Il messaggio di Piero Angela: mai smettere di fare domande

  • In Articoli
  • 04-06-2026
  • di Piero Bianucci
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Chiedetevi sempre perché
di Piero Angela
a cura di Massimo Polidoro
Mondadori, Milano, 2026
pp. 512, euro 24,00



Fondatore del CICAP e ideatore di Quark, Piero Angela ci manca dall’agosto del 2022. Eppure, in qualche modo, rimane con noi. Chiedetevi sempre perché potrebbe essere la sintesi del suo testamento intellettuale ed è anche il titolo del libro postumo appena arrivato nelle vetrine, un robusto volume che Massimo Polidoro ha curato riordinando un archivio accumulato in mezzo secolo di divulgazione televisiva e in oltre quaranta libri. Faldoni di appunti, testi manoscritti che una fidata copisteria sotto casa rendeva leggibili: Piero stava alla larga dalla tastiera. Pensava con la matita in mano.

Esistono altre forme di vita nell’Universo? Perché l’atmosfera della Terra contiene ossigeno? Come si sono formate le montagne? Perché Homo sapiens è l’unica specie umana sopravvissuta, mentre i Neanderthal si sono estinti? Perché, nell’era dell’Intelligenza Artificiale, sarà ancora più necessario “imparare a imparare”? Questo è solo un piccolo assaggio. Il volume mette insieme circa cinquecento interrogativi ordinati in quattro sezioni: Il cosmo, La vita, L’uomo, La scienza e La sfida del futuro.

Per un’apparente magia (alla quale ovviamente lui non credeva e noi non crediamo), le carte dell’archivio di Piero Angela hanno fornito anche la Prefazione, originariamente concepita per un progetto che poi non si è realizzato ma così a misura di questo libro da sembrare scritta in uno stato di preveggenza, e l’Epilogo, in perfetta sintonia con i contenuti di Chiedetevi sempre perché. Una Prefazione e un Epilogo che sono da leggere attentamente come “istruzioni per l’uso”.

«La nostra generazione – fa notare Piero Angela nella Prefazione – è la prima ad avere un quadro coerente e approfondito del mondo in cui viviamo, grazie al tessuto incrociato di fisica, chimica, astronomia, geologia, biologia, genetica, elettronica, paleontologia, neurologia e tante altre discipline”. È un «tessuto» di grande complessità, non è facilmente comunicabile al grande pubblico. Ma un bravo divulgatore sa come affrontare il problema: “Il criterio adottato è quello di fornire delle «chiavi» di lettura, […] L’idea guida del nostro viaggio non è entrare nei dettagli della scienza, ma dare chiavi utili ad aprire certe porte d’accesso. Chiavi preziose per orientarsi e per continuare a chiedersi il perché delle cose».

Perché un libro come questo diventasse possibile – osserva Piero Angela nelle due pagine dell’Epilogo – bisognava aspettare che l’evoluzione darwiniana arrivasse a trasformare la materia in intelligenza: «Una immagine mi ha sempre colpito molto, quella dei meteoriti che cadono sulla Terra, lasciando una scia infuocata nell’atmosfera. Perché quelle stesse scie, oggi, le vediamo rovesciate: sono i razzi che partono verso lo spazio, portando con sé esseri umani. È la materia che pensa, che parla, che comincia a tornare nello spazio da cui è venuta. Potrebbe essere questo il senso di tutta l’evoluzione?». Siamo diventati «un pezzetto di Universo che guarda sé stesso, che ragiona, che cerca di capire le sue origini e il suo destino.»

Piero Angela non sfugge a due domande storico-filosofiche: «perché scienza e tecnologia hanno così poco rilievo nel dibattito pubblico» e «perché è importante unire cultura scientifica e cultura umanistica». La prima risposta è amara: la scienza è poco presente nel dibattito pubblico «perché la politica, e spesso anche l’informazione, tendono a concentrarsi sul presente immediato e sulle promesse che portano più voti, piuttosto che sui problemi strutturali e di lungo periodo». La seconda risposta è un manifesto culturale: «La conoscenza non ha confini, è un’unica grande impresa collettiva. Per capire davvero il mondo serve una visione d’insieme, capace di connettere mente e cuore, logica e immaginazione.». E qui si ritorna all’importanza della scuola, che non deve inseguire le nozioni ma insegnare a imparare.