Fatima senza segreti (recensione)

Un'indagine critica<br>di Francesco D'Alpa<br> Avverbi Edizioni, 2003<br>pp.270 &euro; 14.00

Un resoconto storico inappuntabile, degli accadimenti raccontati con estrema dovizia di particolari. Una perfetta ricostruzione momento per momento che va dalle prime visioni della Madonna dei famosi tre pastorelli portoghesi, avvenuta nel 1917, alle reazioni del popolo dell'epoca e della chiesa di allora e di oggi.

Una straordinaria lettura sociologica che inquadra gli eventi e li dispiega in considerazione del contesto culturale e storico del luogo in cui accadono ed una puntuale lettura critica delle cosiddette rivelazioni divine alla ricerca di eventuali contraddizioni, o la scoperta di presunte profezie.

Probabilmente ci si sarebbe aspettato qualcosa di diverso da un libro scritto da un neurofisiologo che si è dimostrato essere anche un attento storico.

Forse qualcuno avrebbe immaginato una lettura fisiopatologica delle visioni dei tre pastorelli. Una interpretazione medica di ciò che è accaduto nel cervello dei tre piccolini in termini di alterazioni del sistema nervoso centrale, conduzione anomala dell'attività elettrica dei neuroni e così via.

Ma niente di tutto questo, che, a dire i vero, sarebbe potuto rivelarsi anche noioso o avrebbe interessato solo gli specialisti del settore.

D'Alpa riesce a staccarsi dal suo ruolo di medico e ricercatore, ma ne conserva il metodo ed il rigore scientifico e questo lo si evince attraverso la lettura del suo libro.

"Fatima senza segreti" non è un semplice resoconto di cronaca, ma esamina con rigore gli accadimenti fin dal principio senza trascurare nulla.

Così come un medico scrupoloso tratterebbe una patologia a partire da una accurata anamnesi e considerando luoghi e tempi di insorgenza di quest'ultima, D'Alpa tratta gli eventi considerando tutto ciò che accade intorno e ne influenza fortemente l'espressione.

Considera come i fatti importanti dell'epoca, come la prima guerra mondiale e i disordini politici ad essa legati, possano rendere un popolo debole e assetato di miracoli e come quanto questi possano essere ricettivi anche di fronte a fantasie, visioni o forse allucinazioni.

Evidenzia come i fatti possano essere ricostruiti nel tempo, riformulati ed influenzati dal contesto in cui vengono espressi. D'Alpa ricorda infatti, che i cosiddetti segreti di Fatima siano stati ricordati da l'unica sopravvissuta dei tre pastorelli, Lucia Dos Santos, almeno una ventina di anni dopo il loro verificarsi. Senza nulla togliere alla buona fede della donna appare chiaro quanto poco attendibile possa essere un ricordo del genere.

Il libro fornisce quindi una serie di elementi che lasciano il lettore di fronte ad una serie di perplessità e di domande che sfociano in riflessioni inevitabilmente razionali sulle vicende di Fatima. Non ci troviamo più di fronte ad una leggenda sulla quale esprimere delle opinioni disinformante. D'Alpa questo non ce lo permette più, ci regala tutte le informazioni necessarie, ci impone tutti gli ingredienti per arrivare da soli a costruire delle conclusioni.

Come accade in tutte le storie di apparizioni mariane e/o miracoli, la riflessione finale è che essi sono l'espressione di una fusione tra bisogni personali, bisogni di una intera collettività ed un contesto storico e culturale che fornisce il terreno fertile affinché tali bisogni possano radicarsi fortemente e crescere smisuratamente.

Si crede quindi nella soprannaturalità delle vicende legate a Fatima non solo perché la persona che le riporta è attendibile, non solo perché esse suscitano intense emozioni in chi lo vive e in chi le ascolta, ma perché, oltre a questo esiste un intero sistema fatto da persone semplici, esponenti del clero e intellettuali cattolici che hanno contribuito, ognuno con i propri argomenti, i propri interessi e le proprie credenze, a trasformare un evento fondamentalmente semplice in qualcosa di straordinariamente complesso e misterioso che continua, a distanza di ottant'anni, a riecheggiare in tutto il mondo cristiano.