Non ci casco! (recensione)

Autori vari<br>1996, Stampa Alternativa/Libri<br>Millelire, L. 10.000

Si tratta di un'opera curata dal CICAP, e composta di sei fascicoli, di grande interesse perché mette a disposizione a un prezzo accessibile una serie di informazioni critiche su paranormale, pseudoscienze e affini, altrimenti difficili da reperire per il grande pubblico.

Ognuno dei sei fascicoli meriterebbe un'analisi più completa. Qui, per motivi di spazio, mi limiterò a segnalare alcuni aspetti essenziali di ciascun fascicolo.

I volumi si presentano in un cofanetto giallo con l'immagine di una statua di donna il cui volto è stato cosparso da gocce di materiale rosso (si tratta forse di un'immagine sacra grondante lacrime di sangue?).

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Cominciamo quindi dal fascicolo che deve aver ispirato l'immagine del cofanetto: si intitola Miracolo offresi e l'autore è Luigi Garlaschelli, chimico di Pavia ben noto a chi si occupa di fatti strani o prodigiosi, che, insieme a Franco Ramaccini e Sergio della Sala, pubblicò nel 1991 su Nature un articolo per spiegare come riprodurre in laboratorio il famoso miracolo di San Gennaro. La cosa interessante di questo fascicolo è che Garlaschelli ora ci spiega come riprodurre in cucina il miracolo; infatti viene data una ricetta precisa per preparare anche a casa propria un composto tissotropico, cioè una sostanza che si liquefa se agitata e si ricondensa se lasciata a riposo.

Garlaschelli prende poi in considerazione tutta un'altra serie di miracoli considerati inspiegabili (almeno da giornalisti un po' distratti) e ne dà una spiegazione scientifica soddisfacente.

Sempre dedicato a temi soprannaturali è il fascicolo scritto da Massimo Polidoro: Il medium sottospirito. Si tratta sostanzialmente di una versione condensata dell'approfondito studio sullo spiritismo pubblicato qualche tempo fa dall'autore (Viaggio tra gli spiriti, Sugarco, 1995). Il "bignami" dello spiritismo pubblicato da Stampa alternativa rivela i principali trucchi usati dai più famosi medium e contiene una spassosa (diventa spassosa nel contesto) descrizione generica della personalità di un qualunque individuo, presentata a mò di oroscopo e divinazione. Si tratta di una descrizione che, nelle sue varianti possibili, viene spesso usata da medium e sensitivi vari per stupire gli astanti.

Polidoro ha anche scritto metà del fascicolo dedicato ai fenomeni paranormali; il capitolo dal titolo Al di qua passa in rassegna brevemente la storia e i fallimenti della parapsicologia dalle origini ai giorni nostri. Veramente preziosa è, poi, la seconda parte del volume che contiene una bibliografia sul paranormale curata da Franco Ramaccini. Una versione della bibliografia scettica è anche disponibile su internet a partire dall'URL http://www.valnet.it/cicap

Il fascicolo scritto da Elena Ruffinazzi, ideali pericolosi, contiene una rassegna descrittiva delle principali pratiche mediche cosiddette "alternative" o "dolci" e spiega come e perché tali pratiche sono inefficaci, al di là di un generico effetto placebo. Il testo di Ruffinazzi è introdotto da Silvio Garattini, farmacologo e direttore dell'Istituto Mario Negri di Milano. Garattini mette bene in evidenza come anche nella medicina ufficiale vi siano aree di ciarlataneria e approssimazione e sottolinea il ruolo dell'indagine scientifica per ristabilire un metro comune di giudizio circa la validità di pratiche terapeutiche e per far sì che gli interessi mercantili, siano essi di gruppi "New Age" o di multinazionali farmaceutiche, non prevalgano su quelli dei pazienti. Nel suo testo Elena Ruffinazzi giustamente sottolinea l'importanza del rapporto medico-paziente per il benessere di quest'ultimo ed evidenzia le cause psicologiche che sottendono l'infatuazione per le terapie alternative. Scrive Ruffinazzi: "I medici alternativi sembra abbiano capito meglio di quelli della medicina ufficiale che i pazienti, spesso, hanno solo bisogno di essere ascoltati e rassicurati. Essi dedicano molto tempo ai malati, più di quanto non facciano i loro colleghi della medicina ortodossa, e il rapporto che instaurano è molto simile a quello che sussisteva nel passato con il classico medico di famiglia".

Il punto di vista scettico può servire anche a difendersi da truffe e truffatori. Lo dimostra Riccardo Mancini nel fascicolo Non ci casco che dà il titolo a tutta l'opera. Si tratta di un vero e proprio manuale antitruffa. Vengono passate in rassegna le assurde promesse di maghi e fattucchiere; si discute di libri che a sole 69.500 lire spalancano le porte della ricchezza; si svelano i meccanismi delle catene di Sant'Antonio "finanziarie" e si chiarisce come mai non funzionano. Molto interessante è la descrizione delle strategie di marketing messe in atto dalle società di vendita per corrispondenza che spesso offrono ai propri clienti concorsi con ricchi premi per aumentare il volume delle vendite. Insomma se non conoscete già i trucchi usati più di frequente per spillare i quattrini del prossimo, il libriccino di Mancini vi aiuterà a evitare brutte sorprese. Come ultima osservazione va sottolineato che questo fascicoletto è un ormai raro esempio di come dovrebbe funzionare, al servizio del lettore, il giornalismo investigativo, attività purtroppo in via di estinzione.

Volete una rassegna di storie fantastiche che sono quasi sempre narrate come vere e, talvolta, per il loro carattere di curiosità intrigante, finiscono con il guadagnare le prime pagine dei giornali? Il fascicolo curato da Paolo Toselli Di bocca in bocca, fa per voi. Come scrive, nell'introduzione, Piero Bianucci, si tratta di un testo molto istruttivo per un giornalista. I meccanismi che presiedono alla diffusione delle leggende metropolitane sono gli stessi del giornalismo di questi anni: quello delle informazioni approssimative e non verificate e delle notizie inventate in

redazione mescolando realtà e finzione in modo inestricabile.

E' inutile che, in questa recensione, io tolga al lettore il gusto di scoprire che la storia che credeva vera, letta sul giornale, ascoltata in TV o accaduta all'amico dell'amico, e in realtà falsa, anzi è così falsa da sembrare... vera. La cosa più divertente è procurarsi il cofanetto e leggere quanto ha da raccontarci Toselli.

Credo che quest'iniziativa del CICAP possa interessare oltre che a coloro che vogliono difendersi dalle truffe di maghi e affini, anche ai giornalisti che desiderano una documentazione di base sul paranormale (una copia del cofanetto sarebbe utilissima in ogni redazione) e agli insegnanti che vogliano stimolare lo spirito critico dei propri allievi con esempi e spunti divertenti.