Lottologia

Insieme delle pratiche pseudoscientifiche adottate dai giocatori del lotto per incrementare le proprie vincite. Le tecniche proposte dai lottologi sono svariate: alcune utilizzano lo studio statistico delle passate estrazioni, altre fanno invece riferimento alla numerologia o all’interpretazione dei sogni.
Il metodo più popolare è basato sullo studio dei “ritardatari”, ovvero i numeri che non escono da più estrazioni: secondo i lottologi, poiché tutti i numeri sono estratti con frequenza pressappoco uguale, i numeri con meno estrazioni dovranno in futuro uscire con frequenza maggiore, per “recuperare” il ritardo accumulato. Questa affermazione è basata su un fraintendimento della teoria delle probabilità e della legge dei grandi numeri: ad avvicinarsi nel tempo sono infatti le “frequenze relative”, ovvero il rapporto tra le uscite di ciascun numero e le estrazioni totali. Il lotto però paga le uscite (“frequenze assolute”) di ciascun numero, che possono anche divergere nel tempo. Una variante di questi metodi è la “martingala”, che consiste nell’incrementare a ogni turno la posta di un fattore costante, in modo che la somma vinta superi tutte le perdite precedenti; questa tecnica garantisce molte piccole vincite, al prezzo però di giocare importi molto elevati e il rischio di perdere tutto.
Un’altra famiglia di metodi si basa invece sulla numerologia e sulla cabala, associando a ogni numero un particolare significato nascosto o un evento. Fra questi è da annoverare anche la “Smorfia”, che lega ogni elemento di un sogno a un numero del lotto. Si tratta di metodi che non hanno alcuna base scientifica o statistica, anche se alcune tecniche utilizzano algoritmi di calcolo più o meno complessi, che sembrano dare loro un’apparenza “matematica”.
I metodi descritti vengono realizzati tramite “sistemi”, giocate costituite da più numeri che possono comportare investimenti elevati, spesso suddivisi fra più giocatori. Molte tra le vincite più grosse realizzate sono dovute a sistemi, ma questo dipende dal gran numero di giocate effettuate dai sistemisti, e non da una maggiore probabilità di vincita. In effetti è possibile dimostrare che il rendimento medio del gioco non dipende dal sistema utilizzato, ma unicamente dal tipo di puntata (ambo, terno, cinquina, ecc.) su cui si scommette.

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