Se non ci fosse la Luna

Mario Giuliacci, Edizioni Mursia, 1997<br>pp. 114, &euro; 12,00

  • In Articoli
  • 28-07-2003
  • di Pasqua Gandolfi

Sapendo che mi piace guardare il cielo e raccogliere dati meteo, qualcuno ha avuto la bella idea di regalarmi questo volumetto, di cui è autore Mario Giuliacci, il meteorologo che cura le previsioni del tempo sulle reti Mediaset.

Già dalla prima pagina sono rimasta perplessa per la scelta dell'autore di motivare la presenza della luna come causata dalla cattura di questo corpo celeste, ipotesi che mi sembrava un po' azzardata, ma proseguendo nella lettura ho trovato conferma ai miei sospetti.

Come premessa (è la terza pagina) trovo la consueta lamentela: gli scienziati cattivi non vogliono spendere tempo ed energie per tentare una seria sperimentazione sulle innumerevoli credenze che nel corso dei secoli si sono accumulate.

Mario Giuliacci in un apposito paragrafo dal titolo: "Ma per la scienza la Luna è un tabù", accusa apertamente gli scienziati di non effettuare sperimentazioni per paura di dover dare poi ragione agli astrologi.

E che dire della spiegazione sul fatto che la Luna piena al suo sorgere ci sembri tanto grande?

Egli si limita ad asserire che sia un effetto ottico dovuto al fatto che la Luna è al Perigeo (il punto più vicino alla terra). Eppure in quel momento, se volessimo essere precisi, la distanza dall'osservatore è maggiore di quando il nostro satellite è allo zenit, quando la vediamo più piccola.

Dice il Giuliacci: "Da questo quadro d'insieme preliminare si comincia comunque a delineare netta la sensazione che se non vi fosse la luna non solo non vi sarebbero le maree, ma molte vicende del tempo, del clima e persino della nostra vita prenderebbero credibilmente una diversa piega".

Le maree: già, le maree sono la prova evidente che la Luna attira la parte liquida del nostro pianeta, e l'autore spiega dettagliatamente questo fenomeno, dimenticando però di spiegare perché il sollevamento del mare si verifica anche agli antipodi e nello stesso momento.

Ma le correlazioni riportate sono così numerose che se ne perde il conto, e se per qualche motivo qualcuna di queste teorie non viene considerata valida, tante, troppe altre trovano il sostegno dell'autore.

Alcune osservazioni: la corrispondenza delle annate secche e piovose secondo il ciclo di Saros che dura circa 18 anni, l'aumento di temperatura che si verificherebbe nei periodi di Luna piena causando il cosiddetto "colpo di luna".

L'autore sembra accettare, o perlomeno non contestare troppo tutto il repertorio classico delle dicerie e dei modi di dire tradizionali: si va dalla variazione delle nascite legata alle fasi lunari, alla corrispondenza che agli albori della civiltà umana avrebbe avuto il ciclo mestruale con le stesse fasi, addirittura alla licantropia e all'aumento dei delitti in certi periodi e fasi della nostra grigia compagna.

Mario Giuliacci accredita anche la teoria che i nati in determinati periodi legati all'allineamento dei pianeti, che avrebbe come il ciclo delle macchie solari un minimo e un massimo ogni di 11 anni, sarebbero più longevi, basandosi, chissà perché, sulla rilevazione dei dati riguardanti un campione che non mi sembra possa essere considerato rappresentativo: i componenti del Congresso americano.

Accenna anche alla cosiddetta neoastrologia, e a suo dire, "è in atto, anche nel mondo scientifico, un ripensamento dei principi ispiratori dell'astrologia , secondo la quale viene ritenuto possibile che le forze fisiche esistenti in natura,- quelle elettromagnetiche e le attrattive del sole e della luna - possano in qualche modo influenzare anche gli esseri viventi".

Non mi risulta che il mondo scientifico sia molto propenso a dare all'astrologia una caratteristica simile. Ma le citazioni e le asserzioni sono così numerose che sarebbe ardua impresa indicarle tutte.

Resta da rimarcare la quantità davvero cospicua dei verbi al condizionale, dei sembra essere, dei sarebbe testimoniata, eccetera, che rendono questo volumetto troppo vago e superficiale.