C'e' un Casella ovunque!

Da oltre dieci anni Ronald van den Berg, in arte Rasti Rostelli, riempie i teatri olandesi con il suo spettacolo di ipnosi e numeri pseudoparanormali in tutto e per tutto simili a quelli presentati in Italia da Giucas Casella.

Come il nostro Casella, Rostelli sostiene di non essere un prestigiatore. Nei suoi spettacoli trasforma addirittura questa dichiarazione in una sfida: chiunque non gli creda viene invitato ad alzare la mano e a raggiungerlo sul palcoscenico. Ci penserà lui a convincere gli scettici. Rostelli annuncia al pubblico che i suoi poteri possono permettergli di dominare la volontà di chiunque, anche del più scettico spettatore. Detto questo, si fa prestare un pacchetto di sigarette dal pubblico e strappa un pezzetto della carta di alluminio; lo mette in bocca ad uno spettatore che lo aveva raggiunto sul palco, chiedendogli di bagnarlo per bene, quindi ne fa una pallina che pone nella mano del malcapitato. "Hai ora in mano un pezzo di acciaio ardente!", grida. "Non puoi più tenerlo, ti brucia, devi lasciarlo cadere!" Con un'esclamazione di dolore lo spettatore getta la pallina a terra ed ammette di averla sentita diventare rovente nella sua mano. Rostelli ha vinto, lo scettico è scornato e il pubblico esplode in un applauso.

La mia opinione è che Rostelli meriterebbe una denuncia. Se lo spettatore non può tenere in mano la pallina d'alluminio non è perché Rostelli è un formidabile ipnotista, ma perché nell'alluminio sta avvenendo una reazione chimica che libera un altissimo calore. Non posso dire molto di più, ma basti sapere che si tratta di un vecchissimo gioco di prestigio ormai meno venduto perché richiede l'uso di sostanze chimiche pericolose e la cui reazione con l'alluminio genera tanto calore da poter provocare delle ustioni. Una curiosità: questo stesso "gioco" veniva presentato nei suoi primi spettacoli da Uri Geller che, solo dopo essersi accorto di quanto fosse noto tra i prestigiatori, lo abbandonò.

Una volta dimostrato il suo potere al pubblico, Rostelli si dichiara pronto a trasformare altri volontari in docili marionette ed invita sul palco chi vuole partecipare alla dimostrazione. In genere, almeno un centinaio di persone si accalcano sul palcoscenico e Rostelli comincia a dare ordini come un generale. Tutti devono stare dritti, con i piedi uniti e non muovere nessun muscolo.

Rostelli chiarisce immediatamente le sue intenzioni: "Se non ascoltate quello che vi dico non dovreste trovarvi qui. Fate esattamente quello che vi dico, senza pensare. Fatelo e basta. Non ho nessun interesse per voi se non collaborate. Mi concentrerò solo su quelli che faranno del proprio meglio. L'unico suono che udite è la mia voce. I miei desideri diventano i vostri".

Quindi, Rostelli chiede ai volontari di fissare la fiamma di una candela per svariati minuti e afferma che le loro palpebre si stanno facendo pesanti. Gli occhi dovranno chiudersi quando avrà contato fino a dieci e potranno essere riaperti solo quando lui vi avrà soffiato sopra. Rostelli dice alle sue vittime che le loro braccia stanno diventando leggere e si stanno sollevando. Metà circa dei volontari solleva le braccia. L'altra metà viene fatta accomodare ai propri posti. Altre persone vengono continuamente fatte accomodare man mano che non ubbidiscono a questo o quell'ordine del maestro. Gli assistenti di Rostelli aiutano nella scrematura, chiedendo ad ogni persona di aprire gli occhi. Chi li apre viene fatto scendere dal palco. Doveva aprirli solo quando il mago vi avrebbe soffiato sopra.

Alla fine, Rostelli si ritrova sul palco una decina di persone che, evidentemente, sono le più disposte a collaborare e a fare tutto ciò che egli ordina. "Quando vi sveglierete vi guarderete intorno e vedrete che tutti nel teatro sono nudi, anche i vostri amici e parenti". Uno alla volta i volontari vengono svegliati e Rostelli esamina attentamente le reazioni del pubblico di fronte agli strambi comportamenti delle sue vittime. Se una di esse non suscita abbastanza risate, le fa chiudere nuovamente gli occhi e la lascia in disparte per tutto lo spettacolo. Ai migliori soggetti, viene prospettata la possibilità di partecipare allo spettacolo televisivo di Rostelli.

Ma cosa accade in questi spettacoli? Davvero personaggi come Rostelli, Casella o i moltissimi altri ipnotisti da palcoscenico che lavorano in tutto il mondo, utilizzano misteriose tecniche di controllo della volontà altrui? Niente sembra farlo pensare. Come si sa, molto spesso, l'ipnotista da palcoscenico può ricorrere ad ingegnose trovate per assicurarsi la collaborazione dei volontari (vedi, per es. "I metodi di un ipnotizzatore da palcoscenico", di L. Garlaschelli, Cicap anno II, n. 2). Altre volte, però, se si esamina attentamente questo tipo di esibizioni ci si accorge che vi sono dei meccanismi psicologici che entrano in gioco ogni volta che qualcuno su un palcoscenico si proclama "ipnotista". Meccanismi grazie ai quali sia l'ipnotista che i volontari potrebbero realmente credere l'uno di poter controllare la volontà altrui, e gli altri di essersi lasciati controllare.

II pubblico, per esempio, può anche credere che i volontari di Rostelli davvero vedano ogni spettatore nudo, ma non è affatto così. AI termine di uno spettacolo, uno dei migliori "soggetti" di Rostelli ha ammesso ad un quotidiano olandese che aveva condotto un'inchiesta sull'ipnotista: "Non vedevo nessuno nudo. Cercavo di immaginare come sarebbe stato. Quindi, ridevo immaginandomi di veder gli spettatori tutti nudi".

Chiunque partecipi a più di uno spettacolo di un ipnotizzatore, inoltre, si rende facilmente conto che i soggetti reagiscono in maniera stereotipata e prevedibile. I volontari più suggestionabili obbediscono ai comandi dell'ipnotizzatore senza pensare. In altre parole si fanno completamente assorbire dal ruolo che viene loro chiesto di interpretare. Uno dei soggetti di Rostelli ha ammesso: "Quando ricevi un'istruzione la accetti senza fare domande. Ti metti completamente nelle mani di Rostelli, ti lasci dominare. A questo punto, tutto funziona automaticamente". Una volta che la ruota ha cominciato a girare è difficile fermarla. Per chi ha fatto A, adesso diventa più difficile tirarsi indietro e non fare B perché l'ipnotista e il pubblico stanno proprio aspettando di vedere B. Alcuni si divertono e si lasciano andare completamente. Altri cercano di superare i compagni nei comportamenti più strambi.

La situazione permette loro di ignorare le normali regole del vivere sociale: poiché sono "sotto ipnosi", possono tranquillamente permettersi di agire come marionette e non devono preoccuparsi di giustificare le proprie azioni quando tutto sarà finito. Amici e parenti, infatti, crederanno che non ci fosse possibilità di controllare le proprie azioni.

Ci sono anche quelli che sostengono di non ricordare cosa è successo sul palcoscenico, ma è anche comprensibile, visto che alcuni hanno improvvisato tristi spogliarelli o si sono resi protagonisti di altri episodi che forse preferirebbero non ricordare. Può anche diventare difficile spiegare alla propria fidanzata perché ci si è spogliati liberamente di fronte a centinaia di sconosciuti... e in queste situazioni può far molto

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