I segreti del Reich occulto

  • In Articoli
  • 21-10-2002
  • di Sergio de Santis

Rune (persino nelle mostrine delle SS), svastica come simbolo solare rovesciato, culto dell'antica dea Ostara, riti e miti celtici, cerimonie per il solstizio d'estate, astrologia, arianosofia, millenarismo, terra cava e ghiaccio cosmico, spedizioni alla ricerca della città segreta Agharti, ricerca del Graal e dell'Arca dell'Alleanza, fede nei poteri magici della Lancia di Longino e addirittura un Führer guidato da Superiori Sconosciuti, se non addirittura da Lucifero in persona.

Alla domanda se sia esistito un Terzo Reich Occulto la risposta sembra ovviamente: sì.

Se però si abbandona il campo (fin troppo) arato dalla stampa indirizzata al pubblico avido di misteri, con il consueto codazzo di cassette VHS a basso costo e di programmi televisivi a basso livello, per trasferirsi al piano nobile della storiografia degna di questo nome, il discorso cambia radicalmente.

Il tema è troppo complesso per poter essere affrontato anche a volo d'uccello in poche righe. Perché il tema dell'occultismo nazista non è pura e semplice invenzione, ma un reale fenomeno "culturale": soltanto da ridimensionare a fronte della pretesa di promuoverlo a chiave interpretativa sovrana del cosiddetto Reich Millenario.

Il nazismo nasce infatti nel contesto di un'estrema destra austro-germanica caratterizzata effettivamente da forti fermenti occultistici, con maîtres à penser come Guido von List, Jörg Lanz (von) Liebenfels e Rudolf (von) Sebottendorf; e una pletora di riviste per adepti (come l'inquitante Ostara); e alcune davvero mitiche sette segrete come la Thule Gesellschaft.

Ma qual è stato il peso effettivo di questo brodo di coltura sulla nascita, sull'ideologia, sulla prassi del nazionalsocialismo soprattutto nel cruciale periodo 1933-1945: vale a dire dall'ingresso di Hitler nella Cancelleria del Reich sino al suo suicidio nel bunker della stessa con i carri armati sovietici a poche centinaia di metri?

Motivi di dubbio

Gli elementi che inducono a dubitare dell'esistenza di un Reich Occulto quale forza motrice nell'ambito del regime nazista sono parecchi e precisamente:

a) la mancanza di qualsiasi prova convincente di un coinvolgimento magico di Hitler sul piano personale, al di là di testimonianze dubbie ed episodi incerti;

b) l'attribuibilità di tutti gli episodi-chiave del Reich Occulto all'iniziativa di un solo uomo: il capo supremo delle SS Heinrich Himmler;

c) l'evidenza di un atteggiamento di scherno a proposito delle manie occultistiche di Himmler da parte dei tre personaggi più importanti del Terzo Reich (cioè il numero due del regime Hermann Göring, il ministro della propaganda Joseph Göbbels e l'"eminenza grigia" Martin Bormann); di una cauta presa di distanze da parte della maggior parte di tutti gli altri gerarchi; e dell'adesione soltanto del vice-Führer Rudolf Hess (peraltro tutt'altro che influente nell'entourage hitleriano malgrado il suono imponente della sua carica);

d) la persecuzione degli astrologi ritenuti responsabili, con le loro avventate predizioni, della fuga in Scozia di Hess nel 1941, nella speranza di indurre il premier britannico Winston Churchill ad accettare la supremazia nazista sul continente alla vigilia dell'attacco contro l'URSS;

e) la mancanza di qualsiasi prova - che vada al di là della mera ipotesi selvaggia - circa la presenza di motivazioni esoteriche in rapporto alle scelte cruciali del Terzo Reich durante la guerra, come sostenuto da parecchi fans (compreso lo stesso Giorgio Galli, che all'argomento ha dedicato un documentato - ma tutt'altro che convincente - saggio storico);

f) last but not least, la scarsa importanza attribuita agli aspetti esoterici del nazionalsocialismo sino alla scoperta del Reich Occulto da parte di Pauwels & Bergier nel solito Mattino dei Maghi, fonte "storica" (!) di quasi tutte le "bufale" che scorazzano nell'immaginario contemporaneo.

Un fenomeno

sopravvalutato

Come definire, dunque, il Terzo Reich Occulto? Senza troppo infierire, un fenomeno sopravvalutato e soggetto ad ampie mistificazioni. A carattere più folcloristico che politico (salvo che da un punto di vista della mobilitazione popolare), e debitore della sua fama sia alla localizzazione nella mente dissociata dell'uomo che era stato capace di mettere in piedi prima la più perfetta struttura poliziesco-repressiva del regime e poi la più efficiente macchina militare e di sterminio del Reich in guerra; sia al fascino pittoresco e spettacolare delle sue messinscene; sia infine alla sua risonanza con il gusto irrazionalistico attuale.

Un fenomeno meritevole senza dubbio di studio in termini antropologico-culturali: ma a condizione di rifiutarne l'interpretazione come il "sole nero" di un'epoca storica, caratterizzata nella realtà storica da fonti d'ispirazione ideologica e da dinamiche interne assai più serie e pericolose delle ossessioni mistico-esoteriche del piccolo SS-Reichsführer che - fra i sogghigni degli altri gerarchi - sosteneva di essere la reincarnazione del re germanico medievale Enrico l'Uccellatore.

 

Sergio De Santis

Giornalista e storico