Zagor alla ricerca di Atlantide

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Il 15 giugno 2021 Zagor, lo “Spirito con la scure”, uno dei personaggi storici del fumetto italiano, compirà 60 anni. Creato da Sergio Bonelli (1932-2011), figlio di Gianluigi, l'inventore di un altro dei classici del fumetto, non solo nazionale, Tex (nato nel 1948), e realizzato graficamente da Gallieno Ferri (1929-2016), uno dei disegnatori italiani che hanno fatto scuola, Zagor, per volontà del suo autore “mette in scena tutti i generi narrativi, dal western al fantasy, dall'umorismo all'horror, dalla fantascienza al romanzo storico, in un'alchimia creativa possibile solo ai grandi narratori”[1].

Originariamente edito nel formato a “striscia”, dal luglio 1965 le sue storie hanno iniziato ad essere ristampate nel tipico “formato Bonelli” all'interno della collana “Zenith Gigante” (seconda serie), a partire dal n. 52. In seguito le storie hanno cessato di uscire sulle strisce, e sono state pubblicate, in forma originale, solo nella collana “Zenith”. Da qui ha origine una delle tante croci e delizie dei collezionisti. Infatti, nel momento in cui scrivo (ottobre 2020) la serie “Zenith” ha raggiunto il numero 714, che equivale allo “Zagor” n. 663.

Da sempre Zagor è una delle mie letture preferite. Nel corso degli anni non ha mai tradito le mie aspettative, nonostante l'avvicendarsi dei curatori della testata. Sergio Bonelli, infatti, ha scritto le storie della sua creatura letteraria fino al 1980. Oggi il personaggio è saldamente (e brillantemente) nelle mani di Moreno Burattini, il quale proprio di recente ha rievocato il suo rapporto con Zagor, fin dalle primissime letture giovanili, in un volume molto bello e interessante[2].

Proprio per evitare di essere messo in relazione con il famoso genitore, Sergio Bonelli si è celato a lungo dietro uno pseudonimo quando ha scritto Zagor: il celeberrimo Guido Nolitta. Per molti anni in tanti si sono chiesti chi mai fosse questo autore. Tra questi ci sono stato naturalmente anch'io. Perciò nel 1975 scrissi una lettera alla redazione della casa editrice che pubblicava il fumetto (allora si chiamava Daim Press, poi trasformatasi in Sergio Bonelli editore) per avere informazioni sull'autore di Zagor. Mi rispose Sergio Bonelli in persona (la lettera è stata pubblicata in un volume dedicato alla storia della Bonelli), dandomi alcune informazioni su Guido Nolitta. In realtà stava parlando di se stesso: “Guido Nolitta è un tipo simpatico, sui quaranta, amante dei viaggi in paesi lontani, mediante i quali spesso si documenta per studiare nuovi soggetti”[3].

Nel corso degli anni Zagor è stato protagonista di storie firmate da alcuni dei maestri del fumetto italiano, come Alfredo Castelli e Tiziano Sclavi, i creatori (rispettivamente) di Martin Mystère (aprile 1982) e Dylan Dog (settembre 1986), i quali proprio cimentandosi con le avventure dello “Spirito con la scure” hanno iniziato a collaborare con la casa editrice milanese. Progressivamente gli autori della Bonelli (non è possibile qui citarli tutti) hanno contribuito a costruire un vero e proprio universo narrativo (simile a quanto è accaduto alla Marvel), nel quale alcuni elementi caratterizzanti le diverse narrazioni hanno iniziato ad intrecciarsi fra loro. Fra questi, quello di Atlantide, il mitico continente perduto descritto da Platone (intorno al 360 a.C.) in un paio dei suoi celebri “dialoghi”.

Il tema di Atlantide compare sin dalla prima avventura di Martin Mystère, intitolata Gli uomini in nero, nella quale il “detective dell'impossibile” viene a conoscenza di un antico documento di Ibn Battuta (il celebre viaggiatore arabo della prima metà del XIV secolo), testimoniante l’esistenza della mitica civiltà, la quale “era in grado di produrre 'carri volanti', 'città galleggianti' e un 'fuoco che distrugge venendo dall’alto' e che, sentendo prossima la propria distruzione”, aveva “sistemato in 'rifugi' diffusi nel mondo testimonianze della sua 'antica scienza', affinché fossero tramandate alle generazioni future”. Nel corso degli episodi, Martin Mystère scoprirà che Atlantide, in un remoto passato, aveva esteso la sua influenza su molte parti del mondo, per poi scomparire a causa di una lunga e distruttiva guerra contro Mu, altro leggendario continente perduto.

Atlantide e Mu hanno invece iniziato a fare la loro comparsa nelle avventure di Zagor nei primi mesi del 1995, nell'ambito della trilogia Conquistadores! (n. 355), Le sette città di Cibola (n. 356), Il segreto degli Anasazi (n. 357), episodi scritti da Mauro Boselli (l'inventore di “Dampyr”, primo numero aprile 2000), curatore della testata dal 1993 al 2006 (mentre ormai da molti anni è passato alla direzione di Tex), il quale insieme a Moreno Burattini è stato il protagonista del cosiddetto “rinascimento zagoriano”). Per uno specialista - come il sottoscritto - del mito di Atlantide[4], trovare inserita questa tematica in uno dei propri fumetti preferiti è soltanto motivo di soddisfazione (d'altra parte non sono forse stati i fumetti, assieme a Jules Verne, a farmi conoscere Atlantide? pensiamo solo ai Fantastici Quattro). E poco importa se i fatti narrati non sempre corrispondono a quello che la ricerca scientifica, storica e archeologica ci ha fatto scoprire intorno a questo e ad altri mitici continenti perduti. Cioè che, purtroppo, molto ragionevolmente non sono mai esistiti. Ma scienza e letteratura sono due ambiti distinti e solo la prima deve occuparsi del vero. Lo ha detto Galileo Galilei, il padre della scienza moderna, lo ha ribadito Samuel Taylor Coleridge, uno degli artefici del romanticismo inglese (cfr. Query n. 27). Tutto ciò è ben presente anche a molti degli autori Bonelli, in particolare a quelli che abbiamo citato in questo pezzo. Non a caso, Castelli ha più volte ripetuto, a proposito di Martin Mystère, che “la ricostruzione del fumetto è del tutto di fantasia, e non coincide necessariamente con le reali opinioni dell’autore”.[5] Ma questo è proprio lo spirito con cui Sergio Bonelli ha creato Zagor, inventando per lui la “foresta di Darkwood”, e collocando le sue avventure in un periodo tra il 1830 e il 1840. Che non è detto, però, che siano il 1830 e il 1840 del nostro universo. Più probabile che lo siano di qualche universo alternativo (anche nella finzione). Sicuramente dell'universo della fantasia, come ha magistralmente ricordato l'inventore dello “Spirito con la scure”: “Darkwood è stata una felice intuizione: dal momento che volevo realizzare storie fantasiose non legate a precisi schemi storici e geografici come in Tex, mi sembrò giusto inventare un mondo fantastico e irreale, un po' come succedeva con Flash Gordon negli anni Trenta e un po' come accade ancora oggi per Conan. Trovo che sia molto importante per uno sceneggiatore avere un mondo immaginario nel quale sbizzarrirsi, senza dover ogni volta spiegare come mai gli scenari cambino così velocemente, avendoli tutti a disposizione. Desideravo che Zagor avesse, come Robin Hood e come Tarzan, un suo regno, una foresta misteriosa. Così ho pensato a Darkwood, una regione immensa, ricca di “ambienti” avventurosi (soprattutto la foresta, ma anche la palude, le montagne, le praterie, le città di frontiera). Darkwood è situata nel mondo della fantasia e non in quello della realtà. Ho cucito addosso al mio personaggio fantastico un ambiente altrettanto fantastico. (...) Per un altro magico fumetto degli anni Trenta, Flash Gordon, Alex Raymond inventò addirittura un pianeta, Mongo. Per il suo coraggioso eroe, Raymond mise su Mongo il regno delle foreste, regni volanti, regni di ghiaccio e regni sottomarini: tutto un campionario di paesaggi avventurosi. Insomma: perché limitarsi a creare un personaggio, quando si può creare un universo? Finché si rispettano le regole della logica, del buon gusto e della tensione narrativa, l'esattezza geografica può diventare “elastica” secondo la discrezione dell'autore e la necessità del racconto. In questo nostro pianeta sovrappopolato, dove ormai non c'è più niente da esplorare, la porta della fantasia è sempre aperta sul meraviglioso e sull'ignoto”.[6]

Note

1) G. Nolitta, G. Ferri. 2003. Zagor, I Classici del fumetto di Repubblica, n. 23, p. 11.
2) M. Burattini. 2019. Io e Zagor. La strada verso Darkwood, La Spezia: Cut-Up Publishing.
3) Lettera di S. Bonelli a M. Ciardi, 10 aprile 1975. Pubblicata in I Bonelli. Una famiglia, mille avventure, a cura di G. Bono, Milano: Sergio Bonelli Editore, 2017.
4) Cfr. M Ciardi. 2011. Le metamorfosi di Atlantide. Storie scientifiche e immaginarie da Platone a Walt Disney, Roma: Carocci; Id. 2021. Breve storia delle pseudoscienze, Milano: Hoepli.
5) A. Castelli. 1986. Guida di Atlantide, libretto allegato a “Martin Mystère Speciale” n. 3.
6) ZAGOR FAQ. Risponde Sergio Bonelli. Tutto quello che c'è da sapere su Zagor (https://bit.ly/3ml7Gvw ).