Lo spirito che scrive

Resoconto di una seduta spiritica a Genova

Da diverso tempo ho frequenti contatti con il noto cultore di paranormale e medianità Alfredo Ferraro, autore di diversi libri sull’argomento. Nonostante le diverse posizioni su cui ci troviamo, tra noi è nato un rapporto di amicizia e serena collaborazione.

Qualche tempo fa Alfredo mi telefona per comunicarmi di aver conosciuto un tizio in grado di realizzare un curioso fenomeno, apparentemente paranormale. Fissiamo un incontro e la sera del 26 novembre dello scorso anno mi reco a casa sua per assistere al fenomeno. Oltre ad Alfredo e la sua signora sono presenti altri tre ospiti e la "medium" Anna (pseudonimo) con la quale Alfredo conduce da qualche tempo sedute medianiche (ad alcune delle quali anch’io ho partecipato e di cui riferirò in un successivo intervento). Tutti i presenti, tranne il sottoscritto, sono fermamente convinti dell’esistenza del paranormale e della medianità.

Verso le 10 e un quarto arriva il soggetto che tutti aspettavamo. Si chiama Lino, ha 33 anni, di professione fa la guardia giurata, e arriva in compagnia della sua fidanzata. Lino racconta che anni addietro un suo amico indiano (ma di religione cattolica) gli ha insegnato uno straordinario rito che tutti siamo ansiosi di vedere.

Lino invita qualcuno dei presenti a scrivere una domanda su un foglio di carta. Prima del suo arrivo i presenti mi avevano gentilmente invitato a porre la prima domanda, in qualità di scettico. Avendo cura che né Lino né la fidanzata vedano la mia domanda scrivo: "QUAL E’ LA RADICE CUBICA DI VENTISETTE?". Su suggerimento di Lino aggiungo la firma (altrimenti l’esperimento non riesce!) e piego il foglio in più parti. Lino mi fa sedere accanto a lui, prende il foglio piegato lo incendia e lo pone in un posacenere. A questo punto pone le mani vicino alla fiamma e bisbiglia qualche cosa poco comprensibile. Poi mi fa porre le mani sul tavolo e mette le sue sulle mie. Inoltre mi invita a concentrarmi. Quando il foglio è interamente bruciato prende un po’ di cenere e con questa mi segna le mani e la fronte. Infine mi invita a compiere il segno della croce. Sto al gioco. A questo punto prende la cenere e se la cosparge sull’avambraccio sinistro. Poi prende la mia mano sinistra e comincia a strofinarla sulla cenere posta sul suo avambraccio. In tal modo, secondo le sue aspettative, sulla sua pelle dovrebbe apparire la risposta medianica alla domanda da me posta. Dopo aver spolverato via la cenere in eccesso dall’avambraccio, osserviamo tutti il risultato. Non c’è assolutamente nulla. Grande delusione tra tutti i presenti.

Ci si comincia a chiedere come mai l’esperimento non sia riuscito. Lino, rivolto a me, dice: «Forse non ti sei concentrato abbastanza e forse il fatto che tu sia scettico ha disturbato il fenomeno». Decide di ripetere l’esperimento. Nel frattempo va in bagno (da solo) per lavarsi il braccio sporco di cenere.

La seconda domanda viene posta da uno degli ospiti, di nazionalità tedesca. Scrive, in tedesco: "QUAL E’ LA CAPITALE DELLA GERMANIA?". Lino ripete tutto il rito. Alla fine non compare nuovamente nulla. A questo punto Lino vuole sapere quali erano state le domande. Glielo diciamo. Grande disappunto da parte sua. Ci redarguisce dicendo: «Ma voi conoscevate già le risposte. Gli spiriti non si scomodano per cose così banali». E poi continua (appoggiato in questo dalla medium): «Occorre fare domande di cui non si conosce la risposta. Inoltre le domande devono riguardare la vostra vita personale. Ad esempio dovreste chiedere qualche cosa che riguarda il vostro futuro». Lino decide di fare ancora una prova (sarà l’ultima perché poi si sentirà esausto a causa dell’enorme perdita di energia che subisce ogni volta). Va nuovamente in bagno, indisturbato, per lavarsi.

La terza domanda la pone un altro ospite di nome Sandro (particolarmente credente nella medianità). Sandro scrive: "VERRO’ PROMOSSO SUL LAVORO?". Lino ripete il rito e, alla fine, sull’epidermide del suo avambraccio compare la scritta (ben visibile): "XCVIII".

Immediatamente si diffonde una grande eccitazione tra i presenti. Gli spiriti, non solo hanno risposto affermativamente alla domanda di Sandro, ma addirittura hanno indicato la data della sua promozione: il 1998. Sandro è visivamente compiaciuto per aver saputo che l’anno prossimo avanzerà di carriera. Qualcuno fa notare: "E’ strano che la data sia stata scritta in numeri romani". Lino si rivolge a Sandro per sapere se, per caso ha qualche rapporto con Roma. Al che Sandro risponde, con il suo abituale accento caratteristico, "Io sono di Roma". A questo punto l’euforia dei presenti viene ancor più esaltata "E’ incredibile Lino è la prima volta che vede Sandro: non poteva assolutamente sapere che fosse di Roma! Questo dimostra, al di là di ogni dubbio, l’autenticità del fenomeno". (Tutti mi guardano con aria soddisfatta dando l’impressione di pensare "Hai visto, infedele, che il paranormale esiste?").

Non infierisco più di tanto. Mi limito a dire a Lino che sarebbe interessante scoprire in che modo la scritta si forma. Chiedo se per caso ha mai provato a lavarsi il braccio, oltre che con acqua e sapone, anche con qualche solvente (per fargli capire che sospetto il trucco). Mi risponde di aver provato con l’alcol. Visto che aveva già stabilito che non avrebbe ripetuto l’esperimento, non gli dico che nella tasca della giacca avevo (…casualmente) un boccettino di acetone e uno di trielina. D’altra parte non valeva neppure la pena perdere dell’altro tempo. I caratteri della scritta "medianica" apparivano, con tutta evidenza, tracciati col dito, spalmando sicuramente qualche sostanza adesiva, per esempio del succo di limone (erano ben evidenti le sbavature caratteristiche).

Sono rimasto piuttosto impressionato dal fatto che in nessuno dei presenti sia sorto il minimo dubbio e che nessuno abbia sollevato alcuna critica. Nessuno si è reso conto che Lino ha palesemente pilotato la terza domanda e nessuno ha notato l’inequivocabile accento romanesco di Sandro che ha, evidentemente, suggerito a Lino la "trovata" dei numeri romani. Inoltre, tutti i presenti ritenevano perfettamente normale che Lino andasse a lavarsi da solo. Infine, come da manuale, qualcuno dei presenti ha commentato: "Se si trattasse di un trucco, l’esperimento sarebbe riuscito anche nei primi due tentativi. Non c’è dubbio che sia autentico".

Lascio gli allegri creduloni un tantino depresso. Di fronte a un tale desiderio di credere neanche l’opera di mille CICAP sarebbe sufficiente. Ma, tutto sommato, come diceva Piero Angela a proposito della sua trasmissione sulla parapsicologia, noi ci rivolgiamo a chi vuole capire, non a chi vuole credere.

PS.: alla fine della serata la "medium" Anna, rivolta a Lino, afferma: "Sento che questa volta non ti capiterà di sentirsi esausto". Alcuni giorni dopo, tramite Alfredo Ferraro, vengo a sapere che Lino ha comunicato che la profezia di Anna si è avverata. Naturalmente.