiscono il singolare e sempre accattivante territorio in cui la televisione si è andata annebbiando.
Ma Latham sa di dover tracciare una linea sottile. Deve filtrare via tutti gli imbrogli, con-servando la componente di mistero che fa di questi programmi i più seguiti. Più del 40% dei telespettatori ha seguito Strange But True, ad esempio. La nuova serie di McKenna mostrerà, dice Latham, «impressionanti scene di guarigione», in cui persone poco sopra i vent'anni (a quanto pare i giovani risanano più velocemente), con ginocchia artritiche grottescamente gonfie, si alzano e camminano. Poi c'è un «secondo Uri Geller», un francese in grado di piegare barre di acciaio da industria aerospaziale, anche quando sono poste dentro tubi di vetro, concentrandosi furiosamente. Infine, ma non ultimo, c'è un gruppo di persone definite remote viewers, veggenti a distanza. A questi americani è proposta la sfida di incontrare il presentatore in un dato giorno a una data ora, ma non in un posto concordato. L'incontro riesce, nello stupore generale, ed è registrato su pellicola. Il veggente aveva fatto un disegno del luogo in cui trovarsi.
Tutti questi sono il genere di eventi che rappresentano il meglio della saturazione delle trasmissioni sul paranormale, che non mostrano segno di scomparire dai palinsesti.
Paul Corley, responsabile delle trasmissioni di cronaca vera per ITV Network Centre, replica ai critici, che includono anche qualche allarmato produttore televisivo, dicendo che questi programmi sono apprezzati e che gli scienziati sono un po' ottusi. Poi sostiene che le scoperte recenti, quali la potenziale prova della vita su Marte, hanno enfatizzato la diffusa opinione che gli scienziati non sanno tutto e che gran parte del mistero della vita, comprese le credenze religiose, è inspiegato e va oltre le discipline tradizionali della scienza razionale.
Richard Simons, che ha ottenuto il ruolo di responsabile. dei programmi della compagnia di ITV Meridian, dopo aver colto con successo il boom del paranormale, sottolinea questo punto. Ci sono ben pochi documentari che abbiano registrato, in ogni tempo, dei così alti indici di ascolto e certo non i semplici e diretti programmi scientifici. E respinge completamente l'idea che il genere paranormale possa approfittare della credulità popolare. «Sciocchezze assolute. Lo spettatore è sveglio» dice Simons, ma è attratto dal progettare spunti che risuonino con la ricerca interiore innescata dal nuovo millennio. C'è anche un'enorme impennata nella pubblicazione di ricerche sul paranormale.
Gilles Oakley, capo della programmazione comunitaria della BBC, che ha prodotto una serie chiamata Secrets of Paranormal - in cui un terapeuta spirituale narrava di essere stato un egiziano di 2000 anni fa - dice di essere rimasto scosso dal veleno che la serie ha innescato.
Jana Bennett, capo della programmazione scientifica della BBC, che ha messo sullo stesso piano Gillian Anderson di X-Files con Future fantastic, ha detto che è un errore sminuire la propensione che la gente ha nel credere. Ma anche scienziati concilianti sono preoccupati da quello che si sta facendo in televisione. Il dottor Richard Wiseman, dell'Università dell'Hertfordshire a Hatfield, la sa lunga sul paranormale. È  impegnato come consulente nella maggior parte delle trasmissioni sull'argomento - era lo scettico fisso a Out off This World e dimostrò che la pretesa possessione di una donna da parte di un agricoltore del 160 secolo (che lasciava messaggi in inglese antico su un computer) era una frode. Wiseman dice che il prof. Dawkins ha colto un punto: «Io non sono duro come lui. Ma alcuni di questi programmi sono pieni della "scienza" più raccapricciante. in effetti questi spettacoli marciano sul fatto clic l'indice di ascolto aumenta se si spacciano i fenomeni per genuini. Io ho osservato che gli autori di programmi sono disponibili ai controlli seri, se vengono presentati nel modo giusto. Eppure. gli scienziati non sanno come trasmettere il loro messaggio a otto milioni di spettatori.»
Il prof. Bob Morris, che occupa la cattedra Koestler di parapsicologia all'Università di Edimburgo, è perfino più drastico: «Io avevo cominciato a guardare questi programmi, poi ho smesso. Noi tentiamo di fare ricerca scientifica. Questi sono spinti soltanto dall'audience e dalla spettacolarità.»
Quello che il dibattito attuale mostra è che il distacco culturale fra scienziati e cultura generale di stampo umanistico rimane profondo come quando C. P. Snow lo puntualizzò negli anni 1950. E che mentre milioni di persone si sintonizzano su questi programmi, non c'è traccia di una nuova generazione di programmi di divulgazione scientifica, sullo stile di David Bellamy e di David Attenborough. Di chi è la colpa?
 
di Maggie Brown
traduzione di Lisa Maccari