Ostaggio di un sortilegio

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  • 28-03-2001
  • di Alessandro Fronte

"Non fatemi uscire, non fatemi uscire. Devo rimanere qui solo per altri sei mesi, poi la magia cattiva si dissolverà. Devo rimanere in casa o moriremo tutti".

Una ragazza ventiduenne di Guardiagrele, un piccolo comune in provincia di Chieti, ha reagito in questo modo ad una squadra di carabinieri che ha fatto irruzione il 22 marzo di quest'anno nell'appartamento in cui era rinchiusa da più di sei anni, dopo una serie di indagini che avevano portato alla convinzione che fosse tenuta segregata.

Alla domanda sul perché si fosse chiusa in casa, in una stanza che si presentava in condizioni di degrado e sporcizia, completamente al buio, la giovane ha risposto: "Devo sfuggire ad un incantesimo mortale, mi hanno fatto una fattura, tanto tempo fa. Me lo disse lui, un nostro parente: 'Devi restare chiusa in casa per sette anni se vuoi salvare te e i tuoi familiari'. Vi prego, non portatemi via".

Quasi sette anni di vita perduti, ed un'esperienza che senz'altro non sarà facile superare: questo un altro dei risultati dell'ormai dilagante ondata di credenze medioevali che si stanno diffondendo sempre più nel nostro paese, ed un'ennesima prova (se mai ce ne fosse stato bisogno), dei danni che possono causare.

Ridotta ad una larva, i capelli tagliati cortissimi per la paura che in essi potesse annidarsi "il Maligno", la ragazza è stata poi condotta nella clinica per malattie mentali "Villa Pini d'Abruzzo", a Chieti.

Ma l'episodio non può essere ricondotto solo alle convinzioni della povera giovane: era l'intera famiglia, infatti, a credere fermamente che l'unico modo per salvarsi dal maleficio fosse quello di tenere chiusa in casa la figlia per sette anni.

Una dimostrazione, questa, del fatto che il caso singolo è solo la punta dell'iceberg di un fenomeno molto più diffuso di quanto spesso si pensi, e dell'influenza che queste pratiche possono avere su individui suggestionabili.

Il caso non ha avuto alcuna conseguenza legale: la "fattura" non costituisce reato e la ragazza si è autosegregata di sua volontà, senza subire costrizione.

Coloro che giustificano l'attività di maghi e fattucchiere con il fatto che "fanno folclore" o perché "danno un aiuto psicologico a chi si rivolge loro", hanno un altro caso a cui pensare da aggiungere alla lunga lista.