Editoriale

Dedichiamo la copertina di questo numero al tema dell’inganno e delle strategie che possono aiutare a riconoscere se la persona che abbiamo di fronte sta dicendo la verità oppure cerca di prendersi gioco di noi. Al di là dell’interesse per un tema che ci riguarda anche nella vita quotidiana, credo che gli articoli di Nicola Palena e Massimo Polidoro aiutino a fare chiarezza su due questioni generali.

La prima è che non esistono indicatori universali dell’inganno: persone diverse possono mostrare indizi diversi, e la stessa persona può mostrare indizi di menzogna diversi a seconda del contesto. Sono quindi da evitare quei corsi e quei testi, che pure non mancano, i quali alimentano l’illusione che dall’osservazione di alcuni semplici comportamenti sia possibile identificare con certezza chi sta mentendo.

La seconda questione è che più si diffonde la conoscenza su quali sono gli indizi che meritano di essere osservati, più chi vuole ingannarci si sforzerà di non esibirli. Se mettiamo insieme questi due aspetti, possiamo renderci conto della natura storica e culturale del comportamento umano, che si modifica a seconda dei contesti e che cambia nel tempo anche per reazione al diffondersi della conoscenza su quel comportamento. In maniera un po’ paradossale potremmo dire che lo studio del fenomeno lo trasforma, così che le conoscenze che pensavamo di avere tendono ad essere superate.

L’importanza della divulgazione psicologica emerge anche nell’articolo di Ilaria Taglialatela Scafati e Sergio Della Sala, che si occupa tra l’altro del fenomeno della percezione subliminale. In questo caso parliamo della divulgazione di una pseudoscienza della percezione, cioè del racconto di un falso studio che avrebbe dimostrato il potere dei messaggi subliminali nel convincere gli spettatori di un cinema a consumare più pop-corn e Coca Cola. Nonostante lo studio sia poi stato smentito, la credenza nel potere della persuasione subliminale è tutt’ora molto forte. Nella comunità scientifica, invece, come spiega l’articolo, il dibattito è tra chi ritiene possibile lo studio della consapevolezza e chi pensa che l'argomento non sia indagabile secondo il metodo scientifico.

Buona lettura!