Metodo scientifico e ricerca storica al secondo incontro del corso CICAP

Come si affronta l’indagine di un mistero? Per ogni diverso mistero bisogna avere competenze diverse, a volte afferenti ad ambiti lontani tra loro. Bisogna, per esempio, conoscere bene come funziona il metodo scientifico, non solo nella teoria, ma anche nella pratica. Bisogna maneggiare con destrezza gli strumenti della matematica e della statistica e anche quelli della ricerca storica.

I partecipanti al corso per indagatori di misteri del CICAP, durante la seconda lezione, che si è tenuta sabato 2 e domenica 3 febbraio, a Roma, hanno iniziato a riempire la loro “cassetta degli attrezzi”. A mostrare gli attrezzi i docenti Luca Antonelli, Stefano Bagnasco e Marco Ciardi.

Stefano Bagnasco ha introdotto tutti nel mondo della ricerca scientifica e della pubblicazione dei relativi risultati: se un articolo è pubblicato su una rivista peer-review possiamo automaticamente considerarlo attendibile? Le cose sono un po' più complicate di così (una frase che ricorrerà spesso durante il corso).

Dalla teoria alla pratica, gli aspiranti indagatori di misteri hanno poi immaginato, coordinati da Luca Antonelli, come potrebbe essere costruito un protocollo corretto per indagare le presunte facoltà paranormali di un rabdomante.
Marco Ciardi, invece, ha spiegato come funziona la ricerca storica, di cosa si occupa la storia della scienza e quali sono gli errori più comuni in cui chi non è esperto può cadere quando pensa di improvvisarsi storico.

Prossimo appuntamento il 23 e 24 febbraio per parlare degli “inganni” della scienza e delle illusioni e trappole che molto spesso ci tende il nostro cervello.