E tu, chiedi le prove?

  • In Articoli
  • 16-05-2021
  • di Costanza Motta
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Il logo di Chiedi le Prove.
Chiedi le Prove è un’iniziativa promossa dal CICAP ed è guidata dalla massima: «un’affermazione scientifica senza prove non è scientifica». Il suo scopo è, quindi, quello di invitare ogni persona a chiedere le prove delle affermazioni non comuni nelle quali si può imbattere quotidianamente e di aiutarla a farlo nel modo più efficace.

Questo progetto prende spunto dal suo corrispettivo anglosassone Ask for evidence; al fine di sottolineare l’analogia e la continuità d’intenti con l’iniziativa d’oltremanica, si è deciso di utilizzare il termine inglese asker per indicare ogni persona che decide di chiedere le prove. È una parola che, anche in lingua inglese, non è di uso comune e questa è la ragione per la quale è sembrata particolarmente adatta a identificare in modo inequivocabile proprio questo ruolo.

Come funziona


Il meccanismo pratico di Chiedi le Prove è tanto semplice quanto efficace: prevede che, qualora una persona incontri un’affermazione scientifica priva di referenze o di prove che ne attestino la veridicità, si metta spontaneamente in contatto, tramite l’invio di una mail, con l’ente, l’azienda o il soggetto che ha pronunciato tale asserzione per chiedere che le vengano fornite delle valide prove a riguardo.

Il principale accorgimento pratico che ogni asker deve ricordare di attuare è, semplicemente, quello di inserire l’indirizzo di Chiedi le Prove ([email protected]) in Copia Conoscenza non nascosta (dunque Cc e non Ccn) tra i destinatari della mail.

In questo modo, chi scrive può essere certo del fatto che la propria domanda raggiunga il team di Chiedi le Prove, il quale lo aiuterà nella lettura dei documenti che riceverà e selezionerà periodicamente alcune delle vicende più esemplificative e articolate per pubblicarle sul suo sito internet (www.chiedileprove.it) nella sezione “Storie”. Anche per questo motivo, mettendo in Copia Conoscenza Chiedi le Prove, l’asker sceglie di porsi in modo trasparente e onesto nei confronti dei destinatari della sua richiesta, i quali sono correttamente informati del fatto che i membri di questa iniziativa sono stati coinvolti e stanno leggendo la corrispondenza tra i due soggetti.

È importante chiarire fin dal principio che un’affermazione scientifica, nel nostro contesto, è una qualunque asserzione che non abbia il carattere dell’opinione o della credenza personale.
Ad esempio, dichiarare di preferire i cibi salati rispetto a quelli dolci o dichiarare di credere nell’esistenza degli alieni non significa fare delle affermazioni scientifiche, ma esprimere le proprie preferenze, nel primo caso, o delle convinzioni, nel secondo.

Tali affermazioni, però, diventano scientifiche qualora venga detto che il cibo salato è migliore di quello dolce o che gli alieni effettivamente esistono; in questi casi, è legittimo dubitare della veridicità di tali affermazioni fino al momento in cui chi le ha formulate non fornisce delle prove concrete che le supportino.

Per chiedere le prove non serve avere alcun particolare requisito, non serve essere degli scienziati e non è necessario aver effettuato degli studi specifici: chiedere le prove è un atto libero e universale, che può essere avviato da qualunque persona guidata dalla propria curiosità e dal desiderio di indagare con spirito critico la realtà che la circonda.

Rivenditori creativi


Le sigarette Nirdosh sono senza tabacco e vengono preparate con delle erbe. Hanno anche diversi effetti terapeutici, tra cui alleviare i sintomi di bronchiti, sinusiti, raffreddori cronici.

Così si può leggere su diversi siti di vendita di questo prodotto.

Andrea, incuriosito dalle caratteristiche curative di queste sigarette, chiede le prove all’azienda produttrice e... scopre che nemmeno loro erano a conoscenza di questi mirabolanti effetti! La frase in corsivo che avete letto all’inizio di questo articolo corrisponde al modo in cui l’azienda presenta il suo prodotto, tutto il resto è stato aggiunto dai vari rivenditori sui propri siti di vendita. Evidentemente, questi rivenditori hanno deciso che per ottenere risultati migliori fosse necessario aggiungere un tocco di creatività alla presentazione del prodotto.

di Marco Nava


Il valore sociale di chiedere le prove


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Marcia per la scienza a Melbourne. ©Takver Wikipedia
La legittimità di chiedere le prove risiede sia nel diritto di ogni individuo a vivere in modo più consapevole la propria cittadinanza, sia nel principio per cui l’onere di fornire le prove spetta a chi fa delle affermazioni scientifiche.

Chiedi le Prove è un’iniziativa costruita su un’idea di cittadinanza responsabile: ogni soggetto ha un ruolo centrale in questo processo e uno dei principali obiettivi dell’iniziativa è proprio quello di promuovere la formazione di uno spirito critico che si configuri come la base di un metodo di azione condiviso e capace di istituire una rete di persone che decidono di assumere su se stesse una responsabilità sociale e una autonomia di pensiero e di azione.

Ognuno, infatti, assumendo il ruolo di asker, sceglie di recepire in modo meno passivo le informazioni che lo raggiungono e decide di soffermarsi in modo più attento sulle parole che vengono usate nel linguaggio dei giornali, della televisione e dei social network.

Questo risulta ancora più importante pensando al tipo di società in cui viviamo, nella quale sono in costante aumento gli stimoli al consumo di beni, servizi o prodotti che sono veicolati tramite i diversi mezzi di comunicazione.

Come scegliere cosa fare e cosa acquistare? Come prendere la decisione giusta quando si presentano una pluralità di alternative? Non è sempre facile rispondere, ma ciò che ogni persona può fare è provare a diventare un consumatore più attento: chiedere le prove è un messaggio rivolto alla società, un appello a una maggiore trasparenza nella comunicazione e nel marketing, con l’obiettivo di spingere questi mondi a diventare più corretti, limpidi e informativi rispetto a come sono attualmente.

L’aumento del numero di persone che chiede le prove porterebbe a un incremento del numero di individui, enti o aziende che si sentirebbero maggiormente responsabilizzati nei confronti delle informazioni che comunicano e delle modalità che decidono di utilizzare per presentare i loro prodotti o idee.

Tramite l’iniziativa Chiedi le Prove si vuole, dunque, cercare di dare alcune modalità di azione efficaci nel contesto di una società che, con l’aumento della globalizzazione, diventa sempre più complessa e articolata.

Per districarsi nella moltitudine di informazioni alle quali si ha un facile accesso, spesso si tende a cercare risposte che siano semplici e rassicuranti, mentre un approccio scettico risulta più impegnativo da sostenere, soprattutto a causa del fatto che richiede una maggiore attenzione e una maggior quantità di tempo da dedicare all’approfondimento e alla ricerca. Tendiamo, quindi, a preferire comunicazioni che esprimano e trasmettano sicurezza; il marketing lo sa bene e spesso imposta su questo principio la propria comunicazione pubblicitaria, fornendo informazioni sintetiche che abbiano l’effetto di orientare le nostre scelte e promuovendo un atteggiamento di fiducia che ci sollevi da qualunque impegno di analisi e verifica delle informazioni.

L’iniziativa Chiedi le Prove invita invece ad approfondire, al fine di conseguire una visione più realistica della realtà ed evitare che vengano assunti degli atteggiamenti di fiducia passiva o, al contrario, di condanna a priori.

Chiedi le Prove, infatti, non vuole sollecitare la caccia alle bufale e il debunking, ma rappresenta il tentativo di instaurare un dialogo aperto tra le parti coinvolte.

Uno dei cardini dell’iniziativa è, quindi, il rifiuto dello scontro e degli schieramenti, in favore invece di un percorso di ricerca più completo che porti ad acquisire maggiore conoscenza e consapevolezza.

Corso per lo sviluppo di capacità cognitive


Non lo devo dire a te!


Tempo fa veniva proposto sul sito iltuocorso.com un percorso che avrebbe potenziato le capacità cognitive, in particolare attenzione, memoria e autocontrollo.

Un asker ha chiesto le prove e dopo un’iniziale risposta con allegato materiale fuori tema, il docente che proponeva il corso gli ha risposto che non aveva più tempo per lui anche perché non doveva rendere conto a un profano.

Ovviamente l’asker non ne ha ricavato una buona impressione. E soprattutto si è convinto del fatto che in materia di “autocontrollo” quel docente aveva poco da insegnare.

M.N.

Pomata alle erbe


Le prove, quelle facilmente accessibili


Si tratta di un gel a base di erbe, utile per combattere crampi, dolori muscolari e reumatici.

Quali test sono stati fatti per verificarne l’efficacia? L’azienda risponde all’asker facendo sapere che i test esistono... ma sono segretissimi e si possono visionare solo in sede sotto la supervisione di un responsabile qualità.

L’asker, secondo loro, avrebbe quindi dovuto attraversare l’Italia per avere la possibilità di decidere consapevolmente sull’acquisto del prodotto. La concorrenza ringrazia.

M.N.

Come impostare la richiesta


Prima di formulare una domanda, è necessario individuare quali siano le affermazioni sulle quali si vuole concentrare la propria ricerca di documentazione, in modo da circoscrivere il campo d’indagine e porre il proprio interlocutore nella situazione di ricevere una richiesta che sia il più possibile chiara e fruibile e che consenta di elaborare una risposta pienamente attinente al quesito posto.

È importante porsi, nei confronti della persona, dell’azienda o dell’ente a cui si chiedono le prove, con un atteggiamento di rispetto, che esprima la volontà di promuovere un fruttuoso scambio di informazioni.

Questo significa utilizzare un linguaggio educato ed evitare di inserire nella e-mail delle affermazioni che abbiano un carattere accusatorio o delle frasi che lascino trasparire pregiudizi o insinuazioni: qualunque sia la propria opinione, l’intento deve essere di voler comprendere meglio l’argomento in questione o la natura delle affermazioni che sono state comunicate e non quello di denigrarle.

Chiedi le Prove fornisce, sul suo sito, degli utili suggerimenti in merito a come comporre una domanda di prove in modo preciso e funzionale. Tra queste accortezze possiamo annoverare l’adozione di un linguaggio semplice e la produzione di una richiesta sintetica.

Qualora un asker alle prime armi dovesse sentirsi intimidito da questo ruolo e non fosse sicuro di aver predisposto nel migliore dei modi la propria e-mail, può contare sull’aiuto del team di Chiedi le Prove, che offre un ruolo di supporto.

Tutore magnetico


Cercale su Google le prove!


Questa storia riguarda un tutore magnetico che allevia i dolori alla schiena. Stando alla descrizione, il prodotto funzionerebbe grazie alla magnetoterapia che dovrebbe avere un effetto analgesico e antinfiammatorio. Silvio si è interessato al prodotto e ha chiesto all’azienda quali evidenze abbiano a sostegno degli effetti analgesici e antinfiammatori dichiarati. Contattato da un’operatrice della ditta, l’asker non riceve riferimenti bibliografici ma il suggerimento di cercare su google le prove desiderate, in particolare vengono menzionati degli articoli sulla magnetoterapia apparsi sulla rivista Wired. Silvio segue il consiglio e trova dei riferimenti sulla magnetoterapia proprio come indicato dall’operatrice... in una pagina di Wired intitolata “Tutte le bufale sul magnetismo”. Evidentemente l’azienda segue il precetto di Oscar Wilde secondo cui “C’è una sola cosa al mondo peggiore del far parlare di sé, ed è il non far parlare di sé”. Quella è letteratura, però, non scienza.

M.N.


Cosa sono le prove: facciamo un po’ di chiarezza


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Dopo aver inviato la propria richiesta di prove, cosa aspettarsi di ricevere come risposta?
Partiamo dall’ipotesi peggiore: il destinatario della nostra mail potrebbe anche non rispondere. Non bisogna rammaricarsene e, soprattutto, non ci si deve scoraggiare!

In questi casi, è bene dare una nuova possibilità scrivendo una nuova mail, magari provando a sottolineare la legittimità della propria domanda e l’importanza di dare ascolto alle richieste di un potenziale fruitore. Se anche così non si ottiene nulla, proprio la mancata risposta è un risultato: in mancanza di prove, infatti, nessuna affermazione scientifica può essere ritenuta valida.

Altre volte, invece, può capitare che la risposta non sia accompagnata da alcuna documentazione e che, anziché fornire le prove richieste, ribadisca quanto già comunicato o rimandi alle testimonianze di chi ha già testato il prodotto o il servizio in questione. Sappiamo, però, che la condivisione di un’esperienza vissuta in prima persona, per quanto sia una modalità comunicativa diretta ed efficace, basti pensare al ruolo degli sponsor e degli influencer, non costituisce una prova scientificamente valida. La dimostrazione scientifica dell’efficacia di un prodotto non può infatti basarsi sull’esperienza dei singoli individui: si tratta di punti di vista che hanno un valore puramente soggettivo e che possono essere influenzati da elementi che ne pregiudicano la validità.

In questi casi, l’asker può facilmente rendersi conto dell’inconsistenza della replica e provare a ottenere una risposta più esaustiva formulando nuove domande.
Se, invece, si riceve una risposta con allegati dei documenti di prova o una bibliografia di referenze, allora inizia la parte più interessante del lavoro: bisogna analizzare il materiale per capire se sia valido e se possa giustificare, a pieno o in parte, le affermazioni da cui si era partiti. Può essere un compito molto difficile per il quale l’asker può contare sull’aiuto dei volontari di Chiedi le Prove.

In via preliminare, è necessario che le prove fornite siano fondate su studi scientifici che siano stati adeguatamente revisionati e pubblicati su riviste ritenute affidabili nell’ambito della comunità scientifica di riferimento. In questo ambito, infatti, non vige il principio di autorità ma piuttosto uno scetticismo generalizzato: ogni ricercatrice o ricercatore divulga le sue teorie, i suoi studi e le sue scoperte, al fine di alimentare un processo di controllo condiviso che conferisca loro validità o che, in alternativa, li confuti.

In questo modo, gli esiti delle ricerche scientifiche hanno valore proprio perché sono impersonali, oggettivi e riproducibili. Per questa stessa ragione, il risultato derivante da un unico studio è solo un indicatore di una pista potenzialmente interessante, ma non ha ancora validità scientifica, esito che si ottiene solo quando un risultato viene replicato da molteplici studi e per questa ragione viene accettato dalla comunità scientifica di riferimento.

Questo processo consente di evitare che i risultati dei singoli studi siano alterati da convinzioni personali e da errori metodologici, o relativi agli strumenti di misura, che sono sempre possibili. Per evitare tale rischio è anche importante che i singoli studi siano stati realizzati seguendo alcuni principi: l’indagine non deve essere commissionata e finanziata dall’azienda produttrice del prodotto che si sta testando; qualora necessario, l’impiego di volontari deve coinvolgere individui liberi da ogni vincolo e, infine, l’esperimento deve essere condotto in modo randomizzato e secondo il principio del doppio cieco ( v. Killin e Della Sala, Query 22, disponibile alla pagina https://bit.ly/2L5BK16 ).

Proprio perché può risultare complesso distinguere gli studi ben fatti da quelli privi di validità, l’asker ha a sua disposizione il supporto del team di Chiedi le Prove.

Parlamento europeo


Non solo scienza


Chiedi le Prove non è stata pensata per trattare solo di prodotti e affermazioni scientifiche in senso stretto. Se ci sono più storie riguardanti aziende e pubblicità è perché i nostri asker sono principalmente interessati a quello. Ma l’idea in sé è applicabile ad affermazioni generiche, purché vengano presentate come qualcosa che vale più di un’opinione. Per esempio, nell’ambito di un evento europeo coordinato da Ask for Evidence, siamo stati all’Europarlamento a Bruxelles a portare ai parlamentari le storie di Elena, Emanuele, Luca e Natalia in cui raccontano come una solida evidenza sia importante nelle decisioni che prendono nella loro attività professionale.

Durante l’evento, cittadini provenienti da tutte le parti d’Europa hanno raccontato ai loro rappresentanti parlamentari quanto considerino importanti le prove nella loro vita, e come vorrebbero essere rappresentati da persone che considerano le evidenze scientifiche prima di prendere delle decisioni nelle politiche comunitarie.

M.N.


Il ruolo del team di Chiedi le Prove


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Emanuele Costantino Catanzaro, un volontario del team di Chiedi le Prove.
I volontari di Chiedi le Prove possono coadiuvare il lavoro dell’asker interpellando degli esperti. Affidarsi a queste persone non significa credere ciecamente in qualcosa e annullare il proprio senso critico per sottostare al principio di autorità di un singolo individuo, perché il ruolo degli esperti non è quello di esprimere i propri pareri o le proprie convinzioni, ma di usare le proprie conoscenze per aiutare l’asker a leggere, comprendere e valutare l’accuratezza della documentazione ricevuta anche in relazione ad altri studi sull’argomento trattato.

La fase conclusiva del processo di richiesta di prove può consistere nella stesura, da parte del team di Chiedi le Prove, di una Storia che riassuma il percorso di ricerca dell’asker e i risultati che tale processo ha portato ad ottenere.

Sul sito dell’iniziativa le vicende presentate sono suddivise in gruppi identificati da tre colori: rosso, giallo e verde. Le Storie rosse sono quelle in cui l’asker non ha ricevuto delle prove sufficienti a dimostrare la veridicità dell’affermazione posta in esame e quelle verdi rappresentano, invece, le vicende nelle quali il materiale fornito è risultato adatto a garantire la veridicità delle asserzioni. Le Storie gialle sono quelle in cui le prove fornite possono giustificare solo in parte il contenuto delle informazioni veicolate.

Il colore delle Storie può, ovviamente, mutare in base alla disponibilità di nuovi documenti affidabili che possono essere forniti dal soggetto interpellato.

Ogni Storia pubblicata rappresenta un importante tassello del mosaico dell’impegno di una rete di persone accomunate dalla consapevolezza che chiedere le prove è un atto non solo consentito e legittimo, ma realmente necessario a costituire una società fondata sui valori democratici della correttezza, dell’onestà e della responsabilità individuale.

Chiedi le Prove aiuta infatti chiunque nell’esercizio concreto di un proprio diritto, quello di verificare che le informazioni che lo raggiungono siano veritiere, il che consente di vivere la cittadinanza in modo più completo, attivo e consapevole.