VI Convegno Nazionale del CICAP "Scienza, paranormale e mass media"

Teatro Verdi, Università di Padova - 29, 30, 31 Ottobre 1999

Il VI Convegno nazionale del CICAP si è svolto a Padova nei giorni 29-31 ottobre 1999. L'evento era particolarmente importante e atteso poiché coincideva con l'anniversario dei primi dieci anni di attività del CICAP. Sede del Convegno è stato lo splendido Teatro Verdi, recentemente restaurato.

I lavori sono stati ufficialmente aperti alle ore 14 di venerdì 29 ottobre, anche se, nella mattinata, si poteva gustare un assaggio preliminare visitando la mostra interattiva "Misteri risolti: le indagini del CICAP", rimasta poi aperta per tutta la durata del Convegno. Alla realizzazione della mostra hanno partecipato: Francesco Grassi, segretario del CICAP-Lombardia, Gianni Comoretto e Luca Fini, astronomi dell'Osservatorio di Arcetri, Claudio Marciano, tecnologo dell'Università di Pavia, Marco Morocutti, progettista elettronico, Alessandro Pieri, ingegnere, Mauro Prencipe e Mario Tribaudino, chimici dell'Università di Torino, Massimiliano Teso, del CICAP-Roma e Armando De Vincentiis, psicologo del CICAP-Puglia. Tra le innumerevoli curiosità presenti nella mostra vanno segnalate: la camera Kirlian, perfettamente funzionante, che dimostra come anche un qualsiasi oggetto inanimato possieda un'aura; lo sconcertante pesce-diavolo, celebre falso conosciuto fin dal cinquecento, costituito da una comune razza opportunamente manipolata per fornirle sembianze umane; il celebre assegno (attualmente di un milione di dollari) che l'illusionista James Randi mette a disposizione di chiunque riesca a dimostrare l'esistenza di un solo fenomeno paranormale

Apertura del Convegno


Di fronte a un teatro gremito, il presidente del CICAP Steno Ferluga, astrofisico dell'Università di Trieste, apre ufficialmente il convegno cercando di fare un bilancio di dieci anni di attività del CICAP. In questo lasso di tempo si è assistito a una trasformazione del paranormale. Oramai il cosiddetto paranormale classico (percezione extrasensoriale, psicocinesi e spiritismo) è stato fortemente ridimensionato, grazie all'azione dei comitati scettici. Per contro, nella società, si assiste alla proliferazione di diverse altre forme di paranormale che si manifestano in modo subdolo attraverso le dilaganti pseudoscienze. L'esempio più significativo a questo proposito è rappresentato dalla sempre maggiore diffusione dell'omeopatia. Ed è proprio su questo nuovo fronte che deve impegnarsi l'attività futura del CICAP. Terminata la sua relazione, Ferluga annuncia che il presidente dello CSICOP Paul Kurtz, la cui partecipazione era prevista, non ha potuto presenziare al Convegno ma ha inviato una registrazione video che viene immediatamente proiettata. Kurtz, filosofo dell'Università di New York a Buffalo, chiarisce quello che è lo spirito ispiratore delle associazioni scettiche (che ammontano oramai a un centinaio in tutto il mondo) e, in generale, della scienza: fornire un'interpretazione naturalistica della realtà, facendo a meno di ipotesi metafisiche. Lo scetticismo è una filosofia provocatoria la cui origine può essere ricondotta a Galileo, che può senza dubbio essere considerato "l'uomo del millennio". Rivolgendo i suoi saluti e auguri al CICAP, Kurtz elogia l'infaticabile lavoro di Piero Angela e Massimo Polidoro e sottolinea la necessità che il CICAP riesca a dotarsi di una sede stabile, per meglio coordinare la sua opera.

Sessione I: "Dieci anni di indagini nel paranormale"


La prima sessione congressuale, presieduta da Adalberto Piazzoli, fisico dell'Università di Pavia e vicepresidente del CICAP, prevede, come primo intervento, quello di Luigi Garlaschelli, chimico dell'Università di Pavia e infaticabile sperimentatore del CICAP, e di Massimo Polidoro, segretario nazionale del CICAP, significativamente intitolato "Investigatori dell'occulto". Garlaschelli ripercorre tutte le principali indagini che, negli ultimi dieci anni, lo hanno visto protagonista in prima persona. La casistica è vastissima: si va dalla parapsicologia allo spiritismo, dai poltergeist ai rabdomanti, dai fenomeni insoliti al paranormale religioso. Con l'aiuto di significative diapositive, Garlaschelli illustra alcuni casi celebri: il sangue di S. Gennaro e di S. Lorenzo, le statue piangenti e quelle che bevono, gli studi critici sulla Sindone, il caso dei magneti umani, la signora che (non) vedeva dentro le scatole chiuse, i calchi spiritici, le indagini sul medium Roberto Setti, i cerchi di grano, le salite stregate, l'effetto Kevran (ovvero improbabili trasmutazioni nucleari biologiche nei semi d'avena), gli studi sull'uso dell'omeopatia in veterinaria e la sfida recentemente rivolta agli omeopati, fino ad arrivare agli studi sui fachiri e alla pubblicazione del libro relativo. Garlaschelli conclude la relazione sottolineando l'importanza di pubblicare i risultati delle indagini su riviste scientifiche per rendere disponibili a tutti i dati raccolti dagli scettici. Polidoro, nel suo intervento, sottolinea la discrepanza esistente tra il modo in cui i media presentano i fenomeni e quella che invece è la realtà. Spesso è sufficiente un po' di senso critico per rendersi conto della totale infondatezza di ciò che si legge. Polidoro esamina poi alcuni celebri casi di indagini: le cornici "impossibili" di Silvio Meyer (in realtà "possibilissime"), il caso della ragazzina spagnola che indovinava il colore di una carta in una scatola (sbirciando in realtà dentro alla scatola), i presunti poteri psicocinetici della sensitiva russa Alla Vinogradova, che anche il nostro Massimo riesce a manifestare (si tratta in realtà di un normale fenomeno fisico). Polidoro conclude formulando la cosiddetta prima legge dell'investigatore scettico: mai fidarsi di quello che si legge e accertare direttamente i fatti. A questo proposito Polidoro sottolinea la necessità di formare nuovi investigatori: necessità che il CICAP cercherà di soddisfare prossimamente attivando veri e propri corsi di indagine scettica.

Dopo 15 minuti di coffee break, in cui ognuno ricerca volti conosciuti con cui scambiare saluti e commenti, il pomeriggio prosegue con tre interventi relativi a "Esperienze sorprendenti nel mondo del paranormale", moderatore Giuliano Toraldo di Francia, fisico e flosofo della scienza dell'Università di Firenze. Il primo intervento è quello di Marino Franzosi, responsabile amministrativo del CICAP, dal titolo "Pronto, parlo con il CICAP?". Franzosi racconta le sue esperienze di responsabile del recapito telefonico del CICAP. Varie sono le persone che telefonano: si va dai semplici curiosi che vogliono sapere che cosa è il CICAP, a coloro che telefonano per avere le informazioni più insolite (ad esempio le date delle conferenze della medium Rosemary Altea). Le telefonate classiche riguardano comunque coloro che si rivolgono al CICAP per sottoporre a controllo i poteri che sostengono di possedere. La cosa curiosa sottolineata da Franzosi è la tendenza da parte di costoro a cercare di convincere il loro interlocutore dell'autenticità dei poteri di cui si sentono depositari. Solo un'esigua percentuale di tutte queste telefonate si concretizza poi attraverso l'attivazione di veri e propri controlli e indagini. Altre telefonate provengono da persone truffate da maghi e ciarlatani che richiedono consulenze legali. Altri telefonano perché preoccupati dalle nefaste profezie di qualche veggente (primo fra tutti Nostradamus) e ringraziano successivamente il CICAP per le rassicuranti parole fornite. Dalla sua esperienza Franzosi evidenzia l'esistenza di una "zona grigia" di persone dubbiose, ovvero scettici potenziali, nei confronti delle quali l'azione del CICAP è particolarmente importante. Il secondo intervento è quello di Marco Morocutti, progettista elettronico e socio effettivo CICAP, dal titolo significativo "Incredibile, ma falso". Morocutti ripercorre i casi di indagine di cui si è occupato direttamente negli ultimi dieci anni. Si comincia dalla psicofonia, che Morocutti illustra con tanto di registrazioni audio di presunte entità disincarnate, ma che possono facilmente essere ricondotte ai numerosi segnali radio che invadono lo spazio. Si passa poi al caso del pescediavolo che nel luglio '97 ha occupato ampi spazi sui giornali locali della provincia di Brescia e che è risultato essere un ben noto caso di contraffazione. Infine Morocutti affronta il problema degli UFO, sottolineando l'assurdità delle tesi complottistiche sostenute da molti ufologi e avvallate dai media, e sottolineando come esista oramai una vera e propria moda UFO (recentemente l'ultimo grido è rappresentato dai cosiddetti "Alien Hunters", cacciatori di alieni, che è diventato un vero e proprio marchio registrato). La terza relazione è quella di Lisa Maccari, astrofisica e segretaria del CICAP-Toscana, dal titolo "Scettici sul campo". Maccari illustra alcune esperienze e indagini condotte all'interno del gruppo toscano. Si comincia dal sedicente rabdomante che accetta di farsi controllare dagli scettici. Di fronte agli esiti negativi della sperimentazione realizzata, il rabdomante, sicuramente in buona fede, non trova di meglio che criticare l'eccessiva tortuosità del tubo interrato per le prove. La relatrice evidenzia la scorrettezza di alcuni passaggi logici sostenuti dai fautori del paranormale e la loro errata interpretazione del concetto di pluralismo culturale, in nome del quale vengono difese le tesi più astruse, negando ogni evidenza. L'intervento si conclude sottolineando la necessità di educare al senso critico e citando il celebre proverbio cinese secondo il quale "È meglio accendere una sola candela, piuttosto che maledire il buio".

Dopo alcuni interventi da parte del pubblico, la sessione prosegue con altre due relazioni, moderate da Sergio Della Sala, professore di neuropsicologia all'Università di Aberdeen (UK). La prima relazione è quella di Edoardo Altomare, oncologo e scrittore, dal titolo "Identikit del ciarlatano". Rifacendosi a quanto raccolto negli anni sessanta dall'American Cancer Society, Altomare illustra come tutti coloro che propongono cure miracolose siano caratterizzati da bizzaria, segretezza, mania di persecuzione, miracolismo, episodicità, aspirazione al guadagno, litigiosità, apparente ingenuità, ambiguità e opportunismo. Essi accusano solitamente la medicina ufficiale di connivenze con le multinazionali, senza accorgersi che anche molti farmaci da essi usati (ad esempio la somatostatina) sono prodotti dalle multinazionali. Altomare conclude il suo intervento sottolineando come buona parte della responsabilità del successo ottenuto dai ciarlatani ricada sulla medicina ufficiale, spesso troppo saccente e non sufficientemente sensibile ai bisogni del paziente.

Il secondo intervento è quello di Francesco Chiminello, fisico dell'Università di Padova, e ha come titolo "Quando il fenomeno… esiste". Chiminello narra di uno strano fenomeno, apparentemente paranormale, di cui si è occupato per conto del CICAP. Una famiglia osservava degli strani movimenti di una porta che avvenivano in modo sincrono con la respirazione di uno dei componenti. Le indagini di Chiminello hanno scoperto che la causa degli insoliti movimenti erano le minuscole variazioni di pressione prodotte nell'aria dalla contrazione degli addominali. Se talvolta i fenomeni insoliti esistono, in altri casi essi sono frutto di pura fantasia. È il caso dell'omeopatia, nella quale le estreme diluizioni cui vengono sottoposte i rimedi omeopatici fanno scomparire ogni traccia di principio attivo. Chiminello dimostra chiaramente al pubblico presente in sala il principio delle diluizioni usando inchiostro di china e una serie di bicchieri d'acqua.

Alle due relazioni fanno seguito numerosi interventi del pubblico che mostrano l'estremo interesse suscitato dalle relazioni di questa prima sessione congressuale.

Serata speciale con James Randi


Dopo una cena in cui ciascuno ha potuto incontrare vecchi amici e discutere degli argomenti trattati nel Convegno, alle ore 21 ci si ritrova tutti al teatro Verdi per un evento imperdibile: la serata speciale dedicata a James Randi, autentica leggenda vivente che ha voluto onorare con la sua presenza il Convegno del CICAP. La serata, condotta da Massimo Polidoro, ripercorre la straordinaria carriera dell'Amazing Randi. Considerato uno dei più grandi illusionisti di tutti i tempi, Randi si specializzò nell'escapologia, ovvero l'arte di liberarsi da catene, corde, manette camicie di forza, casse chiuse, prigioni ecc. La straordinaria abilità di Randi viene mostrata al pubblico del teatro Verdi attraverso un filmato che mostra una sua eccezionale esibizione in cui si libera da una camicia di forza sospeso sulle cascate del Niagara. In una sola serata non è certo possibile ripercorrere le numerose imprese di Randi e ci si limita pertanto ad alcuni gustosi assaggi. Ad esempio, viene mostrato uno spezzone di filmato che mostra Randi in compagnia di Ricky e Fonzie in un episodio della celebre serie televisiva Happy Days. Oltre alla sua abilità di illusionista e di uomo di spettacolo, la fama di Randi è però dovuta in larga parte al suo impegno di investigatore del paranormale e di smascheratore di impostori. Per primo Randi mostrò, ad esempio, come le presunte capacità paranormali del celebre sensitivo israeliano Uri Geller fossero in realtà semplici giochi di prestigio. L'opera educativa di Randi contro le false credenze ha raggiunto anche livelli clamorosi, come ad esempio nella celebre "beffa di Carlos". Randi mostrò al mondo intero come sia possibile creare dal nulla un personaggio, facendo credere a tutti che si tratti di un particolare medium (channeler) dotato di misteriosi poteri, ottenendo un'enorme pubblicità gratuita da parte dei media. L'intera vicenda viene mostrata al pubblico attraverso un filmato. E alla fine, quasi miracolosamente, il channeler Carlos compare sul palcoscenico esibendosi in una delle sue performance. Si tratta di José Alvarez, assistente di Randi, che lo ha accompagnato nel suo viaggio in Italia. Alvarez era stato il protagonista della celebre beffa architettata da Randi. È curioso apprendere che il nome Carlos era stato preso in prestito dal fulvo gatto di Randi. Per il pubblico del Verdi è una vera emozione trovarsi di fronte, dal vivo, due personaggi che oramai fanno parte della storia delle investigazioni scettiche sul paranormale. La serata prosegue con la narrazione di altre imprese di Randi: dal caso dell'acqua con la memoria, allo smascheramento dei guaritori filippini (di cui viene mostrato un interessante filmato). Alla fine, però, sia Massimo Polidoro sia il pubblico non sanno resistere alla tentazione di chiedere a Randi una dimostrazione dal vivo delle sue straordinarie capacità. Randi simpaticamente accetta. Vengono invitati due spettatori e Randi li invita a legarlo con una corda in varie maniere, cercando di stringere quanto più possibile i nodi. Randi, immancabilmente, riesce a liberarsi come se niente fosse. Infine, nonostante Randi non esiti a definirla una cosa troppo stupida, accetta di esibirsi nella celebre piegatura del cucchiaino, che tanta fortuna portò a Geller. Il pubblico estasiato dalle esibizioni di Randi viene infine invitato ad acclamare ancora una volta l'entrata di Carlos in teatro. Randi, dal palco, riprende tutta la scena con una telecamera e annuncia al pubblico di essere stato complice di una nuova beffa che sta organizzando e che tutti i presenti finiranno presto in una trasmissione televisiva. L'incredibile Randi non finisce mai di stupire.

Sessione II: "Fenomeni insoliti e fenomeni improbabili"


La seconda giornata del Convegno inizia sabato 30 ottobre, alle ore 9. Presieduta da Tullio Regge, fisico del Politecnico di Torino, la mattinata si apre con la relazione di Andrea Frova, fisico dell'Università di Roma, dal titolo "Perché accade ciò che accade? Ovvero come vaccinarsi contro le affezioni misteriologiche". Frova sostiene che esiste una categoria di persone attratta irrimediabilmente verso i misteri e l'occulto. Al contrario un'altra categoria, cui non necessariamente appartengono solo gli uomini di scienza, ha istintivamente un atteggiamento scettico e razionale. Infine, una terza categoria comprende individui incerti che possono cambiare idea a seconda delle circostanze. Ed è proprio a questa terza categoria di persone che devono rivolgersi gli sforzi di tutti coloro che, come il CICAP, vogliono diffondere il pensiero critico e razionale. Un utile antidoto contro l'irrazionalità, secondo Frova, è l'abitudine a osservare il mondo con curiosità, ponendosi domande anche sulle cose apparentemente più insignificanti, tenendo bene aperti, per dirla con Galileo, gli occhi della fronte e quelli della mente. La razionalità, infatti, non solo non soffoca lo stupore ma trae da esso nuovi stimoli che la fanno progredire. Il secondo intervento è quello di Albino Carbognani, fisico dell'Università di Parma, che relaziona su "I fulmini globulari". I fulmini globulari, o ball-lightning, sono oramai noti da due secoli. Dopo alcuni cenni storici, Carbognani illustra le principali caratteristiche di questi insoliti fenomeni atmosferici. Vengono quindi presi in considerazione alcuni avvistamenti particolarmente significativi, come quello di Catania del 1991, e illustrate quali sono le diverse teorie che sono state proposte per interpretare questi curiosi fenomeni che, in molti casi, possono essere sicuramente responsabili di avvistamenti UFO. A un altro curioso fenomeno atmosferico, "Le misteriose luci di Hessdalen", è dedicata la terza relazione, tenuta da Massimo Teodorani, astronomo di Cesena. Teodorani illustra le caratteristiche delle insolite manifestazioni luminose che caratterizzano il cielo della valle di Hessdalen, in Norvegia. Vengono illustrati gli studi fatti nell'84 dal Project Hessdalen e i programmi di ricerca che ci si propone di attuare con lo "Hessdalen Interactive Observatory" (OIH). Soltanto accurate misure radiometriche, magnetiche e spettroscopiche consentiranno, infatti, di elaborare una teoria completa di questo singolare fenomeno naturale per il quale, finora, restano oscuri numerosi aspetti. Il quarto intervento, fuori programma, è quello di Paolo Toselli, del Centro Italiano Studi Ufologici (CISU). Toselli illustra il programma di catalogazione dei fulmini globulari intrapreso dal CISU. Attualmente sono stati presi in considerazione 12000 casi di avvistamenti ufologici e, tra questi, circa 40 sembrano corrispondere alle caratteristiche dei fulmini globulari. Il programma è appena agli inizi e si preannuncia estremamente interessante per ottenere informazioni su questi insoliti eventi atmosferici e per comprendere quale sia la loro effettiva incidenza nel determinare avvistamenti UFO. La quinta relazione è quella di Roberto Vanzetto, fisico di Milano, dal titolo "Le illusioni della lottologia". Vanzetto illustra tutta una serie di errori concettuali commessi dai cosiddetti "lottologi". La lottologia e i metodi pseudo-statistici da essa proposta, dal punto di vista scientifico, non sono molto diversi dalla magia, dall'astrologia o dalle altre classiche tecniche divinatorie. Eppure molta gente crede alla loro apparente scientificità e i media contribuiscono in maniera determinante a diffondere numerose false credenze, prima fra tutte quella secondo la quale i cosiddetti "numeri ritardatari" avrebbero una maggiore probabilità di essere estratti. Vanzetto conclude il suo intervento osservando acutamente che, se è vero che una quota dei ricavi del Lotto vengono impiegati dallo Stato per la salvaguardia dei beni artistici e culturali, è anche vero che la matematica e il cervello dei cittadini sono essi stessi beni culturali. Non si capisce quindi come mai lo Stato non faccia nulla per tutelarli. Il sesto intervento della mattinata è quello di Massimo Albertin, medico e direttore di Laboratorio di Analisi cliniche di Abano Terme, che affronta il tema de "I magici fiori di Bach". Proposta all'inizio del secolo dal britannico Edward Bach, tale terapia utilizza le essenze di 38 fiori per curare varie patologie originate da errati stati psicologici. Albertin evidenzia come in tale terapia non vi sia alcun elemento di scientificità (scientificità che lo stesso Bach rifiuta esplicitamente nei suoi scritti) e come tutto debba essere accettato su base puramente fideistica. Tra i vari stati psicologici patologici previsti da Bach compare pure lo scetticismo che verrebbe curato, secondo lui, dalle essenze di faggio e di genziana. Sfortunatamente per Bach i relatori del Convegno e gran parte del pubblico presente devono fare scarso uso di tali prodotti. L'ultima relazione della mattinata è quello di Umberto Tirelli, primario della Divisione di Oncologia Medica dell'Istituto Nazionale Tumori di Aviano, dal titolo "Le terapie non convenzionali nel cancro". Tirelli apre il suo intervento sottolineando come ogni tipo di tumore abbia caratteristiche sue proprie, di conseguenza coloro che sostengono di aver scoperto una terapia miracolosa valida per ogni specie di tumore commettono già in partenza un grossolano errore. Successivamente evidenzia le differenze tra medicina scientifica e medicina alternativa cercando di individuare i motivi che determinano la popolarità di quest'ultima. Popolarità completamente ingiustificata e paradossale se si tiene conto della totale infondatezza delle terapie non convenzionali di fronte agli indubbi successi ottenuti nella lotta contro il cancro dalla medicina scientifica.

Alle relazioni fanno seguito numerosi interventi da parte del pubblico che mostra un indubbio interesse nei confronti dei temi trattati dai relatori.

Sessione III: I misteri della mente


Dopopranzo il Convegno riprende alle ore 14 con la terza sessione moderata da Guido Petter, professore di psicologia dell'età evolutiva all'Università di Padova, che, nella sua introduzione sottolinea l'importanza di un approccio di tipo psicologico allo studio del presunto paranormale. La prima relazione è quella di Luciano Arcuri, professore di psicologia delle comunicazioni di massa all'Università di Padova e presidente del CICAP-Veneto. Arcuri si concentra sugli errori di tipo psicologico che vengono commessi esaminando la realtà. Tutti gli individui affrontano la realtà come scienziati ingenui e i problemi nascono quando gli eventi contraddicono le nostre aspettative. Nel tentativo di razionalizzare la realtà spesso si commettono errori grossolani. Tipici sono i cosiddetti "hind-sight bias", che si manifestano con una lettura tendenziosa del passato che, in pratica, viene interpretato con il classico "senno di poi" (esempio tipico, un ipotetico diario che riportasse la frase "Oggi è iniziata la Guerra dei cent'anni"). Altri errori classici sono di tipo statistico (ad esempio coloro che affermano "Il fumo non fa male perché mio nonno è vissuto fino a 95 anni, nonostante fosse un accanito fumatore"). La seconda relazione si intitola "I misteri del cervello" ed è tenuta da Sergio Della Sala, professore di neuropsicologia all'Università di Aberdeen (UK). Con il suo consueto humor, Della Sala accetta di buon grado il suggerimento di Petter di cambiare il titolo della relazione in "I segreti del cervello". Successivamente evidenzia come le neuro-scienze siano oggetto di numerosi miti assolutamente infondati (ad esempio la credenza secondo la quale useremmo solo il 10% del nostro cervello, la possibilità di clonare la mente, la possibilità di uscire dal coma grazie alle canzoni preferite o alla voce registrata di uomini politici, ecc.), frequentemente alimentati dai media. Spesso gli stessi scienziati assumono un atteggiamento troppo saccente, dando per acquisite cose che non lo sono affatto. Se molte credenze relative al cervello sono infondate, esistono tuttavia aspetti decisamente insoliti che sono però stati dimostrati al di là di ogni dubbio: ad esempio l'elaborazione non cosciente degli stimoli. Con l'aiuto di significative immagini, Della Sala illustra ad esempio questa fenomenologia negli studi clinici condotti su un paziente illustre: Federico Fellini. Altro fenomeno sconcertante è il comportamento di persone che compiono atti in contrasto con la propria volontà. Un impressionante filmato mostra la cosiddetta "sindrome della mano anarchica" (o "sindrome del dottor Stranamore") in cui un soggetto è assolutamente incapace di controllare le azioni di una sua mano. La sessione termina con i consueti interventi del pubblico.

Sessione IV: Scienza, paranormale e mass media


Dopo il coffee break, il pomeriggio prosegue con la quarta sessione presieduta da Piero Angela, giornalista e divulgatore scientifico, che introduce i lavori narrando alcune sue esperienze personali che mostrano il modo in cui i media distorcano le notizie relative ai presunti fenomeni paranormali.

La prima relazione è quella di Fabio Cilia, matematico e segretario del CICAP-Roma, e di Enrico Scalas, fisico dell'Università del Piemonte orientale "Amedeo Avogadro", che presentano congiuntamente una relazione dal titolo "Stampa e paranormale: un'indagine sul campo". Cilia e Scalas presentano i risultati preliminari di un lavoro di monitoraggio sui media, condotto in collaborazione con Paola De Gobbi e Silvano Fuso. Per un periodo compreso tra il gennaio 1997 e il luglio 1999, sono stati analizzati 549 articoli di stampa che affrontavano temi legati al paranormale, alle pseudoscienze o di argomento scientifico. Solo i 21% affrontavano gli argomenti trattati in modo corretto e con sufficiente senso critico. Il 33% aveva invece un approccio decisamente negativo e acritico e un 46% aveva sostanzialmente un atteggiamento neutro nella presentazione della notizia. L'esame sembra purtroppo confermare la costante preoccupazione del CICAP di arginare la disinformazione perpetrata dai media nell'ambito del paranormale e delle pseudoscienze. Gli autori auspicano pertanto l'attivazione di un osservatorio permanente sui rapporti tra stampa e paranormale. La seconda relazione si intitola "Scienza, media e senso comune: la rappresentazione sociale del caso Di Bella" ed è tenuta da Lorenzo Montali, responsabile delle relazioni esterne del CICAP. Montali, con l'intento di analizzare il rapporto tra senso comune, medicina scientifica e terapie non convenzionali, prende in considerazione il modo in cui diverse testate giornalistiche hanno trattato le notizie relative al "caso Di Bella". Quello che emerge è una chiara differenza di impostazione e di comportamento a seconda dell'orientamento politico delle testate a tutto discapito di una corretta e serena informazione. La tendenza al sensazionalismo, alla mitizzazione dell'individuo, all'aneddotica non verificata hanno trasformato quello che doveva essere un problema esclusivamente scientifico in un vero e proprio scontro ideologico, con gravi danni all'informazione pubblica. Il terzo intervento è quello di Sergio De Santis, giornalista e storico, dal titolo "Scienza e media: il gran rifiuto". De Santis prende in considerazione un paradossale fenomeno che caratterizza la nostra società di fine millennio. A fianco a una tecnolatria dilagante, assistiamo infatti a una sempre più frequente fuga verso varie forme di irrazionalità che hanno in comune un atteggiamento di diffidenza e di rifiuto verso la scienza. Secondo De Santis è troppo semplicistico attribuire la colpa di tale tendenza ai media. La scienza stessa ha gravi responsabilità che devono indurla a un attento esame di coscienza che la conduca a un positivo recupero della sua immagine pubblica.

La sessione si conclude con una relazione fuori programma di Margherita Hack, astrofisica dell'Università di Trieste, che, non potendo partecipare alla serata speciale prevista alle ore 21, anticipa il suo intervento. Hack denuncia le gravi responsabilità dei media nel favorire la diffusione dell'irrazionalità. Pochissime testate possiedono giornalisti scientifici e le notizie scientifiche diffuse dai media sono spesso scorrette. Attraverso numerosi esempi che vanno dalle credenze astrologiche, all'ufologia e alla diffusione di timori irrazionali, l'astrofisica triestina denuncia i pericoli dell'ignoranza scientifica e la necessità di interventi correttivi come quelli attuati dal CICAP. Motivo di ottimismo è la creazione di scuole di giornalismo scientifico (come quella della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste) che sfornino finalmente professionisti preparati che contribuiscano alla diffusione di una cultura scientifica e razionale.

Tavola Rotonda: "Scienza, paranormale e mass media"


Il secondo pomeriggio del Convegno si conclude con una tavola rotonda su "Scienza, paranormale e mass media". Alla tavola rotonda, moderata da Piero Angela, partecipano: Enrico Bellone, storico della scienza e direttore di Le Scienze, Piero Bianucci, giornalista scientifico, direttore di Tuttoscienze (La Stampa), Viviano Domenici, giornalista scientifico, direttore di Corriere Scienze (Corriere della sera), Mauro Gaffo, giornalista scientifico, caporedattore di Focus, Pietro Greco, giornalista scientifico, già direttore di ScienzaNuova, Riccardo Mancini, giornalista, direttore di Avverbi Edizioni, Fabio Pagan, giornalista scientifico, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste.

Enrico Bellone denuncia il grave stato di ignoranza e disinformazione scientifica in cui versa l'Italia. I media, troppo spesso soggetti a esigenze di marketing, non svolgono un'adeguata opera di informazione ed educazione. A suo parere, su questi temi, si sta giocando una partita epocale per la cultura del Paese. Piero Bianucci conferma le carenze informative della stampa italiana su temi scientifici, illustrando un recente episodio che lo ha visto protagonista. A fine gennaio 99 molti organi di stampa hanno annunciato il verificarsi dell'insolito fenomeno della "Luna blu". In realtà il fenomeno è completamente inesistente, ma nonostante le ripetute segnalazioni, la rettifica della falsa notizia ha avuto uno spazio esiguo. Viviano Domenici, con un appassionato intervento, denuncia la leggerezza con cui le testate giornalistiche pubblicano notizie sensazionalistiche in campo medico e le ostilità che devono affrontare i redattori che si oppongono a un simile mal costume. Mauro Gaffo sottolinea le difficoltà che Focus incontra nel controllare le notizie in arrivo a causa dell'esiguità numerica della redazione e la sua opera nel cercare di diffondere idee razionali, cercando di accattivare i lettori con una certa spettacolarità voluta. Pietro Greco denuncia il grave processo di deterioramento della stampa dovuto alla mercificazione delle notizie, alla perdita di etica professionale da parte dei giornalisti, al sovraccarico di mansioni legato alla rivoluzione tecnologica in atto nelle redazioni e all'eccesso di informazioni che rende difficile un'accurata selezione delle fonti. Riccardo Mancini cerca di individuare i "colpevoli" del "delitto" della disinformazione scientifica. A suo parere le responsabilità sono equamente distribuite tra i giornalisti, i cambiamenti in atto nelle strutture delle redazioni, il pubblico (che spesso non gradisce un certo tipo di pubblicazioni) e gli stessi scienziati che poco si occupano della divulgazione di ciò che fanno. Fabio Pagan, prendendo in considerazione il recente clamore suscitato dall'eclisse dello scorso agosto, illustra numerose scorrettezze di molte testate giornalistiche, che hanno imperversato con titoli sensazionalistici e rispolverato antiche superstizioni.

Serata speciale: "Un viaggio tra scienza e misteri"


La seconda giornata del Convegno termina con un altro appuntamento imperdibile. Alle ore 21 inizia infatti la serata speciale, condotta da Piero Angela, alla quale partecipano numerosi personaggi illustri della cultura italiana: Silvio Garattini, farmacologo, Direttore dell'Istituto "Mario Negri", Danilo Mainardi, etologo dell'Università di Venezia, Tullio Regge, fisico del Politecnico di Torino, Giuliano Toraldo di Francia, fisico e filosofo della scienza dell'Università di Firenze, Roberto Vacca, ingegnere e scrittore, Aldo Visalberghi, pedagogista dell'Università di Roma. Alla serata partecipa anche il giornalista Michele Mirabella, conduttore di Elisir (Raitre). La serata inizia con la proiezione di un video dello scrittore e semiologo Umberto Eco che, impossibilitato a partecipare, ha voluto registrare un messaggio di saluto, auguri e solidarietà al CICAP (vedi a pag. 8). Danilo Mainardi cerca di interpretare in chiave biologica la tendenza umana alla credulità. La consapevolezza di sé e della propria morte, la socialità e il conseguente rispetto del principio di autorità uniti alla capacità di mentire sono, secondo l'etologo, le principali cause della credulità umana. Silvio Garattini esamina le differenze tra le pseudomedicine e la medicina scientifica "basata sulle evidenze". Denuncia, inoltre, che anche all'interno della cosiddetta medicina ufficiale vi sono numerosi esempi di pseudomedicina. Aldo Visalberghi sottolinea l'importanza di una solida istruzione scientifica che privilegi l'acquisizione del metodo, al di là dei singoli contenuti. Giuliano Toraldo di Francia mostra come lo scetticismo si ritrovi anche nei secoli passati citando un curioso aneddoto che vede protagonista il conte Monaldo Leopardi, padre del celebre Giacomo. Tullio Regge osserva come una parte della responsabilità della disinformazione scientifica sia attribuibile agli scienziati stessi che hanno lasciato scoperte retrovie che sono state occupate da schiere di ciarlatani e individui privi di scrupoli. Roberto Vacca sottolinea l'importanza di distinguere tra scienza buona e scienza cattiva e denuncia i pericoli dell'ignoranza scientifica. Sottolinea inoltre la necessità di comprendere meglio i meccanismi mentali, spesso, misteriosi, che portano alcuni scienziati ad avere potenti intuizioni sulla realtà che ci circonda.

La serata prosegue con l'assegnazione del premio "In difesa della Ragione" che il CICAP ha deciso di assegnare ai giornalisti che si sono particolarmente distinti in un'azione di corretta informazione scientifica. "Il premio", si legge nella motivazione, "vuole rappresentare un incoraggiamento per quanti nel mondo del giornalismo si distinguono per serietà, competenza e capacità critica nel presentare argomenti relativi al mondo del paranormale e delle pseudoscienze". Steno Ferluga consegna la targa a Michele Mirabella, il quale delizia il pubblico con il suo intelligente umorismo (una battuta tra tutte: "Mia madre diceva che si curerà con le medicine alternative, solamente quando sarà affetta da una malattia alternativa"). Gli altri premiati, ai quali la targa è già stata consegnata nel pomeriggio, sono Piero Bianucci, Viviano Domenici, Enrico Bellone e Giovanni Maria Pace (assente per motivi di salute).

Sessione V: Scienza, educazione e paranormale


La terza giornata del Convegno inizia, alle ore 9, con la quinta sessione moderata da Aldo Visalberghi, pedagogista dell'Università di Roma. Il primo intervento è quello di Giunio Luzzatto, presidente del Centro Interdipartimentale di Ricerca Didattica di Genova, con una relazione dal titolo "Mentalità critica ed educazione scientifica". Luzzatto sottolinea l'inadeguatezza del sistema educativo italiano per quanto riguarda l'istruzione scientifica e illustra possibili proposte per sanare questa pericolosa situazione. In particolare viene evidenziata l'importanza di un approccio di tipo storico nella didattica delle scienze per evitare di fornire un'immagine dogmatica di queste ultime. La seconda relazione è quella di Silvano Fuso, chimico e segretario del CICAP-Liguria, dal titolo "Cultura scientifica ed educazione alla razionalità". Fuso, dopo aver brevemente illustrato le caratteristiche della razionalità ed evidenziato come essa sia la spina dorsale delle discipline scientifiche, propone vari suggerimenti per migliorare le attuali carenze della didattica delle discipline scientifiche che dovrebbe avere, come obiettivo prioritario, proprio la diffusione del pensiero razionale. Tra le varie proposte viene sottolineata l'importanza di affrontare sui banchi di scuola il problema delle pseudo-scienze, evidenziando le differenze rispetto alle "vere" scienze. Il terzo intervento è quello di Arturo Loria, fisico dell'Università di Modena, dal titolo "G. Montanari e l'astrologia convinta di falso". Loria esamina, citandola come efficace esempio di strategia divulgativa e didattica, l'opera L'Astrologia convinta di falso, pubblicata nel 1685 dall'astronomo modenese Geminiano Montanari. Montanari, tra le altre cose, anticipa l'opera del CICAP nel dimostrare come chiunque possa fare previsioni per il futuro che abbiano un'elevata probabilità di verificarsi. Conclude la sessione la relazione "Scienza, pseudoscienza e didattica" di Giacomo Torzo, fisico del CNR-INFM, Università di Padova. Prendendo spunto dalle insensatezze scientifiche riportate da un manuale universitario di architettura (relativamente alle presunte influenze patogene emanate dalle fantomatiche reti di Hartmann), Torzo sottolinea l'importanza della didattica delle scienze nel prevenire la diffusione delle pseudoscienze.

Alla sessione fanno seguito i consueti interventi del pubblico.

Fotografie "pseudo-paranormali": premiazione del concorso fotografico del CICAP


Dopo il consueto coffee break, la mattinata prosegue con un gustoso intermezzo: la premiazione dei vincitori del concorso che il CICAP ha bandito per i migliori falsi, fotografici e cinematografici, sul tema del paranormale. Con gli arguti commenti di Massimo Polidoro, Luigi Garlaschelli e James Randi le varie opere vengono presentate al pubblico. I partecipanti sono stati veramente bravi. Foto e filmati di Ufo, fantasmi, esseri misteriosi e autopsie di esseri alieni si alternano sullo schermo dimostrando come sia facile creare documentazioni fasulle ma efficaci di presunti eventi paranormali. I premiati, che ricevono un libro di Randi o di Piero Angela con dedica autografa, sono numerosi: Mario Barranca, Maurizio Casti, Marco Ferruccio, Lodovico Marchetti, Andrea Raccanelli, Massimiliano Teso, Alessia Venturini, Andrea Zoboli. Da segnalare anche la partecipazione fuori concorso di Luigi Garlaschelli che mostra una singolare foto che lo ritrae in levitazione di fronte alle proprie figlie e un filmato che lo mostra in laboratorio alle prese con l'anti-gravitina, misteriosa e improbabile sostanza in grado di eliminare la forza di gravità che agisce sugli oggetti.

Sessione VI: "L'insolito all'Università"


L'ultima sessione della mattinata è dedicata alla presentazione delle tesi di laurea che hanno avuto come oggetto argomenti legati al paranormale e alle pseudoscienze. Steno Ferluga introduce i lavori sottolineando come attualmente, in Italia, vi siano almeno una decina di tesi in corso su questi argomenti e auspica che il mondo accademico sia sempre più coinvolto su queste tematiche. Successivamente vengono presentate, dai rispettivi autori, due tesi. Clelia Canna illustra la propria tesi di laurea in filosofia che ha preso in considerazione un curioso Dizionario critico delle reliquie e delle immagini miracolose redatto nel 1822 dal francese J.A.S. Collin de Plancy. Si apprende così che esistono ben 15 teste di S. Giovanni Battista, uno starnuto dello Spirito Santo e altre amenità. Roberto Manzocco presenta quindi la propria tesi di laurea in filosofia, dal titolo Neosce-tticismo: la filosofia dei movimenti di indagine critica sul paranormale, dedicata alla storia dei movimenti scettici nel mondo e agli aspetti filosofici legati al pensiero scettico. Altre tesi sul paranormale sono visibili nella sessione poster.

Sessione VII: Il CICAP nel 2000, programmi e iniziative


Nel pomeriggio, ha luogo, coordinata da Steno Ferluga, Massimo Polidoro e Lorenzo Montali, l'ultima sessione congressuale dedicata al futuro del CICAP e alla quale partecipano i responsabili dei gruppi locali del CICAP: Giuliano Bettella: coordinatore CICAP-Friuli Venezia Giulia, Fabio Cilia: coordinatore CICAP-Roma, Michele Di Lorenzo: coordinatore CICAP-Puglia, Marino Franzosi: coordinatore CICAP-Veneto, Alessandro Fronte: coordinatore CICAP-Piemonte, Silvano Fuso: coordinatore CICAP-Liguria, Francesco Grassi: Coordinatore CICAP-Lombardia, Lisa Maccari: coordinatore CICAP-Toscana, Sandro G. Masoni: coordinatore CICAP-Sardegna e Aldo Porciello: coordinatore CICAP-Campania. Ogni coordinatore illustra brevemente le attività e le iniziative svolte dal proprio gruppo e i progetti futuri. Dai vari interventi emerge che il CICAP è oramai una realtà ben radicata sul territorio che si manifesta attraverso l'organizzazione di conferenze, interventi sui media, indagini sul campo, iniziative in ambito scolastico, pubblicazione di bollettini informativi e altro ancora. Ogni gruppo manifesta inoltre di avere numerosi progetti in cantiere che fanno prevedere un'ulteriore espansione delle proprie attività.

Alle ore 17.30 il Convegno si conclude. Il bilancio è estremamente positivo: relazioni di ottimo livello, organizzazione altamente professionale e massiccia partecipazione di pubblico, proveniente da tutta Italia, che ha mostrato costantemente un grande interesse. Anche l'eco suscitata sui media è stata cospicua. Tutti i quotidiani nazionali hanno parlato del Convegno (da segnalare una pagina intera su La Repubblica, mezza pagina su La Stampa e sul Corriere della Sera, servizi quotidiani e su più pagine su Gazzettino e Mattino, ampio servizio su Il Piccolo di Trieste); il TG1 ha realizzato ogni giorno un servizio, altri servizi sul Convegno sono stati mandati in onda dal TG2 e dal T3; è stata trasmessa una diretta di un'ora a "Radio anch'io" e numerose altre interviste sono uscite nelle settimane successive su vari periodici (Anna, Diario, Gente, Oggi, Newton, Focus, l'Astronomia, Tempo Medico, Altro Consumo...).

Ancora una volta il Convegno ha fatto emergere la perfetta capacità organizzativa e l'efficienza del Gruppo Veneto (e di Marino Franzosi e Francesca Guizzo, in particolare) e di Massimo Polidoro. Il CICAP ha festeggiato il proprio decennale in maniera esemplare con un lungo week-end ricco di stimoli, entusiasmo e soddisfazioni. Non resta che augurare al CICAP tanti altri decenni come quello trascorso e sperare che il messaggio di razionalità da esso trasmesso possa trovare sostenitori sempre più numerosi.

Silvano Fuso

Chimico, Segretario CICAP-Liguria