Airaudi nasce nel 1950 a Balangero, in Val di Lanzo, a nord di Torino, ma la sua prima fortuna dipende dalle attività nella grande città industriale della seconda metà degli anni '70. Anni segnati in Airaudi dalla parapsicologia, dagli esperimenti sulla sensibilità delle piante ma, soprattutto, dalla convinzione di essere un pranoterapeuta: il solo in grado di trasformare le “frequenze negative” assorbite dal guaritore stesso. Dal suo primo gruppo, il Centro Horus, dal nome del dio egizio, sorge l’idea di una comunità “acquariana” alternativa alla città-FIAT, che nel 1979 sarà inaugurata a Baldissero Torinese, non lontano dalle terre da cui proviene Airaudi.
Per un certo periodo Damanhur e Airaudi vanno incontro a difficoltà assai concrete. A partire dal 1977 cominciano a costruire a Vidracco, in Valchiusella, in segreto e senza autorizzazioni edilizie, la struttura sotterranea che poi diventerà il cosiddetto “Tempio dell’Umanità”, ma che, quando fu scoperto, rischiarono di dover demolire. Alla fine, riconosciuto come opera d’arte collettiva, il Tempio sopravvisse, e diventò anzi uno dei simboli della pervicacia di Airaudi e dei suoi.
Altri problemi, anche questi risolti, sorsero da un’altra scelta radicale fatta nel 1981 contemporaneamente all’adozione della bandiera di Damanhur, simbolo della volontà di essere altro rispetto alla società esterna: l’uso di una nuova moneta, il credito, necessario per gli scambi economici interni, ma di limitata utilità nel mondo esterno.
Diventando membri della comunità si cambia nome: si assume un’identità esoterica indicata da due parole: la prima, il nome di un animale o di un essere fantastico, la seconda, quello di un vegetale. È così che per i suoi seguaci Oberto Airaudi diventerà Falco Tarassaco, autore di decine di libri e di enormi quantità di altri scritti.
Sintetizzare l’occultismo di Airaudi in una manciata di righe è un’impresa quasi impossibile. Dio è inaccessibile: possiamo però conoscerlo attraverso “forme”: le Divinità primeve, già esistenti, e le Entità, create invece dalle nostre energie psichiche. Il guaio è che noi, che pure siamo Divinità primeve, siamo decaduti dalla nostra condizione divina. Tuttavia, possiamo restaurarla con l’uso dell’alchimia, della magia e, soprattutto, della dottrina “selfica”, basata su una commistione di arte, scienza e tecnologia che ha per Damanhur un ruolo centrale.
Il termine va spiegato. Secondo Airaudi, in una lingua antichissima che ha preceduto tutte le altre, “self” significherebbe “spirale”: da qui la dottrina selfica. La contemplazione di quella forma e la creazione di oggetti, monili, opere d’arte e accumulatori di energie a forma di spirale è un segno distintivo di Airaudi e dei suoi. La principale delle strutture selfiche è, ovviamente, il Tempio dell’Umanità sotterraneo di Vidracco.
La religione di Damanhur, però, come molte altre sorte nell’ambito della New Age, è anche una religione della Terra. Il reticolo delle “linee sincroniche” (ce ne sono di Grandi e di Minori) che scorrono in cavità sotterranee attraversa tutto il globo. Attivate due volte l’anno da “energie cosmiche”, individuabili con la radioestesia, ma anche con i viaggi astrali insegnati da Airaudi, queste linee consentono di fare molte cose, per esempio di indirizzare le nostre reincarnazioni.
Soprattutto agli inizi, i damanhuriani hanno praticato molto quello che si potrebbe definire spiritismo (ma con l’uso di uno strumento diverso dalla tradizionale planchette per le sedute: il “piattino Horus”). Di norma non sono i morti a manifestarsi, ma entità “nuove”, generate di solito dalle nostre energie durante le sedute. Essendo nate da poco, però, se le evochiamo bisogna andarci cauti con le domande e con le pretese.
Come tutte le parti dell’intricata teologia di Airaudi, anche quella ufologica, che ha un ruolo importante nel mondo damanhuriano, comprende una forte componente esperienziale, cioè quella in cui si vivono incontri con realtà “alternative”. Perciò, in questa teologia c’è posto persino per un grande gorilla alieno che, per quanto possa sconcertare, è un’altra prova della capacità narrativa e mitogenetica di Airaudi e dei suoi. In questo caso, siamo di fronte a una rielaborazione dell’antico mito sumero di Enkidu, l’amico di Gilgamesh, un personaggio di uomo selvatico allevato da animali che ben si prestava a una collocazione prealpina come quella di Damanhur (l’Uomo Selvatico è una parte importante del folklore di quelle aree). Enkidu però a Damanhur diventa un “gorilla alieno”, come viene descritto sul giornale interno della comunità da un suo membro che racconta di vederlo ai margini del bosco accanto a una delle spirali selfiche, da dove gli parla in una lingua sconosciuta.
Tuttavia, secondo lo studioso delle nuove religioni Pier Luigi Zoccatelli, scomparso di recente e che si era occupato a lungo di Damanhur, la creatività migliore di Airaudi si manifesta a livello estetico. Secondo Airaudi, la selfica insegna che deambulare lungo le eleganti strutture a spirale disegnate sul terreno a Damanhur è il modo migliore per meditare. I quadri selfici dipinti da lui e da altri membri della comunità, i gioielli di rame a spirale da indossare, le spirali da infilare nei vasi delle piante per renderle rigogliose, sono onnipresenti nella comunità. Il culmine di questa esplosione di colori e forme, però, è nel Tempio dell’Umanità già citato, cioè nella grande struttura ipogea di Vidracco – a quanto pare la maggior struttura religiosa sotterranea attiva oggi (8500 metri quadrati su cinque piani, con profondità massima di 72 metri sotto il suolo).
Airaudi e Damanhur, la sua creatura, sono la prova che l’occultismo e l’anti-scienza non soltanto possono assumere forme istituzionali stabili, ma anche arrivare a un equilibrio efficiente con la società in senso ampio. Airaudi è partito come sconosciuto da aree pedemontane relativamente marginali, ha costruito il suo successo nella Torino industriale e da lì, pochi anni dopo, è tornato nella sua terra a capo di una nuova religione. Anche se con qualche difficoltà, il suo gruppo ha gestito bene il confronto con il territorio in cui si è insediato. Soprattutto, dopo la morte del leader Damanhur si è via via aperta con decisione all’esterno e da una specie di città-stato è diventata una sorta di federazione di mini-villaggi ecologici di notevole successo turistico, in buoni rapporti con le realtà locali. Oggi, a parte Vidracco, dove c’è l’ipogeo, è la vicina Baldissero Torinese a essere importante per i damanhuriani: è lì che operano centinaia di persone tenute insieme da Airaudi, dalle sue incredibili storie su cosmi e terre di energie sconosciute, di entità che li popolano e dei sistemi magici per sperimentarli. Sindaco di Baldissero, dal 2009 e per lunghi anni, è stato Antonio Bernini, damanhuriano col nome di Elfo Frassino - da poco rieletto, ma stavolta a Vidracco.
Oggi Bernini è a capo del Conacreis, il “Coordinamento Nazionale Associazioni e Comunità di Ricerca Etica e Interiore”, che ha sede a Vidracco, dove c’è il tempio voluto a ogni costo dai damanhuriani. Questi, davvero, sono i segni più tangibili del successo di Oberto Airaudi, un divergente che, al contrario di altri, ce l’ha fatta.
Bibliografia
- Palmisano, S. e Pannofino N., 2022. Damanhur: An Esoteric Community Open to the World, Palgrave Macmillan