Nonconsciuos movements. From Mystical messages to Facilitated Communication

di Herman H. Spitz
Mahwah, NJ: Eribaum Ass., 1997
pp 216, $ 24.95

  • In Articoli
  • 26-08-2005
  • di Stefano Vezzani

Questo libro è purtroppo passato sotto silenzio presso il pubblico scettico, almeno quello italiano.

Il libro consiste in un'analisi del metodo della "comunicazione facilitata", utilizzato con i bambini autistici. Consideriamo un esempio: una bambina autistica che non è in grado parlare, e alla quale nessuno ha mai insegnato a leggere e a scrivere, si esprime magnificamente usando una tastiera. Ma: la sua mano è tenuta ferma da quella di un adulto, che l'aiuta nello scrivere correttamente. La teoria sottostante questa pratica è che i bambini autistici abbiano capacità cognitive almeno normali, ma che non riescano ad esprimerle per limitazioni fisiche. Reggendo la mano dell'autistico mentre questa si muove sulla tastiera, le limitazioni fisiche verrebbero eliminate, consentendo al soggetto di esprimersi in tutte le sue potenzialità. Il maggior fautore della comunicazione facilitata è il professor Douglas Biklen, della Syracuse University.

Il metodo è stato sottoposto a svariati controlli sperimentali, sempre con lo stesso esito: è il facilitatore che scrive, non il soggetto "facilitato". Un semplice controllo consiste nel far leggere due domande diverse al facilitatore e al facilitato: quale sarà la risposta che verrà data attraverso la tastiera? Invariabilmente si tratta della risposta alla domanda posta al facilitatore. Come molti lettori possono anticipare, ciò non ha minimamente scoraggiato Biklen, il quale continua a promuovere il suo metodo con energie senza precedenti.

L'autore attribuisce il fenomeno ai movimenti involontari emessi dal facilitatore. Ed è qui che inizia la parte più interessante del libro, dedicata ad un'analisi storica puntualissima dei movimenti involontari, dei "fenomeni" che essi hanno prodotto, e degli esperimenti che ne hanno evidenziato l'esistenza ed il ruolo.

Il secondo capitolo si occupa dell'astuto Hans, cavallo capace di imprese intellettuali sopraffine, e di altri animali raziocinanti.

Il quarto prende in esame, con rassegne storiche ammirevoli, il ruolo dei movimenti involontari:

  1. nel pendolino,
  2. nella lettura del pensiero,
  3. nello spiritismo,
  4. nella rabdomanzia,
  5. nella oujya board,
  6. nella scrittura automatica.

Un libro da non perdere per il lettore scettico.