La bambina con le lacrime di cristallo

Lo scorso anno, uno dei fenomeni più misteriosi di cui si è sentito parlare è stato quello di Hasna (o Hasnaa) Muslmani (o Meselmani, Masalmani o Muslumani), una bambina libanese di dodici anni che sembrava piangere lacrime di vetro.
Stando ai resoconti dei familiari della bambina, il 28 marzo 1996 il padre urtò un bicchiere che cadde a terra e si ruppe. Hasna andò a prendere una scopa per pulire il pavimento, ma quando ritornò i pezzi di vetro erano scomparsi. Il giorno seguente l’occhio sinistro cominciò a farle male e la madre la portò dal Dr. Ahmed Araji di Chotura che, stupito, le estrasse tre pezzettini di vetro.
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Il fenomeno cessò per qualche tempo, finché in maggio ricominciò.
Hasna si sentiva al centro di un miracolo; raccontò che le era apparso Shi’ite lmmam Ali che le aveva chiesto di coprirsi la testa con un velo e di distribuire i pezzi di vetro agli ammalati. Da quel giorno la casa dei Muslmani fu assediata da malati, curiosi, medici, specialisti, uomini di chiesa e giornalisti.
Le opinioni dei primi medici che la visitarono, per quanto caute, sottolinearono la straordinarietà del caso: l’oftalmologo Fadi Maalouf dichiarò: “Non credo che del vetro si possa formare all’interno di un occhio ed è impossibile che un corpo artificiale introdotto dall’ esterno possa emergere in questo modo. Se vi fossi costretto, opterei probabilmente per una deformazione ghiandolare”. Il Dr. Joseph Qassouf, del Ministero della Sanità libanese, disse che durante una visita vide sei pezzi di vetro emergere dall’occhio della ragazza, uno a forma di ‘S’: “Quel vetro poteva scheggiare un pezzo di legno. E' davvero incredibile!”.
Il Principe Sultano lbn Abdulaziz, ministro della difesa dell’Arabia Saudita, si offrì per pagare le cure della ragazza e inviò sul posto un team composto dai migliori oftalmologi del suo paese. Il gruppo arrivò a Beirut il 5 ottobre, esaminò la bambina all’ American University e diramò un rapporto tre giorni dopo. La conclusione fu che la bambina soffriva di “una forma di malattia nervosa per cui sentiva il bisogno di attirare l’attenzione. (...) Senza rendersene conto si mette i pezzetti di vetro negli occhi.” La bambina fu quindi affidata alle cure di uno psichiatra.
Il caso, per quanto bizzarro nelle sue manifestazioni, ricorda molto da vicino i cosiddetti casi di poltergeist dove, solitamente, un bambino o bambina in età adolescenziale viene sorpreso a simulare dei fenomeni misteriosi, interpretati dai più ingenui come autentici fenomeni paranormali, per attirare attenzione su di sé. Come nei casi di poltergeist, inoltre, dove spesso sedicenti esperti dichiarano che i trucchi del ragazzino non possono essere trucchi, anche qui il Dr. Maalouf, che si dichiarò sicuro dell’impossibilità per un corpo artificiale introdotto dall’esterno di emergere poi dall’occhio, fu smentito dai fatti.
Ancora una volta, poi, il fenomeno sembra preso di peso dal repertorio dei prestigiatori. Il duo di comici-illusionisti americani Penn & Teller, infatti, qualche anno fa presentò nei propri spettacoli un numero in cui mettevano in bocca un fagiolino che, dopo molte smorfie, riuscivano a far uscire da un occhio!