Indagine sui guaritori filippini

Testo dell'intervento di Marco Morocutti al Convegno Cicap di Reggio Emilia (novembre 2001)
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Nota: questo intervento è stato accompagnato dalla proiezione di diapositive, perciò senza di esse il testo potrà risultare leggermente meno efficace. Ho comunque cercato di adattare il discorso a quanto espresso anche tramite le immagini, in modo da mantenerne per quanto possibile il senso originale.

A ciascuno di noi può capitare di trovarsi in una situazione di particolare sofferenza a causa di un problema di salute. Potrebbe trattarsi solo di un fastidioso malessere, ma anche di una malattia più seria che non trova soluzione nelle comuni terapie. Oppure, e non lo auguro a nessuno, potrebbe essere il caso di una malattia molto grave, per la quale la scienza medica non conosce alcuna cura efficace.
Si sente talvolta parlare di singolari individui, dei quali si dice siano capaci di agire là dove i medici sono impotenti. Non usano i metodi della medicina ufficiale, ma procedono in modo completamente diverso. Di loro si racconta che siano capaci di operare a mani nude, senza strumenti chirurgici, senza alcun dolore e senza lasciare cicatrici. Al paziente resterebbe solo una lieve emozione, qualche traccia di sangue e nulla più. È difficile credervi, ma già altre persone raccontano di aver constatato il "miracolo" e ricevuto grandi benefici. Si dice che questi guaritori abbiano ricevuto un dono da Dio, che siano dei benefattori, un aiuto per chi soffre; forse sono addirittura santi. Vengono da lontano: sono i guaritori filippini.
Perché dovremmo credere ad una storia di questo tipo? O perché invece non dovremmo credervi? Dopo tutto, la scienza medica non ha certo esaurito la sua opera: resta molto da scoprire, e per tante sofferenze non si è ancora trovata una soluzione. Come si può sapere allora se queste strane tecniche di guarigione possiedono un fondamento oppure no?
Per capirlo possiamo dare uno sguardo alla storia dei guaritori filippini, e scopriremo molte cose interessanti.
Il pubblico italiano ha sentito parlare dei guaritori filippini fin dagli anni '70. In quel periodo le indagini sulla parapsicologia destavano un discreto interesse, perché si trattava in buona misura di argomenti del tutto nuovi. Diversi studiosi di fenomeni paranormali si occupavano dei guaritori, solitamente parlandone a favore, e ciò avveniva sia sulla stampa specializzata che in occasioni pubbliche diverse. Questi guaritori erano famosi al punto che alcune organizzazioni avevano pensato di allestire appositi viaggi, con lo scopo di condurre nelle Filippine i pazienti che desideravano ricorrere a questo genere di cure. Erano i famosi "viaggi della speranza", così detti perché il più delle volte chi vi partecipava era affetto da malattie molto gravi, conto le quali la scienza medica non poteva nulla. Purtroppo i malati tornavano a casa portando con sé solo l'illusione di una prossima guarigione, mentre invece le malattie compivano implacabilmente il loro infausto decorso. La certezza era una sola: il profitto di chi organizzava i viaggi, oltre che ovviamente quello dei guaritori stessi.
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Alex Orbito
Naturalmente, come spesso accade, la stampa finiva per ricercare prima di tutto la notizia, senza farsi molti scrupoli riguardo alla veridicità di ciò che veniva raccontato al pubblico. Già allora una delle rare voci critiche era quella di Piero Angela, il quale nella famosissima serie televisiva Viaggio nel mondo del paranormale aveva mostrato una cosa sorprendente: i guaritori filippini non avevano nessun potere particolare, ma simulavano le loro "operazioni" utilizzando dei trucchi! Negli stati uniti le autorità sanitarie avevano scoperto diversi casi di truffe, in cui ingenui pazienti si sottoponevano a semplici giochi di destrezza praticati da sedicenti guaritori. Queste pratiche venivano però spacciate per operazioni chirurgiche "spirituali". In questi falsi interventi i guaritori davano l'impressione che le loro mani penetrassero nella carne dei soggetti senza usare strumenti chirurgici, provocando comunque una fuoriuscita di sangue e riuscendo infine a rimuovere i "tessuti malati". Al termine dell'operazione, sulla pelle non restava nessun taglio. Insomma: un vero miracolo, se non fosse che analizzando campioni di sangue e di "tumori" si è trovato che si trattava solo di sangue ed interiora di animali, solitamente di pollo.
Vi sono anche documenti storici che attestano come queste pratiche fossero conosciute già diverso tempo addietro. In un articolo di Harvey Martin, pubblicato anche in italiano sulla rivista Nexus n. 27 (1999), si trovano riferimenti all'uso "terapeutico" dei giochi di destrezza manuale, narrati in questo caso in tasti manoscritti che risalivano al sedicesimo secolo. Nell'articolo si legge:
"Nel 1565 un prete/esploratore spagnolo, Pedro Chirino, fece i primi accenni all'uso terapeutico della destrezza manuale nelle Filippine. Scriveva Chirino: "Egli (lo stregone) collocò un'estremità del legno di bambù vuoto sopra la parte ammalata, mentre attraverso l'altra estremità succhiò via l'aria; poi, lasciò cadere alcuni sassolini dalla propria bocca, fingendo che fossero stati estratti dal punto afflitto." Chirino proseguiva: "In tempi di malattia, questi uomini davano il meglio di sé, perché in tempi di malattia loro (i pazienti) erano pronti a venerare chiunque potesse dare (loro una cura) o almeno promettere di ottenere una cura per loro." "
L'articolo prosegue narrando che, nel 1588, anche un esploratore inglese di nome Cavendish raccontava:
"I sacerdoti di queste tribù erano conosciuti come Catalona nel nord, e Babailan nel Visayas. Erano gli stregoni o uomini medicina, e la loro magia di guarigione era quanto mai grossolana, consistendo generalmente nell'estrazione immaginaria di sassolini, foglie e pezzi di canna dalle parti doloranti."
Senza dover necessariamente risalire a difficili fonti storiche, se qualche giornalista avesse voluto approfondire l'argomento avrebbe potuto consultare il museo di Etnomedicina presso l'Istituto di Antropologia fisica di Genova. Là sono custoditi diversi documenti a cura dal prof. Antonio Scarpa, che fin dal 1971 illustrano le "operazioni" dei filippini senza assolutamente nascondere la natura illusoria di tali pratiche. Viene citata anche una curiosa "trasfusione di sangue", che si eseguirebbe semplicemente agganciando un dito della mano del donatore con quello della mano del ricevente, ponendoli però entrambi sotto una Bibbia capovolta. Sempre in quegli anni Scarpa tenne anche conferenze presso l'Istituto di Medicina Legale, illustrando per la prima volta in Italia le famose operazioni dei guaritori filippini e denunciandone chiaramente la natura fraudolenta.
Tornando alla trasmissione di Angela, in quell'occasione il famoso prestigiatore James Randi aveva mostrato al pubblico alcuni metodi per eseguire false operazioni, con tanto di fuoriuscita di "sangue" e rimozione di "tessuti malati". Nello stesso periodo, anche il nostro Silvan si era pronunciato pubblicamente per denunciare quelli che apparivano come ignobili raggiri, eseguendo anch'egli una clamorosa "operazione" davanti alla TV. Si trattava di una trasmissione del 1977 condotta da Arrigo Petacco (TV7), seguita da 17 milioni di persone, in cui Silvan "operò" in perfetto stile filippino l'attore Giancarlo Sbragia. Silvan era ancora più bravo dei filippini, perché agiva a mani nude, ma sempre dichiarando che si trattava di un trucco. Anch'egli era intervenuto nella famosa inchiesta di Angela, spiegando chiaramente come i guaritori effettuavano le loro manipolazioni (neppure tanto sofisticate) e commentando passo dopo passo i filmati delle "operazioni" dei filippini, mostrando al pubblico dove si nascondeva il trucco.
In Viaggio nel mondo del paranormale venivano anche mostrate alcune persone di ritorno da un viaggio nelle filippine. Non so dire se ciò che si è visto facesse più ridere o piangere: c'era, ad esempio, una persona anziana priva della vista, che raccontava - in preda ad evidente emozione - che davanti al guaritore aveva potuto dopo tanto tempo rivedere nuovamente la sua faccia. Quest'uomo diceva che ora ci vedeva molto meglio; per di più il guaritore gli aveva assicurato che nei prossimi mesi la vista sarebbe tornata normale. Nel frattempo, il giornalista che lo intervistava agitava il microfono tenendolo a brevissima distanza dal viso, proprio davanti agli occhi, senza che il pover'uomo se ne accorgesse minimamente. Evidentemente, e nonostante il guaritore, il poveretto era completamente cieco.
Ritengo che la trasmissione di Angela e le dimostrazioni di Silvan, riprese poi da diversi giornali, abbiano contribuito a porre fine a questo vergognoso scandalo. In effetti, negli anni successivi, dei guaritori filippini non si è praticamente più sentito parlare.
Ma veniamo dunque ad oggi. In Italia operano ancora guaritori filippini? Se me l'avessero chiesto in occasione dell'ultimo convegno avrei detto di no; tuttavia qualche tempo fa ho ricevuto la telefonata di una ragazza, che chiameremo C.L., la quale era stata proprio da un guaritore filippino in occasione di una sua visita periodica nel nostro paese. Fortunatamente C.L. non aveva nessun problema grave; si era recata dal guaritore a causa di malesseri lievi, assieme all'amico M.M., dopo che alcuni amici di famiglia le avevano parlato del guaritore. La storia restava però comunque molto interessante, perché si trattava di una buona occasione per scoprire qualcosa di cui pochi sono a conoscenza.
Come mai C.L. aveva deciso di raccontare la sua storia al Cicap? Prima di tutto, lei e M.M. erano stati dal guaritore dopo che un conoscente, affetto da un male incurabile, vi si era anch'egli recato nella speranza di ottenere una guarigione. La famiglia del malato racconta che dopo la cura il male era regredito, ed il medico curante aveva a sua volta constatato che era in atto una inspiegabile guarigione. Sempre secondo la famiglia, però, stranamente questa persona non aveva accettato la sua ritrovata condizione di salute , chiudendosi in sé stesso e rifiutando persino il cibo. Da lì a poco tempo, il malato miracolosamente "guarito" era purtroppo morto.
Dopo l'incontro col guaritore neppure i due ragazzi avevano ottenuto alcun miglioramento, e questo li aveva insospettiti. Nonostante C.L. avesse pagato 450.000 lire per la "terapia" (durata complessiva: meno di tre minuti), parlandone poi con amici ha scoperto che tutta la storia dei guaritori filippini era ben nota da diverso tempo. Qualche ricerca in Internet aveva poi svelato in breve tempo i retroscena che già conosciamo, perciò restava una sola cosa da fare: telefonare al Cicap e raccontare l'intera vicenda.
Veniamo così a sapere che il guaritore che opera dalle nostre parti ha nome Alex Orbito, (più precisamente: reverendo Alex Orbito) e che gli incontri vengono organizzati in un confortevole centro congressi di San Marino. Orbito è molto noto nelle filippine: possiede infatti un "centro di guarigione" che si chiama La piramide dell'Asia. Stando al depliant distribuito dall'organizzazione, in realtà più che in un ospedale sembra di trovarsi in un villaggio vacanze. Gli ospiti appaiono sereni e sorridenti: evidentemente i malati gravi non erano presenti al momento degli scatti. Nel villaggio sono previste sistemazioni in bungalow con bagno, una sala per meditazioni e conferenze, una piscina olimpionica ed escursioni turistiche in allegri e coloratissimi pullman.
Secondo Orbito, i poteri terapeutici della magica piramide sarebbero dovuti al fatto che essa è "armonizzata per creare il corretto livello di energia curativa". La struttura sarebbe "...attivata per catturare il flusso dell'energia cosmica. Il risultato è una perfetta armonizzazione di onde elettriche e magnetiche dentro la Piramide". E ancora: "Il visitatore dovrebbe stare fra i 9 e gli 11 minuti al suo interno per meditare e ribilanciarsi, bevendo al termine l'acqua energizzata del suo pozzo centrale."
In questo luogo avvengono sedute di guarigione collettive, anche alla presenza di altri "specialisti" in diverse patologie. Apprendiamo con raccapriccio che nel Secondo festival e seminario internazionale sulla guarigione, svoltosi in aprile ed in agosto del 2000, i partecipanti hanno potuto sperimentare: "la Chirurgia Psichica, la Guarigione Magnetica, l'estrazione dei denti(!), la terapia dell'olio bollente(!!), letture personali spirituali, guarigioni con i cristalli, applicazione dell'energia pranica, aggiustamenti della struttura ossea e consultazioni psichiche." Al termine dei corsi i partecipanti hanno ricevuto appositi certificati, consegnati in una cerimonia avvenuta in abiti bianchi, seguita da una successiva "cerimonia del fuoco" e da una "cena con danze".
Leggendo il depliant si scopre che l'agenzia che organizza i viaggi si chiama Orbit Tours and Travel Agency. Il nome non suggerisce nulla? Questa agenzia ha recapiti nelle Filippine, in America ed in Europa; secondo una inchiesta del giornalista Pietro Scozzari, pubblicata sul settimanale Diario n. 46 (novembre 2000), l'agenzia viaggi appartiene proprio ad Orbito, che per completare il servizio possiede inoltre una agenzia fotografica. Sempre Scozzari riporta come Orbito stesso descrive le proprie guarigioni:
"Mi concentro a fondo e prego Dio affinché mi trasformi in uno strumento del Suo potere taumaturgico. Quindi pronuncio una potente parola segreta che mi fu trasmessa dal mio maestro o spirito guida e, all'improvviso, vengo trasformato in un altro essere, in un uomo santo il cui unico pensiero è l'amore, la pietà e la compassione nei confronti del malato. Da quel momento non mi vedo più come Alex Orbito, ma come un semplice canale dell'energia risanatrice di Dio. Mentre lo spirito discende su di me un'insolita sensazione di freddo mi pervade, poi vengo completamente dominato dallo Spirito Santo che mi dà fiducia e la totale assicurazione che ogni mio movimento viene da Lui." Nell'articolo vi sono anche molti altri interessanti dettagli, che tuttavia qui non riporteremo.
Come opera Orbito in Italia? Dopo avere raccolto la testimonianza di C.L. e M.M., mi sono recato nel luogo ove opera il guaritore. Come dicevo, gli incontri avvengono in realtà nel territorio di San Marino, anche se preferisco non citare il luogo per non fare inutile pubblicità a questa organizzazione. Risulta normale che ai meeting partecipino un centinaio di persone, e talvolta anche di più. Secondo il proprietario di un bar che si trova nei paraggi, il quale talvolta serve i pasti ai convenuti, si sono visti incontri anche con più di duecento partecipanti per volta. Sapendo quanto può costare un trattamento si capisce facilmente quale fonte di guadagno rappresenti tutto ciò. Mi riferisco naturalmente al guaritore, non al barista.
Nella mia visita ho visto persone malate e speranzose aggirarsi nella sala, parlando a bassa voce e quasi con riverenza, perché nella stanza accanto c'era chi operava miracoli. Ho visto gli organizzatori degli incontri, dei quali non faccio nome per non regalare pubblicità, rassicurare i pazienti e fornire spiegazioni su misteriose "energie", "vibrazioni", "livelli di consapevolezza" ed altre simili vaghe affermazioni, propagandando libri incredibili che osannano la "guarigione spirituale" e smerciando buste di magico "tè energizzato". Quando la mia testimone si è recata dal guaritore, fra i pazienti c'era anche una ragazza in barella dall'aspetto cadaverico, probabilmente una malata terminale, accompagnata più volte dentro e fuori dalla stanza dei prodigi. Infine è stata portata via dai barellieri, seguendo il suo triste destino.
Riguardo a me, non mi è stato purtroppo possibile vedere direttamente Orbito, dato che ero lì senza alcuna prenotazione e naturalmente non ero in lista per essere operato. Tuttavia, gli aspetti interessanti non sono mancati affatto. Ad esempio, anche i viaggi della speranza nelle Filippine esistono ancora. Nel materiale che viene distribuito si trovano tutte le informazioni: il costo va dai 1450 ai 1750 dollari, senza i supplementi, e senza includere il viaggio aereo (costo indicativo: 600 dollari).
Chi organizza gli incontri? Nella sala non si trova nessun riferimento preciso a persone dotate di un nome e un cognome. Da quel che ho potuto capire, la pubblicità riguardo al guaritore ed alle sue visite in Italia avviene tramite un passaparola fra conoscenti. L'unico riferimento alle persone da contattare per le prenotazioni è costituito da un elenco di numeri di telefono cellulare, senza però che compaia alcun indirizzo.
Mentre tutto questo avveniva, sul banco della reception e sotto lo sguardo di sorridenti impiegate faceva mostra di sé un'opera a fascicoli di Piero Angela, in cui si parlava proprio dei guaritori filippini. Il fascicolo lì presente era stato però disposto in un modo ben studiato: si potevano vedere il titolo, la fotografia di Angela e le immagini dei guaritori, ma non si poteva leggere il testo. Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, quel testo è fortemente critico su tutta la vicenda. Ma presentando la pubblicazione in quel modo appariva addirittura come se la scienza fosse favorevole ai guaritori filippini!
Non soddisfatto di tutto ciò, ho acquistato anch'io uno dei (deliranti) libri in vendita, trovandovi l'indirizzo di un sedicente "istituto di ricerca" dove l'autore eserciterebbe le sue molteplici attività, tutte volte al raggiungimento della salute e del benessere materiale e spirituale. Il luogo indicato non è troppo distante dalla mia abitazione: si trattava di un località in provincia di Bergamo. Mi allora sono recato direttamente sul posto, ed ho constatato che l'indirizzo fornito è falso: non solo non esiste nessun istituto di ricerca, ma l'autore non ha alcun recapito in quel luogo! A quell'indirizzo vive una anziana signora, la quale mi ha raccontato di essere stufa di rispondere a gente che viene anche da lontano per cercare questo personaggio, che peraltro lei non conosce affatto, e che le sta creando non pochi problemi.
Una vicenda, insomma, a metà strada fra il comico ed il tragico. La mia unica possibilità di intervenire è stata quella di raccogliere tutto il materiale per denunciare ciò che ho scoperto. In più, in occasione di una conferenza ho eseguito io stesso di fronte al pubblico una falsa operazione chirurgica "alla filippina", spiegando naturalmente che si trattava solo di un trucco per mostrare come fosse possibile simulare un "miracolo".
Considerato quello che accade dalle nostre parti, penso che sarebbe opportuno se le autorità giudiziarie volessero dare un'occhiata da vicino, per verificare se per caso non vi sia qualche illecito. Da parte mia sono pronto a fornire tutte le informazioni di cui dispongo, nella speranza che questo possa evitare di far cadere nella trappola persone che avrebbero invece bisogno di ben altro aiuto. Lo stesso vale per quanto riguarda le organizzazioni mediche: non sarebbe forse opportuno che gli Ordini dei medici prendessero una posizione ufficiale e decisa su queste vicende? Forse molti medici non sono neppure al corrente dell'esistenza dei fatti legati ai guaritori filippini. Perché allora non redigere un documento informativo e farlo circolare fra gli iscritti? Non ci dovrebbero essere ostacoli di sorta riguardo a questo: voglio sperare che nessun medico tragga qualsiasi forma di giovamento dalle guarigioni "spirituali" dei filippini. Lasciare che i pazienti si servano di queste "terapie" non è forse contro la deontologia professionale? Per non parlare poi della possibilità, tutt'altro che remota, che alcuni interrompano le normali cure per rivolgersi agli illusori trattamenti dei guaritori filippini. Su tutto questo vorrei davvero sentire il parere di qualche medico. Ancora una volta, sono disponibile per fornire tutte le informazioni utili allo scopo.
Voglio concludere con una precisazione riguardo alla posizione del Cicap su queste vicende. Riprodurre un fenomeno con un trucco non significa affatto negare che quel fenomeno esista, né sostenere che si tratta sempre e solo di trucchi. Significa però che, proprio per cautelarsi contro le frodi, si devono mettere in atto tutti i possibili controlli per assicurarsi che nessuno faccia uso di manipolazioni, volontarie o involontarie che siano. Solo operando in questo modo si potranno identificare eventuali fenomeni genuini, e contemporaneamente perseguire con severità i truffatori ed i ciarlatani.
Marco Morocutti
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