Dalla parte della "cavia"

  • In Articoli
  • 24-08-2002
  • di Roberto Marmo

Due parole da parte di chi è stato per quasi due ore coricato su un solidissimo, ma scomodissimo, tavolo in nome della scienza.

PROLOGO

Un giorno il figlio della pranoterapeuta si fece male a un ginocchio. Lasciò un foglio in cucina con su scritto "mi fa male la gamba, sono a letto". La mamma andò dal figlio e gli chiese notizie della gamba destra. Ma... la gamba dolorante era proprio la destra! Per cui il figlio capì che la mamma "aveva i poteri" e ne è ancora convinto, nonostante l'esito negativo del controllo CICAP.

L'OPERA

Io sono stato scelto dalla signora perché emanavo un "prana" diverso dal marito sofferente di cuore, però quando ha capito che la prova era fallita ha detto che avrò a breve la stessa malattia, per cui non poteva distinguere bene il mio prana dal suo. Mi ha anche consigliato di fare dei controlli medici! Piuttosto avrebbe potuto facilmente trovarmi un mal di schiena, visto che per un'ora non sono neanche sceso dal tavolo, tanto venivo estratto (o "randomizzato") quasi sempre io. Anche il marito si chiamava Roberto, come me, e la signora dava sempre risposte tipo "quello di prima, Roberto" o "quell'altro", ma i nostri controllori richiedevano di rispondere sempre e solo A o B (lettere con le quali venivamo identificati io e il marito).

Stando sotto le sue mani, avvertivo comunque dei leggeri sfioramenti col palmo: è possibile che cercasse di capire l'altezza e lo spessore del bacino, visto che il marito era più grosso di me. Inoltre, muoveva le mani non solo su stomaco e sterno, ma anche lungo i fianchi cercando le ascelle, essendo stata vista spesso portare le dita al naso come per strofinarlo ha alimentato, in molti, il sospetto che tentasse di aiutarsi con l'olfatto nel riconoscimento del marito.

EPILOGO

Alla fine, la signora ha addossato tutte le colpe al marito, perché non ha ricordato che per non intralciare il prana dovevamo stare sul tavolo con braccia lungo i fianchi e gambe non incrociate. Sono stati due giorni molti istruttivi: sia per il rapporto con la televisione che per la lezione di "sperimentazione", oltre che per gli aspetti teorici del corso.

Roberto Marmo