Il fallimento dei veggenti detective

Lo scorso primo aprile le cronache hanno messo fine alla speranza di trovare in vita il piccolo Tommaso Onofri, rapito dalla sua abitazione di Casalbaroncolo, vicino a Parma.*** Anche questa volta, a condurre gli inquirenti fino ai principali indiziati non è stata la rivelazione di chi vanta un filo diretto con l'Aldilà, ma una ben più terrena impronta digitale lasciata per errore su un nastro adesivo. Ha avuto maggior efficacia seguire i metodi della criminalistica, piuttosto che inseguire improbabili facoltà occulte.

Ad ogni modo, nel momento in cui scriviamo, la vicenda non è completamente chiara in tutti i suoi aspetti: qualche aspetto è tuttora da chiarire, anche se i veggenti hanno perso interesse per il caso. Sarà perché il corpo del povero Tommaso è già stato ritrovato ed è venuta meno la cassa di risonanza mediatica. Ma soprattutto, forse perché ora si indaga su aspetti secondari, come la ricerca del movente e delle complicità, dove le variabili sono tante e poche le possibilità di indovinare qualcosa per caso. Decisamente un cattivo terreno per i veggenti, che infatti si sono silenziosamente fatti da parte.

Con il Paese in ansia per la sorte di Tommaso, è quasi sorprendente che solo due sensitivi si siano messi in luce azzardando qualche previsione. Il primo a fallire è un personaggio nuovo, finora sconosciuto al pubblico e agli addetti ai lavori. Costantina Comotari "sente" che il bimbo è stato ucciso e gettato nel fiume Magra, ma finisce invece per fare una magra figura agli occhi del pubblico. I Carabinieri setacciano un tratto del corso d'acqua, pare addirittura in collegamento telefonico con la veggente, a sua volta in collegamento con l'Aldilà, ma nella zona indicata non c'è nulla. Per fortuna nessuno ha avuto il cattivo gusto di attribuire un successo a posteriori alla Comotari, che qualcosa aveva indovinato: la sorte toccata al bimbo rapito. E per fortuna il corpo non è stato ritrovato accanto a qualche ruscello, altrimenti c'è da scommettere che qualcuno avrebbe voluto vedere un nesso fra la (errata) veggenza e la presenza dell'acqua.

Il secondo fallimento è di Mariarosa Busi, ben più nota della collega, ma anche più ottimista: è certa che il bimbo sia vivo. Come fa a saperlo? Un'altra anima, con cui è convinta di avere una discreta confidenza (la povera Chiara Bariffi annegata nel lago di Como) l'ha informata di non vedere Tommaso nel regno delle ombre, perciò - deduce la Busi - se non si trova nell'Aldilà vuol dire che è ancora vivo. Deduzione apparentemente ineccepibile, ma tragicamente sbagliata. Se i fatti le avessero dato ragione, oltre a quelle dei media si sarebbe guadagnata le simpatie di chissà quante persone sofferenti per un parente scomparso. Un atteggiamento perfettamente comprensibile: in una tale sfortunata evenienza, chi non affiderebbe le proprie speranze ad una medium ottimista, che ha già "dato prova" delle proprie capacità in un caso di così grande risonanza? Nessuno può cambiare il passato e la sorte di Tommaso Onofri.

Per il futuro, c'è da augurarsi che alla prossima occasione (perché, possiamo esserne certi, ci sarà una prossima occasione) si abbia qualche prudenza prima di contribuire alla fama di personaggi poco utili sia alle indagini che alle famiglie coinvolte. La storia lo insegna: neppure i veggenti sanno evitare le tragedie.

Marco Morocutti

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