L'uomo che parlava ai fagioli

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  • 17-07-2019
  • di Paola Dassori
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Nel 1959 fu pubblicato negli Stati Uniti un curioso volume, intitolato Il potere della preghiera sulle piante. Ne era autore il reverendo Franklin Loehr, che riferiva nel libro i risultati di cinque anni di esperimenti da lui condotti per stabilire quale influenza avevano le preghiere sulla crescita delle piante.

Loehr era diplomato in chimica, laureato in teologia e ministro della Chiesa Congregazionalista. Nel 1952, eletto presidente di una “Fondazione di ricerche religiose”, creò a Los Angeles un Circolo della Preghiera allo scopo di pregare per la crescita del granturco, dell’edera, dei fagioli e dei piselli, e di misurarne gli effetti. Gli esperimenti durarono cinque anni e coinvolsero ben 150 persone e migliaia di semi.

Il primo esperimento ebbe luogo a fine ’52: Loehr racconta di aver comprato due recipienti identici, di averli riempiti d’acqua, di averne messo uno in una stanza isolata e di aver portato l’altro al Circolo della Preghiera. I soci, prima collettivamente e poi individualmente, presero il recipiente tra le mani e gli indirizzarono una breve preghiera personale. Il giorno dopo, sempre secondo il suo racconto, sei vasi vennero riempiti di terra scavata nello stesso cortile: in due furono piantati otto fagioli, in due otto chicchi di granturco, in due otto piselli; tre furono innaffiati con l’acqua del vaso che era rimasto a casa del reverendo, tre con l’acqua che aveva ricevuto le preghiere.

Come ognuno può immaginare l’acqua “pregata”, a detta di Loehr, ebbe risultati straordinari: in particolare i fagioli si dimostrarono sensibilissimi alle orazioni, dato che crebbero fino a 40 centimetri mentre quelli innaffiati con l’acqua “normale” restarono piccoli. A questo punto si decise di sperimentare direttamente sui semi anziché sull’acqua, e di nuovo Loehr racconta di aver ottenuto risultati molto diversi tra i semi che avevano ricevuto le preghiere e quelli che ne erano rimasti senza.

Intanto un socio del Circolo, un certo Erwin Prust, uomo d’affari di Pasadena, aveva condotto un esperimento privato: aveva tagliato dodici rami di edera di uguale lunghezza e fogliame, piantandone sei in un vaso e sei in un altro, e aveva consegnato uno dei vasi alla moglie incaricandola di pregare perché crescessero, mentre lui avrebbe pregato perché le edere dell’altro vaso non crescessero. Le piante ricevettero le stesse cure nello stesso ambiente, ma quelle che erano state pregate di crescere misero radici e si svilupparono rigogliosamente, mentre le altre morirono miseramente.

Altri esperimenti si susseguirono: se per caso, da un seme che era stato pregato di non crescere, si sviluppava ugualmente una pianta, i “ricercatori” mentalmente le dicevano che sbocciare era stato un errore e che sarebbe stato meglio non crescere più, e sotto l’effetto di questi ordini (diceva Loehr) la pianta si anneriva, diventava rachitica e inaridiva.

Alla fine il reverendo dichiarò di aver ottenuto i seguenti risultati: le piante pregate di crescere superavano del 26,99% quelle che non ricevevano alcuna preghiera, e queste a loro volta superavano del 10,95% quelle pregate di non crescere.

Nel 1953 Loehr partì per un giro di conferenze sui suoi esperimenti, ma quando ritornò a Los Angeles ebbe una brutta notizia: il finanziatore delle sue ricerche aveva deciso di chiudere i rubinetti, e lui rimaneva così senza stipendio e senza mezzi per continuare. Il reverendo però non si perse d’animo ed ebbe una nuova idea: se la preghiera dava dei risultati sulle piante ne avrebbe dato anche sui soldi! E così fu. Un’istituzione diede mille dollari: un articolo apparso in una rivista suscitò l’interesse di migliaia di lettori che mandarono dollari in quantità. Incoraggiato, il reverendo decise di sfruttare la buona occasione e lanciò sul mercato un pacchetto di semi, con relative istruzioni, per coloro che volevano fare esperimenti casalinghi con la preghiera.

Nello stesso tempo varie chiese protestanti istituivano “classi di preghiera” con misurazioni degli effetti sulle piante, e lo stesso Loehr fu chiamato a insegnare. Superate le difficoltà economiche gli esperimenti ricominciarono e questa volta Loehr si dedicò ai bachi da seta, ottenendo a suo dire risultati interessanti. Utilizzando 300 bachi, divisi in tre gruppi da 100, egli racconta di aver ottenuto quasi lo stesso numero di uova da ciascun gruppo, ma con indici di fecondità molto diversi, che variavano dal 14% per quelli sottoposti alle preghiere positive, al 3% per quelli lasciati in pace, all’1% per quelli sottoposti a preghiere negative.

Loehr sostiene di essere giunto alla conclusione che in quegli indici c’era una conferma dell’antico ammonimento secondo cui le maledizioni sui padri colpiscono i figli e i nipoti. La preghiera negativa non aveva colpito gravemente i bachi, ma aveva distrutto la loro discendenza.

Il reverendo Loehr parla di molti altri esperimenti: per esempio, dice di aver scoperto che si potevano influenzare le piante anche amandole o odiandole. Un suo allievo, dopo aver piantato dei fagioli, li guardava e ripeteva: «Io vi amo, o fagioli, e sono molto felice che voi cresciate», e quelli crescevano, mentre un altro allievo imprecava contro le piante e queste inaridivano. All’inizio degli esperimenti con le maledizioni molte persone andavano da Loehr per dirgli che non se la sentivano di pregare per la morte di quelle tenere e innocenti piantine e lui le rincuorava ricordando loro che anche Gesù aveva maledetto un albero di fico.

E come si faceva a pregare negativamente? Le tecniche variavano: si poteva raggiungere l’effetto ingiuriando le piante: un signore, ad esempio, diceva: «Che ti colpiscano le radiazioni atomiche», mentre una donna inveiva contro i suoi fagioli chiamandoli «Comunisti».

Nonostante i tanti successi vantati da Loehr, l’agricoltura moderna non sembra aver tenuto conto delle sue indicazioni. Forse i suoi racconti avrebbero trovato più ascolto se avesse inviato una descrizione dei suoi esperimenti a una rivista scientifica, ma, stranamente, ciò non avvenne mai.