L'illusione del paranormale (recensione)

Massimo Polidoro
Muzzio editore
Padova, 1998

Massimo Polidoro non ha ancora trent'anni e, se non abbiamo sbagliato il conto, questo è il suo decimo libro. Tenendo conto che il suo primo libro è stato pubblicato nel 1995, c'è da rimanere veramente sbalorditi dalla prolificità di questo giovane autore. Ancora più sbalorditi si resta constatando il rigore scientifico e la ricchezza dei riferimenti storici e bibliografici che caratterizzano le sue opere, dal fatto che egli possieda una laurea in psicologia, che sia segretario nazionale del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale), oltre che uno specialista di illusionismo, e che sia riconosciuto, a livello internazionale, come uno dei maggiori esperti in fatto di paranormale. Lo stupore viene solo in parte attenuato se si considera che Polidoro ha cominciato a occuparsi di questi argomenti fin da bambino e che i libri che ha pubblicato negli ultimi anni sono frutto, in realtà, di studi e ricerche coltivati da una quindicina d'anni.
L'illusione del paranormale rappresenta un'opera enciclopedica che fornisce un contributo essenziale per correggere la disinformazione dilagante che circonda i cosiddetti fenomeni paranormali. I mezzi di comunicazione, infatti, sfruttano spesso il paranormale per catturare l'attenzione del pubblico, proponendo notizie sensazionalistiche, senza alcun senso critico e senza nessun controllo sull'attendibilità delle fonti.
L'opera di Polidoro ripercorre, da un punto di vista storico, circa centoventi anni di studi e ricerche nel campo dei presunti fenomeni paranormali. In tutti questi anni non è mai emersa nessuna prova attendibile che dimostri l'esistenza di un solo fenomeno paranormale. Per contro, appare evidente il ruolo dominante avuto, in questo campo, dall'inganno e dall'illusione. Come afferma lo stesso Polidoro nel prologo: Questo non è un libro contro la parapsicologia. Piuttosto, è un libro a favore del paranormale. Se esiste. Già, "se esiste". Se si vuole essere onesti e razionali, infatti, non si può escludere a priori l'esistenza dei fenomeni paranormali: si può solo affermare che, fino a oggi, nessuno ne ha dimostrata l'esistenza. In ogni caso, ammesso che siano reali, non se ne scoprirà certo l'esistenza se, prima, non si sgombra il campo dagli imbroglioni e dagli illusi, sia pure in buona fede. Ed è proprio di imbroglioni e di illusi in buona fede che si occupa Polidoro, dimostrando che, al di là del fatto che il paranormale esista o no, occuparsene è estremamente utile per scoprire aspetti poco conosciuti della psiche umana.
Il libro è suddiviso in tre parti. La prima, intitolata "La lettura del pensiero" è dedicata a quella presunta percezione extrasensoriale, nota come telepatia. La seconda, "Veggenti e profeti", analizza invece tutti quei personaggi, del passato e contemporanei, che sostengono di possedere facoltà di precognizione e/o chiaroveggenza. La terza parte, infine, affronta "I poteri della mente sulla materia" e prende in considerazione tutti coloro che hanno sostenuto o sostengono di possedere facoltà psicocinetiche, fino ad arrivare a coloro che sarebbero in grado di agire sulla "materia biologica", manifestando in tal modo straordinarie virtù terapeutiche.
La struttura narrativa del testo, saldamente basata su attendibili fonti storiche, è al tempo stesso istruttiva e divertente. Si apprende così che addirittura il primo studio scientifico condotto sulla telepatia è stato caratterizzato dall'imbroglio. E la cosa singolare è che le protagoniste dell'inganno furono quattro adolescenti che riuscirono a prendere in giro tre illustri scienziati della neocostituita Società per la Ricerca Psichica (SPR) di Londra. Dalla singolare storia delle ricerche sul paranormale, si apprende quindi che gli scienziati non sempre sono le persone più adatte a svolgere questo genere di studi. Essi, infatti, non sono abituati ad avere a che fare con l'inganno. Per salvaguardarsi dai numerosi imbroglioni è quindi assolutamente necessaria la presenza di esperti in fatto di trucchi, ovvero gli illusionisti professionisti.
Se l'inganno perpetrato a danno degli altri è frequente nel mondo del paranormale, non meno diffuso è l'autoinganno. Il desiderio di credere e quello di trovarsi di fronte a scoperte straordinarie possono condurre anche ricercatori seri a clamorosi abbagli. A tale proposito, nel libro di Polidoro, non mancano gli episodi esilaranti. Ad esempio quello dello psicologo polacco Julien Ochorowicz (1850-1918) che, mentre studiava la celebre medium (e imbrogliona) napoletana Eusapia Palladino, notò dei sottili fili che partivano dalle dita della sensitiva e terminavano sugli oggetti che lei sosteneva di muovere con la forza del pensiero. Osservando poi gli stessi filamenti su un'altra medium, Ochorowicz non ebbe più dubbi: aveva fatto una straordinaria scoperta scientifica. I filamenti erano materializzazioni "ectoplasmiche" prodotte dalla mente dei medium. Lo studioso polacco battezzò "raggi rigidi" questi filamenti e scrisse addirittura un saggio in cui le nuove "radiazioni materiali" venivano paragonate ai raggi X, recentemente scoperti.
Polidoro descrive tutte queste vicende senza il minimo sarcasmo, ma con un atteggiamento caritatevole, cercando di individuare le motivazioni psicologiche ed emotive che possono portare anche persone serie e intelligenti a cadere vittime di abbagli clamorosi.
Una figura alla quale giustamente il libro dedica ampio spazio è quella dell'israeliano Uri Geller. Costui, a partire dagli anni settanta, è stato un indiscusso protagonista del paranormale, a livello internazionale. Polidoro analizza le varie performances del sensitivo israeliano e gli studi su di lui condotti dai vari ricercatori che lo hanno analizzato. Nonostante le dichiarazioni di autenticità dei fenomeni da lui prodotti rilasciate da alcuni studiosi, è oramai chiaro che Geller altro non era se non un abile e scaltro prestigiatore. Polidoro ripercorre la celebre disputa tra Geller e l'illusionista americano James Randi che per primo lo ha smascherato. Inoltre svela anche alcuni dei trucchi utilizzati da Geller e che chiunque può divertirsi a sperimentare.
Saremmo a questo punto tentati di narrare altri episodi relativi agli innumerevoli presunti fenomeni paranormali descritti da Polidoro, ma non vogliamo privare il lettore del piacere di scoprirli da solo. Segnaliamo soltanto le interessanti conclusioni, intitolate "L'illusione del testimone competente". In esse l'autore cerca di individuare le cause psicologiche che determinano gli abbagli e le motivazioni che inducono certi personaggi a imbrogliare il prossimo, sfatando, tra l'altro, diversi luoghi comuni molto diffusi.
Riteniamo che il libro di Polidoro rappresenti uno strumento prezioso per chiunque, ma soprattutto che possa costituire un indispensabile supporto didattico per gli insegnanti che vogliano, meritevolmente, affrontare, sui banchi di scuola, i temi trattati. Sul paranormale e, in generale, sulle pseudoscienze vi è infatti una grave disinformazione, di fronte alla quale la scuola deve cercare di fare qualcosa. Educare al senso critico e alla razionalità dovrebbe costituire uno dei principali obiettivi delle istituzioni scolastiche. Il "paranormale" può rappresentare un'utile palestra di allenamento per far capire ai ragazzi l'importanza di un atteggiamento critico nei confronti della realtà. Inoltre il paranormale, di solito, cattura l'attenzione dei ragazzi e può essere pertanto un efficace passe- partout per accendere il loro interesse nei confronti di quelle materie curricolari (fisica, chimica, biologia, filosofia, ecc.) che, inevitabilmente, sono coinvolte in qualsiasi indagine sul presunto paranormale.
Per concludere, un'unica preoccupazione: l'eventualità che il libro finisca nelle mani di qualche individuo, privo di scrupoli, che, sfruttando le preziose informazioni fornite e i numerosi trucchi svelati, potrebbe fingersi paragnosta per ingannare il prossimo. Ma, tutto sommato, è un rischio che vale la pena correre.