Architettura...paranormale.

Cosa c'è di vero nella bioarchitettura?

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  • 28-12-2011
  • di Romina Bisato e Roberto Vanzetto
Il 5 ottobre 1996 all'oratorio S. Rocco di Padova ha avuto luogo una conferenza stampa che ha inaugurato un corso nazionale di bioarchi-tettura. Per accedere al corso non serve titolo di studio: con una spesa di circa 600.000 lire e 100 ore di lezione si diventa dei veri e propri bioarchitetti. Questa iniziativa. patrocinata dal comune di Padova, ha destato il nostro stupore dato il carattere magico-pseudoscientifico di alcuni postulati su cui si fonda la bioarchitettura. Secondo i bioarchitetti la Terra sarebbe attraversata dalle reti di Hartmann, una griglia di linee (inventate dal signor Hartmann) la cui natura non viene specificata, distanziate due metri l'una dall'altra e ritenute responsabili di cosiddette geopatologie, le quali scaturirebbero dalle falde acquifere o dalle faglie, chiamate dai bioarchitetti anomalie geologiche, che si trovassero sopra uno dei nodi di questa rete. Le prove dell'esistenza di questa rete, dal punto di vista fisico, sono le stesse dell'esistenza degli asini volanti. Fra i compiti del bioarchitetto vi sarebbe quello di progettare spazi abitativi tenendo conto della pericolosa presenza di queste reti, in particolare dei nodi, in modo che, ad esempio, il letto o altri punti di permanenza prolungata siano collocati fuori dal loro "influsso negativo". Per la rilevazione di queste linee il bioarchitetto si avvale delle presunte capacità sensitive di un rabdomante munito di bacchetta. Siamo riusciti a trovare del materiale sulla bioarchitettura in un testo intitolato Enciclopedia pratica per costruire e progettare, Neufert, edizione Hoepli. Si tratta di un manuale ben noto fra gli architetti, che, nella parte dedicata alla biologia architettonica, fornisce molte informazioni a dir poco interessanti. Vi trascriviamo fedelmente qui sotto alcune perle (la sintassi italiana, la fisica e la chimica sono loro):
 
1) «Disponendo su tutta la sfera terrestre una cosiddetta griglia globale costituita da onde verticali si provocano azioni geologiche apparentemente come quelle provocate dal sole, ma la loro regolarità anche secondo "Hartmann" potrebbe far pensare ad un irraggiamento terrestre, proveniente dall' interno del globo che si dispone come una griglia a rete per effetto dei cristalli esistenti nella crosta terrestre. Le griglie sono orientate magneticamente in strisce di circa 20 cm di larghezza dal polo Magnetico nord al polo sud. Dette strisce si sono rivelate sperimentalmente nocive sul piano fisiologico, specialmente nei punti di incrocio in caso di permanenza prolungata e ripetuta (caso di letti).»
2) «Tuttavia detti punti di incrocio della griglia globale diventano veramente patogeni quando essicoincidono con disturbi geologici, come vene d'acqua, faglie del terreno o fratture.»
3) «Ad ogni settima striscia della griglia si ha un'azione più intensa pari a un multiplo della prima come un cosiddetto secondo ordine: quindi alla distanza di 28 ovvero 35 m e 35 ovvero 42 m.»
4) «... le zone di disturbo sono localizzate con bacchetta da rabdomante ovvero radioapparecchi.»
5) «... i danni principali di tali zone patogene sono devitalizzazione, cioè debolezza, disturbi di cuore, di reni, di circolazione, di respirazione, di stomaco, di ricambio fino a gravi sofferenze croniche come il cancro.»
6) «... gli atomi ovvero le molecole, che formano la materia, non sono fermi ma in continuo movimento. Nel metallo, per esempio, essi si muovono agevolmente attorno ad un punto di equilibrio. In riscaldamento accelera il movimento [...] per effetto di un ulteriore riscaldamento gli atomi si staccano gli uni dagli altri fino allo stato gassoso. Per contro alla temperatura zero assoluto (0 K = 273,15 °C) ogni movimento degli atomi ovvero delle molecole viene a cessare, come del resto nel vuoto. Gli esempi sopraindicati relativi ai metalli non sono però tipici per altre sostanze. Nel caso del vetro, per esempio, il calore non provoca cambiamento sulla posizione degli atomi già disposti in modo disordinato.»
7) «Il legno viene considerato come un condensato di luce e calore e come elemento vitale nei materiali da costruzione. [...] Il legno reagisce fortemente sugli odori: trattiene i buoni e degrada i cattivi. [...] fare attenzione alle vecchie regole: tagliare il legname solamente in inverno, con luna calante, lasciare macerare per un anno in fossa argillosa prima della segazione (molto costoso).»
 8) «Il vetro sotto forma di vetro normale per finestre ovvero cristallo risulta neutro anche sotto forma di stratificato. Di questi vengono preferiti quelli fusi in vetreria rispetto a quelli con telaio metallico ovvero di materia plastica. Contro i vetri colorati si è ancora scettici. Viene comunque raccomandato il vetro di quarzo ovvero il vetro biologico che lascia filtrare la luce ultravioletta per circa il 70-80%.»
9) «Lo stagno è più apprezzato e anche il piombo. [...] L'amianto dovrebbe essere impiegato con cautela [...] le plastiche generalmente non vengono rifiutate. Si calcola che circa il 10% sono sostanze naturali, senza effetti secondari nocivi.»
10) «Il dottor Hartmann guariva subito le impressioni generali di disturbo facendo disinserire la spina dal paziente prima di andare a dormire e rendendo così, privo di corrente, il cavo passante in prossimità della sua testa.[...] cavi liberi sono particolarmente preoccupanti in quanto provocano sindromi da campo alternato alla frequenza di 50 Hz. [...] a quanto sopra si devono aggiungere le correnti vaganti.»
11) «La polarizzazione, cioè il più verso il meno cioè l'alloggiamento delle cariche e cessione corrisponde a ordine.»
 
La conferenza stampa all'oratorio S. Rocco è stata presentata da tre persone: Paola Basso, architetto, Sergio Lironi, architetto e presidente di Legambiente di Padova, e Pier Luigi Fantelli, assessore alla cultura del comune di Padova. Fra il pubblico c'erano una quarantina di persone, molte delle quali giovani interessati ad iscriversi al corso. Noi abbiamo partecipato per capire quale parte abbiano le reti di Hartmann all'interno del programma.
Paola Basso comincia col definire cos'è la bioarchitettura: «È un'utopia, un sogno, un modo di vivere.» Avverte che in questi tempi moderni si richiede una ridefinizione del «produttore di habitat», poiché serve interdisciplinarietà, quella interdisciplinarietà che «era nota nei tempi antichi, era nota al popolo Romano». Il corso si pone l'obiettivo di informare soprattutto le categorie di professionisti che già operano nell'ambito dell'architettura, come ad esempio gli architetti, i geometri e gli stessi legislatori, affinché siano di aiuto e non di freno alla salvaguardia dell'ambiente. La parola quindi passa al presidente di Legambiente, Sergio Lironi, il quale ricorda che il suo movimento si occupa anche di ecologia urbana e perciò è lieto che si cominci a sensi-bilizzare l'opinione pubblica anche sull'ecologia delle abitazioni private. Citando uno studio condotto nel comune di Padova, per rivelare la quantità di benzene presente nell'aria, Sergio Lironi ricorda che oltre a trovare nell'aria delle vie cittadine un livello di inquinamento sopra la soglia di pericolo, detto studio aveva anche rivelato come l'aria all'interno delle abitazioni fosse ancora più inquinata di quella esterna esposta al traffico. Poi cita il problema delle vernici tossiche che rilasciano formaldeide ed altri prodotti patogeni nell'aria. Non dimentica, infine, di rendere noto il fatto che nella bioarchitettura, così nuova come concezione, «ci sono aspetti che sconfinano nella parascienza, come l'astrologia, aspetti e teorie che non sono ancora verificate o non sono verificabili.

«Rilevare le righe di Hartmann è molto difficile e perciò serve la sensibilità di alcuni soggetti particolarmente dotati»

Per ultimo interviene l'assessore Pier Luigi Fantelli, che parla soprattutto del problema degli appalti che favoriscono i preventivi più economici, danneggiando perciò le più costose costruzioni progettate dalla bioarchitettura.
Fino a questo punto i tre relatori non hanno nominato le geopatologie, che stanno alla base della bioarchitettura secondo Neufert. Stiamo quasi per pensare che possa trattarsi di un corso serio, quando, leggendo il programma in un volantino, vediamo che fra gli otto moduli di lezioni previsti il modulo numero sei è interamente dedicato alla bioelettrologia, ai nodi di Hartmann e alle conseguenti geopatologie.
Nello spazio per le domande interveniamo allora per chiedere: «Nel programma del corso, al punto sei, si trovano le lezioni relative ai nodi di Hartmann e alle geopatolog.ie. Cosa intendete per nodi di Hartmann?»
Paola Basso, con fare tra il divertito e il commiserevole, risponde: «Ah, i nodi di Hartmann! Per spiegare cosa sono in dettaglio ci vorrebbe una lezione di due ore. In cinque minuti non è possibile affrontare l'argomento.»
«Una cosa soltanto:la rete e i nodi di Hartmann vengono rivelati per mezzo di un rabdomante?» Paola Basso tace imbarazzata. Dice no, ma poi, visibilmente confusa, cerca gli sguardi dei colleghi bioarchitetti per avere un aiuto. Alcune persone alla nostra destra intervengono dicendo «Certo, ovvio, è così», e anche dalla fila dietro di noi (dove siedono molti giovani aspiranti corsisti) si sentono commenti a favore del necessario uso del rabdomante. Paola Basso allora risponde: «Sì, sì», quasi controvoglia, ammettendo che rilevare le righe di Hartmann è molto difficile e perciò serve la sensibilità di alcuni soggetti particolarmente dotati. «Però può farlo chiunque, perché tutti siamo in grado di fare i rabdomanti, infatti nel nostro corpo ci sono sei piccoli magneti, due situati nella testa, due vicino alle spalle qui e altri due qua, comunque questa sensibilità è molto soggettiva.»
La interrompiamo sorpresi: «Piccoli magneti? Beh senta, premesso che adoperarsi per aumentare la sensibilità nei confronti dell'ambiente e della salute nelle abitazioni è encomiabile, e che il vostro programma sembra molto vario e interessante, perdoni la polemica, ma il punto che riguarda le lezioni sulle geopatologie è del tutto paranormale. Infatti se i nodi di Hartmann si possono individuare solo con i metodi dei rabdomanti, allora questi nodi proprio non esistono. Questo perché i rabdomanti, una volta messi alla prova, cioè sotto un serio controllo, non si sono mai dimostrati capaci di trovare né l'acqua, né questi fantomatici nodi. Il fatto che i rabdomanti siano o no in buona fede non ha importanza: semplicemente non funzionano, ed esiste addirittura un premio di ben 600.000 dollari posto in palio per chiunque dimostri sotto controllo di avere la dote del rabdomante. Sono passati molti anni, ma il premio non è mai stato vinto.» La platea è scossa e i tre presentatori della conferenza sono visibilmente seccati. La Basso riprende: «Non vedo perché dobbiamo stare qui a discutere di un singolo punto, quando il corso è ricco di moltissime lezioni. E poi il fatto che non si riesca a capire oggi cosa sono di preciso i nodi di Hartmann non vuol dire che bisogna essere chiusi...»
«Scusi, ma il saper spiegare un fenomeno e il dimostrare che esiste sono due concetti ben diversi. Le ripeto che ai nodi di Hartmann manca la dimostrazione dell'esistenza, perché i rabdomanti, che sono gli unici che li possono trovare, una volta messi davvero alla prova dimostrano di non essere in grado di trovare nemmeno l'acqua. C'è un premio di un miliardo di lire per il primo che dimostra di saper trovare l'acqua in un esperimento sotto controllo.»
«E allora? Questo non significa niente. Adesso siamo nel duemila. È finita l'epoca del pensiero cartesiano, è finita l'epoca di Piero Angela. Il mondo non può essere ridotto ad un laboratorio, l'uomo è un complesso interagire forze, di energie che sono irriproducibili. Non per questo si può dire che non esistono. Gli Ufo, per esempio, ci sono delle persone che vedono questi oggetti inspiegabili, ma si può forse dire che quelle persone non esistono?»
La voce di uno scettico viene percepita evidentemente come una nota stonata che rovina la poesia delle tesi paranormali recitate dalla relatrice. Ci viene chiesto dunque di smettere, quando dalla fila davanti alla nostra si alza in piedi un signore dall'aria distinta. È un editore di testi di scienza olistica. Comincia: «Sono d'accordo con i giovani qui, i rabdomanti non servono a niente, lo sanno tutti! Ma solo quelli di una volta con la bacchetta. Adesso ci sono degli strumenti che si chiamano radioapparecchi che vengono usati moltissimo in Germania e in Svizzera, se volete - rivolto verso di noi - vi faccio avere i cataloghi delle ditte che fanno queste apparecchiature, lasciatemi il vostro indirizzo...»
Protestiamo: «Ma Hartmann i nodi li trovava con la bacchetta, e comunque il premio di 600.000 dollari vale anche per i rabdomanti con i radioapparecchi.»
Un giovane biondino seduto nella fila dietro la nostra ci sibila inviperito che è la terza volta che parliamo del premio in denaro e desidera che la smettiamo immediatamente.
Interviene l'assessore Fantelli, anche lui vuole intervenire nella polemica: «A Roma hanno pagato fior di quattrini un rabdomante perché trovasse l'acqua, vi pare che la rabdomanzia non esista?»
«Il fatto che i rabdomanti siano pagati non dimostra nulla: anche la RAI paga gli astrologi, ma l'astrologia resta comunque una superstizione.»
«E allora? Anche a Galileo non credevano, ed era la scienza ufficiale a volerlo mandare al rogo; come adesso per l'astrologia e per la rabdomanzia...»
«Ma Galileo portava le prove di quello che diceva! Quello che manca ai rabdomanti non è la difficilissima spiegazione scientifica delle loro capacità, sono proprio le capacità! In ogni caso, se lei considera i nodi di Hartmann come l'astrologia, allora siamo perfettamente d'accordo.»
Fantelli probabilmente non sente bene le ultime parole, perché risponde seccato: «Certo che leggo l'oroscopo e mi diverte anche! E fanno più male molti pseudo-scienziati che non sono aperti alla conoscenza delle cose nuove piuttosto che i ricercatori dei nodi di Hartmann, i quali, come Galileo, si trovano a combattere contro la scienza ufficiale che...» Grande applauso del pubblico. Fantelli parla e sorride felice, mettendo allo stesso livello le fondamentali scoperte di Galileo (padre del metodo scientifico) con le deliranti trovate dei rabdomanti. Non dubitiamo che Fantelli, essendo assessore alla cultura nella città di Padova, abbia studiato accuratamente le opere di Galileo, siamo però costretti a notare come gli siano sfuggiti sia i concetti di base sia senso del lavoro del grande scienziato.
Le bugie, nel mondo del paranormale, sembrano avere le gambe molto lunghe, visto che ripetuti esperimenti sui rabdomanti non sono bastati a demolire una credenza ancora oggi tanto diffusa. Nel marzo del 1979 Piero Angela realizzò per la Rai la celebre Indagine sulla parapsicologia, alla quale collaborò anche il famoso prestigiatore e investigatore del paranormale James Randi, con il suo assegno di 10.000 dollari in tasca da consegnare a chiunque avesse dimostrato di possedere delle capacità paranormali. A questa indagine si sottoposero anche quattro rabdomanti. senza dubbio in buona fede, che, tuttavia, fallirono (vedi S&P numero 7). Come mai? Ovvio, tutta colpa di qualche influsso negativo!
Romina Bisato, responsabile traduzioni per S&P
Roberto Vanzetto, fisico
 
Bibliografia:
 
Scienza & Paranormale n° 7. Anno III, pp. 49-52.
Piero Angela, Viaggio nel mondo del paranormale, Garzanti. 1990.
Neufert, Enciclopedia pratica per costruire e progettare, edizione Hoepli.
AA. VV. Manuali antitruffa: Non ci casco!, Millelire – Stampa Alternativa, 1996
 

L'assessor Fantelli, Galileo Galilei e i rabdomanti
Pier Luigi Fantelli è assessore alla cultura del Comune di Padova. Galileo Galilei, fisico ed astronomo, è il fondatore del metodo scientifico, vissuto a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, che insegnò all'Università di Padova per parecchi anni e proprio a Padova, il 10 gennaio del 1610, scoprì i quattro principali satelliti di Giove chiamati ora in suo onore "galileiani". I rabdomanti sono quei signori che, tenendo in mano una bacchetta piegata a V o qualche altro arnese, sostengono di sentire le caratteristiche geologiche del terreno sottostante e in particolare di captare l'acqua. Cosa li collega tra loro?
Occorre una premessa. Sabato 5 ottobre a Padova è stata presentata una conferenza stampa per pubblicizzare un corso di bioarchitettura, patrocinato, tra altri enti, dal Comune di Padova, rappresentato per l'occasione dall'assessor Fantelli. Questo corso, in sintesi estrema, si propone di insegnare a costruire case in cui si possa vivere bene e che contemporaneamente rispettino l'ambiente. Purtroppo, tra argomenti interessanti e validi, ben un ottavo del corso è dedicato alle immaginarie linee di Hartmann e alle conseguenti cosiddette geopatologie. Per chi non lo sapesse, queste linee formerebbero una griglia di passo circa due metri, disposta parallelamente al campo magnetico terrestre. Trovarsi su un incrocio fra linee di Hartmann provocherebbe vari tipi di danni alla salute, fino all'insorgere di tumori. L'unica prova dell'esistenza delle linee di Hartmann, nonché l'unico modo per trovarne una, è chiedere a un rabdomante di localizzarla. Insomma, a voi sembra di essere in una normale stanza e che un posto valga l'altro, ma il rabdomante sa di essere su una linea di Hartmann.
Ora, se ad una festa noi ci mettessimo a presentare a tutti un'amica invisibile (e purtroppo anche muta e impalpabile), sostenendo che solo noi siamo in grado di percepirla, il meglio che ci potremmo aspettare è di essere presi per ubriachi.
Torniamo alla conferenza di bioarchitettura. Viste le considerazioni precedenti, durante il dibattito ci siamo permessi di far notare ai conferenzieri che non ci sono prove decenti dell'esistenza delle linee di Hartmann, visto che i rabdomanti, una volta messi alla prova con un sistema di controllo, si sono dimostrati incapaci perfino di localizzare l'acqua corrente che prima dicevano di captare perfettamente. Abbiamo ricordato che da tempo esiste un premio di un miliardo di lire a disposizione di un qualsiasi rabdomante che dimostri sperimentalmente i suoi poteri e che quindi spaventare la gente minacciando rischi inesistenti per la salute è terrorismo psicologico.
E qui arriviamo alla fine a Fantelli, a Galileo e ai rabdomanti. Ci scusiamo in anticipo per il sarcasmo. Fantelli, dopo aver citato il luogo comune (falso) sulla scienza, "La scienza non accetta ciò che non riesce a spiegare", ha dato sfoggio di profondissima cultura dicendo che i rabdomanti sono come Galileo, in quanto entrambi perseguitati dalla scienza ufficiale.
Caro assessor Fantelli, a parte il fatto che nessuno perseguita i rabdomanti. Le è sfuggita una fondamentale differenza: Galileo portava le prove delle sue affermazioni. Se Galileo avesse detto "Ci sono quattro lune attorno a Giove, ma posso vederle solo io perché ho una particolare sensibilità, allora sarebbe davvero uguale ai rabdomanti. Ma Galileo diceva "Ci sono quattro lune attorno a Giove, volete dare un'occhiata anche voi'?". Quello che manca ai rabdomanti non è la difficile, difficilissima spiegazione scientifica delle loro capacità: sono proprio le capacità!
Visto che il Comune di Padova patrocina le lezioni sui rabdomanti, possiamo anche noi ottenere il patrocinio per un corso? Vorremmo far conoscere a tutti i mirabolanti poteri della nostra amica invisibile e soprattutto il suo eccellente allevamento biologico di mucche volanti.
In attesa di un Suo cortese riscontro, Le porgiamo i nostri saluti.
 
Francesco Chiminello e Roberto Vanzetto
Lettera pubblicata da il Gazzettino di Padova il giorno 11 ottobre 1996