Telepatia digitale? No, realtà!

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  • 02-12-2011
  • di Cristian Riccardi
Nel cervello di un uomo affetto da una rara forma di epilessia vengono impiantati una serie di elettrodi. Il tentativo, fallito, si prefigge lo scopo di controllare gli attacchi del malato inibendoli sul nascere, proprio intervenendo all'interno del cervello stesso.
Drammatico e intrigante, ai limiti delle possibilità della scienza, è solo la finzione di Terminale Uomo, un romanzo di Michael Crichton, lo stesso autore di Jurassic Park.
Su di un piccolo dischetto che si inserisce in un particolare drive collegato ad una griglia di sensori da posizionarsi sulla testa si possono memorizzare le sensazioni sonore, uditive, visive ed olfattive provenienti dal soggetto che lo porta. Si diffonde così un mercato clandestino, uno spaccio per questo nuovo tipo di "droga": tutti possono provare emozioni mai provate prima, senza avventurarsi in pericolose azioni. Sesso, rapine, suicidi, delitti: sui dischetti si può trovare di tutto, ma solo nel fantascientifico mondo dipinto in Strange Days, film uscito nelle sale cinematografiche qualche mese or sono.
Un pilota controlla l'assetto del velivolo semplicemente con il solo controllo della mente, i ragazzi giocano ai videogiochi con una strana fascia sulla testa che permette loro di non dover utilizzare nessun joystick o pulsante, basta il pensiero. Anche un tetraplegico è riuscito con la stessa tecnologia a giocare allo stesso videogioco, con lo stesso entusiasmo, e ottenendo un punteggio migliore.
Un film, un libro, ancora fantascienza? No, realtà!
O, più prudentemente, un futuro ormai prossimo. Anche se agli occhi di molti, abituati alle ipertecnologie fantascientifiche, potrebbero sembrare piccole invenzioni, questi esperimenti aprono, invece, un nuovo capitolo nella storia della scienza: il Brain Computer Interfaces (Bci).Questa nuova sfida che la tecnologia si pone è il controllo mentale di comandi attraverso interfacce che siano in grado di "leggere" il pensiero del soggetto agente. Storicamente tutta la ricerca in questo settore si è evoluta dalla possibilità tecnologica di individuare e riconoscere le "onde cerebrali" o meglio monitorare l'Eeg, l‘elettroencefalogramma, che, registrato fra due elettrodi, ha un'ampiezza tipica di 2-100 microvolt con uno spettro di frequenza che varia tra i 0,1 e 60 Hz, le cui bande di maggiore intensità vengono chiamate delta, theta, alfa, beta e gamma. La tecnologia Bci, un'evoluzione informatica del biofeedback, permette di avere sotto controllo visivo le proprie attività vitali e di farle variare attraverso l'interazione di dispositivi elettronici (utile, in futuro, secondo i dati emersi da alcuni esperimenti in corso, a pazienti epilettici, per poter controllare gli attacchi, quanto possibile e dopo notevoli tempi di training, alterando le onde cerebrali). Dopo questo primo passo si raggiunge un altro livello di controllo: il tentativo di riconoscere particolari Eeg, come i segnali rilevati sulla corteccia motrice che accompagnano l'intenzione di movimento, senza eseguire necessariamente lo stesso. Gli esercizi finora meglio riusciti sono il movimento di un cursore sullo schermo in qualche direzione e il controllo, dopo ore di addestramento, di movimenti a destra e sinistra in un simulatore di volo. In Giappone si stanno sperimentando tecniche per la ricezione di parole da parte del computer, parole sulle quali il soggetto si concentra: per ora il sistema riconosce soltanto 5 parole. Ma solo recentemente questo tentativo di wetware, connubio uomo-macchina, ha avuto grande pubblicità nel momento in cui alcune aziende americane ed inglesi hanno immesso sul mercato dei dispositivi che, secondo i produttori, permetterebbero di "comandare" il computer tramite il solo pensiero o di controllare, alterandoli tramite biofeedhack, i propri stati emotivi. Uno di questi è il MindDrive, un cilindretto che si infila sul dito indice e si collega attraverso una piccola consolle a qualsiasi computer. Il suo inventore, Ron Gordon, garantisce che può sostituire il mouse, o il joystick secondo questo principio: i pensieri producono segnali fisiologici di tipo elettrochimico che si possono misurare attraverso la pelle, il MindDrive legge e interpreta questi segnali e attraverso un software apposito permette di comandare puntatori sullo schermo, o giocare ai videogame. Le applicazioni che lo implementano sono ancora poche ma già si può comporre ed eseguire musica, disegnare, comandare un piccolo aereo, e lanciarsi in una discesa innevata, secondo i realizzatori, con il solo pensiero. Oltre ad impieghi più ludici, come BioMouse e Interactive Brainwave Visual Analyzer (IBVA), si delineano anche risvolti determinanti nel recupero di persone affette da gravi problemi senso-motori. Ma non solo: vari esperimenti sono in corso per cercare di realizzare un software che, con l'aiuto di reti neurali, riconosca l'impulso Eeg collegato ad un particolare tipo di movimento per trasformarlo in un preciso comando. Il suo realizzatore spera così di realizzare stimolatori elettromuscolari che, sostituendosi agli impulsi nervosi interrotti, garantiranno a pazienti paraplegici la possibilità di camminare di nuovo.