Il fascino sfacciato del Raelismo

Conversazione con l'ex Raeliano Jiro Kambe

  • In Articoli
  • 15-06-2015
  • di Stefano Bigliardi
Tra i nuovi movimenti religiosi, basati su rivelazioni ricevute in tempi relativamente recenti, un fenomeno rilevante è costituito dalle religioni ufologiche[1], che nel loro credo fanno riferimento all’esistenza e al ruolo determinante di civiltà extraterrestri nella storia e nel destino del nostro pianeta.

Un esempio noto, paradigmatico, ma anche dotato di caratteristiche speciali che lo rendono particolarmente interessante, è il Movimento Raeliano[2], il cui credo poggia in larga parte su dottrine pseudoscientifiche (o, se preferiamo esprimerci in termini più benevoli, fantascientifiche). In queste pagine cerco di fornire ai lettori una visione di insieme della sua storia e dei suoi insegnamenti, soffermandomi in particolare sulle sue teorie pseudoscientifiche[3] e cercando di analizzare i motivi del loro successo. Nella seconda parte esploro ulteriormente le possibili ragioni del fascino esercitato dal Raelismo nonostante le sue incongruenze attraverso una conversazione con l’ex Raeliano (e attivista anti-Raeliano) Jiro Kambe[4].

Il Movimento Raeliano nasce negli anni Settanta per iniziativa di un cantante, giornalista sportivo e pilota automobilistico, il francese Claude Vorilhon, nato nel 1946 ad Allier (Vichy). Vorilhon, dopo un’infanzia trascorsa con la madre e studi non brillantissimi, si trasferì giovanissimo a Parigi lavorando come cantante; fondò in seguito la rivista di corse automobilistiche Auto Pop ed infine cominciò a gareggiare egli stesso. Stando a quanto racconta, in occasione di una passeggiata in solitario nei pressi di un cratere vulcanico estinto vicino a Clermont-Ferrand, il 13 dicembre 1973, Vorilhon fu avvicinato da un alieno sceso da un disco volante. A bordo del disco, nel corso di varie giornate, l’alieno, una figura minuta, umanoide, sorridente e barbuta di nome Yahweh, gli rivelò l’origine dell’umanità e gli affidò una missione.

Secondo il racconto, contenuto nel Libro che dice la verità (1974)[5] l’alieno dichiarò di appartenere a una razza extraterrestre chiamata Elohim, tradotto come “coloro che vennero dal cielo.” Gli Elohim avrebbero creato la vita sul nostro pianeta, utilizzato come laboratorio per esperimenti biologici, venticinquemila anni fa. In seguito sarebbero intervenuti in numerose occasioni nella storia umana.

Alcuni di tali interventi furono distruttivi in quanto non tutti gli Elohim vedevano inizialmente di buon occhio la creazione degli esseri umani, percepiti come ostili; veniamo anche a sapere che il capo della fazione ad essi avversa era un Elohim di nome Satana.

Un racconto di tali interventi sarebbe contenuto nella Bibbia, i cui libri però, spiega l’alieno, furono redatti da scrittori non completamente in grado di comprendere gli avvenimenti a cui stavano assistendo e che quindi li riportarono in modo inesatto o favolistico. Gli episodi soprannaturali delle sacre scritture sono quindi da leggersi in chiave tecnologica e aliena. Per esempio la distruzione di Sodoma e Gomorra avvenne attraverso armi nucleari, e l’Arca dell’Alleanza era un dispositivo per comunicare con gli Elohim, che rilasciava scosse mortali a chi tentasse di manipolarla. Inoltre con la traduzione inesatta del termine “Elohim” con “Dio” si travisò e perse la consapevolezza di chi davvero aveva creato la vita sulla Terra.

Vorilhon, con il nome di Rael[6], da lui tradotto come “Messaggero degli Elohim,” è chiamato a diffondere questo messaggio. Vorilhon viene altresì a sapere che la madre fu fecondata da un alieno (a simili unioni tra Elohim e donne umane si dovrebbe del resto anche l’origine del popolo ebraico), e che il 1945, anno del suo concepimento, (nonché anno delle bombe atomiche sul Giappone), coincide con l’avvento di una nuova era, quella dell’Apocalisse, in cui l’umanità è considerata pronta a ricevere una rivelazione completa da parte dei creatori. Nel 1975 Rael ricevette una seconda rivelazione, questa volta visitando direttamente il pianeta degli Elohim, dove tra l’altro poté approfondire la conoscenza della loro tecnologia e società, nonché incontrare profeti come Gesù, Buddha, e Muhammad[7].

La rivelazione Raeliana è costituita da più messaggi e direttive che si intersecano ed intrecciano (e che sono stati accortamente ritoccati da Rael nel corso del tempo). Per ragioni di spazio mi concentrerò qui solo sui loro lineamenti principali. Al lettore non sfuggirà che, nel complesso, non tutti questi insegnamenti sono completamente in armonia tra loro, ma piuttosto si sovrappongono. In primo luogo, come abbiamo visto, l’umanità è stata creata scientificamente da degli extraterrestri. Tali extraterrestri a loro volta furono creati in modo analogo da altri extraterrestri, e così via. L’infinità di questo processo, secondo Rael, coincide con l’infinità dell’universo nel tempo e nello spazio. Abbiamo pertanto una “religione atea,” senza veri e propri dèi, che crede nella genetica ma non nell’evoluzione biologica, e che rifiuta il concetto di un’anima individuale immortale di per sé e destinata a un paradiso o a un inferno.

Gli umani, secondo il Raelismo, possono e devono diventare essi stessi creatori; devono, in altre parole prendere consapevolezza della propria origine e assumere un ruolo analogo a quello degli Elohim, sviluppando le loro tecniche e conoscenze fino ad essere in grado di ricreare artificialmente la vita, ma anche adattando il proprio ciclo e stile di vita a quello dei loro creatori, che, sostiene Rael, prolungano oltremodo la propria esistenza “scaricando” la propria mente in robot biologici (come software in nuovo hardware) e coltivano la ricerca del massimo piacere, specie sessuale.

Rael prospetta ai propri discepoli diversi scenari futuri e desiderabili, alcuni individuali e alcuni collettivi. L’istituzione di un nuovo ordine sociale in cui si disincentiva la riproduzione ma anche la creazione di vincoli famigliari durevoli a favore di accoppiamenti liberi e finalizzati al piacere. L’adozione di nuove strutture politiche in cui i diritti elettorali attivi e passivi sono concessi in relazione proporzionalmente crescente al quoziente intellettivo (la cosiddetta “geniocrazia”[8]. La concessione di una libertà illimitata alla ricerca scientifica così da acquisire gli strumenti atti a creare una nuova razza ma anche in modo da prolungare indefinitamente la vita umana ed aumentarne i piaceri.

A questa “elohimizzazione” della società, che già costituirebbe, se realizzata, una sorta di paradiso in terra, Rael associa però anche l’insegnamento per cui i Raeliani particolarmente meritevoli possono essere ricreati dopo la morte sul pianeta degli Elohim. A tal fine il loro “piano cellulare” è trasmesso ai creatori in una apposita cerimonia o da Rael stesso o da affiliati di alto rango; ma i Raeliani sono anche invitati a lasciare apposite disposizioni testamentarie affinché una porzione del loro osso frontale (per l’esattezza tra gli occhi) sia conservata dopo la loro morte in un caveau in Svizzera[9].

Occorre, infine, ricordare la missione di Rael come individuo; questa consiste non solo nella diffusione di tutti gli insegnamenti che ho fin qui ricostruito, ma anche e soprattutto nella promozione della costruzione di un edificio avente funzione di ambasciata per gli Elohim, preferibilmente (ma non esclusivamente) in Israele, con status di extraterritorialità, segno tangibile e visibile che l’umanità è pronta a essere contattata in massa dagli Elohim stessi. La scelta di Vorilhon come messaggero è giustificata in quanto persona abbastanza semplice ma al tempo stesso sufficientemente comunicativa da essere compresa da tutti. Da un lato Rael sostiene che gli Elohim sono in costante contatto telepatico con lui, dall’altro però che rifiutano di concedergli miracoli soprannaturali e spettacolari come quelli, per esempio, di Gesù, affinché l’umanità non si concentri appunto su avvenimenti mirabolanti a scapito del messaggio.

Rael fondò inizialmente il MADECH (“Movimento per l’accoglienza degli Elohim creatori dell’umanità”) e, in seguito a dissidi interni e alla seconda rivelazione, il Movimento Raeliano Internazionale. La base di Rael fu spostata, nel corso del tempo, dalla Francia in Québec, e ultimamente dal Québec in Giappone. Il messaggero degli Elohim ha viaggiato instancabilmente diffondendo il suo messaggio, ed è riuscito a stabilire un movimento religioso che, di recente, ha dichiarato di contare 90.000 fedeli in cinque continenti[10].

Gli affiliati sono suddivisi tra non attivi e attivi, e questi ultimi sono ordinati in una gerarchia con cinque livelli (il sesto grado è quello di Rael medesimo); esiste inoltre un ordine specificamente per le donne, gli “angeli,” suddivisi in “rosa” e “bianchi.”[11] Il Raelismo senza dubbio ha dimostrato una speciale abilità nel far parlare di sé. In almeno due occasioni i Raeliani hanno saputo rendersi molto visibili cavalcando dibattiti etico-scientifici di attualità. Nel 2001 sostennero di avere ottenuto, attraverso la società Clonaid, fondata qualche anno prima e capitanata dalla biologa francese Brigitte Boissellier (“vescovo” Raeliano, poi assurta a successore di Rael), la prima clonazione umana al mondo, quella di una bambina di nome Eva[12].

Nel 2005-2006, sull’onda del dibattito riguardante le mutilazioni genitali femminili, annunciarono la costruzione di una speciale clinica in Burkina Faso, nell’ambito di un progetto chiamato Clitoraid, in cui si offrivano gratuitamente interventi ricostruttivi del clitoride. Investigazioni giornalistiche hanno appurato che la clonazione non fu altro che un’operazione di facciata, per non dire truffaldina, e l’ospedale africano (costruito, sì, ma in seguito chiuso dalle autorità) un’iniziativa non priva di esagerazioni propagandistiche, a partire dalle dichiarazioni sull’efficacia dell’intervento chirurgico offerto[13]. Inoltre Rael ha a più riprese attaccato la chiesa cattolica, specialmente sul tema della contraccezione, e una grande libertà sessuale è incoraggiata tra i Raeliani e nei loro incontri, in particolare promuovendo pratiche onanistico-spirituali denominate “meditazione sensuale.”[14]

Il Movimento Raeliano, osservato dall’esterno, sembra possedere una sorta di fascino indiscreto e sfacciato. Negli insegnamenti e testi di Rael, così semplicistici ed incoerenti, nelle sue interviste, piene di convinzione ed entusiasmo ma anche abilmente retoriche e autoironiche[15], nell’uso di un simbolo che fonde stella di David e svastica (simbolo, quest’ultimo, di cui i Raeliani chiedono la riabilitazione[16], nel costume del messaggero degli Elohim, in tutte le iniziative mediatiche e pseudoscientifiche del movimento, c’è qualcosa di naif, di dilettantesco, eppure allo stesso tempo di sfrontatamente attraente.

Occorre precisare fin da subito che, a parte le dichiarazioni e le acrobazie oratorie di Rael e dei suoi adepti, non una prova materiale è stata prodotta di tutte le affermazioni che fondano il credo del suo movimento. Trovo peraltro che tanto demolire pezzo per pezzo i testi Raeliani senza fornire una cornice critica, quanto ridicolizzarli, sia un esercizio ozioso. Sono invece interessato a comprendere le ragioni che possono portare una persona ad affiliarsi al movimento, ad investirvi tempo denaro e forze, a ridisegnare o rafforzare la propria identità al suo interno, proprio in relazione alla completa assenza di prove materiali che tanto stride con il continuo richiamo alla “scienza.” Sono forse gli insegnamenti di Rael di per sé che suonano convincenti per alcune persone se paragonati a quelli di altre religioni, sono vantaggi sociali dell’affiliazione, sono il divertimento e la libertà che si possono sperimentare all’interno del Raelismo?

Alcune ragioni del successo di Rael possono essere identificate attraverso un esame del modo in cui sono architettati i suoi testi e messaggi. Rael si è dimostrato capace di mescolare religione e “scienza” secondo un modus operandi articolato in tre linee. Anzitutto ha aggiustato a più riprese la rivelazione a seconda di temi scientifici di volta in volta noti all’opinione pubblica in modo da cavalcarne prestigio e visibilità (parallelamente, temi divenuti obsoleti, quali un elogio della TV come “coscienza universale,” presente nella prima rivelazione, sono stati lasciati cadere). Questa strategia pratica si basa su una tattica semantica dei testi di Rael: l’uso retorico, o sostanzialmente indefinito, dei termini “scienza” e “scientifico,” così come delle descrizioni di presunti meccanismi e invenzioni “a venire,” tutti menzionati in modo generico e quindi costantemente ricodificabili a piacere ed arbitrio. Infine Rael sostiene una posizione etica improntata alla totale libertà della ricerca tecnologico-scientifica in funzione dell’edonismo materialista da lui professato, e sulla base dell’idea che la scienza infallibilmente migliora la vita, in modo da presentarsi come paladino della scienza stessa[17].

Questo tipo di retorica può esercitare una certa presa su una mente non scientificamente preparata eppure affascinata dalla scienza stessa.

Ho provato ad approfondire ulteriormente le ragioni del fascino sfrontato di Rael e del Raelismo conversando con Jiro Kambe, amministratore scolastico e insegnante di inglese in Giappone, ex Raeliano, e autore di un blog dedicato alla critica appunto del movimento e del suo fondatore, di cui mette in luce incongruenze e misfatti. Kambe, di padre bengalese e madre giapponese, conobbe il Raelismo attraverso i libri del suo profeta, in Tailandia, nel 1991, durante studi universitari di gestione aziendale. Dopo avere contattato la sede più vicina del Movimento Internazionale Raeliano, in Giappone, nella cornice di un seminario a Nagano, fu immediatamente elevato al quarto livello, quello di Sacerdote Guida, e investito del ruolo di “Guida Nazionale” per la Tailandia durante una cerimonia di trasmissione cellulare officiata da Rael in persona.

Questa rapidissima promozione è spiegata da Kambe stesso come dovuta all’assenza di attivisti Raeliani in Tailandia. Tornato a Bangkok Kambe si dedicò a diffondere la rivelazione, promuovendo la traduzione e la diffusione dei libri di Rael come pure facendo proselitismo tra conoscenti e compagni di studio (non riuscì, invece, ad organizzare alcuna conferenza pubblica). Nel frattempo continuò a frequentare seminari Raeliani in Giappone e Australia. Lasciata la Tailandia nel 1998 rimase attivo su Internet, per esempio moderando forum Raeliani su Yahoo. I dubbi di Kambe sul Raelismo e il conseguente allontanamento risalgono al 2003, ma fino all’apertura del blog nel 2010 si descrive come un simpatizzante del movimento.

L’affiliazione al Raelismo ha rappresentato qualche vantaggio sociale per te, o al contrario ti sei sentito ostracizzato?

Non ho mai percepito di avere alcun vantaggio pratico, dal momento che il movimento era visto negativamente o etichettato come “culto.” Tuttavia sentivo entusiasticamente che avevo la “verità” e che dovevo condurvi gli altri. Tutti i miei conoscenti mi consideravano eccentrico, ma non si confrontavano mai con me in modo ostile. I miei parenti più stretti furono molto comprensivi, specialmente mia madre, che mi aiutò a trovare un traduttore bengalese per gli scritti di Rael. Forse non mi ostracizzarono nel timore di perdere il figlio. Chi mi ostracizzò fu invece il padre della mia compagna di allora, poi divenuta mia moglie e madre di mio figlio. Come turco musulmano (la madre invece era tailandese) si opponeva con forza al Raelismo in quanto non islamico. La mia compagna, inizialmente non interessata al Raelismo, finì con l’innamorarsi di un altro Raeliano, un neozelandese conosciuto in Australia, e divorziammo, anche seguendo l’insegnamento Raeliano, siccome ero convinto che ciò non avrebbe influenzato la crescita di mio figlio se fosse cresciuto in un ambiente amorevole. La mia ex-moglie si trasferì poi in Australia e in seguito in Canada, lasciando il movimento. Anche lei fu ostracizzata dalla sua famiglia per tutta la durata del suo coinvolgimento nel movimento.

Quali furono le ragioni del fascino per il Raelismo, e quali quelle dell’abbandono?

Ero uno studente giovane e ingenuo. Avevo un retroterra culturale misto, non strettamente religioso ma esposto a varie religioni: studi elementari in Bangladesh, un Paese culturalmente dominato dall’Islam, varie visite in Tailandia, studi superiori presso scuole cattoliche. Nessuna delle religioni di mia conoscenza mi sembrava in grado di rispondere alle “grandi domande” a cui ero interessato. Il paranormale, la conoscenza esoterica, e gli extraterrestri mi affascinavano. Fui rapito dai libri di Rael. Mi sfuggiva l’elemento di fede necessario per comprendere le sue rivelazioni. I Raeliani credono di “capire” il messaggio di Rael, apparentemente basato su scienza e tecnologia, e contrappongono questa presunta comprensione alla “fede cieca”.

Da giovane mi sembrava che ci fossero sufficienti prove delle visite extraterrestri sul nostro pianeta, e che non credere negli alieni fosse un sintomo di chiusura mentale. Pareva perfettamente plausibile anche che la creazione artificiale della vita fosse stata possibile nel passato. Peraltro fui indottrinato anche attraverso materiali apologetici elaborati da creazionisti cristiani che rifiutano l’evoluzione biologica e sostengono la teoria pseudoscientifica del “disegno intelligente”.

Lasciai il movimento nel 2003 dopo il fiasco della clonazione. Mi colpì l’affermazione di Rael secondo cui possiamo continuare a vivere all’infinito in nuovi corpi clonati in successione eterna. Ma ciascun clone è un essere differente, non c’è continuità dell’identità[18]. Riconobbi anche che, in assenza di altre prove, ci voleva fede per credere all’incontro di Rael con gli Elohim. Un altro fattore decisivo fu il fallimento di Clonaid. Fino al 2009 rimasi comunque un simpatizzante, ma poi sempre attraverso testi pubblicati su Internet fui introdotto al pensiero critico e all’ateismo e cominciai a scrivere (prima su un gruppo Facebook, non più attivo, poi su Blogger) contro l’uso della pseudoscienza e della disinformazione compiuto da Rael. Spero di aiutare qualcuno ad evitare il Raelismo, o ad uscirne.

Come spieghi che anche persone di istruzione superiore, o alta, si siano unite al movimento?

Credo che il fascino del Raelismo, esercitato anche su persone istruite e con carriere relativamente prestigiose, sia costituito dalla possibilità che un giorno si possa creare artificialmente la vita. Forse è per questa ragione che persone come Brigitte Boisselier e Marcus Wenner[19] si sono prestate alla truffa di Clonaid, come un’iniziativa che avrebbe portato l’opinione pubblica a comprendere che tale possibilità era inevitabile. Come si dice, la strada verso l’inferno è lastricata di buone intenzioni. Tuttavia ci sono anche dei Raeliani di lungo corso che hanno compiuto studi superiori e universitari dopo essere divenuti membri. In quel caso la scelta della specializzazione, in sessuologia, ingegneria genetica, etc. è stata influenzata dal Raelismo stesso.

Infine c’è anche il distacco dalla realtà che si prova quando si crede di essere stati scelti per uno scopo superiore. È una precisa strategia di Rael quella di elevare a posizioni di rilievo persone che giudica utili alla sua causa o per il loro carisma o per il loro retroterra culturale e professionale. La consapevolezza di essere un membro di alto livello può portare fino alla megalomania. Credo anche che si debba considerare l’insistenza di Rael sulla “deresponsabilizzazione” rispetto all’autorità, l’idea per cui i Raeliani possono emendarsi dalla naturale tendenza umana ad obbedire a una figura autoritaria, o che sono individui consapevoli e autonomi che volontariamente sostengono una causa giusta. Nel primo libro di Rael si sostiene anche che gli Elohim non compiaceranno gli scettici concedendo loro una prova definitiva, e questo istilla l’idea che lo scetticismo sia una causa persa. Quando c’è in gioco un elemento idealistico molto forte, anche una mente brillante, che in altri casi si servirebbe del pensiero critico, può arrivare a sostenere acriticamente un’ideologia.

Pensi che ci siano dei fattori culturali variabili da Paese a Paese che possono rendere certe persone più ricettive rispetto al Raelismo? Per esempio in Giappone, dove il Raelismo sembra tanto popolare.

Il Giappone è noto per le centinaia di nuovi movimenti religiosi. Forse è solo una mia teoria, ma può darsi che nella società giapponese ci sia un vuoto in termini di religione, così che le persone trovano spiritualità e significati esistenziali entro tali movimenti. Tuttavia il Raelismo non è tanto popolare in Giappone quanto si dichiara. L’affermazione secondo cui ci sono 90.000 membri in tutto il mondo non sembra fondata, e si stima che siano un decimo[20]. Io ai seminari Raeliani in Giappone vedevo sempre le stesse facce. Ci sono due tipi di membri: quelli coinvolti nel Movimento Internazionale e quelli “semplici”, i primi sono sempre stati più dei secondi, e nel 2005 le cifre ufficiali ne dichiaravano 750 in tutta l’Asia. È però vero che la maggior parte proviene dal Giappone e dalla Corea del Sud.

Alla luce della mia esperienza posso anche sottolineare che tra i Raeliani c’è un forte senso di cameratismo e che l’affetto si mostra apertamente, elementi assenti e per alcune persone desiderabili in culture come quella giapponese e quella coreana. I nuovi arrivati sono accolti a braccia aperte. Ricordo che mi sentivo come se avessi conosciuto ciascuno di loro per tutta la vita anche se li avevo appena incontrati. Rael promuove l’idea secondo cui non si diventa Raeliani per conversione, lo si è, e si attende di essere scoperti. Sostiene che i Raeliani sono come diamanti nascosti in mucchi di carbone, e che non c’è da perdere tempo nel tentativo di convincere le persone.

Racconta ai discepoli che ogni essere umano è come la cellula di un organismo più grande con distinte funzioni, e che i Raeliani sono le “cellule cerebrali dell’umanità”; li descrive anche come il “popolo eletto” che rimpiazza gli ebrei nella costruzione del “terzo tempio” (ossia l’ambasciata). Recentemente ha anche sostenuto che gli Elohim sono etnicamente e culturalmente vicini alle persone dell’estremo oriente[21], e questo potrebbe rivestire per loro una certa attrattiva.

Infine c’è la sensualità, un elemento molto rilevante dell’identità Raeliana. Questo attrae numerose persone di bella presenza, socievoli, artistiche, espressive, che a loro volta ne attraggono di introverse. C’è un elemento di spettacolo, di intrattenimento, in tutti gli eventi Raeliani, che siano conferenze pubbliche o seminari.

C’è qualcosa di distintivo, di speciale, nelle dottrine raeliane e nel modo di crederci, specie se paragonato ad altre religioni di tua conoscenza?

Il Raelismo è presentato come una nuova religione atea che crede nella creazione della vita sulla terra a opera di extraterrestri. Le sue dottrine sono diffuse con una veste scientifica, e non mistica; si crede in nozioni pseudoscientifiche come gli UFO e la telepatia mentre si rifiutano nozioni soprannaturali come l’anima immateriale e il destino.

I Raeliani credono di stare costruendo sin d’ora un paradiso che non è un luogo a cui si approda in un’esistenza immateriale dopo la morte bensì un’utopia materiale da creare qui sulla terra. Emulano lo stile di vita edonistico e senza preoccupazioni degli Elohim. Rael cerca di rafforzare l’aspetto spirituale con l’idea che lo spazio, esterno ed interno, è infinito, e che ciascuno di noi è “infinito autocosciente”. Recentemente si è messo a diffondere anche idee anti-intellettualistiche, insegnando ai discepoli a rifiutare, in nome dell’“essere”, non solo l’“avere”, ma anche la conoscenza. In contraddizione con i primi messaggi degli anni Settanta, in recenti “rivelazioni” gli Elohim sostengono che non cercano più la conoscenza scientifica, né esplorano più l’universo, perché appunto rifiutando la proprietà e il sapere sono divenuti più illuminati[22].

La costruzione dell’ambasciata, in cui consiste il compimento della missione di Rael, è profetizzata per il 2035. I Raeliani sono indotti a credere saranno testimoni, in vita, del grande ritorno come pure di grandi balzi tecnologici come l’ottenimento della vita eterna attraverso la scienza. La data limite comunque è stata spostata nel tempo, in precedenza era stato indicato il 2015[23], e c’è pure una “clausola” negli scritti di Rael che indica un possibile ritorno degli Elohim dopo la sua morte se il mondo non sarà pronto. Si noti che nel 2035 Rael avrà compiuto ottantanove anni.

Secondo te il Raelismo che prospettive ha per il futuro? Quanto all’affiliazione e alla popolarità ci sarà un declino, o un aumento? E gli insegnamenti potrebbero cambiare radicalmente?

Il Movimento Raeliano Internazionale cavalca, di volta in volta, la tigre di un tema popolare o controverso. Così facendo ottiene esposizione mediatica e incoraggia nei Raeliani il senso di un attivismo dotato di impatto sociale in linea con gli ideali Raeliani. Non saprei dire se campagne come Clonaid e Clitoraid furono pensate fin dal principio come cause perse finalizzate semplicemente a ottenere fondi e attenzione mediatica. Con il facile pretesto di proteggere la piccola Eva [la bambina clonata] e con la scusa del bando della clonazione umana come pure della ricerca sulle cellule staminali Clonaid ha potuto iniziare una fase sotterranea ed ora continua a esistere sotto forma di pagina web senza alcun bisogno di produrre prove di quanto afferma. Anche Clitoraid è stata convenientemente ridimensionata nello scorso marzo [2014] in conseguenza della revoca della licenza ai medici “volontari”.

Eppure almeno questa iniziativa sembra avere indotto alcuni medici indipendenti, come la dottoressa Marci Bowers[24], a mettere in atto operazioni ricostruttive su decine di pazienti (quasi un centinaio stando alla loro pagina web). Ultimamente come data di inaugurazione è stato indicato il 6 febbraio 2015, che coincide con la giornata ONU di tolleranza zero con la mutilazione genitale femminile[25].

I Raeliani continuano a raccogliere fondi. Il successo di queste campagne dipende da quanto un tema è già popolare nei media. La crescita del movimento a propria volta dipende dall’attenzione che il loro sito web riesce a generare come risultato delle campagne. Prima dell’avvento della rete i Raeliani vendevano i libri di Rael per strada, adesso fanno proseliti con campagne come Un minuto per la pace[26] o Go Topless[27].

Anche se si riuscisse ad erigere l’ambasciata in tempi relativamente brevi è alquanto improbabile che si ottengano diritti di extraterritorialità, il che indurrebbe a posporre la venuta degli Elohim a dopo l’uscita di scena di Rael. Però movimenti come il mormonismo e Scientology sono riusciti a crescere molto anche dopo avere perso i loro fondatori, e potrebbe succedere anche ai Raeliani.

Tuttavia io sono personalmente convinto che potrebbe sopraggiungere il declino dopo la morte di Rael se gli extraterrestri non si faranno vivi.

C’è poi il problema di un’altra profezia di Rael: che gli Elohim ricreeranno solo 144.000 umani per ripopolare la terra nel caso in cui l’umanità dovesse autodistruggersi. Ora, la probabilità di un cataclisma nucleare è data da Rael in The Intelligent Design (p. 291) al 99%[28]. Tutti i Raeliani credono che saranno prima ospitati sul pianeta degli Elohim nella (breve) attesa che la terra sia “ripulita” per ripopolarla, grazie a una tecnologia la cui esistenza è stata dichiarata da Rael in occasione del disastro di Fukushima[29]. Mettiamo però che l’affiliazione raggiunga e superi quella cifra; allora si imporrà la domanda: “Chi scarteranno?”[30]

Non è difficile immaginare un suicidio di massa se si considera la credenza nella possibilità di ricreare una persona a partire da una singola cellula. Se Rael, o chi verrà dopo di lui, dovesse insistere che l’autodistruzione dell’umanità è imminente, possiamo pensare che i Raeliani siano indotti a suicidarsi rassicurandoli sul fatto che gli Elohim, segretamente, hanno già immagazzinato campioni delle loro cellule per ricrearli una volta che l’originale sia morto. Una possibilità ancor più immaginabile se si considera che l’astronave degli Elohim potrebbe non apparire affatto. Altri nuovi movimenti religiosi, come Heaven’s Gate[31], sono finiti tragicamente in questo modo.

Stefano Bigliardi
Insegnante di filosofia presso il Tec de Monterrey (Campus Santa Fe, Città del Messico). Ricercatore affiliato al Centro di Studi Mediorientali (CMES) dell’Università di Lund (Svezia)

Note


1) Per una raccolta di saggi sull’argomento si veda Lewis 1995.
2) Adotto le maiuscole in ossequio all’uso fatto dagli stessi Raeliani sul loro sito web italiano (http://it.rael.org/home ). Tutte le pagine web segnalate nelle note, al pari di quelle indicate nella bibliografia, sono state consultate il 14 dicembre 2014.
3) Per approfondire il Movimento Raeliano in tutti i suoi aspetti, specie quelli sociologici, lasciati in queste pagine più in ombra rispetto agli insegnamenti specifici di Rael, il testo canonico è Palmer 2004. Informazioni sul Movimento in Italia possono essere reperite in Introvigne 2014.
4) La scambio è avvenuto per iscritto tra novembre e dicembre 2014 ma è stato integrato con ulteriori e numerose comunicazioni via Skype. Ne offro qui una fedele traduzione. Ho conosciuto Jiro Kambe attraverso il suo blog Raelian “Truth” (http://raelian-truth.blogspot.mx/ ). Desidero ringraziarlo sentitamente per il suo tempo e la sua pazienza. Per correttezza è opportuno precisare che mi assumo solamente la responsabilità delle informazioni e delle valutazioni espresse nella parte di articolo di cui ho paternità diretta, mentre la conversazione è offerta con valore documentale.
5) Vorilhon 1974. Non essendo questo un articolo strettamente accademico non mi premurerò di indicare accanto a ciascuna tesi di Rael che menziono il passaggio specifico di uno dei suoi testi in cui può essere letta, quando si tratta dei primi due libri da lui pubblicati.
6) Nei testi francesi il nome (come pure l’aggettivo) è scritto con dieresi: Raël.
7) La seconda rivelazione è narrata in Vorilhon 1977a.
8) Si veda Vorilhon 1977b.
9) Riportato in Palmer 2005, pp. 59-60.
10) Si veda la pagina RaelPress, 10 dicembre 2013 (http://tinyurl.com/khwqj4o ).
11) Per maggiori informazioni sulla gerarchia e sulle donne Raeliane si veda Palmer 1995.
12) Clonaid esiste ancora sotto forma per lo meno di pagina web, in cui è possibile leggere la “versione Raeliana” degli eventi, incluso che l’azienda si trova ora in un Paese in cui la clonazione umana non è illegale (http://tinyurl.com/pz3c6o4 ). Vi si afferma inoltre che Clonaid ha una “azienda sorella”, Stemaid, finalizzata alla guarigione di varie malattie attraverso le cellule staminali (si veda http://www.stemaid.com/ ).
13) Per una ricostruzione e valutazione giornalistica degli eventi si veda Strickland 2008 e Lloyd-Roberts 2014.
14) Si veda Vorilhon 1980.
15) Numerose interviste sono attualmente disponibili su YouTube. Oltre ovviamente al francese Rael parla fluentemente e correttamente anche l’inglese.
16) Si veda il servizio di Giuseppe Gaetano per Corriere Tv “Milano, Svastica Day: i Raeliani chiedono riabilitazione del simbolo” (http://tinyurl.com/lobtk5x ).
17) Mi permetto di rimandare ad un articolo accademico in cui ho approfondito questa analisi: Bigliardi 2015.
18) Si veda Kambe 2012a.
19) Dottore in neuroscienza britannico, vescovo Raeliano e traduttore di testi di Rael.
20) Si veda Kambe 2012b.
21) Si veda Kambe 2014a. È anche da notare che Rael in tempi recenti ha cominciato a descriversi come Maitreya o successore del Buddha.
22) Si veda Kambe 2014b.
23) Si veda Kambe 2012c.
24) Si veda Lloyd-Roberts 2014.
26) Si tratta di una campagna che promuove meditazioni di appunto un minuto. Si veda Raelianews del 13 luglio 2012 (http://tinyurl.com/lfk6uuk ).
27) GoTopless, stando alla pagina web ufficiale, è una organizzazione basata negli USA e fondata nel 2007 che difende il diritto delle donne a comparire in pubblico a seno nudo; tale pratica è specialmente messa in atto durante giorni specifici dell’anno o Go Topless Days (http://gotopless.org/ ).
28) Si veda Vorilhon 1979.
29) Si veda RaelPress, 9 maggio 2011 http://tinyurl.com/lxyvx8h ; consultato il 14 dicembre 2014).
30) Si Veda Kambe 2012d.
31) Il suicidio di massa di Heaven’s Gate risale al 24-26 marzo 1997. Si veda Balch 1995.


Riferimenti bibliografici


(Tutte le pagine web sono state consultate il 14 dicembre 2014).
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