La scuola degli scettici

Concluso il primo Corso per "investigatori dell'occulto" del CICAP

Non c'è scuola che non abbia i suoi esami. Così anche il nostro Corso di Indagine, vera e propria "scuola del CICAP", si è chiuso con una ricca giornata di studio aperta alla partecipazione del pubblico, dove alcuni corsisti hanno avuto la possibilità di esporre il risultato delle proprie ricerche. Non un vero e proprio esame, quindi, ma piuttosto una buona occasione per rompere il ghiaccio, presentandosi in prima persona a un pubblico che si è dimostrato - come spesso accade - attento e incuriosito dal contenuto delle relazioni.

Prevista fin dall'inizio nel programma del corso, alla manifestazione è stato riservato un ruolo niente affatto secondario: in primo luogo grazie al lavoro del gruppo Veneto del CICAP, che ha efficacemente organizzato le attività dell'edizione del 2002, ma anche di chi vi ha prestato opera come docente. Un sentito ringraziamento va poi a Steno Ferluga, che intervenendo in veste di presidente del CICAP ha contribuito , se mai ve ne fosse bisogno ,a sottolineare l'importanza dell'iniziativa.

La scelta del luogo è caduta su una sala polifunzionale di Padova, perfettamente adatta alla manifestazione, che per tutta la domenica 27 ottobre 2002 ha accolto pubblico e relatori. Un tocco di professionalità è poi venuto anche dagli stessi corsisti, tutti dotati di relazioni preparate al computer e pronte per essere presentate in videoproiezione. In sala non è mancato il consueto tavolo informativo sul CICAP, dietro al quale sedevano gli infaticabili Marino Franzosi, Paola De Gobbi, Francesca Guizzo, Matteo Filippini, Simone Capeleto... con le scuse di chi forse ho scordato di nominare.

Ma veniamo alle relazioni dei corsisti, che loro stessi vi presenteranno meglio nelle prossime pagine. Roberto Marmo ha illustrato alcune analisi sul cosiddetto UFO di Crosia (Cosenza, 1987), che secondo alcuni avrebbe evidenziato un comportamento "non terrestre", mostrando come queste ardite affermazioni siano prive di solide basi. In più, quella che certi ufologi hanno voluto individuare come una tipica "forma UFO" è dovuta invece a un difetto dell'immagine causato dalle fattezze dell'obiettivo.

Andrea Salsi ci ha presentato il caso di Gemma Di Giorgi, una donna nata senza pupille che avrebbe però riacquistato la capacità di vedere grazie all'intervento sovrannaturale di Padre Pio. La storia, essenzialmente di carattere aneddotico, è stata ripresa ed enfatizzata da giornali e televisioni, che ne hanno conferito una sorta di ufficialità pur se in mancanza di analisi critiche.

E' stato poi il turno di Mariano Tomatis, che vedremo come docente nella prossima edizione del corso, con la vicenda di Gustavo Rol, sensitivo torinese scomparso nel 1994 le cui doti "paranormali" erano in realtà frutto di una grande abilità nell'uso di tecniche da prestigiatore. Mariano ha voluto mostrare alcuni di questi effetti direttamente al pubblico, con risultati sorprendenti... e convincenti.

In Italia gli UFO si vedono soprattutto a ferragosto, quasi come se gli alieni scegliessero il nostro paese per le vacanze estive. Si può dire lo stesso di altri stati, con diverse abitudini e culture? È quanto si è chiesto Pierluigi Monticelli, che ha eseguito una ricerca su alcuni archivi internazionali, giungendo alla conclusione che la concentrazione di casi nei periodi dedicati alle vacanze non può essere assunta a regola generale.

I fenomeni misteriosi a tema religioso hanno sempre attirato l'attenzione a causa della loro popolarità. Non fa eccezione il caso di un'ampolla conservata nel duomo di Ravello (SA), che secondo la tradizione conterrebbe il sangue del martire cristiano San Pantaleone. Antonio Zucchini ha illustrato un progetto di ricerca per giungere alla verifica delle caratteristiche chimico-fisiche della sostanza contenuta nell'ampolla.

Infine, Ivana Taverni ha presentato un'analisi del linguaggio della "medium" Resemary Altea, realizzata con l'aiuto di Annalisa Pavarin, evidenziando come la Altea impieghi abilmente tecniche di cold reading per dare l'impressione al suo pubblico di conoscere molti particolari normalmente riservati, che in realtà non conosce affatto.

Nella giornata non sono mancati gli interventi di Luigi Garlaschelli e di Francesco Grassi, oltre al sottoscritto in veste di moderatore: una esperienza ricca e intensa, a cui auguriamo uguale successo anche nella nuova edizione di quest'anno.

Marco Morocutti