"Paranormale": proposta per una nuova classificazione

  • In Articoli
  • 28-12-2001
  • di Andrea Cucca e Roberto Grassi

Introduzione


"In un indovinello sulla scacchiera
qual è l'unica parola proibita ?"
Riflettei un momento e risposi:
"La parola scacchiera"
(Jorge Luis Borges)


Il termine "paranormale" può essere inteso nel senso più stretto come "ciò che sta accanto o al di là del normale" e in una accezione più generale "... tutto ciò che, pur essendo inquadrato nella realtà non sembra rispondere alle leggi fisiche conosciute."

Su queste definizioni esiste un accordo di massima sia da parte della comunità scettica che da parte degli studiosi di parapsicologia, che sono coloro che più da vicino studiano le presunte facoltà paranormali. Nella realtà pratica quotidiana, tuttavia, si tende a dare il connotato di "paranormale" a molti fenomeni che non rientrano strettamente nelle definizioni su riportate. Ci riferiamo, in particolare, ai molteplici e multiformi campi di studio che rientrano solitamente nelle indagini scettiche più comuni, che spaziano dalla cartomanzia alla miracolistica, dalla archeologia eretica allo spiritismo, dalla telepatia alla pranoterapia.

Noi riteniamo che la "molla" invisibile che spinge inconsciamente lo scettico ad affrontare questi argomenti sia l'irrazionalità e l'illogicità di fondo che scorge (più o meno velatamente) dietro di essi. In altre parole lo "scettico" intuisce che quello che potrebbe collegare fenomeni così disparati sia un comune denominatore che va ricercato non nella fenomenologia in sé ma nella spiegazione che di questi fenomeni viene data e che non adotta i criteri di metodo razionale e logico che egli si aspetterebbe.

Questo prima interpretazione sembra essere supportata da un buon approccio logico. Sembra dunque necessario inquadrare tutti i fenomeni spiegati in maniera irrazionale in un unico ambito per poter assumere una posizione nei loro riguardi.

L'errore conseguente insorge, però, quando non ci si rende conto che l'accomunare nello stesso insieme questa varietà di argomenti in virtù della loro spiegazione irrazionale è solo il primo passo per una organizzazione sistematica degli effetti (presunti fenomeni) interpretati con una mentalità non razionale e non scientifica. La oggettiva difficoltà di classificazione dei fenomeni paranormali deriva principalmente da questo errore.

A nostro parere, invece, è necessario un ulteriore passaggio logico che, partendo dall'insieme precedentemente costituito, porti a frammentarlo per individuare nuove e idonee strutture classificative. Ad esempio, ogni scettico sente "vibrare" il suo campanello d'allarme interno alla stessa maniera quando sente parlare di cartomanzia e di telecinesi. E' evidente che la fenomenologia di questi due casi è estremamente diversa, eppure l'atteggiamento nei loro confronti è identico. In pratica lo scettico considera "paranormali" entrambi i fenomeni. Ma cosa in realtà li distingue e, di conseguenza, può portare ad una classificazione?

L'esempio appena esposto, applicabile a tutto il campo di indagine scettico a cui accennavamo all'inizio, evidenzia la difficoltà di una catalogazione dei fenomeni comunemente noti come "paranormale", difatti a tutt'oggi manca una opera classificativa completa ed esaustiva. Vedremo come nel corso degli anni sono state proposte alcune classificazioni della fenomenologia paranormale e per quali motivo riteniamo che non siano sufficienti perchè non esaustive della complessa fenomenologia irrazionale e non internamente esclusive. Con ciò intendiamo dire che ci sembra importante che un la caratteristica di un sistema classificativo sia quella di essere il più completo possibile e che le sue categorie limitino al massimo la possibilità che un singolo elemento da classificare possa appartenere contemporaneamente a due categorie. Questo problema può avvenire quando le categorie non sono rigidamente definite.

I precedenti



"Tristo quel discepolo che
non supera il maestro..."
(Leonardo da Vinci)


La classificazione della fenomenologia paranormale è stata più volte tentata nel corso dell'ultimo secolo, in particolare quando maggiormente ha preso piede la sperimentazione parapsicologica che sentiva la necessità di separare nettamente il proprio campo di indagine da "contaminazioni" concettuali legate a manifestazioni di pensiero irrazionale. Riportiamo qui solo tre esempi di come sia stata approcciata una classificazione del "mare magnum" della "paranormalità".

Massimo Polidoro tiene a rimarcare come per "paranormale" si debba intendere una ristretta cerchia di fenomeni legati a "...presunte facoltà come ESP o PK possedute da uomini o animali" ma ammette che una simile restrizione non riuscirebbe a coprire l'intero spettro di una indagine scettica quando afferma che "... comunemente però il termine paranormale è usato per indicare un insieme di pseudoscienze accomunate dalla ricerca di spiegazioni non scientifiche per presunti fenomeni inspiegabili".

Proprio qui risiede l'errore logico citato in precedenza. Si avverte cioè che la eterogeneità di ciò che viene classificato come "paranormale" possa essere ricondotto ad una matrice unitaria di irrazionalità di fondo, ma, dopo aver compiuto questa operazione necessaria, non si procede poi alla deframmentazione dei singoli "enti" che costituiscono l'insieme per dargli una adeguata collocazione all'interno di un sistema classificativo.

Questa modalità di approccio viene anche ribadita, con altri termini, anche nel libro (non scettico) di Massimo Inardi , che denuncia da un lato l'insufficienza della terminologia nel campo del paranormale (vedere oltre alla voce pseudoscienza) e dall' altro separa abbastanza precisamente il paranormale in senso stretto da altri fenomeni ad esso (erroneamente) correlati. La classificazione che compie Inardi è in base all'evidenza fenomenica distinguendo:

  • Fenomeni della parapsicologia in senso stretto
  • Fenomeni psi-cognitivi (telepatia, chiaroveggenza, psicometria, precognizione)
  • Fenomeni psi-cinetici (case infestate, fotografia paranormale)
  • Fenomeni non più appartenenti alla parapsicologia o in attesa di ulteriori verifiche
  • Fenomeni una volta considerati paranormali ora oggetto di altri campi di ricerca (ipnosi, yoga, magia, guaritori, effetti di sostanze psichedeliche o psicomimetiche, miracolistica, sonno e sogno)
  • Fenomeni una volta considerati paranormali ma che, debitamente comprovati, potrebbero rientrare nel dominio della biologia in generale e della fisiologia in particolare (incombustibilità, fakirismo, autoscopia, mummificazione, visione dermo-ottica)
  • Fenomeni senz'altro da considerare paranormali ma che necessitano di più approfondita osservazione e documentazione (levitazione, apporti ed esporti, ectoplasmie, voce diretta, xenoglossia, bilocazione, corrispondenze incrociate, psicofonia, pittura medianica, psicobolia)

Come si nota subito, il difetto di carenza terminologica denunciato da Inardi è evidente già dalla sua stessa classificazione che abbonda di circonlocuzioni per cercare di dare ordine al vasto catalogo di fenomeni in attesa di spiegazione. Inoltre, la sua classificazione non contempla tutto ciò che comunemente viene inteso come paranormale nonostante non lo sia da un punto di vista strettamente semantico (questo fatto potrebbe essere giustificato dal fatto che il libro è stato scritto una trentina di anni fa). Anche in questo caso questa classificazione non è sufficiente e adeguata ai nostri scopi.

L'ultimo tentativo di classificazione della fenomenologia "paranormale" che presentiamo è quello di Padre Andreas Resch , di Innsbruck. Egli è titolare dal 1970, presso la "Pontificia Universitas Lateranensis" (Accademia Alfonsiana - Institutum Theologiae Moralis), del corso di psicologia dell'inconscio e di un secondo corso intitolato "Introductio in scientiam phaenomenorum paronarmalium". Il programma di quest'ultimo è organizzato in otto sezioni di cui quattro sono dedicate ad una suddivisione dei fenomeni paranormali in base alla loro natura:

  • Fenomeni parafisici (levitazioni, case infestate, etc...)
  • Fenomeni parafisiologici (stimmate, incombustibilità)
  • Fenomeni parapsichici (materializzazioni, etc..)
  • Fenomeni puramente intellettuali (intuizioni, profezie, precognizioni)


Anche in questo caso sono evidenti la non esaustività e la non esclusività delle categorie proposte. A questo proposito è interessante notare come Padre Resch abbia proposto il termine di "paranormologia" per costituire una disciplina di studio collettivo di fenomeni difficilmente accomunabili fra di loro.

Il metodo classificativo ECUMENEX


"La spontaneità del nostro pensiero, tuttavia, esige che
questo molteplice sia dapprima in certo modo dominato,
raccolto e collegato, perchè si possa trarre una conoscenza.
Questo atto io lo chiamo sintesi.
Per sintesi poi, nel senso più generale, io intendo
l'atto di aggiungere l'una all'altra diverse rappresentazioni,
e di comprendere la loro molteplicità in una sola conoscenza"
(Immanuel Kant)


La debolezza degli approcci classificativi fino ad ora tentati è da riscontrare nella predilezione per una catalogazione basata sull'evidenza del fenomeno. A nostro modo di vedere, una catalogazione condotta in questo modo può comportare due tipologie di errore:


1. La perdita di alcuni oggetti della classificazione (quando un fenomeno non rientra in nessuna delle categorie proposte)

2. La possibilità di accorpare nella stessa categoria uno o più fenomeni che non rientrano esattamente nei parametri logici che la definiscono.


Questo è dovuto al fatto che basandosi sull'evidenza dei fatti (qualora essa ci sia) e, soprattutto, sulla sua interpretazione si finisce per dare dei connotati soggettivi a quella che dovrebbe essere invece una osservazione sperimentale il più oggettiva possibile necessaria per una classificazione che possa essere accettata dalla popolazione mondiale. Se lo stesso fenomeno (poiché esso non è spiegato) viene interpretato da due persone in maniera diversa, è evidente che essi produrranno due diverse classificazioni.

Per evitare questi problemi è necessaria una rigorosa distinzione fra le categorie della classificazione. Esse, in pratica, devono possedere caratteristiche che siano peculiari e che valgono in maniera esclusiva. Un fenomeno non può e non deve appartenere contemporaneamente a due categorie diverse.

Questo si può ottenere rovesciando il punto di vista con cui approcciamo la fenomenologia paranormale. In pratica, la classificazione dei fenomeni "paranormali" non va fatta sulla base del loro "effetto visibile" ma, viceversa, sulla base della loro "causa invisibile", da ricercare fra i desideri, le paure e le aspirazioni tipiche di ogni uomo. La chiave per poter classificare ogni fenomeno paranormale consiste nel voler dare una risposta alla seguente domanda:


"Se fosse possibile (inserire qui il desiderio) quali fenomeni mi fornirebbero la prova che quanto io desidero sia reale ?"


In questo senso abbiamo creato le seguenti connessioni logiche:


Categoria

"Causa invisibile"

Limite frustrante

"Effetto visibile"

Paranormale s.s.

Desiderio di avere facoltà extrasensoriali connesse con poteri mentali.

Limitatezza e ingannevolezza dei 5 sensi.

Telecinesi

Telepatia

Out of body experience

Divinazione

Desiderio di conoscenza del futuro e/o acquisizione di informazioni nascoste

Incertezza del futuro e limitatezza dei 5 sensi.

Astrologia

Cartomanzia

Profetismo

Limeologia

Desiderio di interazione con ciò che appartiene ad un mondo ultraterreno o che è situato a cavallo fra i due.

Ineluttabilità della morte.

Spiritismo

Psicofonia

Near death experience

Rebirthing

Pseudoscienza

(Medicina alternativa)

Desiderio di benessere psico-fisico ottenuto in maniera "naturale "

Incapacità di autoguarigione e eccessiva spersonalizzazione della Medicina.

Medicine alternative

Geopatologie

Pseudoparanormale

Desiderio di oltrepassare le soglie percettive dei 5 sensi esistenti.

Limitatezza dei 5 sensi.

Fakirismo

Incombustibilità

Mummificazione

Xenologia

Desiderio di entrare in contatto con forme di vita "aliene" e di entrare in possesso di forme di conoscenza o di informazioni "occultate".

Limitazioni oggettive della conoscenza storica e scientifica e della fruizione globale della informazione

UFO (ip. Extraterrestre)

Criptozoologia

Atlantide, Mu

Paranormale religioso

Desiderio della manifestazione della divinità.

Limitazioni metafisiche

Miracolistica


Tab. I Classificazione della fenomenologia paranormale. Si noti che la colonna relativa ai fenomeni è da intendersi esemplificativa e non esaustiva.


La tabella illustra il nostro tentativo di classificazione. Nella prima colonna trovano posto le 7 categorie in cui suddividiamo l'intera fenomenologia paranormale. Esse sono definite univocamente dalle "cause invisibili" che riportiamo nella seconda colonna. Le "cause invisibili" descrivono i desideri tipici dell'umanità come quello dell'immortalità o quello della predizione del futuro. Per ogni "causa invisibile" esiste un "limite frustrante" (che riportiamo nelle terza colonna) che costituisce naturalmente l'ostacolo naturale alla realizzazione del desiderio. Quando la "causa invisibile" vince il "limite frustrante" nascono tutte le premesse che possono portare ad un fenomeno paranormale.

Quello che si evince è che tutto il procedimento logico adesso accennato nasce (desiderio) e si realizza (fenomeno paranormale) nel campo della irrazionalità ed è per questo motivo che il paranormale è così vasto e refrattario ad una classificazione paranormale. Come è possibile, infatti, enumerare tutti i desideri formulati e formulabili dagli uomini ? E, naturalmente, come è possibile cercare di classificare tutti i fenomeni che essi hanno generato ?

Una cosa è certa. Coloro che maggiormente sono in cerca di un fenomeno paranormale motivano le proprie affermazioni basandosi su due assunti di base:

La convinzione che credere in qualcosa ne avalli l'esistenza. Ad esempio, credere che i fantasmi esistano è già una condizione sufficiente per la loro esistenza.

La convinzione che un procedimento irrazionale abbia la stessa validità concettuale se applicato indifferentemente al mondo empirico o al mondo non empirico. Cioè, se si dimostrasse la inesistenza dei fantasmi potrei comunque credere che esistano in un mondo immateriale.

Ci preme sottolineare che in base alla peculiarità del metodo classificativo, il singolo "fenomeno" ricade necessariamente in una ed una sola categoria. Ovviamente, ciò non esclude che un singolo soggetto possa essere testimone di fenomeni paranormali attinenti a più categorie; in questo caso, però, non è il fenomeno ad appartenere a due categorie diverse ma è il soggetto ad avere due o più desideri differenti. I "fenomeni" che egli cerca appartengono a due categorie differenti di desiderio, nonostante si riferiscano ad UNA sola persona.

Passiamo ora ad una breve descrizione delle categorie classificative, rimandando ad una trattazione più approfondita in altri articoli.

Paranormale s.s. (stricto sensu)


Nel paranormale s.s. facciamo confluire tutta quella fenomenologia legata a quello che i già citati Polidoro e Cassoli hanno definito come paranormale s.s. Cassoli, in particolare propone una adeguata bipartizione della fenomenologia paranormale s.s. così ripartita:

  • Fenomeni psi-cognitivi (Telepatia, chiaroveggenza, precognizione)
  • Fenomeni psi-cinetici (Psicocinesi)


Il vasto accordo che esiste riguardo all'inquadramento di fenomenologia ESP (extrasensorial perception) e PK (psycokinesis) nell'ambito del paranormale s.s. ci consente di non dilungarci troppo sulla categoria in questione.

Quello che è importante rimarcare in questa sede è che ciò che tiene in vita la speranza che ESP e PK siano fenomeni reali consiste nel desiderio dello stretto controllo della realtà attraverso l'attivazione di un senso diverso dai cinque conosciuti e situato nelle potenzialità del nostro cervello. Questa esplicazione dei poteri mentali sulla realtà sarebbe rilevabile attraverso la visione a distanza (chiaroveggenza), la comunicazione a distanza (telepatia), la previsione di eventi futuri (precognizione) e la possibilità di agire sulla materia senza diretto contatto con essa (psicocinesi).

Il tratto comune consiste dunque nella (inter)azione a distanza con il mondo reale, proprio perchè un parametro fortemente limitante dei nostri sensi è la distanza che abbiamo con l'oggetto della nostra interazione sensoriale.

La "causa invisibile" per questa categoria dunque, si concretizza nel tentativo di fornire una risposta alla domanda: "Se fosse possibile avere una percezione extra-sensoriale che interagisca con il mondo fisico, quale fenomenologia proverebbe la sua esistenza ?"

Con queste precisazioni aggiungiamo naturalmente alla lista dei fenomeni paranormali s.s. l'OBE. Esso infatti non richiede solamente l'esistenza di una facoltà extrasensoriale ma, per quanto attiene al puro aspetto fenomenologico, implica anche la necessità di extracorporeità e immaterialità come lo spiritismo ; c'è tuttavia una netta distinzione con esso nel non condividere strettamente la necessità di un mondo ultraterreno (vedi oltre) ed una fondamentale comunanza di fondo con ESP e PK per quanto riguarda la possibilità della scoperta di poteri mentali ignoti.

Divinazione s.l. (lato sensu)


"Specchio specchio delle mie brame,
dimmi, chi è la più bella del reame ?"
(Grimilde)

Il meccanismo che sta alla base della divinazione, e delle sue manifestazioni, è forse il più semplice da comprendere: l'incertezza del nostro futuro rappresententa una delle paure più rappresentate nella storia dell'umanità. Da sempre gli uomini hanno cercato di interpretare i segni del presente per la predizione di eventi futuri. In senso più ampio, l'estensione semantica del suffisso -manzia sta ad indicare la rivelazione di qualcosa che è ignoto attraverso l'uso di oggetti o l'interpretazione di simboli.

Il problema che sorge quando si vuole classificare la fenomenologia legata alla divinazione consiste nel fatto che in essa rientrano forme abbastanza diverse sia per i loro scopi che per il loro aspetto esteriore. Prendiamo l'esempio della rabdomanzia e della cartomanzia. L'oggetto del loro esistere risponde a due desideri formalmente diversi (locazione di vene acquifere, predizione del futuro). Entrambe però sono accomunate dalla ricerca di giungere alla conoscenza di qualcosa di ignoto MEDIANTE L'INTERAZIONE FRA IL DIVINANTE E L'OGGETTO CHE FUNGE DA MEZZO DELLA DIVINAZIONE, nel primo caso la bacchetta, nel secondo le carte.

La "causa invisibile" è dunque il tentativo di risposta alla domanda : "Se fosse possibile conoscere il futuro e/o qualcosa che è "occulto" ai nostri sensi, quali strumenti e quali fenomeni mi darebbero la prova che quanto io desidero può avere una risposta ?"

Riguardo alla pratica divinatoria è importante osservare due cose fondamentali:

  1. Non è strettamente richiesta (anche se è ovviamente consigliata)
una percezione extrasensoriale.
  1. Il responso divinatorio ricade nel dominio della verifica empirica.


In altre parole, la buona riuscita di una pratica divinatoria è facilmente verificabile anche dallo stesso fruitore dell'oracolo. Non solo, questo è l'unico modo per determinare l'attendibilità di una divinazione. Se, ad esempio, un cartomante predice che entro un mese troverò lavoro e dopo due mesi sono ancora disoccupato, sono l'unica persona che può affermare che quella divinazione era sbagliata.

In sostanza, si tratta di una disciplina che utilizza strumenti empirici per fare previsioni sul mondo empirico, ma presenta l'errore metodologico della mancata verifica della relazione di causa-effetto fra due eventi (vedi pseudoscienze).

L'astrologia, unitamente all'oroscopia, rappresenta forse il paradigma della tecnica divinatoria. Semplificando, l'astrologia si basa sul concetto che il nostro comportamento possa essere messo in relazione con la posizione degli astri e che il nostro carattere venga influenzato dalla loro posizione al momento della nascita. Il desiderio qui consiste nella possibilità di modificare e/o interpretare gli atteggiamenti altrui come derivanti da cause non dipendenti dalla nostra personalità o dall'ambiente che ci circonda e quindi in qualche modo deresponsabilizzare il nostro operato.

Il profetismo, invece, crea dei problemi classificativi in quanto risulta l'unico tipo di divinazione (intesa come previsione di eventi) che non necessita strettamente dell'interpretazione di segni o di simboli. Questo fa sì che spesso venga incorporato nei fenomeni di paranormalità s.s. (chiaroveggenza, chiaroveggenza viaggiante) con i quali condivide l'aspetto fenomenologico ma non quello della "causa scatenante" (desiderio di predizione del futuro anzichè verifica dell'esistenza della percezione extrasensoriale) che è invece il criterio adottato nel presente lavoro.

Limeologia


"E a pensarci, proprio per chi è
sul piede d'espatriare nell'aldilà,
è bello affondare lo sguardo in questo
passaggio di frontiera, di là,
e fantasticarci sopra..."
(Platone)


"Se esistesse un mondo e una relativa forma di esistenza ultraterrena quali esperienze e quali fenomeni me ne fornirebbero l'evidenza?".

Il tentativo di rispondere a questo quesito ha occupato gli uomini per secoli ed è, a nostro avviso, la "causa invisibile" della vasta e complessa (e delicata) fenomenologia attinente alla categoria che definiamo, proponendolo come neologismo, LIMEOLOGIA (dal latino limes, limite). Con esso intendiamo tutta la fenomenologia connessa con la ricerca delle esperienze sensoriali ed extrasensoriali che si spingono ai "LIMITI" della nostra esistenza terrena (pre-vita e post morte).

Il sogno umano di una esistenza ultraterrena (con tutti i concetti ad essa correlati come l'esistenza dell'anima, la transustansazione, etc...) ha generato nei secoli una vasta serie di credenze e di fenomeni ad esso satelliti. Il contatto con gli spiriti dei defunti, la psicofonia, il poltergeist, i calchi medianici sono molteplici aspetti legati da un comune denominatore: il desiderio dell'esistenza di un mondo abitato da esseri incorporei (anime o spiriti) che entrano in contatto con noi. Da un punto di vista concettualmente più ampio questa possibilità contiene in sé due aspetti fondamentali: la conferma dell'esistenza dell'anima e, più importante ancora, la possibilità di acquisire una vita eterna. Più scetticamente, il problema consiste nella impossibilità metodologica di rivelare l'interazione fra ciò che è fisico e ciò che è metafisico.

La questione è molto delicata da trattare a causa delle sue implicazioni di carattere religioso. Tuttavia, la possibilità che l'anima entri in contatto con noi, non è una condizione necessaria per provare la sua esistenza. Il problema che quasi tutte le culture religiose richiedano questa necessità nasce dal fatto che è sicuramente difficile separare in maniera netta ed assoluta la possibilità di una esistenza eterna e tuttavia slegata completamente dall'unico mondo di cui si ha esperienza.

Quello che ci preme sottolineare è che colui che crede ad una divinità e all'esistenza di un'anima può legittimamente non credere alla possibilità della comunicazione fra i due mondi (cosa che accade per molte persone). Si noti, inoltre, che il concetto di anima non è indissolubilmente legato a quello di vita dopo la morte (si pensi ad esempio alla metempsicosi) ma è necessario per cercare di giustificare l'esistenza di un mondo incorporeo e non materiale.

Queste precisazioni ci consentono di catalogare ogni fenomeno di limeologia in una categoria distinta da quella del paranormale religioso.

La casistica a riguardo ci permette di identificare due linee guida:

  • Manifestazione di spiriti nel mondo materiale (l'aldilà si muove
verso l'aldiqua)
  • Esperienze umane nel mondo ultraterreno (l'aldiqua si muove verso l'aldilà)


Le prime sono quelle a cui vanno ascritti tutti i fenomeni di spiritismo s.l., poltergeist, medianità, apporti, materializzazioni, ectoplasmi etc... In questo caso è lo spirito o una delle sue molteplici raffigurazioni (corpo etereo, fantasma) a manifestare la propria esistenza nel mondo empirico. Per ottenere questo deve servirsi necessariamente di agenti intermediari (medium) o di interazioni con il mondo fisico (apporti, calchi medianici, etc...).

Le seconde incorporano per la maggior parte i fenomeni di NDE, in cui persone in fin di vita narrano delle loro percezioni di un mondo ultraterreno, ma anche i casi di rebirthing (che cercano di avvicinarci all'anima procedendo nel verso opposto) e quelli in cui i medium affermano di poter migrare con il proprio spirito verso l'aldilà.

Pseudoscienza


"Tutto ciò che è reale è razionale,
tutto ciò che è razionale è reale."
(Hegel)


Con la definizione di pseudoscienza vengono intese tutte quelle "discipline" che in qualche modo assurgono alla dignità di una scienza alternativa, nel senso che propongono una diversa interpretazione dei fenomeni naturali.

E' importante qui distinguere bene e rimarcare le differenze fra scienza e pseudoscienza (se non ci fossero, allora anche la scienza dovrebbe rientrare nell'ambito dei fenomeni irrazionali).

La discriminante rispetto alla scienza consiste in:
  • Assenza di una precisa e rigorosa terminologia universalmente valida
  • Assenza di una metodologia di indagine scientifica

Nel primo punto vogliamo inquadrare gran parte del corpus della terminologia utilizzata nell'ambito delle pseudoscienze. In particolare, la maggior parte dei termini viene mutuata dal linguaggio tecnico scientifico, ma viene spogliata del significato rigoroso ed univoco che assume nelle discipline scientifiche. Si pensi ad esempio al concetto di energia e alle molteplici e fantasiose definizioni che di esso vengono date dagli operatori delle pseudoscienze. E' importante far osservare che non solamente le definizioni "prese in prestito" perdono il loro significato originale, ma che le loro interpretazioni variano in funzione dello scopo che la pseudoscienza vuole ottenere. Dunque, lo stesso termine (energia) potrebbe indicare due concetti diversi per due pseudoscienze diverse, e naturalmente i loro sostenitori entrano in conflitto fra di loro sul significato da attribuire alla stessa parola. Questo modus operandi non fa parte della scienza, dove esiste una preciso rapporto fra un termine e il suo significato e questo è valido in ogni parte del mondo, così come in ogni disciplina (il termine energia ha lo stesso significato per un chimico, per un fisico, per un medico, etc..).

Nel secondo punto facciamo rientrare tutti quegli errori concettuali, logici e metodologici che le pseudoscienze commettono nel tentativo di mostrare la loro patente di scientificità. Gli errori concettuali consistono ad esempio nella mancanza di connessione fra causa ed effetto di un fenomeno. Tali errori possono rientrare in uno dei sottoelencati casi:

  1. Due eventi comprovati ma non in relazione di causa-effetto.
Prendiamo l'esempio della relazione fra l'influenza delle falde sotterranee e le malattie degli abitanti di un edificio. L'esistenza delle due è sicuramente comprovate, ma non la loro relazione. E' sufficiente effettuare delle semplici controprove per verificare tutto questo. La pseudoscienza invece mette questi due aspetto in relazione di causa-effetto.
  1. Effetto e causa non comprovati. In questo caso consideriamo
il presunto effetto benefico che il tappetino di rame dovrebbe avere sul nostro corpo come schermo per le geopatologie. Questa ipotesi è molto diversa dalla precedente. In questo caso né l'una (il tappetino di rame con effetti benefici) né l'altra cosa (l'esistenza delle geopatologie) sono comprovate ma vengono comunque messe in relazione fra di loro.
  1. Effetto comprovato dipendente da una specifica causa non comprovata.
Qui si può prendere come esempio la guarigione per mezzo di medicina omeopatica o di pranoterapia. Lasciando da parte il complesso meccanismo psicologico che fa valutare allo stesso paziente se è in condizioni migliori successivamente ad un trattamento da parte delle medicine alternative, assumiamo che ci sia stata una guarigione reale e riscontrabile nel paziente. Questo non è sufficiente per affermare che essa sia dovuta al trattamenti terapico che ha subito e potrebbe non esistere una relazione fra le due.

Quest'ultimo punto è quello che maggiormente avvicina le pseudoscienze ad una corretta metodologia scientifica consistente innanzitutto nella verifica sperimentale dell'effetto per mezzo della sua riproducibilità (eventi singoli irripetibili non sono di nessun interesse) e susseguentemente con l'identificazione di una o più cause che concorrono a realizzare il fenomeno osservato.

Il problema però consiste nel fatto che la scienza ipotizza cause responsabili di un fenomeno per poterle demolire (e acquisire così una conoscenza corretta e reale della connessione fra due eventi), mentre la pseudoscienza ipotizza una causa e cerca di adattare l'evidenza delle cose a ciò che è stato ipotizzato. Cerca cioè di adattare la pratica alla teoria e non viceversa.

Da notare, che una volta identificata la probabile causa di un fenomeno il corretto sperimentatore scientifico tenterà in tutti i modi di mettere in crisi la relazione di causa-effetto appena scoperta allo scopo di verificarne la validità. Se l'esperimento dovesse dare risultati in conflitto con la relazione ipotizzata questo sarebbe sufficiente a inficiarla. Questo ragionamento presuppone la rigorosità sperimentale e metodologica propria della scienza.

Quanto detto ci è servito per distinguere la scienza dalla pseudoscienza. Il motivo per cui le pseudoscienze rientrano nel campo di indagine scettica consiste nel fatto che si identifica in esse il germe della irrazionalità applicata allo studio dei fenomeni naturali e soprattutto alla loro finalità terapeutica. Cioè, quello che dovrebbe essere oggetto di indagine puramente "scientifica" (il mondo empirico) viene analizzato per mezzo di una metodologia errata (per come abbiamo visto in precedenza) e che non produce un sapere intersoggettivo, nel senso che una (pseudo)scienza per cui sia i concetti che l'interpretazione dei fenomeni sono diversi da persona a persona (ad esempio il concetto di energia diverso in funzione della pseudoscienza) non può produrre un sapere fruibile nella maniera più univoca possibile.

La caratteristica fondamentale che accomuna tutte le pseudoscienze consiste nel loro sfondo terapeutico. La "causa invisibile" è dunque esaudire la richiesta: "E' possibile ottenere benessere fisico e spirituale per mezzo di un sapere diverso rispetto a quello scientifico-medico ?".

Per questo motivo non sono note altre pseudoscienze che non mirino al benessere fisico e intellettuale dell'uomo (non si hanno ad esempio notizie di fisica o chimica alternativa). Proprio per questo motivo esse hanno trovato una vasta diffusione. In qualche modo i fruitori di queste discipline cercano terapie alternative alla medicina tradizionale rifugiandosi nel rassicurante (ma falso) aspetto "naturale" della medicina alternativa.

A questo proposito si noti che nonostante lo scopo della scienza medica non sia in conflitto con quello della medicina "alternativa" (entrambe infatti mirano alla cura e al benessere del paziente), è profondamente diverso il metodo usato per raggiungerlo. Infatti, mentre la medicina non si fa scrupolo di utilizzare per il proprio progresso i risultati di ogni campo della scienza (e questo le dà il connotato di scienza poco "umana") le medicine alternative rimarcano ad ogni istante una loro perfetta comunione con la natura e un distacco dalla tecnologia (artificiale, ergo cattiva), tutti da dimostrare.

Pseudoparanormale


"L'uomo è un cavo teso
fra la bestia e il superuomo.
Un cavo teso al di sopra di un abisso."
(F. Nietzsche)


In questa categoria confluiscono tutti quei fenomeni che sono insoliti all'apparenza, ma perfettamente spiegabili da un punto di vista scientifico e razionale. Ad esempio fanno parte il fakirismo, il presunto magnetismo umano, la mummificazione di oggetti organici.

La "causa invisibile" sta dunque nel chiedersi: "Posso spingere in avanti il limite delle mie capacità umane?". In altre parole, in questi casi non si cerca un extra-senso ma un super-senso. La prova che spezzerebbe le catene della nostra limitatezza sarebbe la possibilità di aumentare le capacità percettive dei sensi che già possediamo e divenire dei super-uomini.

Anche questa categoria può essere ulteriormente frammentata distinguendo i casi un cui lo pseudo fenomeno paranormale avviene perché basato su capacità POSSEDUTE, e magari ignorate, da ognuno di noi (fakirismo, ipnotismo) oppure avviene semplicemente perché il fenomeno è perfettamente naturale, per quanto insolito, e per la sua attuazione non è necessaria la presenza o l'influenza umana (la mummicazione procede naturalmente senza che l'uomo intervenga).

I fenomeni che appartengono a questa categoria (non irrazionali nella loro fenomenologia ma nella loro interpretazione) sono correlabili con il desiderio di una amplificazione delle capacità umane. Evidentemente questa idea è anche alla base di ciò che abbiamo incluso nel paranormale s.s. ma la differenza sostanziale consiste, lo ribadiamo, nel fatto che la scoperta di queste ulteriori capacità non risiederebbe nella scoperta di un "sesto senso" (inteso in senso lato) ma nel potenziamento di quelli già esistenti e questo ci permette di separarle nettamente.

Xenologia


"Esistono due sole possibilità:
nell'universo siamo soli o non lo siamo.
Entrambe sono ugualmente terrificanti"
(A.C. Clarke)


Con il termine di xenologia (questo è il secondo neologismo che proponiamo) vogliamo indicare tutti quei fenomeni che sono in qualche modo connessi al nostro desiderio di entrare in contatto con qualcosa o qualcuno che è a noi "alieno".

Utilizziamo il prefisso XENO- dandogli dei connotati di "diversità" quando lo utilizziamo per indicare una diversità morfologica e di "altro" quando lo relazioniamo alla ipotetica acquisizione di conoscenze e di sapere storico legato a civiltà "ignote" o "occultate" alla maggior parte delle persone.

Non ravvisiamo cioè altre differenze, se non formali o di nomenclatura, fra la credenza nell'esistenza di una forma di vita non manifesta (Yeti, ET, sirene...) e di un sapere di cui si sono perse (o non si hanno) prove storiche della sua esistenza (Atlantide, Oannes, Elohim...).

Questi casi sono per noi riconducibili alla comune matrice del desiderio di una conoscenza eterodossa, sicuramente differenziata rispetto alla scienza e alla storia tradizionale e in qualche modo "superiore" per quanto riguarda la qualità del suo sapere (rapporto uomo natura, conoscenze tecnologiche, etc...), oltre che, ovviamente, per la quantità.

Più in dettaglio ci sembra di ravvisare un ulteriore filo conduttore, fra quelli che sembrano due elementi slegati, che connette da un lato il desiderio di un sapere dimenticato e dall'altro il desiderio di un sapere, magari esistente, ma a noi tuttora ignoto. Ciò che li differenzia è solamente la loro collocazione temporale (passata per l'uno, futura per l'altro) di fatto ininfluente per i nostri scopi.

Riteniamo opportuno a questo punto distinguere le due seguenti forme di xenologia:

  • Forme di vita
  • Forme di sapere


Nelle forme di vita rientrano chiaramente le manifestazioni legate all'avvistamento di esseri alieni alla scienza nota (criptozoologia), tipicamente forme di vita animale o, più spesso, umanoide. In base a questa classificazione hanno dunque la stessa valenza fenomenologica gli avvistamenti dello yeti (umanoide) o del mostro di Lochness (animale).

Le forme di sapere sono sicuramente più interessanti perché stimolano il desiderio di una conoscenza arcana, e quindi rivelano la possibilità di una acquisizione di un sapere superiore. Senza voler essere banali, ravvisiamo una particolare esplosione di necessità di sapienza "alternativa" legata al momento storico (fine millennio) e alla sfiducia nella storia e nella scienza ufficiali determinata dalla loro eccessiva complessità e specializzazione.

La "causa invisibile" dei (presunti) fenomeni osservati è dunque: "E' possibile che esista qualcosa che non conosciamo, e che in qualche modo ci viene occultata ? ". Naturalmente la risposta ad entrambe le domande è si, ma chiunque può facilmente intuire che non basta la potenzialità di una cosa per renderla reale. E' possibile, ad esempio, che domani un asteroide cada al centro del Mediterraneo ma ciò non basta a rendere reale questa ipotesi.

Facciamo notare, en passant, che esiste, fra le due forme di xenologia, una discriminante (non necessaria ai fini della loro diversificazione categorica) legata alla potenziale fruizione delle due "scoperte": pura curiosità la prima (mostro di Lochness), una vera e propria rivoluzione culturale e scientifica la seconda (acquisizione di nuove forme di sapere). Proprio per questo motivo gli UFO, intesi nella loro ipotesi di forme di vita extraterrestre, si collocano a cavallo fra le due forme di xenologia e dunque soddisfano entrambi i bisogni di curiosità e di rivoluzione culturale.

Potrebbe essere interessante a questo punto spendere due parole sulla celebre argomentazione del "complotto" ; ci riferiamo alla nota teoria proposta da molti degli assertori della xenologia secondo cui sia gli extraterrestri sia le civiltà dimenticate sarebbero volutamente tenute nascoste per non turbare gli equilibri mondiali e gli interessi fra le grandi potenze economiche, militari e politiche. A parte l'obiezione immediata che rendere manifeste tali scoperte non nuocerebbe affatto a tali potenze che anzi sarebbero avvantaggiate dal movimento e dal chiasso che si genererebbe attorno, ci sembra che questo argomento rientri nella tipologia del desiderio del sapere noto a pochi ma non a tutti. In altre parole si lascia intendere di essere a conoscenza di segreti di portata tale da impedirne la divulgazione, proprio per il desiderio che esista una sorta di selezione nei fruitori dell'informazione, che deve essere di dominio di pochi e solo vagamente accennata per tutti gli altri.

Paranormale religioso


Per motivi di praticità ed immediatezza, leghiamo la classificazione dei fenomeni paranormali religiosi alla religione cattolica, culturalmente a noi più familiare. Essa, per la sua struttura, meglio di altre si presta alla miracolistica, soprattutto a causa dell'ampio numero di santi da essa venerati.

Senza addentrarci nel campo minato della fede e della religiosità della singola persona, che restano sfere personali e intangibili, riuniamo nel paranormale religioso tutta l'aneddotica e la casistica riguardanti la miracolistica. E' fondamentale separare immediatamente i casi in cui:
la divinità si manifesta direttamente a noi (madonnine piangenti, apparizioni). In questo si fa rientrare anche la miracolistica legata agli atti compiuti da Gesù Cristo (come caso limite della incarnazione divina nel mondo reale)
la divinità agisce attraverso singole persone in qualche modo connesse ad una "pietas" religiosa (S.Giovanni da Copertino, Padre Pio).

In altre parole, facciamo rientrano nel campo del paranormale religioso SOLO ed ESCLUSIVAMENTE le azioni che la divinità compirebbe direttamente sul mondo reale senza utilizzare la intercessione di uomini. Questo ci permette di focalizzare la fenomenologia del paranormale religioso nel puro ambito della interazione fra divinità e fisicità (intesa come oggetti) del mondo reale, in quanto l'interazione fra divinità e persona non permetterebbe una distinzione netta fra paranormale religioso e le altre categorie (bilocazione, levitazione, taumaturgia, profetismo, stimmatismo,etc...)

In base a questa distinzione è lecito indagare sui fenomeni di paranormale religioso esclusivamente per quanto attiene allo studio della "empiricità" del fenomeno e dunque l'indagine su reliquie o oggetti miracolati (Sindone, sangue di s. Gennaro, etc...) è legittimata se condotta esclusivamente sulla irriproducilità da mano umana dell'oggetto in questione, in quanto questa ipotesi legittimerebbe quanto meno il dubbio sulla autenticità del miracolo.

Conclusioni


"Ognuno può credere a qualunque cosa
soprattutto se pronunciata da una voce
suadente e ben modulata"
(Woody Allen)

Lo scopo di questo lavoro è quello di fornire agli scettici, e nei nostri desideri anche ai non scettici, uno strumento per cercare di ordinare, e dunque meglio studiare e comprendere, tutti quei fenomeni "paranormali" che rientrano nella quotidiana indagine scettica. Ci è sembrato che ragionando in termini di "effetto visibile" e "causa invisibile", o meglio di "limite umano" e "desiderio di superare questo limite", siamo riusciti a proporre una classificazione abbastanza vasta e facilmente ampliabile. Un nuovo fenomeno assimilabile ad un antico desiderio avrebbe facilmente la sua collocazione. Un nuovo desiderio semplicemente aumenterebbe la nostra tabella di una riga.

In conclusione ci permettiamo di proporre una nuova definizione del termine "paranormale":

"Tutto cio che è NORMALE che NON ACCADA, ma che desidereremmo fortemente fosse NORMALE che ACCADESSE"