Omeopatia e agopuntura bocciate dall'Istituto Superiore di Sanità 

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  • 21-10-2002
  • di Claudio Cocheo

Roma. Entro il prossimo autunno l'Istituto Superiore di Sanità (ISS) presenterà un rapporto su una ricerca condotta per valutare l'efficacia di alcune cosiddette terapie naturali. I primi risultati dei test condotti in laboratorio su topi forniscono una risposta negativa sia per quanto riguarda l'efficacia dell'agopuntura contro l'ischemia che dell'omeopatia come anti-infiammatorio. L'efficacia delle due terapie non sembra andare oltre quella di un placebo.

Il progetto dell'Istituto Superiore di Sanità comprende, oltre alle ricerche di laboratorio, anche la revisione della letteratura scientifica esistente e un capitolo dedicato alle erbe medicinali, non sempre sicure. È stato avviato un sistema di sorveglianza per la raccolta delle segnalazioni di effetti avversi di queste sostanze, come avviene per i farmaci. Tra le conseguenze di questo monitoraggio, ad esempio, vi è stato il ritiro del kova-kova, un infuso anti-ansia che ha dimostrato di avere un'azione tossica sul fegato.

Le anticipazioni sul rapporto dell'ISS sembrano in contrasto con il recente riconoscimento di "atto medico" concesso dalla Federazione dell'Ordine dei Medici (FNOMCeO) a nove discipline alternative. La FNOMCeO, inoltre, rivendica ai soli medici chirurghi e odonoiatri la titolarità all'esercizio di queste pratiche. Secondo un commento rilasciato al Corriere della Sera dal ricercatore Giuseppe Remuzzi esiste il rischio che "aprendo all'altra medicina, i camici bianchi abbiano voluto riservarsi un'alternativa professionale, in una fase in cui la categoria è sovrannumerata e disoccupata". Remuzzi sostiene inoltre che "è necessario che la gente venga informata sul fatto che queste discipline, oltre a non avere comprovata efficacia, violano le leggi della scienza".

Per il direttore del servizio di sorveglianza farmaci presso il ministero della Salute, Roberto Raschetti, "non sono mai stati condotti studi seri e approfonditi mettendo a confronto, ad esempio, omeopatia e medicina tradizionale. Mondo accademico e naturopati dovranno arrivare a una sperimentazione concordata, altrimenti le polemiche non avranno fine".