Chimica

La chimica è la scienza che studia la composizione e le proprietà dei corpi semplici e composti, i loro fenomeni di trasformazione e di combinazione e le leggi che li regolano.
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Le radici storiche della chimica affondano per un verso nelle arti come la metallurgia, la fabbricazione delle bevande alcoliche, la concia e la tintura dalle quali si trasse una comprensione di tipo empirico circa il comportamento della materia, per l'altro verso nella speculazione dei filosofi, che già nella Grecia antica si impegnavano su questioni concernenti la natura fondamentale della materia.
Le idee degli antichi filosofi greci come Anassimandro (sesto secolo a.C.) ed Empedocle (quinto secolo a.C.) trovarono la loro espressione più durevole negli scritti e negli insegnamenti di Platone (427-347 a.C.) e di Aristotele (384-322 a.C.). I filosofi della Grecia antica ritenevano che la natura intera fosse composta di quattro elementi. Il fuoco, la terra, l'aria e l'acqua; un'idea che spiega logicamente numerose osservazioni. Per esempio un ciocco ancora verde può bruciare, producendo fumo (aria) e fiamma (fuoco), lasciandosi indietro ceneri (terra) e, magari, lasciando intravedere un barlume di linfa (acqua).
Questi concetti, al pari della logica che li sottendevano, rimasero vivi per oltre 1000 anni, influenzando il pensiero attraverso tutto il medioevo, ma a quest'epoca l'elenco degli elementi e delle proprietà a essi associate si era allungato. Mantenendosi dentro tale schema logico gli alchimisti si sforzarono di tramutare in oro i metalli comuni, un tentativo fondato sull'idea che, per evolvere in oro, bastava che tali metalli acquistassero la proprietà o qualità essenziale della "nobiltà". Fu comunque, proprio durante questi futili tentativi che gli alchimisti scopersero nuove sostanze chimiche ed elaborarono nuove maniere di manipolarle.
Una delle fasi decisive che caratterizzarono la transizione dall'alchimia alla chimica si verificò quando Robert Boyle (1627-1691) pubblicò, nel 1661, un libro il cui titolo era Il chimico scettico. Boyle ricusava il concetto greco di elemento e proponeva in suo luogo che si definisse elemento una sostanza che non si riesce a decomporre in altre sostanze più semplici.
Un altro ostacolo allo sviluppo della chimica si può individuare nella teoria elaborata dal fisico tedesco G. E. Stahl (1660-1734) per interpretare la combustione. L'ipotesi di Stahl era che tutte le sostanze infiammabili contenessero un componente detto flogisto, dal greco "fuoco". Secondo questa teoria, che trovò ampia diffusione, quando i materiali bruciano cedono flogisto all'aria.
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Nel 1772 un nobiluomo francese, Antoine Lavoisier cominciò a dedicarsi a esperimenti sulla combustione. Pesando gli oggetti prima e dopo la combustione egli constatò che, bruciando, acquistavano peso. Egli osservò, inoltre, che facendo avvenire la combustione dentro un recipiente chiuso non aveva luogo alcun cambiamento di peso. Anche se le sostanze contenute nel recipiente mutavano di forma, il loro peso complessivo rimaneva, al termine della combustione, identico a quello misurato in precedenza.
Non vi erano prove che venisse ceduto il flogisto, anzi gli esperimenti stavano a indicare che una sostanza, bruciando, acquista qualche cosa dall'aria. Il peso acquistato dal campione che bruciava era identico a quello perduto dall'aria; pertanto, effettuando la combustione in recipiente chiuso, non si registrava mutamento risultante di peso. Basandosi su queste e su altre osservazioni Lavoisier formulò l'ipotesi che il ruolo dell'aria nel corso della combustione non consistesse nell'asportare il flogisto, bensì nel fornire ossigeno. Se un oggetto brucia viene allontanato ossigeno dall'aria, ed esso viene incorporato nell'oggetto che brucia. In verità non vi è motivo di ritenere che il flogisto esista. L'essersi basato su esperimenti attentamente controllati, servendosi di determinazioni quantitative, ha meritato a Lavoisier la fama di padre della chimica moderna.
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Nello studio dei presunti fenomeni paranormali la chimica svolge oggi un ruolo molto importante se consideriamo che molti fenomeni insoliti e apparentemente soprannaturali possono trovare riscontro in reazioni chimiche generalmente poco conosciute.

Per saperne di piu:

Non possiamo infine non citare, per il CICAP, i molteplici studi del prof. Luigi Garlaschelli, docente di chimica presso l'Università di Pavia, su numerosi presunti fenomeni paranormali (come la liquefazione del sangue di S. Gennaro e di S. Lorenzo) che hanno trovato proprio nella chimica e nelle sue leggi una valida e possibile spiegazione.

  • Fuso, S., 2000, "Dall'alchimia alla chimica moderna, p.te 1", Scienza & Paranormale 33, Settembre/ottobre.
  • Fuso, S., 2000, "Dall'alchimia alla chimica moderna, p.te 2", Scienza & Paranormale 34, Novembre/dicembre.
  • Fuso, S., 1999, "La scienza patologica: il caso della poliacqua", Scienza & Paranormale 26.
  • Garlaschelli, L., 2000, "L'ectoplasma e l'alambicco", Scienza & Paranormale 30, pp. 56/59
  • Garlaschelli, L., 2000, "Streghe e veleni",Scienza & Paranormale 25, pp. 42/44.
  • Robin Dunbar "Non sparate sulla scienza" (Longanesi,1997)
  • Isaac Asimov "Breve storia della chimica" (Zanichelli,1989)
  • T. L. Brown, H. E. LeMay Jr. "Chimica. Centralità di una scienza" (Zanichelli, 1986)
  • AAVV "Enciclopedia della chimica" (Garzanti)
  • Grace Ross Lewis "1001 Chemicals in Everyday Products" (John Wiley & Sons, 1998)
  • Eirik Newth, Breve Storia della scienza (Salani, 1998).
  • La Home Page del prof. Garlaschelli , con tanti articoli sul paranormale e la chimica