Channeling

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Questa pratica, diffusa negli ambienti New Age, ed esplosa nella sua forma attuale a partire dai primi anni Settanta, può essere considerata la versione contemporanea del classico spiritismo ottocentesco. Il termine inglese, derivato da channel, "canale", è traducibile alla lettera come canalizzazione, ed era già usato in precedenza, nel linguaggio comune, a proposito di informazione, per indicare le vie e i processi di diffusione di una notizia o di una conoscenza. Nell'accezione paranormale, channeling è il processo che permette a entità impalpabili di manifestarsi attraverso un essere umano, e channel è la persona stessa che lo compie, facendo da tramite tra queste evanescenti figure e il mondo terreno. Solitamente, ciò avviene con il protagonista che cade in uno stato di trance, pronunciando o scrivendo parole che vengono attribuite all'entità canalizzata. In genere, gli aspetti più teatrali della classica seduta spiritica, con evocazioni studiate, apparizioni di ectoplasmi, e manifestazione di fenomeni insoliti, vengono a mancare, lasciando il posto a "possessioni" più spontanee, meno rituali, e più conformi alle abitudini e all'immaginario contemporaneo.
Se i medium vecchio stile privilegiavano i contatti con esseri umani defunti, e in particolare con le persone care perdute, che di volta in volta i consultanti stessi chiedevano di evocare, il moderno channeler allarga il suo raggio d'azione a creature di ogni genere, dagli angeli, agli extraterrestri, a presunti maestri spirituali dalle origini più variegate. Non disdegna gli spiriti dei morti, ma a differenza del medium non si limita a individui precisi, riconoscibili storicamente, o conosciuti di persona dagli interessati: preferisce avere a che fare con personaggi vissuti molte migliaia di anni fa, inseriti solitamente in un contesto mitico, appartenenti a civiltà di cui si conosce molto poco, o di cui sono diffuse immagini distorte, o in qualche caso addirittura mai esistite. Risultano molto popolari, ad esempio, le manifestazioni di remotissimi sapienti indiani e tibetani, di sacerdoti dell'antico Egitto (regolarmente descritto negli aspetti tramandati da una mitologia fumettistica moderna, e non in quelli effettivamente dimostrati da archeologi e storici), e addirittura di abitanti di Atlantide.
Il confine storico tra spiritismo e channeling va probabilmente riconosciuto in figure come Edgar Cayce e Alice Bailey, attivi a cavallo tra Ottocento e Novecento, che, distaccandosi dalle tecniche dello spiritismo classico, ma non usando ancora la parola channeling, furono autori di produzioni letterarie vastissime, dettate in uno stato di coscienza alterato, e attribuite a spiriti maestri.
In alcuni casi, il channeler porta avanti il proprio legame con un particolare spirito per anni, fondandovi attorno una vera e propria religione: il caso più noto è quello di Ramtha, personaggio di 35.000 anni fa (la cui caratterizzazione oscilla tra quella di un guerriero Cro-Magnon, e quella di un elevatissimo maestro spirituale atlantideo) che da oltre vent'anni si manifesterebbe attraverso J. Z. Knight, una donna americana. Tra libri, corsi, seminari e apparizioni televisive, attorno alla dubbia entità è sorto un impero finanziario miliardario, con tanto di brevetti, copyright, e cause legali contro persone che hanno tentato di utilizzare lo stesso nome, affermando che lo spirito si sarebbe manifestato indipendentemente anche a loro!
Negli ambienti scettici, è celebre in questo campo la beffa di Carlos, in cui James Randi e il suo giovane collaboratore Josè Alvarez crearono ad arte il personaggio di un finto channeler, interpretato da Josè stesso, e accolto come del tutto credibile da un vasto pubblico australiano.



Per saperne di piu:

  • sul channeling in generale: Michael F. Brown, The Channeling Zone, Harvard University Press, 1997
  • Martin Gardner, New Age: Notes of a Fringe Watcher, Prometheus Books, 1988
  • sulla beffa di Carlos: Carl Sagan, Il mondo infestato dai demoni, ed. it. Baldini & Castoldi, 1997, pag. 276-278, 290-295