Migliaia di fedeli a Kiev per il grande suicidio

Kiev. La fine del mondo era stata annunciata per il 14 novembre 1993, e gli adepti alla setta della Fratellanza Bianca avevano pensato bene di suicidarsi in massa per poter poi risorgere il terzo giorno e godere vita eterna. È dovuta intervenire la polizia per impedire un'altra Waco. A suggerire il folle gesto è stato Yurij Krivonogov, invasato guru della setta, guaritore ed ex ricercatore di un istituto segreto del Kgb dove, stando a quanto riporta la Rossiskaja Gazeeta, si manipolavano i cervelli. Krivonogov, in realtà, si era riservato la parte del Giovanni Battista, il Messia era Marina Zvigun, una giovane plagiata dal guru. Adesso in sessanta sono finiti in galera; tra loro, Krivonogov deve rispondere di violenze di massa e sequestro di persona. Pare, infatti, che i "comandamenti" della setta fossero implacabili: gli adepti (alcune migliaia di persone) dovevano abbandonare la famiglia, gli studi, il lavoro, disfarsi di ogni bene patrimoniale (e consegnarlo a Jurij), rinunciare a tutte le comodità, seguire una rigida dieta vegeta-nana, pregare da mattina a serra.