Sindone: quello strano silenzio sulla frode di Kuznetsov

Sono passati ormai quattro anni dalla pubblicazione del resoconto dell'inchiesta su Dmitry Kuznetsov (S&P), ma sembra che i sindonologi, in Italia come all'estero, ritengano che sia ancora troppo presto per darne notizia ai loro lettori, almeno a giudicare da quanto si trova, cioè non si trova, nei loro siti in rete. Vediamo come si sono comportate le due principali associazioni sindonologiche italiane. Lo storico Centro Internazionale di Sindonologia, con sede a Torino, non si è accorto di niente e continua a citare Kuznetsov sul suo sito :

«Tale dibattito sulla datazione del 1988 ha coinvolto tutti i gruppi di ricerca sulla Sindone esistenti al mondo e si è concretizzato in vari convegni internazionali. Recenti studi sperimentali (effettuati in questi anni da Leoncio A. Garza-Valdes a San Antonio (Texas) e da Dmitrij A. Kouznetsov e Andrej Ivanov a Mosca) hanno ulteriormente riaperto il dibattito scientifico sulla datazione del tessuto, fornendo risultati che sembrano provare una possibile non trascurabile contaminazione chimica e biologica del tessuto sindonico e rendendo indispensabile pertanto la realizzazione di un ulteriore ampio programma di ricerche e di nuovi esami allo scopo di studiare e valutare il problema dell'introduzione di un opportuno fattore di correzione alla data radiocarbonica del tessuto sindonico».

La frase non è rimasta lì per una dimenticanza. Infatti il sito è stato ristrutturato e viene regolarmente aggiornato. Passiamo a Roma dove il sito di Collegamento Pro Sindone è stato invece solerte nel cancellare il nome di Kouznetsov, già all'inizio del 2001 quando le prime notizie sulla mia inchiesta potevano essersi diffuse nell'ambiente. Però ha cancellato il nome del russo, ma non la notizia dei presunti risultati delle sue ricerche. Sarà interessante confrontare il prima e il dopo per due passaggi nelle pagine del sito. Nella pagina sui "Principali avvenimenti", in un elenco cronologico, prima del 2001 si leggeva:
«1988 - Il 21 aprile dalla Sindone viene prelevato un campione di tessuto per sottoporlo alla datazione con il metodo del Carbonio 14. In base a questa analisi, la Sindone risalirebbe al medioevo, ad un periodo compreso tra il 1260 ed il 1390 d.C. Le modalità dell'operazione di prelievo e l'attendibilità del metodo per tessuti che hanno subito vicissitudini come quelle della Sindone sono ritenute insoddisfacenti da un numero rilevante di studiosi. 'Tra questi lo scienziato russo Dmitri Kouznetsov il quale, negli anni successivi, dimostra sperimentalmente che Infatti l'incendio del 1532 ha modificato la quantità di carbonio radioattivo presente nella Sindone, alterandone così la datazione che va invece ricondotta al I sec. d.C. 'Contemporaneamente' [Inoltre] lo scienziato statunitense Leoncio Garza Valdés ha verificato la presenza di un complesso biologico composto da funghi e batteri che ricopre i fili sindonici come una patina e che non è eliminabile con i normali sistemi di pulizia. 'Usando un trattamento a base di enzimi particolari, si riesce a rimuovere questo inquinante e' [Tutto] ciò permette di ricondurre la datazione della Sindone al I sec. d.C.»''

Nella versione purgata, tuttora presente sul sito, le frasi che ho messo in evidenza sono state eliminate e sostituite con le parole in parentesi quadra. Tutto il resto è rimasto identico. L'affermazione circa l'incendio che avrebbe modificato la datazione, è stata fatta, nel corso degli anni, solo da Kuznetsov. Se si riteneva valida l'affermazione, si poteva lasciare il suo nome. Se invece, dopo lo smascheramento, non la si riteneva più valida, allora anche l'affermazione andava cancellata. Ma quelli di Collegamento si sono ricordati di un celebre proverbio: si dice il peccato ma non il peccatore...

Analogamente, nella pagina sulle "Principali ricerche", da questo lungo passaggio sono state cancellate le frasi che ho messo in grassetto mentre le frasi residue sono rimaste identiche:

«Lo scienziato russo Dmitri Kouznetsov, direttore dei E.A. Sedov Biopolymer Research Laboratories di Mosca, premio Lenin, analizzando i dati pubblicati su Nature ha rilevato che i tre laboratori non hanno tenuto conto di tre fattori fondamentali:

«Nella lavorazione della pianta di lino viene eliminata la parte composta di lipidi (grassi) e proteine che è meno ricca di carbonio radioattivo rispetto alla fibra tessile, per cui quando questa viene sottoposta a datazione risulta più giovane della pianta viva dalla quale è stata estratta.

«L'alta temperatura raggiunta durante l'incendio di Chambéry (la cassetta con la Sindone fu avvolta dalle fiamme nell'incendio del 4 dicembre 1532) provoca scambi di isotopi che portano ad un arricchimento persino del 40% di carbonio radioattivo facendo risultare in proporzione più "giovane" il tessuto. La reazione è favorita dalla presenza dell'argento che ricopriva la cassetta.

«Alcuni batteri operanti sulla superficie del lino possono, attraverso la loro attività enzimatica, legare chimicamente gruppi alchilici alla cellulosa. Questi gruppi contengono carbonio derivato dall'ambiente locale. Anche quando i batteri vengono rimossi dalla pulizia, le modificazioni della cellulosa restano.

«Va sottolineato che le trasformazioni del lino dovute all'incendio e all'azione microbica sono di natura chimica e non fisica: perciò i solventi e le tecniche di pulizia usati dai laboratori della radiodatazione, che rimuovono la contaminazione di tipo fisico, come la sporcizia, non rimuovono i gruppi contenenti carbonio che si sono aggiunti, perché questi gruppi formano legami chimici direttamente con le molecole della cellulosa stessa.

«Il combinato ritocco dovuto ai tre fattori ha portato D. Kouznetsov a spostare indietro di 13 secoli la datazione medievale dei tre laboratori e dunque a collocare nel primo secolo l'età della Sindone».


Collegamento Pro Sindone pubblica regolarmente notizie su tutto quanto succede di interesse per l'argomento. Non ha mai nominato l'inchiesta su Kuznetsov. Cambierà qualcosa nei prossimi quattro anni? Vi terremo aggiornati.

Gian Marco Rinaldi

NDR: Naturalmente, a suo tempo il CICAP aveva informato queste e le altre associazioni e gruppi di studio che si occupano della Sindone, che le affermazioni di Kuznetsov si basavano unicamente sulla frode. Avevamo inviato loro copie del n. 43 di S&P. Viene da pensare che quella rivista e quei comunicati, ripresi anche sui giornali, non siano mai arrivati loro. Per questo, abbiamo deciso ora di rendere ancora più semplice sapere come stanno veramente le cose sul caso Kuznetsov, rendendo l'intera inchiesta di Gian Marco Rinaldi accessibile a tutti. Eccola:

Lo scienziato immaginario

L'uomo che salvò la Sindone

Dossier Kouznetsov

Per saperne di più

Duro colpo per i sindonologi, di Massimo Polidoro

Processo alla Sindone, di Luigi Garlaschelli

The Case of the Holy Fraudster (da The Skeptical Inquirer, March-April 2004), di Massimo Polidoro