Sfere di luce a Hoeven? (3)

Russo risponde alla lettera aperta di Haselhoff

Replica aperta a
Eltjo Haselhoff

14 marzo, 2008

Ciao Eltjo,

ecco qui la mia replica alla tua lettera aperta (del 30 luglio) che critica il mio articolo Sfere di luce a Hoeven? (o Balls of Light at Hoeven? ) e l'attività complessiva del CICAP nel campo dei cerchi nel grano. Mi dispiace di averci messo tanto a pubblicare la mia risposta, ma ho avuto da fare. Questa replica è aperta: può essere liberamente copiata e diffusa e apprezzerei che chiunque avesse diffuso la tua lettera facesse lo stesso con questa replica. Hai scritto:

La prima sezione del tuo articolo che ha attirato la mia attenzione è stata quella dove descrivi come hai ricostruito i miei dati numerici contando i pixel nei grafici a barre che si possono trovare su Internet:

... anche a causa del formato JPEG delle immagini (un GIF sarebbe stato più nitido), la procedura può aver introdotto qualche piccolo errore dell'ordine del pixel, ma... questa è la forma in cui Haselhoff ha pubblicato i suoi dati e questo è ciò che chiunque ha a disposizione per verificare le sue conclusioni.

... Le immagini a cui ti riferisci sono state tratte da Internet. Dato che sei un programmatore di computer, mi aspetterei che fossi consapevole del fatto che molti applicativi di web publishing convertono in formato JPEG qualunque immagine grafica, per motivi di compatibilità e di uso efficiente dello spazio su disco. Inoltre, come puoi vedere dalle immagini qui sotto, nonostante la compressione delle immagini JPEG sia con perdita, il tuo commento sulla maggior nitidezza delle GIF è completamente senza senso.

Poi hai mostrato un'immagine JPEG effettivamente nitida quanto basta (fig. 1); sembra che tu abbia ragione. D'altra parte, ricordo ancora d'aver lavorato su immagini sfumate, così sfumate che sono stato spesso incerto su quale fila di pixel assumere come confine tra aree. Sfortunatamente, non riesco a ricordare molto altro di quest'operazione, che ho svolto nel 2002, anni prima di scrivere l'articolo. Dopo aver dato un'altra occhiata alle immagini che avevo a disposizione nel 2002, mi sono appena reso conto che la versione del tuo rapporto su Hoeven intitolata Node Length Measurements (o Report on Pulvinus Length Measurements ) contiene immagini di buona qualità come quella che hai mostrato, mentre la versione intitolata Hoeven Report (attualmente off line) contiene immagini di bassa qualità (fig. 2) che sono perfettamente compatibili con quanto ricordo.

image
Figura 1: dettaglio mostrato da Haselhoff.

image
Figura 2: stesso dettaglio dalla versione peggiore.

Nei miei file ci sono prove ragionevoli che i dati che ho usato per l'articolo venissero dalle immagini migliori, ma anche prove di aver effettuato più di un tentativo di estrarli, usando diversi programmi come ausilii per l'ingrandimento e il conteggio. E' possibile che abbia provato prima con le immagini peggiori, prima di trovare la versione del rapporto con quelle migliori, e che il fastidio dovuto a quel primo tentativo mi sia rimasto impresso molto più di ogni altro dettaglio. Probabilmente non lo saprò mai con certezza.
Pertanto, quel che ho scritto è parzialmente errato e di ciò mi scuso. Avevo torto quando ho scritto che la sola fonte pubblica dei dati fosse un set di immagini scadenti, ma ciononostante è corretto asserire che chiunque legga lo Hoeven Report rimanga con immagini scadenti e nessuna indicazione di fonti migliori. A proposito, dato che sono un programmatore, so quanto è facile mettere GIF nelle pagine web, come ho fatto nell'articolo che hai letto. Il GIF è un formato almeno altrettanto standard per la grafica web di quanto il JPEG lo sia per le foto e in alcuni casi è molto più compatto. Ad ogni modo, hai citato le mie parole in modo un po' fuorviante. La citazione completa avrebbe dovuto essere:

Anche nel rapporto, purtroppo, i dati non sono presentati in forma numerica ed è stato quindi necessario rileggerli dai grafici a barre. Naturalmente, anche a causa del formato JPEG delle immagini (un GIF sarebbe stato più nitido), la procedura può aver introdotto qualche piccolo errore dell'ordine del pixel, ma... questa è la forma in cui Haselhoff ha pubblicato i suoi dati e questo è ciò che chiunque ha a disposizione per verificare le sue conclusioni. Ho scritto a Haselhoff chiedendogli i dati originali, ma non mi ha mai risposto.

Come si può vedere, la mia lamentela riguardava l'indisponibilità di dati numerici; una tale assenza scoraggia le verifiche come la mia. La qualità dell'immagine era solo una nota secondaria («anche a causa del formato...»), ma la tua citazione dava l'idea che fosse la mia unica preoccupazione riguardo ai dati. Mi ero solo sentito obbligato ad avvertire i miei lettori dei limiti di accuratezza dei dati che dovevo usare, ma hai scritto:

Questo commento mi ha chiarito subito che eri più interessato ad un attacco personale, portando più argomenti possibile per screditare me e il mio lavoro, che ad un'analisi onesta e obiettiva dell'esito delle mie ricerche.

Curiosamente, ho avuto proprio la stessa impressione – a ruoli invertiti – leggendo la tua lettera. Nel mio articolo c'è un'analisi seria dell'esito delle tue ricerche, compreso un elenco dettagliato degli errori che hai commesso, ma, invece di commentarlo, ti sei concentrato su di un commento secondario e parzialmente erroneo sui formati delle immagini (probabilmente la sola imperfezione che tu sia riuscito a trovare in tutto l'articolo), hai tagliato il testo in modo che sembrasse più importante di quanto avessi inteso, poi mi hai accusato di cercare di screditarti con dettagli irrilevanti invece di occuparmi degli argomenti veri... ma è esattamente quel che hai appena fatto tu, non io.
Il solo punto che hai cercato di affrontare riguarda i modelli:

Qui il tuo ragionamento contiene errori davvero fondamentali. Non stiamo semplicemente inventando funzioni arbitrarie che si adattino ai nostri dati, né cercando di far 'saltar fuori' delle curve dalle misure, ma stiamo testando un'ipotesi. La curva 1/r² viene scelta a causa della sua controparte fisica: una sfera di luce, vista da testimoni oculari e registrata in video più volte. Qual è la controparte fisica della tua linea retta? Non c'è. La tua linea retta è solo una scelta arbitraria e senza senso. Inoltre, ciò che chiami e interpreti come 'semplice linea retta' è in effetti non una linea retta, ma un triangolo simmetrico in ognuna delle sezioni trasversali del cerchio nel grano. Pertanto, ciò che hai dimostrato nell'articolo è che la lunghezza dei nodi nelle sezioni trasversali si correla bene con una forma triangolare. Bene. Ma anche un andamento triangolare dev'essere considerato un'anomalia, a meno che tu non fornisca una logica spiegazione (bio)fisica per una simmetria triangolare nelle lunghezze dei nodi in un cerchio nel grano. Se non lo fai, non ha senso rifiutare il modello BOL e sostituirlo con un modello a linea retta, perché il modello BOL ha una controparte fisica, supportata da filmati; il tuo modello a linea retta no.

Sembra sfuggirti un punto davvero fondamentale. Non avrei problemi a inventare una controparte fisica di una curva triangolare (o, meglio, conica): per esempio, una fila di persone lungo un raggio del cerchio che camminano in senso orario, calpestando le piante e mantenendo l'allineamento mentre girano. Le persone più vicine al bordo si muoverebbero più in fretta di quelle al centro e insisterebbero meno su ogni singola pianta; essendo noto che l'entità dei danni influenza l'allungamento dei nodi, questo schema di calpestamento potrebbe portare a un effetto conico. Inoltre, sappiamo che le persone possono esistere ed esistono, quindi sono una vera controparte fisica, mentre non sappiamo se BOL radianti possano anche solo esistere, figuriamoci immaginare come possano essere controllate, piegare gli steli o provocare un'enorme dilatazione termica dell'acqua senza uccidere le piante. Quindi, perché non sto asserendo d'aver trovato prove solide che i circlemaker calpestino le piante in file ordinate? Certamente potrei se seguissi il tuo ragionamento. Be', primo, non penso che normalmente i circlemaker lavorino in quel modo; secondo, non vedo davvero un buon andamento lineare nei dati; terzo, semplicemente non vedo alcuna anomalia da spiegare. La dipendenza dalla distanza osservata nei pochi casi noti è molto irregolare e si sa che l'allungamento dei nodi è influenzata da molti fattori; alcuni di essi, come il vento e il danno, come ho scritto nell'articolo, possono essere correlati alla posizione nel cerchio. Pertanto, non c'è niente di anomalo. Un'anomalia non è solo qualcosa che manca di una spiegazione dettagliata, ma qualcosa che sembra andare contro le attuali conoscenze e non è certo questo il caso: sappiamo che così tanti fattori possono influenzare l'allungamento dei nodi che attualmente non possiamo fare previsioni dettagliate.
Può ancora essere interessate verificare se è osservabile un andamento 1/r² nell'allungamento dei nodi, dato che alcuni potrebbero considerarlo una sorta di impronta digitale di una BOL, o almeno una strana coincidenza. Quindi ho cercato di determinare se quello specifico andamento è individuabile nei dati, e la risposta è: no. In effetti ho verificato che l'affermazione "l'allungamento dei nodi diminuisce con la distanza seguendo un andamento 1/r²" non è più fondata della sua sola parte iniziale, "l'allungamento dei nodi diminuisce con la distanza" (una diminuzione lineare è solo la scelta più semplice e neutrale, non arbitraria). Non ci sono strane coincidenze in attesa di spiegazione perché non c'è proprio nessuna coincidenza.
Sembri pensare che l'esistenza delle BOL sia stata già provata dai filmati e suppongo che non ti stia riferendo al famigerato falso di Oliver's Castle, ma ai video di macchioline confuse. Bene, quando agli appassionati di cerchi nel grano si chiedono prove che quelle macchioline siano BOL e non piuttosto uccelli o borse di plastica sfocati, di solito citano il tuo lavoro come prova scientifica che le BOL esistano... ma tu citi i video. Ci dev'essere qualcosa qui che non riesco ad afferrare.

Mi è difficile rispondere al resto della lettera perché non vedo alcun modo di respingere argomentazioni inesistenti. Mi hai solo scagliato contro parole:

... non vedevo un gran valore nel tuo lavoro. ... Ho trovato molti altri esempi di argomentazioni fallaci, prive di senso e non obiettive, ma, considerando il tuo atteggiamento, dimostrato così chiaramente in tutto l'articolo, temo che sprecherei il mio tempo a portarli tutti alla tua attenzione.

Così affermi che avrei commesso un sacco di errori, tuttavia non ne porti alcuna prova. Ho particolarmente apprezzato la giustificazione: sarebbe uno spreco del tuo tempo portare tali prove alla mia attenzione. E che ne è dell'attenzione del ben più ampio pubblico per il quale hai evidentemente scritto la lettera aperta?
Hai scagliato parole anche contro il CICAP. Per esempio:

Conoscendo l'atteggiamento e il modo di lavorare del CICAP, non pensavo che valesse la pena di reagire. ... Girando nella rete ho scoperto che il CICAP ha compiuto sforzi enormi per manipolare l'opinione pubblica sul fenomeno dei cerchi nel grano e screditare in particolare i miei sforzi personali in questo campo.

Sembri suggerire che il CICAP stia bombardando Internet di disinformazione. Non sono un socio effettivo del CICAP , perciò non posso parlare per il CICAP senza il loro permesso; quanto scrivo è solo la mia opinione. Tuttavia, coopero con il CICAP in diversi modi; in particolare, faccio parte del Gruppo di Studio del CICAP sui Crop Circles, quindi suppongo che dovrei essere alquanto ben informato sulla maggior parte delle attività del CICAP sui cerchi nel grano. Il Gruppo di Studio gestisce la sezione sui cerchi nel grano nel sito web del CICAP, contenente FAQ, alcuni articoli (non necessariamente opera di membri del CICAP, come il mio), lettere e link. A questa data, per quanto ne so, questa sezione (che conosci da molto tempo), assieme ad alcuni sporadici messaggi di risposta a questioni sollevate nei newsgroup italiani, sono la sola presenza in Internet del CICAP sui cerchi nel grano, e una presenza alquanto limitata a mio avviso. Non riesco a immaginare che genere di «sforzi enormi» puoi aver scoperto di recente girando in Internet. Anche se sembri considerare ogni critica al tuo lavoro come un attacco personale e una massiccia campagna di disinformazione, la triste verità è che la maggior parte delle persone che hanno letto la tua lettera probabilmente non aveva mai letto il mio articolo, dato che non l'avevo certamente pubblicizzato come hai diffuso la tua lettera. Tutto quel che posso fare adesso è invitare chiunque abbia letto quella lettera a leggere anche l'articolo prima di giudicarlo; il lettore potrebbe essere sorpreso di trovarci argomenti piuttosto solidi – e proprio nessun attacco personale.

Giusto una nota finale. Hai scritto:

Come avrai ormai constatato dopo aver letto le bozze dell'imminente pubblicazione sul Journal of Scientific Exploration, le argomentazioni e le conclusioni disseminate così accuratamente dal CICAP sono a mio avviso sbagliate e solo frutto di errori fondamentali di matematica molto di base, assieme ad una maldisposizione a comunicare. ... mio recente articolo sul Journal of Scientific Exploration ...

Mi chiedo quanti lettori possano aver indovinato di che parlavi. Francesco Grassi, Claudio Cocheo ed io abbiamo scritto un articolo che è stato pubblicato sul JSE. Svariati mesi fa hai criticato l'articolo in una lettera all'editor (non «articolo») che il JSE ha poi pubblicato (lo scorso ottobre) assieme alla nostra replica. Penso che sia scorretto discutere o anche solo citare qualcosa di non ancora pubblicato; come potevano i lettori farsi un'opinione se l'informazione necessaria non era ancora disponibile? All'inizio di agosto, solo pochi giorni dopo che il JSE ti aveva inviato le bozze sia della tua lettera che della nostra replica, hai attaccato quest'ultima in una lettera aperta a Grassi e in un messaggio pubblico a Cocheo nel newsgroup it.discussioni.misteri e hai riassunto brevemente la tua critica nella lettera aperta indirizzata a me. Be', sembra che non potessi proprio aspettare la pubblicazione della nostra replica per attaccarla. Ecco qui l'intero scambio, così i lettori possono adesso farsi un'opinione.

Saluti
Paolo Russo