Le fiabe del cyberspazio

  • In Articoli
  • 30-12-2011
  • di Roberto Mancin e Riccardo Mancini
Un fantasma si aggira per la rete, anzi più di uno. Sono tutte quelle affermazioni approssimative e non verificate che per anni abbiamo chiamato leggende metropolitane e che ora trovano un percorso specifico e originale nel cuore di Internet. Non poteva d'altra parte andare diversamente: essendo le leggende null'altro che le fiabe dell'era tecnologica, esse si sono prontamente impadronite del nuovo mezzo telematico. Al centro hanno mantenuto il più tradizionale degli strumenti per destare l'interesse: la paura, che per un "navigatore" si concretizza innanzitutto con la possibilità di contrarre un (computer) virus. Così, se un tempo si raccontavano storie di spettri accanto al caminetto, ora davanti al video si raccontano storie di hard disk infettati tramite posta elettronica. L'effetto non cambia: stupore, paura e voglia di stringersi vicino per darsi coraggio.

Good Times. Il senso del messaggio, definito «Urgente da leggere subito» è esplicito. Se ricevi un messaggio in e-mail con il titolo Good Times, non ti azzardare a leggerlo e distruggilo immediatamente, il file contiene un virus che ricopre totalmente il contenuto del tuo hard disk. Fa' attenzione e rimanda subito questo messaggio a tutti i tuoi conoscenti e amici. C'è davvero da stare in guardia? Assolutamente no, rispondono anche su rete, seppure dopo qualche iniziale perplessità, gli esperti. Innanzitutto ogni virus ha una capacità di infezione specifica. Infatti un virus che infetta un computer IBM non è infettivo per un Macintosh e viceversa. Notate che nessuna specifica di questo genere è presente nei messaggi di allarme. Inoltre un virus non esiste per se stesso, ma deve infettare un programma eseguibile. Quindi per trasmetterlo via e-mail, "l'untore" dovrebbe aver infettato un file e averlo poi attaccato al messaggio. Per attivarlo si dovrebbe eventualmente decodificare il file e mandarlo in esecuzione. Quindi, quanto indicato nel drammatico messaggio di allarme è sicuramente assai impreciso e superficiale, se proprio non vogliamo definirlo totalmente falso.

PKZIP300 e Hare Krishna. Analogo messaggio allarmistico anche per questo primo file ritenuto infetto. Effettivamente pare che in qualche remoto angolo del cyberspazio esista davvero questo virus che però essendo un "Trojan Horse" (un malizioso programma che sembra innocuo e che invece.., ma che comunque non danneggia altri programmi) se ne sta buono buono, nascosto nel suo PKZIP300.ZIP (o anche PKZ300B.EXE, PKZ300B.ZIP, PKZIP300.EXE) pronto per andare all'attacco, e per questa ragione (ammesso che esista) non si è potuto diffondere. Comunque per evitare rischi basta fare il download del pkzip dal sito ufficiale della PKWARE.
Più ridicola appare la storia in merito al virus puritano e bacchettone Hare o Hare Krishna. Vuole la leggenda che a data fissa, ogni 21 del mese, sia in grado di annientare l'hard disk di tutti coloro che si sono collegati con alcuni siti porno. In conclusione si può affermare che gli unici virus via e-mail visti finora sono i messaggi di allarme per i virus, che intasano migliaia di caselle postali.

Tasse. E a proposito di grandi paure, non poteva mancare la psicosi erariale. La tassa sul modem, detta anche Bit Tax, risale, come leggenda, al 1987 quando la FCC (l'ente che regolamenta le telecomunicazioni in USA) ventilò l'ipotesi di sospendere un'esenzione fiscale che era stata concessa ai grandi gestori di reti telematiche. La decisione avrebbe avuto una diretta conseguenza sull'importo del canone pagato dagli utenti, ma tutto rimase a livello di ipotesi. Altre due ipotesi di Internet Tax, ventilate dallo stato di Washington e dalla Florida, sono state immediatamente rinviate a causa di un'autentica Tax Revolt con centinaia di migliaia di messaggi di protesta via e-mail. Eppure, sovente qualcuno rimanda messaggi nei newsgroup in merito all'introduzione di una tassa sul modem, ripetendo la solita storia, e facendo riferimento ad un ospite di un talk-show radiofonico a KGO Radio di San Francisco. In Italia, non molto tempo fa, l'allarme aveva iniziato a circolare su qualche BBS: in questo caso si trattava dell'annuncio (falso) del ministro delle Poste e Telecomunicazioni di imporre una tassa sul modem.

Bimbi e catene. Inevitabile infine anche qualche tradizionalissima leggenda metropolitana in auge da decenni, ora semplicemente riambientata su Internet. È il caso di un bambino inglese malato (di nome Craig Sherlgod) che vuole entrare nel Guinness dei Primati per aver raccolto il maggior numero di cartoline e biglietti da visita aziendali. Si tratta della stessa leggenda che ha girato per anni via posta tradizionale, paralizzando per inondazione l'ufficio postale britannico cui erano indirizzate le centinaia di migliaia di lettere e cartoline. Cosa c'è di vero? Ormai niente: Craig è da tempo perfettamente guarito ed è entrato nel Guinness dei Primati dal 1991. Sono anni che scongiura di non inviargli più messaggi.
Ugualmente risaputa è la sempreverde "Catena di S. Antonio", che garantisce soldi a palate a chi invia denaro al primo della lista e poi si iscrive come ultimo della lista, e così via, sperando che in molti abbocchino. La versione su Internet della catena si chiama Make Money Fast (Fa subito soldi) ed è in giro dal 1988.
 
Se vi siete incuriositi e volete dare un'occhiata alle leggende DOC, diciamo quelle pre-Internet, visitate il sito del Centro Raccolta Voci e Leggende Contemporanee con il suo notiziario Tutte Storie (per ora solo alcuni articoli selezionati). Avrete una buona visuale su tutte le leggende andate in giro (in Italia e all'estero) in questi ultimi anni. Tra i newsgroup che trattano questi argomenti segnaliamo quello statunitense di alt.folklore.urban.
Per concludere, non dimenticate che a un buon navigatore per non perdere la bussola bastano buon senso e un po' di sano scetticismo. Come avete letto, tutte le leggende, dai virus alle tasse ai bimbi malati, hanno in comune una identica conseguenza: l'invio a catena di molte decine di migliaia di messaggi. Che fosse questo il vero virus ?
 
 
Roberto Mancin e Riccardo Mancini