Dormire lungo l'asse nord-sud, con la testa a nord, favorisce il benessere psicofisico o è una superstizione?

Patrizia Vecelio, Vercelli

Non esiste nessuna dimostrazione attendibile che attesti l'influenza del campo magnetico terrestre sulla fisiologia umana e, tanto meno, sull'eventuale benessere psicofisico derivante da una particolare posizione assunta durante il sonno. Per contro esistono prove significative che dimostrano come certi uccelli migratori siano in grado di rilevare la presenza di tale campo e di orientarsi di conseguenza (anche se il meccanismo di rilevazione non è del tutto chiaro, pare che i responsabili siano alcuni granuli di magnetite presenti nel becco di certi volatili).

L'idea che il campo magnetico terrestre possa avere un'influenza sulle condizioni psicofisiche dell'uomo è venuta di recente alla ribalta nell'ambito della cosiddetta Bioarchitettura®. Alcuni esponenti di questa branca dell'architettura sostengono la necessità di un'oculata scelta della disposizione dell'arredamento, e in particolare del letto, che tenga conto della presenza della cosiddetta "rete di Hartmann", presunta responsabile di varie forme di "geopatologie". La rete di Hartmann consisterebbe in una griglia di linee di forza, da alcuni ritenute magnetiche, che circonderebbe la Terra. Queste linee di forza avrebbero un effetto patogeno e le zone a maggior rischio sarebbero i nodi di questa griglia (nodi di Hartmann). La cosa curiosa (e che la dice lunga sulla serietà di questa teoria) è che le linee di forza e i nodi non possono essere individuati da nessuno strumento, ma solamente da rabdomanti e sensitivi, che avviserebbero particolari vibrazioni in loro prossimità. Esistono addirittura ditte specializzate (spesso gestite dagli stessi rabdomanti) che commercializzano costosi dispositivi che sarebbero in grado di schermare i nodi di Hartmann, fornendo protezione nei confronti dei loro nefasti effetti.

Sarebbe interessante condurre prove su rabdomanti e sensitivi, dirette a verificare la loro eventuale capacità di distinguere nodi, da loro stessi precedentemente individuati, schermati o no con i dispositivi di protezione, ovviamente a loro insaputa. Naturalmente nessuno ha mai accettato questa sfida: alcuni si sono giustificati affermando che la rete di Hartmann si muove! C'è da chiedersi, a questo punto, che senso ha studiare accuratamente la disposizione del letto o collocare dispositivi di protezione.

Silvano Fuso

Chimico e docente, per il CICAP
è Resp. Scuola e Coordinatore
del Gruppo Liguria